Giovedì, Maggio 25, 2017

 

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Promesse da spiaggia

IG 64 1Piovono e-mail da parte dei sostenitori di “Unica beach”, piovono sui futuri candidati alle prossime comunali, piovono chiedendo sostegno al progetto, ma usando a volte toni, elettoralmente parlando, vagamente intimidatori. Non crediamo sia questa la strada giusta: strappare la promessa  di qualche candidato in cerca di facili consensi può essere semplice per i molti sostenitori della spiaggia aperta ai cani, ma può esserlo altrettanto per i non meno  numerosi oppositori.  
I toni da crociata difficilmente giovano alle cause, anche alle più condivisibili, e rischiano soltanto di rendere ancor più rigido il “muro contro muro”.
Senza contare che le parole date  solo per racimolare voti   svaniscono per lo più all’indomani delle elezioni.

Ritorno alle origini

IG 64 2Prima candidato DS. Poi nelle liste PD. Quindi transfuga nel futuro gruppo di Progresso Giuliese.
Infine, è storia recente, cofondatore di “Fratelli d’Italia – AN”, al fianco di Paolo Vasanella.
Di saltello in saltello, Roberto Sacconi ha finalmente finito di percorrere quello che una volta veniva definito arco costituzionale.
“È stato come tornare alle origini” ha dichiarato.
Nessun commento da parte delle origini.

Il rispetto della dignità

LPAC 63 01Sul lato nord della scuola media dell’Annunziata, il cortile ospita due furgoni di cui uno della guardia costiera, la motrice di un grosso camion, un TIR con rimorchio e quattro container.
Il grande cancello di accesso a questo cortile, condiviso con la Scuola Media è aperto mentre il cancello davanti alla scalinata di accesso alla scuola è chiuso, suppongo perché vista l’ora, gli uffici sono chiusi e non ci sono lezioni in corso. Nel lato sud, una rete provvisoria separa gli spazi a poco più di un metro dallo scivolo di accesso alla scuola; oltre ci sono i mezzi della CRI, ambulanze, auto, fuoristrada e altri mezzi di soccorso di cui fortunatamente la CRI di Giulianova è dotata.
Peccato che appena dietro il cancello da cui si accede alla CRI, oltre ai comuni  bidoni ci sia una sorta di discarica: monitor di PC, un lavandino, un bidè, tavole da surf ovviamente inutilizzabili e molti sacchi di grandi dimensioni che non riportano alcuna scritta rispetto ai contenuti. L’impressione che si ha alla vista di tutto l’insieme è di un’assoluta mancanza di rispetto della dignità e del ruolo che sia CRI sia la scuola rivestono.
Sorgono spontanee alcune riflessioni: dal primo insediamento della CRI a Giulianova sono passati parecchi anni durante i quali il lavoro costante, scrupoloso e generoso dei volontari è cresciuto in maniera esponenziale, ed oggi, il presidio CRI di Giulianova è una realtà fondamentale della nostra comunità, sia per la quantità che per la qualità dei servizi che garantisce a tutti i cittadini; tuttavia la sede è ancora quella dell’inizio quando erano pochi volontari con una sola ambulanza.
D’altra parte la scuola che deve ospitare per più ore al giorno i ragazzi dovrebbe avere tante belle caratteristiche tra cui quella di essere accogliente con spazi esterni, ovviamente esclusivi, ordinati, puliti e sicuri. Nessuno mette in dubbio che ci siano scuole in condizioni peggiori di questa, ma questo non giustifica la situazione. Mi pare che l’aumento delle necessità logistiche della CRI abbia reso problematica la coabitazione con la scuola creando una situazione lesiva della dignità di entrambe le istituzioni.
Mi chiedo, quindi, quali sono gli spazi riservati alla Scuola e quali alla CRI?
Sono rispettate tutte le norme di sicurezza?
Chi può e/o dovrebbe dare risposte in merito?

a raccolta differenziata e il decoro della città

AAQ 63 02Mettereste i bidoni dei vostri rifiuti nel salotto di casa? Certamente no, li terreste ben nascosti in un balcone non in vista o in uno sgabuzzino, in attesa di smaltirli. Ma è quanto accade a Giulianova, dove il sistema “porta a porta”, seppure utile per differenziare correttamente i rifiuti, fa si che, in ogni periodo dell’anno, dalla prima serata alle tarde ore del mattino seguente, bidoni, bidoncini e cumuli di rifiuti “affollino” le nostre strade, le nostre piazze e il lungomare.
Quelli che dovrebbero essere i luoghi di rappresentanza della città, il salotto buono della nostra casa comune, sono quindi invasi dai rifiuti nelle ore della passeggiata serale e, per ritardi nella raccolta, fino a mattina inoltrata, complici anche gli utenti che, spesso, conferiscono i contenitori in spazi non idonei, occupando, a volte, anche gli stalli dei parcheggi dei disabili e i marciapiedi.
Quali le soluzioni? Già il “regolamento  comunale per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati e per la raccolta differenziata dei rifiuti”, approvato nel 2007, all’art. 20 stabilisce che: “Secondo il vigente Regolamento Edilizio comunale ogni edificio con almeno 6 alloggi deve prevedere uno spazio (area ecologica) per il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani realizzando apposito incasso sulla recinzione”. I condomìni, quindi, dovrebbero essere tutti già forniti di uno spazio apposito, all’interno della recinzione, dove posizionare i rifiuti. Ma per le singole unità immobiliari e, soprattutto, per le attività produttive come si può evitare che i cassonetti stazionino, a volte in maniera permanente, su marciapiedi, angoli di strada e spazi pubblici?
Si potrebbe prevedere, per ogni nuova costruzione e per le nuove recinzioni, uno spazio per il posizionamento dei bidoncini,; si potrebbero istituire mini-isole ecologiche, almeno nelle zone più frequentate dai turisti, opportunamente schermate, dove gli utenti dovrebbero conferire i loro rifiuti; e magari potrebbe attivarsi finalmente la piattaforma ecologica dove chi ha rifiuti ingombranti, o le attività che producono quantità ingenti di rifiuti, potrebbero autonomamente conferire senza dover occupare spazio pubblico.
A margine di tale articolo va sottolineato come, nonostante sia il sito del Comune che l’eco calendario riportino come orario di conferimento il periodo compreso tra le ore 22.00 del giorno di raccolta e le ore 4.00 del giorno successivo; in realtà il Comune, con Ordinanza n. 650 del 10 dicembre scorso, ha stabilito che l’orario di conferimento sia differenziato secondo i seguenti periodi stagionali e con i seguenti orari: dal 16 settembre al 14 giugno (periodo invernale) dalle 20.00 del giorno precedente alle 3.00 della mattina del giorno di raccolta; dal 15 giugno al 15 settembre (periodo estivo) dalle 22.00 del giorno precedente alle 3.00 del giorno di raccolta. Una buona informazione al cittadino, in ogni caso, dovrebbe venire prima di tutto.

Liste civiche tra fantasmi e “capriole”

AAQ 63 01L’avvicinamento progressivo della data delle elezioni funge da irresistibile centro gravitazionale per associazioni e liste civiche il cui destino, il più delle volte, è poi quello di collassare subito dopo l’evento elettorale. Con la stessa voracità con cui vengono partorite, vengono poi divorate dal “Saturno” politico: questo è stato il destino della “Lista civica per Mastromauro” o della omonima “per Cameli”, ma anche dei “Giuliesi” o della “Scelta civica con Monti”. L’ultima a sbocciare è stata “Gente in Comune”, e qualche tempo fa erano sorte “Linea retta” e “Impegno civico art. 54”. Possiamo esser certi che nel futuro prossimo altre ne spunteranno, così come risorgeranno “liste civetta” finalizzate ad arginare la voragine dell’astensionismo assorbendo almeno voti amicali e parentali.
La formazione di una lista civica, o di una associazione di cultura politica, rappresenta da un lato un nobile intento di volontariato civico, di desiderio di partecipazione attiva, di impegno disinteressato che l’espediente dei comitati di quartiere ha tentato invano di colmare; dall’altro è un chiaro effetto della crisi dei partiti, della sfiducia nei riguardi di una politica inefficiente, “spendacciona” e delegittimata, tanto a destra quanto a sinistra, da ripetute vicende scandalistiche a livello sia locale che nazionale. Tuttavia spesso tali meritevoli iniziative sono occasionali operazioni di facciata utili per “riciclare” chi fino a qualche tempo prima militava in quei partiti o era un ingranaggio di quella politica che ora vuol criticare e screditare. Infatti la “foglia di fico” delle liste civiche cade da subito quando, al formarsi delle coalizioni, esse si apparentano e si accodano ai candidati “forti” dei grandi partiti oppure si accomodano alla mensa delle spartizioni di potere.
Nello scenario civico giuliese degli ultimi anni, l’unico baluardo di coerenza, di continuità e di integrità è risultata l’Associazione Il Cittadino governante, un gruppo aperto, unito ed attivo sin dal 2004, una voce nata e cresciuta dal basso della società civile fino a raggiungere i banchi del Consiglio comunale con intenzioni propositive e migliorative. Il Cittadino governante non ha barattato le proprie battaglie ed i propri ideali con promesse vane o con poltrone, non ha tradito il programma esposto durante la campagna elettorale e non ha stretto alleanze strumentali con altri gruppi (vedi “progresso democratico”, “obiettivo comune”, “progresso giuliese” o i variegati dissidenti “indipendenti”). Mentre il nostro rappresentante in Consiglio comunale, Franco Arboretti, portava avanti progetti e considerazioni con argomentazioni, competenza, conoscenza e puntualità, parallelamente l’Associazione continuava la sua attività sul territorio, tra la gente, con iniziative culturali, editoriali, musicali e multimediali: per prima ha aperto le porte alla web-cam in consiglio comunale, ha promosso innumerevoli incontri con “Polis, i saperi per la politica”, ha un sito internet sempre aggiornato, ha due sedi cittadine (Piazza Buozzi e Colleranesco) aperte e funzionanti, ed oggi si propone come veicolo di una svolta e di un sogno da costruire e realizzare tutti assieme.

Fuori bersaglio

FIPP 63La conferenza stampa tenuta alcuni giorni or sono dall’ormai ex sindaco Mastromauro, in replica all’istantanea sul suo depliant pubblicitario pubblicata nel numero scorso del nostro giornale, ha fornito un chiarimento ed ha lasciato numerosi dubbi.
È risultato che il pagamento di quanto richiesto per distribuire, in allegato al periodico Piccola città, l’opuscolo riassuntivo dei 54 mesi di attività della giunta è stato effettuato in prima persona dall’ex sindaco.
Ne prendiamo atto, rallegrandoci per una situazione che, in caso contrario, sarebbe risultata più che sconcertante. Quanto al pagamento della stampa del pieghevole poi diffuso va precisato che GiuliaViva nulla aveva obiettato.
Detto questo, siamo dell’avviso che Mastromauro, minacciando in quella sede querele al nostro giornale per una presunta diffamazione, abbia finito con lo sbagliare bersaglio e dimostrato di confondere le notizie con i commenti.
Errore di bersaglio perché ad affermare che l’opuscolo era stato distribuito a pagamento per conto dell’amministrazione non è stata la nostra testata ma Piccola Città.
E confusione fra notizia e commento perché quello apparso sull’ultimo numero di “GiuliaViva” era, con tutta evidenza, un commento alla notizia data da Piccola Città.
Ma riassumiamo i fatti.
Dopo aver già raggiunto le case dei giuliesi allegato alle bollette del gas della Julia Servizi Più, il depliant sulle attività amministrative viene distribuito anche con il numero di Piccola città dello scorso 11 gennaio. Alla pagina 3 dello stesso periodico si legge testualmente “L’amministrazione comunale ci ha chiesto di inserire a pagamento l’opuscolo...” (il testo completo è riportato nel riquadro qui sotto, ndr).
La notizia data da Piccola Città indicavache era stata l’amministrazione comunale (che come tutti sanno utilizza denaro pubblico) e non Francesco Mastromauro in prima persona a pagare affinché il pieghevole venisse distribuito insieme a Piccola città.
Ed è a questa “notizia” che ha fatto seguito il nostro “commento”, a quel punto decisamente e legittimamente indignato, visti i precedenti.
Chi non ricorda, infatti, le nostre inchieste giornalistiche (nr.5 del 9 marzo 2013 pag. 6 e 7, nr.10 del 18 maggio 2013 pag. 4 e 5) in cui abbiamo dimostrato, carte alla mano, quanti soldi pubblici (centinaia di migliaia di euro sborsati dal Comune o dalle società partecipate del Comune) sono stati spesi in propaganda da questa come dalle precedenti amministrazioni.
Se dunque “diffamazione” c’è stata, come ipotizzato dall’ex primo cittadino, crediamo vada attribuita al “bersaglio” giusto: non agli autori del commento (redazione di GiuliaViva), ma a chi la “notizia” ha di fatto divulgato (Piccola città) in maniera imprecisa.
Perchè, quindi, GiuliaViva e la sua propietà (della quale, ribadiamo ancora una volta, non fa parte Franco Arboretti, che l’ex sindaco ha tirato in ballo scorrettamente e senza motivo) dovrebbe chiedere scusa o temere querele per diffamazione?

Spendere (e incassare) meglio? Si può...

FIPP 63 01È l’aspetto della vita pubblica senza dubbio più sentito, quello che tocca direttamente le tasche di ognuno di noi, tanto più sensibili quanto già messe a dura prova dagli effetti della crisi. Il tasto delle tasse, nella miriade di forme che riescono ad assumere nel nostro Paese, rimane il più dolente e l’impennata costante nei tributi locali ne rappresenta la componente di più immediata percezione.
Molto fa la famigerata spending review: la spesa pubblica deve essere ridotta e calano di conseguenza  i trasferimenti di denaro dallo Stato alle amministrazioni locali, rendendo più difficoltosa la gestione dei bilanci comunali. È vero, però, che molto spesso a  peggiorare la situazione  contribuisce la diffusa incapacità di chi amministra a gestire adeguatamente il  denaro pubblico.  Si può e si deve spendere meglio, insomma, e, cosa non secondaria, si può e si deve anche pensare di distribuire in maniera più equa il peso  delle imposte locali.
Per rimanere a Giulianova, detto nello scorso numero di quanto possa essere fatto per lo spinosissimo settore dell’igiene pubblica (sborsare meno con risultati migliori grazie ad una reale politica dei “rifiuti zero”), crediamo non siano pochi i correttivi applicabili alle dinamiche del bilancio.
Dalle casse del Comune e delle sue partecipate fuoriescono annualmente fiumi di denaro senza alcun serio intervento di contenimento. Utenze carissime, che non si è mai pensato di limitare, ad esempio,  installando impianti fotovoltaici negli edifici pubblici o riducendo il numero dei cellulari “istituzionali”; doppioni di spesa (staff del sindaco affiancato alla già esistente segreteria, ufficio legale che non ha ridotto il fiorire di incarichi esterni); lavori pubblici mal realizzati su cui dover reinvestire ulteriore denaro. L’elenco delle voci da sforbiciare potrebbe proseguire all’infinito, senza cambiare la sostanza di un fenomeno cui è giocoforza porre rapidamente un freno.
Sul fronte delle entrate molto può essere fatto guardando  alla loro “distribuzione”. Tartassare le attività produttive, fra aumenti della Tarsu (40% in due anni), livelli elevati della Cosap e balzelli vari come quello sulle insegne luminose non è sinonimo di scelta lungimirante per sostenere un’economia in quotidiana difficoltà. E lo stesso vale per i nuclei famigliari, pure bacchettati  dalla Tarsu (+17%), sottomessi ad un’addizionale Irpef  esorbitante ed oggetto di uno stillicidio infinito di gabelle, non ultima  quella impopolare e penalizzante dei parcheggi a pagamento.
Giustizia sociale vorrebbe che a sborsare fossero tutti, e che tutti lo facessero in base alle loro effettive disponibilità, ma così non è. La necessità di fare cassa viene soddisfatta troppo spesso semplicisticamente,  ritoccando al rialzo i prelievi di più facile  incasso.
Sempre invocata e mai realmente percorsa, invece,  la strada  magari più complessa, ma sicuramente più equa  della lotta ad un’evasione che anche nella dimensione locale risulta saldamente radicata.  Seconde case dichiarate come prime (e quindi tassate in misura ridotta), abitazioni accatastate con rendite molto al di sotto del loro valore reale, affissioni selvagge, occupazioni indebite del suolo e via elencando: il territorio di “caccia all’evasione” è vasto e pressoché inesplorato, ma non può essere ignorato oltre.

Incontro per Il cambiamento

logo-webCari cittadini incontriamoci per cambiare in meglio Giulianova.
Prendiamo in mano insieme il destino della nostra città e non deleghiamo più l’attività amministrativa locale a coloro che hanno ripetutamente fallito, deludendo le aspettative.
A Giulianova troppe cose continuano a rimanere un sogno:
una città bella, vitale, pulita, funzionale, coesa, civile, sicura; una città intesa come bene comune, come casa di tutti e di cui tutti possano essere orgogliosi.
Una città nella quale siano integralmente garantite l’onestà, la legalità, la correttezza e la trasparenza amministrativa, i diritti di tutti e le pari opportunità, la partecipazione democratica, la competenza, l’efficienza, e ancora, il risveglio economico e occupazionale, il rispetto dell’ambiente, la vivibilità e la bellezza cittadine, la cultura, la solidarietà e l’attenzione ai deboli.
Insieme possiamo trasformare il sogno in realtà.
Noi pensiamo che la politica, per essere all’altezza dei suoi compiti, debba nutrirsi di etica e cultura e che i politici debbano essere morali e competenti.
Riteniamo, altresì, auspicabile che tutti i cittadini siano potenziali governanti interessati sia alla partecipazione democratica con matura capacità di analisi della vita pubblica, sia alla responsabilizzazione diretta assumendo incarichi pro tempore nell’ambito politico, avendo approntato le qualità necessarie per tale nobile impegno.
Vi aspettiamo SABATO 8 FEBBRAIO ALLE 17,30 NELLA SALA BUOZZI (GIULIANOVA PAESE, ACCANTO AL CINEMA MODERNO) per parlare di tutto questo.
Dar vita ad un’altra città è possibile.
                                        Il Cittadino Governante
                   

Un parco da riqualificare

IG 63 02La rimozione dei due vagoni ferroviari dal parco “Chico Mendes” ha restituito parziale decoro  all’intera area, per la quale continua comunque ad essere necessario un radicale intervento di pulizia e riqualificazione. Qualche panchina per godere dell’ombreggiatura della pineta, qualche nuovo punto luce, la piattaforma per il basket restituita alla fruibilità di tutti. Ci penserà, finalmente, la prossima amministrazione?

Sarà la volta buona?

IG 63 03Il Comune ci riprova. Dopo i precedenti tentativi andati a vuoto, tornano all’asta i terreni di proprietà comunale distribuiti fra via Ippodromo e la zona E2 turistica. Per sapere se l’ennesima alienazione del patrimonio pubblico si risolverà in un nuovo buco nell’acqua o riuscirà a portare in cassa almeno i 2,5milioni di euro fissati come  base d’asta occorrerà attendere il prossimo 3 marzo, data fissata per l’apertura delle buste eventualmente pervenute.

Almeno una volta all’anno

tdc 62Quando è stato eletto cancelliere Hitler? La domanda, accompagnata da quattro ipotesi di risposta (1933, 1948, 1964, 1979) ha fatto capolino fra le pieghe di un noto quiz televisivo, venendo tristemente sbagliata da tre concorrenti su quattro (il quarto, forse, ha indovinato solo perché “1933” era l’unica opzione rimasta). L’episodio, pur nel suo contesto di spettacolo leggero,  è comunque tristemente rivelatore di come anche un periodo storico drammatico e temporalmente vicino rischi di affondare in un rapido e inaccettabile oblio.
Ricordare, al contrario, non è un’opzione, ma un dovere cui adempiere con la piena consapevolezza che solo ricordando si potrà contenere il rischio di analoghe, disumane atrocità. Dedicare anche un solo istante alla tragedia dell’Olocausto (ed a tutti gli altri orrori, dai massacri delle Foibe alla sanguinosa sequela delle pulizie etniche che l’uomo, imperterrito e troppo spesso impunito, continua  a perpetrare) non può essere un esercizio autoassolutorio  ma la volontà  consapevole di conoscere e far conoscere tutta l’atrocità di certe stagioni della storia recente.
Rendere partecipe il mondo di quegli orrori, ha rappresentato del resto l’ulteriore dramma dei superstiti, schiacciati da un’esperienza tanto assurda e traumatica da risultare a loro stessi incredibile e pressoché incomunicabile. Sintomatica la testimonianza di Primo Levi (uno dei pochi sopravvissuti capace di trovare la forza per “parlare subito”), che narrava di  un proprio incubo ricorrente: raccontare la propria sventura alla sorella, senza che questa riuscisse a credergli.
Se Auschwitz, con la cui “liberazione” coincide la giornata della memoria, e tutti gli altri, innumerevoli orrori della shoah sono stati possibili, lo si deve del resto anche alle  migliaia di persone che sapevano, ma si sono rifiutate non solo di intervenire, ma persino di fare i conti con la propria coscienza. Se l’atroce sistema dei campi di sterminio ha potuto funzionare è stato anche per la complicità di chi non ha partecipato ai massacri, ma consentito comunque che questi potessero avvenire.
Scriveva lo stesso Primo Levi: “l’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria”, una pagina da riaprire almeno una volta all’anno, ogni 27 gennaio.

Il ritorno di Testardi

daniele-testardiÈ successo di tutto nel corso del consiglio comunale dello scorso 17 gennaio. È successo soprattutto che l’approvazione della variante al piano spiaggia ha rischiato di arenarsi sulla mancanza del numero legale. Complici i vuoti nelle file della maggioranza e con l’uscita strategica dall’aula delle opposizioni, il numero dei presenti non era infatti sufficiente a garantire lo svolgimento delle operazioni di voto. La cronaca della serata parla del frenetico   picchiettare del sindaco sulla tastiera del cellulare, del traccheggiare del presidente del consiglio per ritardare il momento della conta. Poi, dopo qualche minuto scandito dal trillare dei cellulari, il consigliere Testardi, in precedenza uscito  insieme al resto della minoranza è rientrato inaspettatamente in aula. Rispondendo “presente” all’appello del segretario comunale ha così salvato la baracca traballante di una maggioranza sempre più in bilico, alla quale questa volta non sarebbe bastata neppure la consueta stampella dell’ex avversario Giancarlo Cameli.
Folgorato da un improvviso ripensamento  o sollecitato da occulti ordini di scuderia Testardi ha comunque meritatamente guadagnato sul campo i gradi di consigliere di salvataggio
I video della seduta consiliare sono visionabili su:
www.ilcittadinogovernante.it

Rifiuti: la nuova stagione

fipp 62Un montagna colossale di rifiuti ed una altrettanto colossale montagna di denaro speso: il succo di quasi quindici anni di politica ambientale locale è tutto qui. Dalla ormai lontana e fallimentare esperienza della Sia, attraverso le successive stagioni targate Cirsu, Sogesa, AIA e via elencando, tutte le strade intraprese fino ad oggi hanno dimostrato di condividere la stessa, inaccettabile caratteristica, quella di condurre sempre più lontano dalla soluzione concreta e definitiva del problema.
Un po’ di numeri possono aiutare a comprendere meglio. Secondo uno studio della Cgia di Mestre, l’Italia ha fatto registrare, nel periodo 2000-2011, un’inflazione complessiva vicina al 30%, mentre il costo dello smaltimento dei rifiuti, sempre su base nazionale, si è incrementato di oltre il 60%, dunque di più del doppio. All’incirca  nello stesso periodo, a Giulianova il costo della gestione dei rifiuti è lievitato dagli 1,76 milioni di euro del 2001 agli oltre 5,87 milioni del 2013 (circa un quarto dell’intera spesa pubblica!), con un incremento di quasi tre volte e mezza. Inoltre, smaltire una tonnellata di rifiuti costava all’epoca poco più di 61 euro alla tonnellata, mentre oggi quel costo è cresciuto fino a 177 euro, ovvero quasi il triplo di dodici anni fa. Tutto questo mentre la percentuale di raccolta differenziata che nel 2001 segnava un patetico 6% si è innalzata fino a superare il 65%.
Qualcosa non torna, è evidente, e torna ancor meno se si mette a confronto la situazione giuliese con quella di altre, similari realtà italiane. Capannori, in provincia di Lucca,  uno dei comuni guida nell’ambito di quel complesso sistema di riciclaggio e riduzione della massa del pattume che passa sotto il nome di strategia “Rifiuti zero”, fra il 2005 ed il 2010 ha visto salire la quota di raccolta differenziata da circa il 30 ad oltre il 71%,  diminuire i costi di conferimento di quasi la metà e ridursi la Tarsu di circa il 20%. A Giulianova è accaduto esattamente l’inverso: la percentuale di differenziazione è sì aumentata, ma  anziché portare con sé l’attesa riduzione dei costi,  ha paradossalmente prodotto nuovi, ulteriori aggravi  per le casse pubbliche e di conseguenza  per le tasche dei cittadini. La strategia “Rifiuti zero” abbracciata dall’amministrazione non ha prodotto risultati tangibili, partorendo nell’arco di un anno il misero topolino del “Centro Studi Rifiuti”, ridimensionando l’annunciato cambio di rotta della politica ambientale cittadina  a semplice  operazione di facciata. Senza nulla togliere alle competenze dei componenti il neonato centro studi, tutto è ancora limitato al campo delle teorie, mentre le esigenze ambientali (ed economiche) richiederebbero al contrario un rapido passaggio alla fase pratica.
Dopo quasi quindici anni di proclami, promesse illusorie, svolte annunciate e mai realizzate partoriti da giunte dei più disparati colori crediamo che la misura sia colma e sia giunta l’ora di cambiare registro.  Esperienze come quelle di Capannori e di numerosi altri comuni (su tutti Vedelago, in provincia di Treviso) dimostrano che l’annoso ed esorbitante problema dei rifiuti può essere non solo risolto in tempi relativamente brevi, ma addirittura trasformato in un’occasione di crescita ambientale ed economica del territorio.
Da qua si dovrà necessariamente ripartire, ma servono volontà e competenze: la stagione delle chiacchiere è ormai definitivamente chiusa.

Quasi tre anni or sono l’associazione “Il Cittadino Governante” ebbe modo di organizzare sul tema una conferenza dal titolo “I rifiuti: da problema a risorsa”, svoltasi presso il centro congressi Kursaal V il 2 aprile 2011. I video dell’incontro sono visionabili all’indirizzo web http://www.ilcittadinogovernante.it

invito ai cittadini

logo-webL’associazione “Il Cittadino Governante ” invita i cittadini di Giulianova all’incontro che si terrà sabato 8 febbraio 2014, alle ore 17.30, nella Sala Buozzi (Giulianova Paese, Piazza Buozzi). Una iniziativa che nasce nel solco dell’impegno, vivo e costruttivo, espresso da Franco Arboretti, nostro rappresentante in Consiglio comunale: un punto di sintesi del lavoro svolto, un momento di confronto per immaginare insieme una città capace di cambiare davvero.
Ciascuno di noi considera Giulianova un bene condiviso di fondamentale importanza; d’altronde è la casa della nostra comunità; è il bene comune per eccellenza che si aggiunge ai beni privati di ciascun cittadino o famiglia. Viene naturale, quindi, occuparsene.
Da questa idea semplice nascono le ragioni del nostro essere cittadini partecipi alla vita pubblica e dell’invito che vi rivolgiamo. Insieme vogliamo mettere a fuoco temi cruciali a cui dare soluzioni adeguate e, via via, affinare un programma moderno per la nostra città: un programma con obiettivi possibili da realizzare e coerente con le opzioni di fondo a cui è necessario tendere se si vuole aspirare a prospettive migliori anche per le future generazioni.
Un sogno? No. Un progetto ampio, una sfida difficile che ha bisogno di tanto entusiasmo, di tanto impegno e di tanto studio. Un progetto che non può prescindere dalla capacità della società civile di esprimersi e strutturarsi; in sostanza dal Tuo sforzo personale, dalla Tua voglia di alzarti e metterti in gioco.  
Ci vediamo sabato 8, nel pomeriggio, alla Sala Buozzi.   

E io pago!

ig 62 02Adesso è ufficiale, certificato nero su bianco sul numero di “Piccola città” dello scorso 11 gennaio: il Palazzo  usa denaro pubblico, cioè soldi nostri, per farsi propaganda. Travestita da resoconto delle proprie attività, peraltro già veicolata con le bollette della “Julia Servizi Più”,  ma pur sempre propaganda.
Non sappiamo quanto sia costata l’operazione, ma fosse anche un solo euro, il principio non cambierebbe.
Non sappiamo neppure se, all’interno della giunta o della maggioranza consiliare, si sia levata qualche voce di dissenso: all’esterno nulla è trapelato lasciando a tutti, assessori e consiglieri, la corresponsabilità del  “chi tace acconsente”.

Nastri di fine mandato

ig 62 01Dopo una gestazione di oltre quattro anni, ha finalmente visto la luce l’Ufficio Europa del Comune di Giulianova, ennesimo “progetto fortemente voluto” dal sindaco Mastromauro.
Si sa, a ridosso della fine del mandato ed in chiusura dei giochi per le candidature regionali ogni mezzo è lecito. Anche rispolverare un’ipotesi tenuta quattro anni in un cassetto.
O elevare a “progetto” lo spostamento di un po’ di mobilio e l’apposizione su un muro di una  targa azzurra con la scritta “Giulia.Eu”.

Un sogno durato troppo poco

ig 62 03Ci hanno sperato un po’ tutti: automobilisti, commercianti, alunni della scuola elementare, frequentatori abituali e non, accomunati dalla speranza che il semaforo “intelligente” di piazza della Libertà fosse stato finalmente disattivato, azzerando le code ed abbassando l’inquinamento. Qualcuno, romanticamente, era arrivato a ipotizzare che fosse stato lo stesso impianto, intelligentemente, ad autoimporsi la luce lampeggiante, stanco degli improperi degli automobilisti, delle lamentele dei pedoni, dell’irritazione dei bottegai.
L’illusione, purtroppo, è durata lo spazio di qualche giorno: a semaforo riacceso, il rosso, il giallo e il verde sono tornati padroni del traffico, signori delle code, dispensatori di gas di scarico. Ed il sogno è finito.

Occorre una magia, oppure, mettiamoci qualche pietra sopra

VDQ 61In prossimità della fine del mandato elettorale, Villa Volpe e Colleranesco aspettano speranzose il compimento del castello di promesse della giunta Mastromauro.
Villa Volpe attende la messa in sicurezza del tratto della Statale 80 con rifacimento della raccolta delle acque e la realizzazione di uno spazio ricreativo di quartiere e dei marciapiedi.
Tali opere pubbliche per un valore di 250 mila euro sarebbero state realizzate, a detta dell’elenco annuale dei lavori della maggioranza, nel 2012!
Nonostante le aspettative legate al fatto di avere un vicesindaco ed un consigliere della frazione, neppure Colleranesco può gioire se non per il primato di apparizioni del sindaco: ora per scoprire una targa, ora in processione, ora per inaugurare un giardinetto dirimpetto alla nazionale, infine per intitolare un centro anziani realizzato però dal centro destra.
Ma tutti sono con il fiato sospeso e con il naso all’insù per la serie di magie conclusive citate nel programma Mastromauro: “parchi fluviali lungo i fiumi Tordino e Salinello con percorsi pedonali, ciclabili e ippici”, “l’istituzione di un vigile di quartiere” e del “difensore civico”, la realizzazione della “stazione ferrovia a Colleranesco”, “la ristrutturazione della piazza comunale” e “la bonifica della ex discarica dei rifiuti solidi urbani nella zona industriale”. Inoltre avremo, “la creazione di spazi adibiti ad orti urbani”, uno “sviluppo di un portale per la promozione delle attività e dei prodotti locali” con una “incentivazione del commercio a Km zero” e soprattutto partirà, finalmente, il mercato rionale nella piazza di Colleranesco in esecuzione alla delibera del consiglio comunale risalente al giugno 2012 su proposta de Il Cittadino Governante, anche se intanto sulla piazza ci sono solo nuove pietre.
Se da un lato abbiamo una mano comunale che con una bacchetta forse darà tutto ciò, intanto abbiamo la certezza dell’altra mano che prende e sperpera. Infatti l’altra nutrita speranza (già tradita) riguardava il risparmio sulla TARSU in virtù dell’impegno e del senso civico con cui tutti i giuliesi realizzano la raccolta differenziata. Sia Colleranesco che Villa Volpe rappresentano un tessuto urbano caratterizzato, in gran parte, da case di proprietà in cui ciascuna famiglia paga la tassa sui rifiuti oltre che per l’abitazione, anche per la cantina e/o il garage e per il sottotetto e/o soffitta senza tener affatto conto del numero delle persone per abitazione e/o dell’uso o meno di questi locali.
A fronte di una raccolta differenziata (fatta bene dai cittadini!) che da tempo ha superato il 60%, l’Amministrazione compie ancora aumenti su aumenti mostrando una gestione fallimentare che in ogni azienda privata equivarrebbe alle dimissioni dei responsabili (un inciso a proposito di organizzazione, la raccolta vetro dell’8 gennaio era attesa dal 18 dicembre!)
Infine, ancora una volta assenti nelle frazioni, le iniziative ludico-ricreative sostenute dalla Amministrazione per le festività natalizie a comprovare noncuranza sia per i cittadini che qui risiedono, sia per le attività commerciali qui presenti.
Tuttavia, abbiamo ancora qualche mese per sperare che non piovano solo pietre.

Viaggio nella Sanità Diciott’anni passati inutilmente

AIC 61Correva l’anno 1996. Al presidio ospedaliero di Giulianova era stato appena assegnato il personale previsto dalla pianta organica aggiornata dal nuovo Piano Sanitario Regionale e così scrivevo all’epoca, in qualità di primario chirurgo, in una lettera aperta  al direttore generale della ULS di Teramo

RIFLESSIONI  NATALIZIE
(Babbo Natale o  Befana)
Da molti anni avevo smesso di credere  all’esistenza di un Babbo Natale; era stata un’immagine che aveva portato felicità alla mia infanzia, così come avviene oggi per chi ha quell’età; era un Babbo Natale equanime, giusto, che distribuiva quanto in suo possesso secondo i bisogni, mai tradendo le aspettative legittime; il suo intervento gratificante era una certezza, non operava distinzioni tra “buoni” e “cattivi”.
Avevo smesso di credere anche nella Befana, figura più misteriosa, meno accattivante nell’incertezza del suo intervento, gratificante o punitivo a seconda di un giudizio personale, peraltro imperscrutabile.
In questo scorcio del ’96 ho dovuto ricredermi: quelle mitiche figure esistono ancora! Esistono nella Sua persona, signor Direttore!
Devo infatti rilevare, con sincero rammarico, come Lei, nell’ assegnare il nuovo personale derivante dalla pianta organica di recente aggiornata dal Piano Sanitario Regionale, si sia  in effetti comportato come Babbo Natale solo nei confronti di alcune unità operative, distribuendo medici ed infermieri, e come una Befana dei “cattivi” nei confronti di altri, negando più che legittime aspettative che datavano da anni e più volte rappresentate per sanare situazioni di carenza ormai insostenibili, degradate a tal punto da compromettere seriamente le possibilità di assistenza.
È evidente che il sottoscritto, e per lui la divisione di chirurgia generale che dirige, è stato giudicato tra i “cattivi”, anzi tra i “più cattivi”.
Mi successe, una volta, di trovare del carbone e delle mandorle aprendo la calza della Befana: mi rammaricai, ma dovetti accettare, consolandomi con il fatto che, almeno, avrei potuto assaporare qualcosa di gradevole.
Oggi ho trovato solo carbone: me ne rammarico di nuovo, ma chiedo spiegazioni.
Le chiedo in particolare come giustifica che presso la Divisione di chirurgia generale del Presidio Ospedaliero di Giulianova si debba osservare un rapporto medici/pazienti di 1 a 7, mentre presso altre strutture dall’analogo tipo di lavoro, tale rapporto debba essere di 1 a 4.
Ancora di più: perchè presso divisioni specialistiche, che notoriamente svolgono un tipo di lavoro meno oneroso, il suddetto rapporto va addirittura quasi ad 1 medico per ogni 2 pazienti?
Credo di avere il diritto di porre i quesiti sopra esposti, sia come operatore di una struttura ad alta intensità di lavoro, come una Divisione di Chirurgia generale  di un Ospedale periferico come il nostro, sia come cittadino.
Aggiungo un consiglio: se non vuole o non può essere un Babbo Natale per tutti (e penso che nella Sua veste istituzionale non possa e non debba diventarlo), scelga pure la veste della Befana, ma, nel rilevare “i buoni” e “i cattivi”, dia almeno spiegazioni: siamo adulti, ormai!
Nell’attesa dell’Epifania, che è la festa del “mostrarsi”, “del rivelarsi”, La saluto distintamente.
Giulianova, 24/12/1996
Maurizio Medori, Primario chirurgo del Presidio Ospedaliero  di  Giulianova

Diciott’anni sono passati da allora, diciott’anni contraddistinti da altri analoghi sfoghi, tentativi inutili di denunciare i comportamenti che hanno contraddistinto i vari Direttori generali che si sono succeduti nel tempo. Alle soglie del 2014 una sola caratteristica costante ha accomunato il loro “passaggio” : una graduale e progressiva perdita di reparti (la chiusura del reparto di Ostetricia e Ginecologia nonché della Neonatologia ne ha costituito il più eclatante ed inaccettabile esempio) o lo scadimento nella qualità dei servizi che ha portato alla perdita di fiducia instauratasi nella cittadinanza ed al conseguente incremento della mobilità passiva, cioè lo spostamento dell’utenza verso servizi offerti da altre Regioni.
D’altra parte non credo ci si potesse ragionevolmente attendere qualcosa di diverso se, essendo la spesa sanitaria il capitolo di maggiore impegno a livello regionale, le risorse , umane e strumentali, sono sempre state gestite con i criteri del Babbo Natale  o della  Befana, senza mai tenere in conto la necessità di una seria programmazione e, di conseguenza, una efficiente organizzazione dei servizi, distribuendo  invece  gratificazioni  di ogni genere ( fino alla creazione di reparti e primariati ad hoc) per meriti politici.
Dico ciò anche per esperienza vissuta, ma, se ci fosse bisogno di conferma, si veda il recente episodio che ha portato all’allontanamento dell’ultimo Direttore generale ed all’intervento della Magistratura.
Considerazioni profondamente amare, ma non resa, se ci sentiamo di riproporre al nuovo Direttore generale l’urgenza di una riqualificazione dell’ospedale ed in generale dei servizi sanitari locali, non per deteriore spirito campanilistico ma in virtù di reali necessità dettate dalla localizzazione geografica (per essere Giulianova al centro del litorale teramano), dal flusso turistico estivo, dalla centralità rispetto alla viabilità ordinaria ed autostradale, fattori certamente non di poco conto in un assetto riorganizzativo funzionale della sanità del teramano
Nel caso di una tale illuminata visione non ci sarebbe bisogno di ricordare necessità particolari,come la disponibilità locale di un apparecchio di risonanza magnetica, la riapertura del Reparto di Ostetricia e Ginecologia, la riattivazione di una Neonatologia, mezzi per la riduzione delle liste d’attesa per esami ed accertamenti, e quant’altro.
È UN PECCATO DI  OTTIMISMO ?       BUON ANNO !

Le insidie del “copia e incolla”

FIPP 61 02Forse è stata la fretta, da sempre cattiva consigliera. Forse l’imminenza dell’ultimo termine utile per il sindaco per giocarsi la carta della candidatura regionale. O forse, più semplicemente, solo le insidie del copia e incolla. Certo è che il recente bombardamento mediatico a mezzo bolletta della Julia Servizi (per la seconda volta in due anni inopportuno veicolo della propaganda di Palazzo, ndr) ha finito tristemente col rivoltarsi contro i propri autori.
Non sappiamo quanti giuliesi abbiano avuto la buona volontà di dedicare alla lettura del nuovo depliant qualcosa più di un’occhiata frettolosa, né tanto meno quanti siano coloro che  abbiano conservato il precedente “pieghevole”, quello che non più tardi di un anno fa magnificava i risultati dei primi 40 mesi dell’amministrazione Mastromauro. Immaginiamo però che l’impressione che ha colpito quanti  abbiano avuto tempo e voglia di avventurarsi nell’impresa, sia stata, fin dalle prime righe, quella del deja vu, della replica, della stucchevole ripetizione. Un copia e incolla, insomma, neppure troppo attento, o, più probabilmente, volutamente fuorviante, volto a promuovere l’immagine ingannevole di un’amministrazione attiva,  attenta ad ogni settore, oltreché immune da qualsiasi errore o  fallimento.
Qualche esempio? Le “Energie alternative”, prive nel 2013 di qualunque risultato, cui viene attribuita quella realizzazione dei quattro distributori dell’acqua, nel 2012 inserita alla voce “Ambiente”. O lo “Sport”, che,  in mancanza d’altro, eredita interventi in precedenza appannaggio dei “Lavori pubblici”. O ancora l’ambiente, dove a fronte della condizione deficitaria dell’igiene cittadina si registra una sola novità: l’ormai datato riconoscimento di “Comune riciclone 2012”. O, infine, la “realizzazione della spiaggia libera per cani”, in passato vanto dell’amministrazione, ma misteriosamente scomparsa  dal resoconto 2013: forse dimenticanza dettata dalla  fretta e dalla distrazione o, più probabilmente,  omissione assolutamente voluta di un’esperienza fallimentare fatta di liti, teatrini poco seri ed imbarazzanti dietrofront.
L’elenco potrebbe andare avanti,  senza però cambiare la sostanza dell’ennesima operazione mediatica, spregiudicata e un po’ furbetta, messa in scena  confidando magari  nella poca memoria dei destinatari. Una pantomima ingannevole, nella quale  troppi vecchiumi vengono spacciati per novità, mentre ciò che è imbarazzante molto opportunamente scompare.
Maldestro tentativo di autocelebrazione, il resoconto delle attività della giunta al suo 54mo mese di vita  riesce paradossalmente a centrare l’obiettivo opposto: certificare in via ufficiale ed incontestabile come l’ultimo anno abbondante dell’amministrazione Mastromauro sia scivolato via fra chiacchiere a bizzeffe e molti pochi fatti. Il tutto goffamente occultato dietro la colossale panzana del “programma già completato”, giustificazione preventiva di un possibile abbandono prematuro da parte del sindaco, affidata alle magie di un copia e incolla fatto in casa e certificato dal timbro dell’assessorato all’attuazione del programma.
Un po’ come chiedere all’oste se il vino è buono.

Una città senza barriere (2a parte)

FIPP 61 01Torniamo a parlare di barriere architettoniche nella nostra città. Nel precedente numero di GiuliaViva avevamo elencato le norme che dovrebbero permettere a tutti i cittadini di accedere, senza difficoltà, almeno negli edifici pubblici o aperti al pubblico, e di potersi muovere senza grandi problemi nelle vie e nelle piazze cittadine.
Ebbene non sempre è così, la nostra città è carente, ad esempio, per quanto riguarda i percorsi per non vedenti, in quanto mancano completamente i percorsi tattili ed i semafori con segnalatore acustico. Sono solo un paio, nonostante l’articolo 6 del D.P.R. 503/1996 preveda che “gli impianti semaforici, di nuova installazione o di sostituzione, devono essere dotati di avvisatori acustici che segnalano il tempo di via libera anche a non vedenti e, ove necessario, di comandi manuali accessibili per consentire tempi sufficienti per l’attraversamento da parte di persone che si muovono lentamente”. Carenze anche per quanto riguarda il superamento delle barriere architettoniche: la scuola dell’infanzia di Bivio Bellocchio, ad esempio, non ha un ascensore che colleghi i due piani dell’edificio, ed un alunno disabile dovrebbe essere portato in braccio per raggiungere la mensa che si trova al piano superiore.
Lo stesso accade anche nella stazione ferroviaria, dove l’ascensore è assente e un disabile in carrozzina, ma anche un anziano con difficoltà motorie, deve attraversare i binari con il consenso della Polizia Ferroviaria, con tutti i rischi che ciò comporta. Ma anche quando gli edifici sono dotati di elevatori, ascensori o montascale, e di rampe che permettano di superare i dislivelli, accade spesso che le rampe non abbiamo la corretta pendenza (che dovrebbe essere di massimo l’8%), o che gli elementi meccanici non funzionino.
Un caso particolare è quello della ristrutturata Biblioteca Comunale. Non tutti sanno che l’edificio è stato dotato di un moderno ascensore, il cui accesso, però, è possibile non dall’ingresso principale su Corso Garibaldi, ma dalla stretta e pericolosa via Bindi, attraverso una rampa nascosta da un portone. Il disabile che volesse accedere alla Biblioteca dovrebbe inoltrarsi nella via, priva di marciapiede e molto stretta; suonare il campanello; rimanere in attesa ai bordi della via (che è in discesa e quindi immaginate la difficoltà per una carrozzina), e aspettare che qualcuno scenda ad aprire il portone (che tra l’altro si apre verso l’esterno) per consentire l’accesso alla rampa. Sarebbe bastato prevedere un sistema automatico di apertura o spostare la porta di qualche metro verso l’interno per evitare pericoli a chi volesse avventurarsi in una Biblioteca che, tra l’altro, anche negli spazi interni non è proprio a misura di diversamente abile.
Ma a parte questi ed altri casi eclatanti l’intera città non è pensata per essere accessibile. Diversi i casi in cui gli attraversamenti pedonali presentano uno scivolo su di un lato e un gradino sull’altro, a volte le rampe, come nel tratto sud di via Gramsci, mancano totalmente; il lungomare storico lato est ha delle minuscole rampe con pendenza eccessiva che sfociano direttamente sulla pista ciclabile, e anche quando le rampe ci sono spesso sono difficilmente praticabili.
Insomma se è vero che la disabilità non è contagiosa, l’ignoranza, al contrario, si diffonde terribilmente.

Intervenire prima che sia troppo tardi

IG 61 01Sullo stato degli argini di Tordino e Salinello molto è stato detto ed altrettanto promesso, nulla sin’ora si è visto. Speriamo almeno che i tardivi lavori di messa in sicurezza annunciati per la prossima primavera siano effettuati veramente.
C’è una situazione, però, sulla quale nessuno apre bocca, ma che non può attendere oltre un intervento tanto urgente quanto necessario. L’ammasso di tronchi, arbusti e radici incastrati nelle arcate del ponte stradale che valica il Salinello ha raggiunto da tempo dimensioni preoccupanti. Il rischio  è che ulteriori apporti di detriti trascinati dalle piene del fiume, finiscano col creare un pericolosissimo “effetto diga”, con l’intrico dei rami a bloccare il deflusso dell’acqua. In analoghe, recenti situazioni (è accaduto in Versilia, Liguria, Piemonte ed anche nella provincia di Teramo) esondazioni, allagamenti  fino al crollo dei ponti  sono stati le drammatiche conseguenze. Senza essere catastrofisti, crediamo non sia il caso di rischiare.

Smemoranda

IG 61 02È diventata ormai un’abitudine, quella del consigliere Antelli, di tuonare contro chi avrebbe “affossato” il piano integrato di via Cupa, ed in particolare contro il gruppo consiliare de “Il Cittadino Governante” i cui emendamenti a tutela dei pubblici interessi  avrebbero reso meno appetibile l’intervento dei privati.
Preso dalla foga, Antelli dimentica però, o perlomeno finge di dimenticare, di aver sempre votato contro il piano, sia nella sua stesura originaria, sia in quella integrata dagli emendamenti. E se facesse una buona volta pace con se stesso?

Meglio tardi che mai

IG 61 03In linea con i consueti ritardi che hanno reso universalmente  famosa l’inaffidabilità  delle ferrovie italiane (che pure in questo caso non c’entrano nulla), anche i due vagoni del  “Chico Mendes” si avvicinano alla prevista destinazione finale: la rottamazione. In attesa degli annunciati interventi, primo fra tutti il ripristino della piattaforma per il basket, il parco riacquista almeno in parte il dovuto decoro. Un risultato comunque apprezzabile.

Giovani voci

IG 61 04Organizzata dal comitato di quartiere dell’Annunziata con la collaborazione di Francesco Negro, si è svolta lo scorso 6 gennaio, di fronte ad una nutrita platea,  la serata finale del primo “Festival Giuliese delle Giovani Voci”. Al primo posto della sezione junior si è classificato
Simone Peracchia davanti a Luca Raponi, mentre la sezione senior ha visto  la vittoria di Giorgia Verona davanti a Lorenza Mastrilli.

Il sospetto

Segna il passo l’attività dei comitati di quartiere, fra il quorum non raggiunto nell’assemblea delle “Frazioni” e l’impossibilità di rieleggere quello del “Paese”   per la mancanza delle necessarie candidature. Partita in tromba, l’esperienza comunque positiva dei comitati sta, con le dovute eccezioni, lentamente arenandosi. Che sia l’influenza negativa di chi dall’alto vorrebbe orientarli a proprio piacimento?

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