Giovedì, Maggio 25, 2017

 

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Julia Servizi è dei giuliesi e deve rimanere ai giuliesi

sede-Julia-ServiziGià in occasione della “rottamazione” della Julia Reti avevamo sollevato il problema; crediamo, infatti, che sia stata persa l’occasione per far sì che il patrimonio della rete di distribuzione del metano di Giulianova potesse garantire utili al Comune ancora per un po’ di anni.
Le scelte e la gestione dei beni appartenenti a qualsiasi titolo al Comune devono essere dettate da criteri di economicità, efficacia, pubblicità, imparzialità e trasparenza, con il fine di garantire entrate all’Ente.
Per questa ragione di fondo pensiamo che sia un errore volere la vendita di Julia Servizi, che rappresenta un buon esempio di  società a intero capitale pubblico complessivamente  sana, che dà utili e garantisce opportunità di lavoro a numerosi cittadini ( ricordiamo il giudizio positivo espresso nella Relazione Cottarelli).

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Alberi tagliati e impiego di ingenti risorse pubbliche per mettere a rischio pedoni, ciclisti e automobilisti (persino) e realizzare brutture

pista-ciclabile-GiulianovaÈ stato aperto il cantiere della pista ciclabile sul lungomare sud. Stando al progetto si tratta dell’ennesima opera pubblica mal concepita che farà sperperare soldi pubblici (390.000 euro) e probabilmente, più che facilitare la mobilità sostenibile e abbellire la città, realizzerà brutture  e creerà problemi.

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Un mare di plastica

presa-direttaIl servizio andato in onda domenica sera su Rai Tre durante la trasmissione Presa Diretta, mostra una situazione allarmante davanti alle coste giuliesi.
Secondo un report di Goletta verde e uno studio dell’Università di Genova, sui fondali delle acque della nostra città sono depositati circa 40 chili di plastica per chilometro quadrato, dando alla nostra città il triste primato nazionale assieme alla città campana di Castellammare di Stabia.

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Annunziata: la storia completa del Contratto di Quartiere, si correggano almeno le scelte sbagliate ancora migliorabili

Parco-AnnunziataTutti i nodi, prima o poi, vengono al pettine. Se si riqualifica un quartiere criticato per l’eccesso di costruzioni anche  con… altro cemento e asfalto e sostanzialmente si regalano 1000 mq per far realizzare un parcheggio privato nell’ambito di un parco  a volte si possono incontrare negli enti sovracomunali punti di vista più civili che disapprovano. È quello che sta capitando col Contratto di Quartiere dell’Annunziata  voluto dal centro-destra di Cameli nel 1998 e approvato poi nel 2000 anche dall’opposizione di centro-sinistra capeggiata da Mastromauro. Basta leggere il parere della Sovrintendenza per i beni ambientali e architettonici per l’Abruzzo per rendersene conto.

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No alla cementificazione dell’ex confettificio Orsini

orsiniDieci minuti prima l’amministrazione Mastromauro approvava l’O.d.g. sulla sostenibilità, dieci minuti dopo faceva marcia indietro, approvando l’ennesimo sfregio paesaggistico per la città di Giulianova.
Dopo l’aumento di cubatura per ampliamento strutture alberghiere nel lungomare Nord, questa volta si punta alla collina tra paese e spiaggia, proprio nell’ ex confettificio Orsini.

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Vicenda Kursaal-palazzo Gavioli: Una storia emblematica della decadenza giuliese

GavioliRiteniamo di aver riferito, durante la conferenza stampa del 28 febbraio 2015, un fatto molto grave sotto il profilo della correttezza procedurale nell’iter della Variante al PRG approvata nel febbraio del 2013. Le norme sulle distanze  tra edifici sono state modificate senza che la Commissione Urbanistica Comunale ed i Consiglieri Comunali ne fossero chiaramente informati, infatti la variazione è avvenuta senza che l’Amministrazione Comunale e il Dirigente Urbanistico lo dicessero in maniera esplicita per informare pienamente, come prevede la legge,  la Commissione Urbanistica e i Consiglieri Comunali.
Le conseguenze della suddetta variazione per l’edificazione cittadina sono tante e di rilievo. Un esempio è costituito da palazzzo Gavioli a ridosso del Kursaal.

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Comitato di quartiere Lido: il 15 marzo al voto?

Si-votaSi sono da poco chiuse le candidature per l'elezione del comitato del quartiere Lido, dopo le dimissioni dello scorso anno della presidente Filomena Bruno.
Così come riportato dai manifesti esposti in diverse zone del Lido e come ribadito dal Sindaco in una recente conferenza stampa, domenica 15 marzo dovrebbero svolgersi le elezioni per il rinnovo del comitato.
Ma l'associazione "Il Cittadino Governante", nutre seri dubbi sulla leggittimità della procedura, e per questo, ha inoltrato in data odierna un quesito in merito alla vicenda alla Segretaria comunale di Giulianova Dott.ssa  Daniela Marini.

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Conferenza stampa sulla vicenda Gavioli

Conferenza-stampaAffollata conferenza stampa questa mattina, presso la sede dell'associazione di cultura politica "Il Cittadino Governante". Il Consigliere comunale Franco Arboretti ha illustrato le ultime novità emerse sulla vicenda relativa al sequestro del cantiere Gavioli accanto al Kursaal.

 

Tari: le giunte Mastromauro tartassano i giuliesi

tasseÈ arrivata l’ultima e pesante rata della tari che conferma, anche per quest’anno, l’aumento della tassazione locale sui rifiuti per la stragrande  maggioranza dei giuliesi. 
Le giunte del sindaco Mastromauro da oltre 10 anni amministrano la Città e sono responsabili dei progressivi aumenti della tassa (dai 3 milioni e 600 mila euro del 2007 i giuliesi  pagano nel 2014 la bellezza di 5 milioni e 925 mila euro! ) senza, tra l’altro, restituire ai cittadini una Giulianova pulita e un servizio efficiente.  
Con una buona raccolta differenziata, nei comuni ben amministrati, in 4 - 5 anni i costi si dimezzano; invece a Giulianova, paradossalmente, dopo anni di impegno dei cittadini per portare al 65% la raccolta differenziata i risparmi non si vedono.
La tassa sui rifiuti è alta perchè è troppo costoso il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento, come risulta chiaramente dalla delibera consiliare in cui si legge: “il gettito complessivo della tassa sui rifiuti è quantificato in 5.925.000 euro (nel 2013 fu di 5.280.000 ndr), dando atto che viene assicurata l’integrale copertura dei costi del servizio” e come tante volte abbiamo detto (inascoltati) proponendo vie alternative. 
Da anni sarebbe possibile far  costare il servizio molto meno ma ciò non succede perchè la gestione amministrativa dei rifiuti è  inadeguata.
Al di là dei continui proclami l’incapacità amministrativa delle giunte Mastromauro ricade interamente ed ingiustamente sulle attività economiche e su  tante famiglie colpite da una tassa troppo alta. 
 e se dopo 11 anni di governo locale gli amministratori si rifugiano ancora nelle promesse il giudizio politico non può non essere severo: essi hanno fallito anche in questo settore.
 

Il Cittadino Governante associazione di cultura politica

TARI: arrivano i "Succhiasangue"

SucchiasangueLa cittadinanza giuliese è da tempo stanca a causa delle tasse in continuo aumento e benché la protesta sia esplosa con forza, Mastromauro e la sua giunta continuano a fare orecchie da mercante.
Presso gli uffici comunali si registrano in questi giorni file lunghissime di cittadini esasperati dagli aumenti che in alcuni casi, se comparati col 2011, possono arrivare fino al 226% .
Rincari anche per le famiglie numerose in alloggi di piccola-media dimensione: per una coppia e tre figli, con una casa di 100 mq circa, si passa da una spesa nel 2013 di 216 euro a 405 euro nel 2014 (+ 88%).
Alle seconde case sfitte o prive di occupanti verranno invece conteggiate bollette TARI con un carico famigliare di tre persone.
Il Movimento 5 Stelle – Giulianova aveva denunciato questi aumenti in consiglio comunale lo scorso autunno, votando contro, mentre il sindaco si nasconde dietro alla foglia di fico dei soliti, quanto vani, proclami. Di fatto le attività saranno costrette a pagare con notevoli aggravi e non potranno nemmeno avvalersi del "ravvedimento operoso".
A causa della mala gestione e dell’incompetenza degli amministratori locali (CIRSU in primis) la raccolta differenziata non ha portato quei benefici previsti e le tariffe sono di conseguenza costantemente aumentate.
Il Movimento 5 Stelle – Giulianova supporterà tutte le iniziative portate avanti dai commercianti e dalle associazioni di categoria, ed è pronto a recepire e portare in consiglio comunale le loro istanze.

Movimento 5 Stelle - Giulianova

Applichiamo la “ sostenibilità” all’ex-confettificio Orsini

Area-VarianteOggi si tiene un consiglio comunale che, guardando l’ordine del giorno, si potrebbe definire schizofrenico.
Si comincia con un punto annunciato con enfasi dal sindaco: “E' ora la volta del Forum della Sostenibilità per costruire assieme una Giulianova più a misura d'uomo, essendo necessario un cambiamento epocale dei nostri comportamenti, dal modo di produrre al modo di abitare, di muoversi e di consumare”.

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Consiglio comunale ad ostacoli

Consiglio comNel pomeriggio di giovedì 26 febbraio si riunisce dopo oltre due mesi il consiglio comunale.
il rappresentate del Cittadino Governante non potrà partecipare perché la maggioranza ha fatto di tutto per impedirglielo.
Come tutti sanno il lavoro di Franco Arboretti è quello di medico di medicina generale che, nel pomeriggio, è impegnato in ambulatorio il martedì ed il giovedì. Per i medici di famiglia non c’è il diritto - che hanno tutti i lavoratori dipendenti - di avere 1 o 2 giorni di astensione dal lavoro per impegni istituzionali. Essi se si assentano creano un disservizio (in un servizio pubblico delicato come la sanità) e quindi disagio ai pazienti. Il consigliere Arboretti ha chiesto, per questo, da tempo di evitare almeno, quando possibile, di convocare il consiglio comunale il giovedì. Invece negli ultimi mesi è accaduto più volte.

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Di Sabatino: ci opporremo sempre nell'interesse dei cittadini e del territorio

Colle-dei-nidi Questa mattina, nella sala della Provincia di Teramo è stata illustrata la sentenza del TAR del Lazio con la quale si annulla la concessione di ricerca petrolifera denominata "Colle dei nidi"
Alla conferenza stampa sono intervenuti il presidente Renzo Di Sabatino, i sindaci dei Comuni di Bellante, Mosciano Sant'Angelo e Campli (promotori questi ultimi del ricorso) il professor Enzo Di Salvatore,  l'avvocato Paolo Colasante che hanno seguito la vicenda rispettivamente in qualità di consulente e di difensore dei ricorrenti e  l'avvocato dell'ente Antonio Zecchino.

Chiediamo il rispetto dell’ambiente, del paesaggio, della salute e dell’ economia sostenibile abruzzesi

ArborettI NO TRIVNel Consiglio Comunale dello scorso 19 dicembre tutti i gruppi consiliari hanno approvato una mozione in merito alla strategia energetica nazionale presentata dal consigliere Franco Arboretti  de Il Cittadino Governante per cambiare. In modo unanime si è deciso di voler far sentire, con forza democratica, la voce di Giulianova che intende difendere l’ambiente – e con esso l’incalcolabile valore delle nostre terre e nei nostri mari – e le vocazioni economiche dell’Abruzzo, manifestando contrarietà al rischio di trasformare la nostra regione in un distretto idrocarburi.

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Ospedale: che confusione, sindaco. Cosi però sarà difficile ottenere qualcosa di buono per Giulianova

ospedale-civile-giulianovaIl 22 gennaio il sindaco fa emanare un comunicato in cui , tra l’altro, dice: "l'allora presidente Chiodi e la Giunta regionale di centro-destra ci presero in giro. E gli elettori non hanno perdonato chi non ha mantenuto le promesse. Ora però mi chiedo e domando al governatore D'Alfonso se tra i progetti per la realizzazione dei nuovi presidi sanitari, per i quali sono a disposizione 450 milioni di euro, c'è anche Giulianova. Se così non fosse sarebbe davvero grave. Perché vorrebbe dire che la comunità, non solo giuliese, dopo essere stata presa per i fondelli da Chiodi e company verrebbe batostata ancora una volta. E questo sarebbe un errore imperdonabile per chi ha voluto dare una sterzata forte rispetto al passato avviando un cambio di rotta all'insegna del reale ascolto delle istanze provenienti dal territorio”.  
In precedenza, però, aveva fatto diramare differenti dichiarazioni:

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Il Comune non rispetta la convenzione e riduce la sicurezza in città

Arma CarabinieriUno degli obiettivi principali sbandierati (e non realizzati) dalla giunta Mastromauro sin dal suo insediamento, è stato il rilancio del centro storico attraverso il conseguimento del decisivo prerequisito della sicurezza. Andava in questa direzione la stipula, nel gennaio del 2014, della convenzione con due associazioni d’arma, carabinieri e polizia penitenziaria, che contano 40 volontari attivi il cui scopo è stato quello di vigilare e controllare i luoghi più nevralgici della città tra cui, soprattutto, i vicoli del centro storico, oltre che dei parchi e di tutti gli altri quartieri.

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Tariffa puntuale rifiuti: c’è chi risparmia e chi paga di più

TARIFFA-PUNTUALE-RIFIUTI-TARESHanno dell’incredibile le mosse di questo mandato Mastromauro, dalla perdita della Bandiera blu addirittura annunciata, mettendo le mani avanti, come se la colpa non fosse affatto di chi è al governo da oltre un decennio, fino a mettersi a capo della iniziativa della Co.Ba. volta ad instaurare la tariffa puntuale. Tale tariffa comporterebbe una riduzione della tassa sui rifiuti in quanto legata non alla metratura, ma ai rifiuti effettivamente prodotti. Qualche settimana fa i balneatori giuliesi si sono costituiti in Consorzio al fine di gestire autonomamente la raccolta differenziata degli assimilabili, preoccupati dalle ormai accertate incapacità della amministrazione Mastromauro che in 6 anni di raccolta differenziata (fatta da cittadini virtuosi) non è riuscita a ridurre la tassa neanche di un euro, anzi ha rincarato con picchi vicini al 50%.

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Il verde urbano è centrale nei lavori pubblici

Via TrevisoOltre un mese fa, in  una riunione della Commissione Urbanistica e Ambiente, chiedemmo, a proposito dei lavori pubblici da effettuare in Via Treviso,  se era stata presa in considerazione la possibilità di trapiantare altrove (ad esempio le sempre più spoglie pinetine delle gelaterie di Piazza Dalmazia) i 12 pini di circa 30 anni invece di abbatterli. La proposta fu valutata positivamente.
Ora chiediamo:  è stata verificata quella fattibilità? C’è stata la risposta, nel merito, di figure competenti? 

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Le regole, la libertà ed il motorino

Andrea-camilleriMi piace Camilleri quando dice che questo continuo spostamento dei confini tra legalità e illegalità produce un disagio altissimo, che non è solo morale. Diventa un fatto di costume sociale. È quello che lui chiama "la morale del motorino". Con il motorino si può evitare la fila, destreggiarsi tra le auto e poi passare con il rosso. Tanto con il motorino si ha facilità di manovra, si può andare contromano, si fa lo slalom. Insomma, si fa quel che si vuole, fregandosene delle regole. Che anzi, diventano un elemento di fastidio, di disturbo.
Strana Giulianova , dove se qualcuno prova a parlare di rispetto delle regole e di meritocrazia viene additato da chi si arroga il diritto di dire che "siccome non c'è niente " vale la morale del motorino. 
Si vuol far passare il messaggio che chi vuole il rispetto delle regole è qualcuno che ha paura di assumersi le proprie responsabilità quando invece è esattamente il contrario. 
Chi dice "questo non si può fare " perché la legge lo vieta, sta tutelando la libertà della collettività ed è una grande forma di coraggio e lealtà nei confronti di tutti. 
È facile dire sempre "SI"; È molto più difficile dire "NO" perché ci vuole coraggio ed integrità morale. 
Le regole valgono anche se vivi a Giulianova dove non c'è niente e giriamo con un motorino sgangherato. 

Gianpiero D'Angelo

L’Abruzzo corre Il rischio di trasformarsi in un distretto idrocarburi

logo-webIl Cittadino Governante nel consiglio comunale del 20 ottobre scorso lanciò l’allarme sulla deriva petrolifera che potrebbe segnare il futuro dell’Abruzzo a causa delle scelte contenute nel capitolo dedicato alla strategia energetica nazionale del cosiddetto Decreto Legge Sblocca-Italia.
L’Abruzzo corre Il rischio di trasformarsi in un distretto idrocarburi che con l’impatto ambientale delle attività previste rappresenterebbe, inevitabilmente, la fine di un’idea  di regione vocata al turismo, all’agricoltura ed aperta ad attività economiche sostenibili, strategiche e vitali.

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Il presidente di Sabatino: "Nessun rischio agli stipendi dei dipendenti provinciali"

di-sabatinoIn riferimento a quanto apparso sugli organi di stampa in data odierna circa il possibile rischio degli stipendi dei dipendenti provinciali con i tagli del Governo, il Presidente della Provincia di Teramo Renzo Di Sabatino precisa quanto segue:

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Dopo la TASI al massimo, nuova batosta con la TARI

P 75La tassazione locale continua ad aumentare e, con la collaborazione dell’informazione filo-amministrazione, ci vogliono far credere che non è vero. Non sbagliavamo a temere il peggio un mese fa: la tassa sui rifiuti (TARI, in precedenza denominata TARSU) aumenta di nuovo. La Giunta Mastromauro chiederà ai Giuliesi un esborso superiore a quello dello scorso anno di circa 645 mila euro.

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La stangatina di inizio mandato

P 74Dopo la stangata di fine mandato su: TARSU, IMU, Addizionale IRPEF, COSAP,  Insegne luminose, Parcheggi a pagamento

Come tutti ricordano, l’amministrazione comunale chiuse l’anno finanziario 2013 con quella che definimmo “la stangata di fine mandato”. Ora è di nuovo tempo di decisioni finanziarie e l’ amministrazione (sempre quella) ha inaugurato le scelte per il prossimo bilancio di previsione con una “stangatina di inizio mandato”: TASI al massimo. I proprietari di prima casa pagheranno il 2,5 per mille, l’aliquota massima prevista dal governo.
Abbiamo ascoltato o letto una sequela infinita di dichiarazioni da parte del sindaco, dell’assessore al bilancio, di esponenti della maggioranza, tutte tese ad addolcire la pillola:
• “ La TASI è una tassa iniqua”.
• “Il governo centrale non prevedeva detrazioni”.
• “Nessun componente del PD e del suo gruppo consiliare vuole l’applicazione delle aliquote massime su TASI e TARI decise dal governo centrale”.
• “Con le detrazioni abbiamo portato a casa un ottimo risultato, a tutela delle fasce più deboli”
Spero sia consentita qualche obiezione:
- Ma chi ha voluto la TASI a livello nazionale? Ci risulta che ci fossero anche i loro partiti a sostenere i governi che l’hanno prima introdotta (dopo la presa in giro dell’abolizione dell’IMU sulla prima casa) e poi confermata. Come fanno a chiamarsi fuori e parlare come se fossero all’opposizione in Parlamento?
- La legge, in verità, dice che l’aliquota di base della TASI è pari all’1 per mille. Prevede poi per i comuni altre due possibilità: da una parte di elevarla al 2,5 per mille (e, solo per il 2014 e a certe condizioni, fino al 3,3 per mille) e dall’altra di ridurla fino all’azzeramento. Ne consegue che c’era anche la possibilità di non introdurre la TASI nel nostro comune.
- La legge, inoltre, prevede le detrazioni sia per l’abitazione principale, sia per i familiari dimoranti: è il comune che ne stabilisce l’entità e i destinatari. Certamente con qualche decina di euro all’anno (questo è quanto è stato deliberato) non si tutelano adeguatamente i cittadini colpiti dalla crisi attuale. Affermare il contrario è solo offensiva demagogia.
Il nostro comune è in grave sofferenza finanziaria e i nostri amministratori, in genere, ne danno la colpa al governo di turno che taglia i trasferimenti agli enti locali. In parte questo è vero. Ma è solo una parte della verità. Non dicono invece che:
1) Nelle casse del comune non si fanno entrano tutte le spettanze previste dalla legge (si tratta di svariati milioni di euro non chiesti nel corso del tempo ai poteri forti e alle fasce sociali più facoltose).
2) La spesa galoppa da anni senza controllo particolarmente nella gestione dei rifiuti, anche qui si tratta di milioni e milioni di euro.
Il Bilancio di un Comune deve essere, però, sempre in pareggio e l’amministrazione, non ponendo rimedio a quanto sopradetto, oltre a vendersi i gioielli di famiglia, aumenta le tasse locali. Vediamo ora cosa accadrà con tutte le altre innumerevoli decisioni che dovranno essere prese con l’approvazione del Bilancio di Previsione 2014. A giudicare dall’abbrivio forse i cittadini devono temere il peggio.

Un consiglio per capire

P 73

Quanto sarebbe istruttivo per i cittadini sapere in merito alle
procedure e ai contenuti del consiglio comunale del 25 luglio 2014

Quanto sarebbe esplicativo per i cittadini conoscere cosa si è detto nel Consiglio Comunale del 25 luglio 2014
Si è tenuto il 25 luglio scorso il primo consiglio comunale dopo l’insediamento della nuova amministrazione avvenuto il 27 giugno. Era stato convocato per discutere il Bilancio Consuntivo del 2013. È prassi, vista l’importanza e la complessità dell’argomento, non aggiungere altri punti all’ordine del giorno in occasione della disamina del Bilancio di Previsione o di quello Consuntivo. Ma questa volta non è andata così. Una settimana prima dello svolgimento del consiglio è stato aggiunto un nutrito elenco di punti di notevole rilievo e tre giorni prima addirittura un ulteriore punto, anch’esso non secondario. Eppure erano trascorsi ben 28 giorni dal consiglio di insediamento, se c’erano punti urgenti si poteva tenere una specifica seduta prima del 25 luglio. Ma se non si ha in nessuna considerazione il rispetto della sovranità del consiglio comunale e tantomeno il diritto dei consiglieri ad avere il tempo di studiare la documentazione dei vari punti da approvare per presentarsi preparati al dibattito consiliare onde rappresentare degnamente i cittadini che li hanno votati, è ovvio che le procedure sensate non si seguono. Se poi l’obiettivo, non confessabile (per il timore di sollevare ondate di indignazione da parte dei cittadini), ma del tutto evidente, è anche quello di far discutere a notte fonda gli argomenti scottanti del bilancio - che evidentemente la maggioranza non vuole far conoscere all’opinione pubblica - allora tutto si spiega. Il Presidente del Consiglio Comunale Jurghens Cartone, sempre meno super partes, ha tranquillamente accettato la richiesta della maggioranza di anticipare alle ore 18 i numerosi punti all’ordine del giorno aggiunti in extremis. Risultato: di bilancio si è cominciato a parlare dopo le ore 22 ed il dibattito si è protratto fino alle 2.30 di notte! Conseguentemente i cittadini sono all’oscuro, o quasi, di quanto è stato detto nel dibattito, anche per la scarsissima copertura mediatica (solo Il Centro ha dedicato uno specifico articolo; la radio locale ha trasmesso a singhiozzo la diretta e non ha replicato alcunché nei giorni seguenti). Non erano irrilevanti, però, le implicazioni per i cittadini nei temi dibattuti. Questa la sintesi di quanto fatto emergere dal Cittadino Governante in quel consiglio:
1) Nomine del Comune presso enti, aziende ed istituzioni: Visti i comportamenti del passato abbiamo sollecitato il rispetto pieno del criterio della competenza (spesso dimenticata) che insieme all’onestà è decisiva per la buon amministrazione.
2) Convenzione per la gestione regionale dei Rifiuti Urbani: Abbiamo messo in luce la contraddizione tra il continuo ripetere di voler perseguire la strategia dei Rifiuti Zero e l’approvazione senza battere ciglio (e senza dibattito consiliare serio ed approfondito) di una convenzione frutto di una legge regionale che non esclude l’uso degli inceneritori e delle discariche.
3) Protezione dai campi elettromagnetici delle antenne telefoniche:
Il sub commissario della sanità abruzzese Zuccatelli lamentava, giustamente, nel giugno scorso che in Abruzzo sono assolutamente insufficienti gli screening oncologici, fondamentali per la diagnosi precoce dei tumori. Sarebbe altrettanto importante condurre studi epidemiologici sul tasso delle patologie tumorali nelle varie realtà e promuovere la prevenzione primaria per evitare l’insorgenza delle neoplasie attraverso interventi sull’ambiente e sugli stili di vita. Se, però, nei massimi consessi civici non si concede ai consiglieri il tempo necessario per studiare ed approfondire la materia che si ripercuote su tutto ciò, come è accaduto in questo caso, è evidente che non può partire nessuna sollecitazione seria e documentata verso la Regione e le ASL da parte del consiglio comunale.
4) Adattamento ai cambiamenti climatici (adesione al Mayors Adapt): Questo lungimirante indirizzo dell’Unione Europea indica di fare scelte sostenibili nella gestione del territorio, di ridurre i gas serra e di approntare misure per aumentare la resilienza (capacità di resistere) delle città ai cambiamenti climatici. Sono anni che cerchiamo di proporre scelte sostenibili in campo urbanistico, energetico, economico e nella mobilità, come in occasione del dibattito sulla Variante al PRG (quando parlammo della necessità della VAS) ma ogni nostra proposta è stata sistematicamente respinta. Ora il sindaco porta con urgenza in consiglio un punto per aderire a questa iniziativa. Il buongoverno non si fa con i proclami da disattendere o, addirittura, contraddire ma con le scelte coerenti. Avremmo quindi preferito avere più tempo per poter preparare proposte dettagliate su come riempire di contenuti simili impegnative adesioni del Comune. Ma evidentemente per il sindaco che ha fatto approvare ad un mese dalle elezioni la cementificazione dell’area dell’ex Confettificio era più importante mostrare uno specchietto per le allodole che impegnarsi in una seria riflessione autocritica.
5) Bilancio Consuntivo del 2013: Ci sarebbe molto da dire. Intanto, essendo l’ultimo del quinquennio di governo, sarebbe stato più corretto discuterlo prima delle elezioni per una complessiva valutazione dell’azione amministrativa della giunta uscente. Invece non solo ciò non si è fatto prima del pronunciamento popolare ma, anche ad elezioni svolte, si è operato in modo da confinare il dibattito consiliare sull’importante punto nelle ore piccole della notte. Probabilmente si ritiene conveniente che siano in pochi a sapere quanti atti di malgoverno si celano dietro le cifre delle Entrate e delle Uscite della prima giunta Mastromauro. Non si può qui riferire, per ovvi motivi di spazio, la dettagliata disamina fatta dal Cittadino Governante e vi rimandiamo al sito del Comune sperando che la tanto sbandierata trasparenza faccia sentire il dovere di inserire gli interventi dei consiglieri comunali nel portale del Comune.
Sinteticamente si può dire che:
a) Non è vero che il Comune ha avuto meno entrate del passato: tra il 2009 ed il 2013 ha avuto complessivamente 7,5 milioni di euro in più.
b) La spesa corrente, nello stesso periodo, irresponsabilmente, è stata di 13,6 milioni di euro senza miglioramenti degni di nota: nemmeno per pulizia, manutenzione e decoro.
c) Sul fronte delle Entrate: sono mancate al Comune spettanze per svariati milioni di euro; è stata inasprita la tassazione locale sulle famiglie e sulle attività economiche come è accaduto per IMU e TARSU.
d) Quasi 6 milioni di euro (un quarto circa della spesa complessiva comunale) vengono spesi, da anni, per i rifiuti. Mentre i cittadini si impegnano a differenziare sempre più, i costi del servizio aumentano (nel 2013 il costo di raccolta e smaltimento è cresciuto di 515.000 euro) invece di diminuire come accade ovunque si pratichi da tempo la raccolta differenziata.
e) C’è stato molto spreco di denaro pubblico finito nelle opere pubbliche malfatte o inutili, in attività improprie per un comune, nel contenzioso esagerato, nella spesa poco qualificata, nell’indebitamento eccessivo, negli acquisti poco oculati di beni e servizi, nelle società partecipate mal indirizzate e poco controllate.
Potremmo fare esempi clamorosi a conferma di quanto detto. Lo faremo nei prossimi mesi incontrando i cittadini per parlare di come viene utilizzato il denaro pubblico nella nostra città e della possibilità di una diversa impostazione del bilancio comunale: più equo ed attento nelle entrate, più qualificato e responsabile nella spesa.

Ha vinto il centrodestra-(sinistra)

AAQ 72I risultati elettorali vanno sempre letti nei loro molteplici aspetti perché oltre all’indicazione di chi deve governare, essi contengono molti altri messaggi e segnali che gli elettori intendono dare.
Nei numeri delle elezioni comunali del 2014 vanno, quindi, rintracciati anche l’entità effettiva del consenso e come esso è stato ottenuto; i flussi da un partito o da una coalizione all’altra con la nascita di nuovi blocchi sociali e politici; la critica, i bisogni, i desideri, l’atteggiamento verso i partiti e le istituzioni della comunità locale.
Col voto delle comunali il cambiamento non c’è stato, è stata scelta la continuità: ha vinto il sindaco uscente. Dati alla mano, non ha vinto, però, il centrosinistra, ed il PD con appena il 22% (a livello nazionale veleggia intorno al 41%) ne esce notevolmente indebolito.
A prima vista sembrerebbe che alla città vada bene il modo di amministrare che abbiamo avuto negli ultimi 5 anni. A leggere più attentamente i risultati emerge che non è proprio così. Il consenso verso l’amministrazione uscente è notevolmente diminuito. Considerato che il sindaco è stato eletto con 6114 voti (nel 2009 ne ottenne 7387), i 3021 voti del PD più i 289 voti di Sinistra Unita (SEL, Comunisiti Italiani, Socialisti) - oltre che mostrare chiaramente che l’operato della Giunta Mastromauro uscente non era stato poi così apprezzato - non avrebbero garantito alcuna vittoria. Essa è stata consentita da una disinvolta quanto efficace alleanza fra il sindaco e alcuni degli esponenti di primo piano delle giunte di centrodestra guidate da Cameli tra il 1995 ed il 2003 con la formazione di tre liste civiche che hanno apportato un contributo di ben 2771 voti con i quali è stata tamponata la grave perdita di consensi andati altrove o nell’astensionismo. L’accordo trasversale tra Mastromauro ed alcuni esponenti della maggioranza di centrodestra iniziato nel 2003, che portò alla caduta del Cameli 2, rimesso in piedi nello scorso mandato con la nomina dell’assessore Nausicaa Cameli quando ben tre consiglieri abbandonarono il PD, si è perfezionato ed è stato decisivo per la vittoria finale di Mastromauro in questa tornata elettorale. Va detto che si è trattato di un’operazione di 7-8 esponenti che hanno avuto ruoli di primo piano nelle amministrazioni di centrodestra (sindaco, vicesindaci, assessori, consiglieri comunali, sostenitori) che hanno messo in piedi insieme a Mastromauro tre liste civiche risultate determinanti per la vittoria con 2771 voti.
Ma vediamoli più nel dettaglio questi dati:
Il candidato sindaco vincitore ha ottenuto 6114 voti dei 21.122 aventi diritto al voto, cioè un consenso effettivo del 34,5%, un terzo circa dell’intero elettorato giuliese (trae, quindi, di molto in inganno il 62,77% del ballottaggio calcolato sugli appena 10.006 elettori che hanno votato al secondo turno).
Il vincitore ha ottenuto ben 1273 voti in meno rispetto alle elezioni del 2009, nonostante abbia governato per 5 anni (9 considerando anche i 4 anni come vicesindaco nella Giunta Ruffini) e nonostante il PD abbia ottenuto a livello nazionale un grandissimo successo elettorale.
Il sindaco vincitore è l’unico candidato sindaco dei 7 presentatisi ad aver ottenuto meno voti del totale dei voti delle liste che lo sostenevano. Esattamente 108 voti in meno.
Al secondo turno il vincitore ha ottenuto solo 141 voti in più rispetto a quelli del I turno, mentre ben 4857 elettori che avevano votato al I turno non sono tornati a votare e l’affluenza al voto alle elezioni comunali per la prima volta a Giulianova è scesa sotto la metà del corpo elettorale fermandosi al 43,37%.
Il PD ha conseguito alle comunali un modesto 22%, mentre a livello nazionale veleggia intorno al 41%. Da notare che nello stesso giorno, il 25 maggio, alle Comunali il PD ha ottenuto solo 3021 voti (erano stati 3918 nel 2009), mentre, comunque, ne conseguiva 3663 alle Regionali e 4.783 alle Europee.
La lista personale del sindaco uscente, in cui è risultata al primo posto Nausicaa Cameli (nel 2009 candidata in una lista del centro-destra a sostegno del padre, il candidato sindaco del centro-destra) ha incrementato i suoi voti passando dai 1004 del 2009 ai 1552 del 2014 ed elegge 3 consiglieri di cui 2 che lavorano nello studio professionale del sindaco.
Un’intera lista civica (Al centro della città) è passata dal centro-destra al centro-sinistra: certo gli elettori non l’hanno premiata ma comunque ha traghettato 637 voti.
La lista civica Centro Civico Giuliese – anch’essa ispirata da ex assessori delle giunte di centro-destra (Cameli 1 e 2) e da ex AN – ha contribuito con quasi 600 voti.
SEL, Comunisiti Italiani, Socialisti insieme nella lista Sinistra Unita hanno rimediato appena 289 voti.
In sostanza il centrosinistra ha mutato natura: c’è un debolissimo PD accompagnato da 3 liste provenienti dal centrodestra che hanno consentito al candidato sindaco del centrosinistra di vincere, pur con un netto calo rispetto al 2009. Siccome in politica contano anche i rapporti di forza questi risultati si sono puntualmente riverberati nella composizione della giunta. Alle forze provenienti dal centrodestra sono stati assegnati la carica di vicesindaco e 4 assessorati: ruolo di vicesindaco con assessorato a Nausicaa Cameli (così è stato sancito ufficialmente il matrimonio politico Mastromauro-Cameli), e poi assessorati a Guidobaldi (Al centro della città), Di Giacinto (lista civica del sindaco) e Verdecchia (Centro civico giuliese). Al PD solo Ruffini (proveniente dalla Margherita), niente a Filipponi, primo degli eletti. È stata inoltre preannunciata la presidenza della Consulta del Turismo a Mimì Di Carlo (vicesindaco del centrodestra tra il 1995 ed il 2003). Che maggioranza è questa? Definirla di centro-destra-(sinistra) è una forzatura? A voler fare dell’ironia si potrebbe anche parlare di un Cameli 3. Noi del Cittadino Governante da anni sosteniamo una visione alternativa della Città e diciamo che centrodestra e centro sinistra a Giulianova sono simili per scelte amministrative e che entrambi hanno mal governato. Non a caso, nel 2004 il centro destra messo alla prova per 9 anni fu rimandato a casa con una pesante sconfitta. La stessa cosa stava per capitare al centrosinistra, ma questa volta una inedita manovra elettorale (tra molti di coloro che sono stati al governo cittadino per ben 18 anni) è riuscita a garantire la permanenza al potere della vecchia classe dirigente. Certo una mano è stata data dalla frammentazione delle forze in campo che si opponevano: esse in totale hanno raccolto circa 9.000 voti contro i circa 6.000 della coalizione che ha vinto. Naturalmente erano molto diverse fra loro ma, vista l’affinità programmatica, se Il Cittadino Governante, Il Movimento 5 Stelle e Gente In Comune si fossero alleati l’esito sarebbe stato probabilmente un altro. Qualcuno potrebbe dire che, comunque, ora occorra fare i conti con l’originale e gattopardesca coalizione che ha vinto. Bene rispondiamo che a maggior ragione sarà necessario, da questo momento in poi, che le forze omogenee per valori e programma inizino a dialogare e a raccordarsi per il vero cambiamento in città.
Quanto al risultato del Cittadino Governante che il sindaco, attraverso un comunicato stampa dell’Ufficio di staff vuole, con una greve forzatura, etichettare come una sconfitta del consigliere Franco Arboretti, vogliamo ricordare che la politica – per noi - è un impegno civile ben differente dall’immagine che trapela dalle sue parole, secondo cui senza le poltrone si fa parte degli sconfitti! D’altronde la biografia di Franco Arboretti e la storia decennale del Cittadino Governante parlano chiaramente: noi non siamo disposti a barattare principi, valori, programmi, onestà e correttezza con nessuna poltrona, anzi troviamo molto gratificante impegnarci, coerentemente per essi e troviamo che siano un successo straordinario i 1929 voti liberi e consapevoli che hanno premiato la nostra idea di città, il nostro programma e le nostre liste portando Il Cittadino Governante ad essere la seconda forza politica cittadina. Ai nostri elettori va un sentito ringraziamento e siccome l’onestà e la cultura (a cui ci sforziamo di attingere nel nostro impegno civile e politico) prima o poi riescono a prevalere su una concezione muscolare della politica siamo gratificati e orgogliosi di continuare ad impegnarci insieme a loro nella prospettiva del cambiamento, di cui a Giulianova c’è sempre più bisogno.
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