Giovedì, Agosto 17, 2017

 

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Compagno di scuola

IG 3 2Prima quindicina di ottobre dedicata alle visite scolastiche. Francesco Mastromauro, fascia tricolore in petto e flash fotografici a portata di mano, ha salutato nei giorni scorsi gli studenti e i bambini dell’asilo. Almeno in uno degli incontri, ha fatto sapere il sindaco, ci sarebbe stato il riconoscimento, da parte del personale, dell’efficacia della politica finanziaria dell’amministrazione comunale.

Uniti per tassare

IG 3 1I sindaci della costa teramana si sono incontrati nei giorni scorsi in municipio per discutere della tassa di soggiorno da applicare a quanti sceglieranno di trascorrere tra Martinsicuro e Silvi le proprie vacanze. Si cercano soluzioni unitarie e remunerative, capaci di ingrassare le casse comunali senza urtare i turisti.

Le sofferenze del giovane Mastrilli

IG 1 05Il 9 settembre l’assessore Roberto Mastrilli formalizza le sue dimissioni. Si teme il peggio. In municipio, convocate d’urgenza, accorrono le più alte cariche del centrosinistra. Perché Mastrilli, ci si chiede, è arrivato a tanto? Chi e perché lo sta facendo soffrire? Il giorno successivo, ritirate le dimissioni, l’assessore tranquillizza tutti. La sua era solo una trovata per  protestare contro i tagli del governo Berlusconi. Un cucù sbarazzino inventato per spaventare gli amici ed illudere gli avversari.

Chi difende il sindaco ?

IG 1 04La Federazione della Sinistra annuncia il 4 agosto la distribuzione di un volantino polemico che, in un fotomontaggio, immortala il sindaco nei panni di Cetto La Qualunque,  spregiudicato e pacchiano protagonista del film “Qualunquemente” di Antonio Albanese.  L’iniziativa coglie nel segno: diverte la città e innervosisce il sindaco che, con una raffica di sms, rimprovera i suoi di non averlo difeso pubblicamente.

Farmacia comunale

IG 1 03La maggioranza Mastromauro, per ridurre le spese e ottenere liquidi, prepara la vendita della farmacia comunale. Scartata l’ipotesi di cedere a privati il 49% dell’attività, si pensa alla dismissione completa. Il colpo non era riuscito neanche al risolutissimo Claudio Ruffini, che dovette cedere di fronte alle resistenze di Rifondazione Comunista. I locali della vecchia farmacia sono stati ristrutturati con soldi pubblici pochi anni or sono e la farmacia continua, comunque, a dare utili. Le uscite comunali, in vertiginosa crescita, imporrebbero però il grande passo. Le spese correnti nel 2010 hanno toccato quota 24.657.000 euro, mentre, solo nel 2006, ammontavano a 19.060.000 euro.

Notte di spessore

IG 1 02Tra il 20 ed il 21 agosto, l’amministrazione comunale, ricorrendo  ad un prelievo dal fondo di riserva, organizza la Notte Bianca giuliese. L’iniziativa, festa del commercio più che della cultura, soddisfa i negozianti di viale Orsini. Polemici, invece, gli esercenti di via Trieste. Ad allietare la nottata sono chiamati, tra gli altri, “Gli amici di Mario”, Giorgia Palmas e Rocco Il Gigolò, portatori, secondo l’assessore Fabio Ruffini“di contenuti

Asfaltate anche le piante

IG 1 01A giugno iniziano i lavori di messa in sicurezza della Statale 16. L’apertura del cantiere, complice la stagione turistica, provoca lunghe code di automobili. Qualcuno osserva gli alberi sul ciglio della strada e si domanda: “possono essere asfaltate anche le piante?”  Evidentemente sì.

Una città per tornare

NAS 2 1Da 11 anni fuori casa, ma sempre legato da un filo invisibile e molto robusto, Giulianova rappresenta il mio passato, le mie radici e il mio percorso, nonché una sostanziale parte emozionale di me. Non so quante volte mi sono fermato a pensare a questo paese e a quanto, in maniera più o meno consapevole, di esso mi porto addosso. Un luogo impregnato di tradizioni, di modi di fare e di dire, che ritrovo sempre così uguali e diretti ogni volta che riesco a tornare, a sentire mia, quella che ancora chiamo “casa”. Subito, dalla nascita, si instaura un legame tenace con questo mare, con il tempo spensierato trascorso sulla spiaggia durante le lunghe stagioni estive.
Ricordo  che già da aprile si andava al mare e da fine maggio, a scuola conclusa, era mare tutti i giorni, per tutto il tempo, fino a settembre: quattro mesi di azzurro pieno!
A pensarci oggi,  sembra un tempo infinito, specie se paragonato ai quindici giorni che riesco a rosicchiare… Eppure, in quei giorni,  non bastava mai,  ed era un supplizio tornare a scuola, quasi fosse una cattiveria non aver lasciato abbastanza tempo alla vacanza. Tanti pomeriggi d’estate trascorsi tra bagni, giochi sotto l’ombra delle cabine, una partita a calcetto o a pallavolo, e poi lunghe passeggiate verso i camping a buttare l’occhio sui nuovi arrivi  in cerca di uno sguardo straniero per innamorarsi.
A 18 anni il Liceo termina e il mio contratto a tempo fisso con Giulianova si spezza: scelgo di andare a studiare Ingegneria a Bologna. La città porta esperienza, cultura, stimoli, ma aiuta anche ad apprezzare il seme che  Giulianova lascia a chi l’ha vissuta così a lungo.
Oggi ho 29 anni, lavoro in Emilia Romagna, ma almeno una volta al mese il mio week end a casa è garantito. Anche se scendessi bendato  dal treno, arrivando  a Giulianova saprei perfettamente dove mi trovo.  Unico, l’odore della salsedine misto ai sapori giuliesi. Quando mi confronto con le persone rimaste qui,  mi accorgo che molti non apprezzano questa città nel modo giusto. Sono bravi a sottolineare difetti e mancanze, ma trascurano le mille cose belle che io vedo quando torno.  Per chi ci è nato,  Giulianova rimane ricca di magia, di poesia:  un posto speciale. Il silenzio mistico della collina vista dal Santuario della Madonna dello Splendore, l’aspetto vissuto dei sanpietrini che tracciano le vie del centro storico (a proposito,  perché li hanno tolti?), l’arancio vivo che dipinge le vele e spennella il mare colto da uno scoglio del porto vecchio, le mani grosse dei pescatori tra le reti, le alghe marine che per un giuliese sono “natura”,  e non “sporco”;  il cono medio di “Marechiaro”, l’odore della frittella davanti al Caprice, Il bignè alla crema da Bianchina, le mille vasche lungo il corso.  E ancora, la  riflessione dalla terrazza del Belvedere “che tutto sommato è una bella città..”, il profumo del pane caldo di Giuggiù,  il timballo che “ se nnu mign n’n ssi d’ Gigl”, la merenda dalla pizzeria  “del Secolo” , la passeggiata romantica al porto col chiaro di luna.
Giulianova è  questo per me:   ricordi vivi nel pensiero, un tesoro  che ritrovo ogni volta . Io non la vorrei cambiare, rivoluzionare, migliorare:  forse, semplicemente, vorrei che restasse così. Con  i suoi scorci, i suoi sapori, i suoi difetti.

Franco Gerardini

5D 2 1Sindaco di Giulianova dal 1981 al 1994, parlamentare, quindi consigliere comunale. Dirigente del Servizio Rifiuti regionale, lei è oggi lontano dalla politica attiva. Una strada obbligata, una pausa di riflessione o una regola di vita?
Direi una scelta di chiarezza. Ho ritenuto, in questo momento, di dover distinguere il mio impegno di tecnico dalla passione politica, che è sempre stata a sinistra. Negli ultimi anni, non trovando opportuna l’adesione al Pd, mi sono avvicinato a Sel, in cui non milito, però, in maniera costante.
E’ capitato di sentire maggioranze di centrosinistra criticare le scelte operate dalle sue amministrazioni. Cosa ne pensa?
Credo che ogni opinione vada rispettata, ma sono pure convinto che alcune esperienze trascorse, spesso non riconosciute dalla attuali amministrazioni, siano state esaltanti ( penso, ad esempio, all’ecologia e al sociale). Gli errori commessi,  se valutati a monte, hanno in ogni modo le loro giustificazioni. Del passato bisognerebbe conoscere i meccanismi normativi: vedo invece che nei comuni, oggi, c’è parecchia disinformazione. Per cui, spesso, qualcuno sparla.
Cosa farebbe se tornasse sindaco per un giorno?
Chiederei a tutti di essere un po’ più umili.
Avrebbe mai immaginato che l’ex sindaco Cameli ed il suo vice Di Carlo avrebbero sostenuto l’attuale maggioranza?
Oggi non c’è da meravigliarsi più di nulla. Nella nostra realtà,  un centrodestra frantumato ed un centrosinistra che ha esaurito da tempo la sua spinta propulsiva possono anche convergere su temi specifici e dar vita a maggioranze  trasversali. Ciò che non dovrebbe mai mancare è la coerenza con il programma elettorale.
Come giudica la vendita della farmacia comunale?
Penso che tutto sia da inquadrare nella congiuntura finanziaria, ma se ci fosse una sola cosa da fare, per conservare la farmacia, io la farei. Laddove possiamo, dico, salviamo le esperienze pubbliche e rendiamole efficienti!
Negli anni scorsi lei ha preso a cuore la pineta sulla foce del Salinello. Cosa pensa della proposta di intitolarla ad Angelo Vassallo e del chiosco appena realizzato?
Giudico non appropriata l’intitolazione al sindaco Vassallo in quanto credo che gli spazi verdi vadano accostati nel nome a temi cari alla natura.  Per quanto non abbia nulla contro i gestori,  ritengo che la scelta del chiosco sia stata del tutto inopportuna. Quella pineta, oggi in degrado,  è stata creata artificialmente: doveva rimanere integra proprio perché piccola. Il chiosco ha rotto un’armonia e peggiorato la sicurezza della zona.
Giudica fallimentare l’esperienza del Cirsu e, se sì, perché?
La gestione dei rifiuti in Abruzzo è preoccupante. Le aziende consortili non portano avanti politiche ambientali corrette e dal territorio arrivano continui segnali di disimpegno. Il Cirsu vive un incredibile paradosso, una situazione da appendere nei guinness mondiali dei primati negativi (basti pensare al contenzioso tra Cirsu, consorzio di comuni, quindi di sindaci, e Sogesa, società prevalentemente pubblica, cioè formata dagli stessi sindaci). Le buone premesse iniziali sono state vanificate negli anni da una pessima gestione. La provincia di Teramo, malgrado le direttive regionali, non ha un impianto di smaltimento e non può contare su servizi efficienti: tutto sotto gli occhi di amministrazioni locali disattente e che navigano a vista.

Neanche cinque metri di verde ai bambini dell’asilo nido “Le Coccinelle”

AAQ 2 1Non sono bastate né l’offesa al panorama né le anomalie dell’intera vicenda amministrativa.  I palazzi dell’ area ex Migliori Longari svettano tra la pista d’atletica Massi e piazza Dalla Chiesa, con viva soddisfazione di una classe politica che non ha saputo nemmeno garantire i cinque metri di giardino lasciati a disposizione dell’asilo nido “Le  coccinelle”. Cinque metri per poter giocare che restano invece fuori del recinto dell’asilo, in nome di un’ improbabile “sistemazione migliorativa degli spazi pubblici”  accampata dalla giunta Mastromauro.  
Un anno e mezzo fa, il 22 febbraio 2010 , fu portata in consiglio comunale una mozione che cercava di difendere l’allargamento, benché minimo,  del giardino della scuola. “Il cittadino governante per cambiare”   chiedeva  il rispetto della delibera dell’8 ottobre 2007 con cui si dava il via al planivolumetrico del complesso residenziale nell’area Migliori Longari. In quella circostanza, ricordava la mozione, fu approvato un emendamento che il sindaco Ruffini presentò come misura tesa a tutelare l’asilo nido confinante.  A disposizione del nido “Le coccinelle” sarebbe stata messa “una zona di verde, zona F2,  di 5 metri di larghezza”. Si è riusciti a negare anche quella magra consolazione. L’11 gennaio 2010, infatti, la giunta calpestò la volontà del consiglio, autorizzando la realizzazione di un percorso pedonale, tra piazza Dalla Chiesa e il campo d’atletica.  “Sistemazione migliorativa degli spazi pubblici attraverso la creazione di un percorso pedonale” recitava testualmente la delibera: il sindaco e l’assessore Ranalli, durante la discussione della mozione, sostennero al contrario, d’aver previsto la cessione all’asilo.  Secondo “Il cittadino governante”, poi,  si era in realtà predisposto uno spazio al servizio dei condomini, i quali, ovviamente, avrebbero trovato  “molto comodo utilizzare il parcheggio pubblico di piazza Dalla Chiesa,  così svuotato della sua funzione primaria”. La mozione fu respinta. Lo stato di fatto dice che l’asilo nido “Le Coccinelle”, privato per sempre del panorama collinare ad ovest,  non dispone oggi nemmeno dei cinque metri di verde previsti nella delibera del 2007. “Ribadisco che l’amministrazione comunale programmerà lo spostamento della recinzione per ricomprendere l’area attrezzata a verde tra quelle a disposizione dell’asilo, come ha spiegato prima di me l’assessore Mastrilli.”: così il sindaco nel verbale del consiglio comunale del 22 marzo. Un veloce sopralluogo in zona basterebbe a ricordargli d’aver parlato a vanvera.

Farmacia comunale, addio

FPP 2 1Se non ripianerà i suoi conti, rimodulando il bilancio, il Comune di Giulianova dovrà subire devastanti sanzioni amministrative per aver sforato il patto di stabilità 2011. In una parola, sarà dissesto, termine assai in voga nella prima fase del mandato Ruffini, ma che non era mai stata pronunciata dall’attuale maggioranza che, a quanto pare, si è svegliata l’altro ieri  scoprendosi in mutande. E cosa si fa, quando ci si accorge di essere sull’orlo del precipizio? Ci si aggrappa allo spuntone di roccia più sporgente, si adotta la soluzione apparentemente meno dolorosa: si fa cassa vendendo le proprietà più appetibili sul mercato. In questo caso, la farmacia comunale ed un terreno di 2.800 metri quadri in via Cupa, destinato all’edilizia convenzionata (una proposta del “Cittadino Governante”, accolta all’unanimità, garantirà che i trenta appartamenti realizzati siano davvero venduti a prezzi modici a giovani coppie o soggetti deboli).
La maggioranza ha deliberato la vendita nel corso del consiglio comunale dello scorso 28 settembre.
Perché si vende: entro il 31 dicembre di quest’anno nelle casse devono rientrare 3 milioni 800 mila euro. Dal capitolo delle voci in uscita, Gianfranco Francioni annota i 2.600.000 euro di  debito con il Cirsu; i 150.000 nel capitolo dell’ arredo urbano;  700.000, 100.000 e 300.000 euro di mancati introiti  rispettivamente per Bucalossi, fotovoltaico e parcheggi a pagamento; il conto da 1.200.000 euro per la rimozione dei rifiuti spiaggiati.
La vendita della farmacia e del terreno di via Cupa permetterà di incamerare somme certe e consistenti. Secondo il Pdl, il buco di oggi andrà ad allargarsi nel 2012, quando l’importo dei mutui, non più rinegoziabile, salirà a due milioni e mezzo di euro.
La posizione dell’amministrazione: nel corso del consiglio del 28 settembre, il sindaco ha sottolineato le penose conseguenze dei tagli del  Governo  alle  comunità   locali
(700.000 euro, a Giulianova, per l’anno in corso). I mancati trasferimenti renderebbero i bilanci annuali estremamente labili. Quest’anno, inoltre, si sta ancora attendendo che la Regione rimborsi il Comune per i danni dell’alluvione di marzo. Perché vendere la farmacia comunale? Perché lo stanno facendo tutti: da San Remo a Taranto,  dalla Lombardia all’ Umbria, le dismissioni impazzano e le farmacie, da come sembra, non le conserva più nessuno.
La risposta dell’opposizione: la vendita del terreno di via Cupa e della farmacia comunale non è che la toppa cucita su un dramma finanziario le cui cause vanno ricercate in una gestione  superficiale e dilettantesca delle finanze pubbliche. Nel suo intervento, il consigliere Franco Arboretti ha sottolineato l’aumento vertiginoso della spesa corrente (24.657.000 nel 2010, con un + 2.480.000 rispetto all’anno precedente), il tardivo avvio di una politica di recupero dell’evasione fiscale (se si fosse combattuto per tempo contro le false prime case, si sarebbe potuto già incamerare circa un milione di euro). Negativa l’esperienza del Consorzio d’ambito sociale che prosciuga risorse (2.500.000 solo quest’anno) senza dare valide e tangibili risposte ai cittadini. La tassa di soggiorno applicata al posto dei parcheggi a pagamento avrebbe avuto ben altri riscontri economici, senza contare il peso del capitolo mutui a cui si è ricorso, e ancora si ricorre, in maniera dissennata. “Sulla farmacia comunale- ha scritto nei giorni scorsi “Il cittadino governante” - lo scempio si è compiuto nell’assordante silenzio del sindaco che, dopo aver propagandato nel suo programma elettorale la valorizzazione e persino il raddoppio della farmacia comunale, non è intervenuto sull’argomento, è rimasto lì nella trepida attesa di colmare con un colpo di mano un vuoto nel bilancio che lui stesso non è riuscito a controllare”. Sul silenzio del sindaco, e su dieci mancate risposte, ha insistito anche Laura Ciafardoni di “Progresso giuliese” (passato, platealmente, all’opposizione). “Che fine ha fatto- si chiede- la possibilità di creare il consorzio con Tortoreto così da raggiungere i 30.000 abitanti e mantenere la natura pubblica della farmacia?”
La critica di fondo è che, in mancanza di misure strutturali, cioè capaci di cambiare radicalmente la politica economica del Comune, la vendita della farmacia non sarà che il primo anello di una lunga catena di spoliazioni, l’avvio di un processo di privatizzazione selvaggia.
I ricavi: manca ancora una perizia di stima, ma la base d’asta di vendita della farmacia è stata ipoteticamente fissata in 2 milioni 500 mila euro. “Il cittadino governante” aveva proposto all’assise civica un emendamento che aumentava la base d’asta dimostrando che essa andava fissata ad almeno 4 milioni di euro. L’aggiudicazione, inoltre, sarebbe dovuta andare a buon fine solo in presenza di almeno due offerte. La maggioranza ha respinto l’emendamento.
I contraccolpi: vendendo la farmacia, il Comune rinuncia ad introiti netti annuali di 150.000 – 200.000 euro. Le sei persone che vi lavorano, perdendo l’impiego, dovranno probabilmente essere reintegrate in Comune, venendo a gravare sul bilancio per almeno 200.000 euro. La perdita annua dovrebbe quindi sfiorare i 400.000 euro.
Le reazioni in città: quasi ovunque negative. Eclatante l’ingresso in sala consiliare, lunedì scorso, dell’ex sindaco Romolo Trifoni, che voleva esprimere il suo sdegno e la sua rabbia per la vendita della farmacia ed è stato allontanato in malo modo.
Di sicuro la rinuncia alla farmacia farà discutere a lungo, specie all’interno di un centrosinistra che confidava forse nella generale rassegnazione e nella foglia di fico dei tagli di Berlusconi.

Riconoscimento

Il dottor Giancarlo Marinangeli, direttore della Unità operativa complessa di Nefrologia e Dialisi  del nostro ospedale, è stato eletto, secondo più votato con 491 preferenze, consigliere nazionale della SIN (Società Italiana Nefrologia). Il riconoscimento premia la serietà e la professionalità del dottor Marinangeli, esercitate in un presidio assediato da problemi.

Povero Bindi

IG 2 3Questa bella targa che intitola la via a Vincenzo Bindi è apposta ormai da decenni su palazzo Cerulli, sul lato Nord del Belvedere. È posizionata in un punto visibile agli occhi dei passanti; deve essere bene in vista perché ricorda il benefattore Bindi, colui il quale ha donato alla città di Giulianova la sua biblioteca e la sua pinacoteca che oggi sono intitolate a lui come pure la scuola media del Lido.
Bene! Ma sulla targa c’è un grossolano errore: la data di morte è sbagliata. Bindi non è morto nel 1927 ma nel 1928 come si può agevolmente verificare. Povero Bindi! La sua “dilettissima” Giulianova non si è accorta dell’errore?
Se sì, che aspetta a rimediare?

Posto pubblico nel verde

“Progresso giuliese” sta preparando una mozione a proposito di una discutibile delibera di giunta su cui il gruppo aveva già acceso i riflettori il primo agosto. Il consiglio comunale sarà chiamato a pronunciarsi  sull’assegnazione di mille metri quadri di terreno comunale ai proprietari di un camping, nella fascia  più a sud del quartiere Annunziata. Per risarcire 22.000 euro, ha denunciato “Progresso giuliese”,  l’amministrazione  ha permesso che una generosa porzione di verde (destinata nel 1994 a orto urbano) diventasse un parcheggio privato. Canone d’affitto: 62 euro al mese.

Benvenuta “GiuliaViva”

IG 2 2Si è tenuta sabato 24 settembre, in piazza Buozzi, la presentazione del nostro periodico. Hanno ascoltato la breve introduzione e partecipato all’aperitivo finale, amici, sostenitori, cittadini curiosi di vedere e leggere il primo numero. Estratti, alle 17.30, anche i biglietti vincenti della lotteria di finanziamento. Questi i numeri fortunati, dal primo all’ottavo: 9160, 9746, 3956, 7855, 1389, 478, 3719, 5210. I premi possono essere ritirati nella sede di piazza Buozzi.

Paralisi in città

IG 2 1Il 20 settembre, un violento acquazzone si è abbattuto sulla costa teramana. Non più di due ore di pioggia torrenziale hanno paralizzato Giulianova: nessun sottopasso, a metà pomeriggio, era transitabile. Allagati decine di scantinati e di negozi, così come la palestra della media Pagliaccetti.
Piazza Roma non era mai stata invasa da un simile mare d’acqua. Per alcuni, non tutti i canali a mare sono stati riaperti in tempo utile; secondo altri, durante i recenti lavori di rifacimento, qualche tombino sulla Statale 16 sarebbe stato coperto d’asfalto.

L'ospedale invisibile

FPP 1 2È bastato poco perché  il nuovo ospedale (grande, moderno, ricco di medici e macchine) tornasse a farsi avanti. E’ bastato che la Asl di Teramo, su richiesta della Direzione regionale Politiche della salute, chiedesse al sindaco di deliberare  la disponibilita’ a variare la destinazione d’uso di 60.000 metri quadri di terreni agricolo perché la città, o forse solo la sua classe politica, ricominciasse a sognare . Non solo. Applausi a scroscio sono piovuti sul manager della Asl Giustino Varrassi e sulla giunta regionale di centrodestra. “Disponibilità”: poco più di niente, rispetto ai tanti passi concreti che occorreranno per  veder sorgere una nuova struttura in via Cupa. La commissione Sanità del Comune è tornata a riunirsi in  municipio il 13 settembre. Ai partecipanti è stato consegnato il carteggio intercorso tra Regione,  Asl di Teramo e amministrazione .  In quei fogli, nessun riferimento ad impegni di spesa o ad attivazioni di reparti. L’unica considerazione di fondo è che non è conveniente ristrutturare il vecchio ospedale attraverso le somme messe a disposizione per la riduzione del rischio sismico. La spesa, insomma, non varrebbe l’impresa. Per questo si punta al nuovo, ma lasciando senza risposta una serie di interrogativi.
- Esiste un serio piano finanziario per realizzare il nuovo ospedale?
- In quali termini si ricorrerà, eventualmente, alla compartecipazione di  privati?
- E’ necessaria la vendita di immobili pubblici ?   e in che misura la dismissione di quei beni dovrà contribuire  alle spese di realizzazione?
- Cosa  sarà   dell’ospedale  di  via Gramsci ?
- Quali specialità saranno attivate nella nuova struttura?
- Esiste  una  tempistica  credibile dell’iter amministrativo e dei successivi lavori edilizi?
Anche il sindaco, in apertura dei lavori dell’ultimo consiglio comunale, ha ammesso di non aver ricevuto alcuna garanzia su un’opera che resta aggrappata alla fantasia collettiva e al trionfalismo di uomini e partiti.  Non a caso, la sola richiesta di  “disponibilità”  ha fatto scattare la fanfara dell’attribuzione dei meriti e scatenato la corsa di chi, sulla questione “salute”,  vuole ad ogni costo metterci la faccia.
Resta incomprensibile come, dinanzi ad un percorso tanto incerto, si debba sposare con zelo la prospettiva di una variante urbanistica. Se, come già accaduto, l’accordo di programma dovesse incepparsi, la nuova destinazione dei terreni di via Cupa rimarrebbe inalterata?
Illuminante la considerazione di Carlo Costantini, capogruppo regionale dell’Idv: “Di regola - ha detto -, quando si decide di costruire un nuovo ospedale, le comunità locali interessate prima devono acquisire la certezza delle coperture finanziarie e solo dopo possono avviare le procedure di individuazione dei siti e le conseguenti acquisizioni delle aree. In buona sostanza, nei rapporti con la Regione e con le Asl dovrebbe valere il detto del “dare soldi, vedere cammello”. I direttori generali delle Asl abruzzesi sembrano invece voler instaurare una prassi diversa: prima vogliono vedere “il cammello “ e solo dopo vogliono preoccuparsi dei soldi.”
A Giulianova, il grado di incertezza rende ancor più insopportabili i problemi dell’ospedale esistente, gravato da guasti strutturali, mancanza di personale, tagli di reparti, scarsità di attrezzature, difficoltà organizzative. E se la politica fissa lontano un “gigante” invisibile, il “nano” della sanità teramana conta le sue piaghe e accusa i colpi della peggiore propaganda.

Schiaffo al Kursaal

FPP 1 1La Cassazione, lo scorso luglio, ha negato la ripresa dei lavori nell’area appena a nord del Kursaal. Il cantiere è fermo dal gennaio scorso, da quando, cioè, la magistratura ne ha disposto il sequestro per abuso edilizio. Sotto gli occhi di giuliesi e turisti, resta la mole di cemento grezzo che incombe sul marciapiede. Anche dal mare l’impatto  è notevole: adagiato una volta fra due ali di verde (pineta a sud, palme a nord), il profilo liberty del Kursaal subisce  la concorrenza visiva di un moderno fabbricato vista mare. All’ordinanza di sequestro si è giunti in seguito all’azione legale intrapresa dai residenti del confinante condominio Tritone, che contestano il mancato rispetto delle distanze e dell’allineamento con gli edifici esistenti. Il titolare della ditta esecutrice dei lavori, la “Gavioli restauri”,  ha reagito denunciando presunti abusi commessi più di quarant’anni fa dai proprietari del Tritone. Con sorprendente solerzia, l’amministrazione comunale ha affiancato il costruttore nella crociata  contro il vecchio palazzo di via Ravenna. Massimo garantismo, invece, nei confronti di Gavioli: “tutto in regola” hanno continuato a sostenere il sindaco e l’assessore Nadia Ranalli ,  anche dopo l’apposizione dei sigilli.  Un atteggiamento, quello del Comune, assecondato dalla maggioranza consiliare e confortato dal silenzio dal presidente di Giulianova Patrimonio, proprietaria del Kursaal che ha scelto di guardare il nascente palazzo senza colpo ferire.  La questione è stata portata per  due volte in consiglio comunale sia prima che dopo il sequestro dal gruppo “ Il cittadino governante per cambiare”. “Da mesi - sottolineava una mozione dello scorso marzo - i giuliesi vivono come una grande offesa al decoro ed alla bellezza della propria città, nel cuore del lungomare, l’autorizzazione alla costruzione di un edificio così impattante a ridosso del palazzo storico più rappresentativo del lido”.  Nella stessa mozione, puntualmente respinta, si chiedeva quali fossero i motivi che avevano permesso la costruzione “di una porzione cospicua dell’edificio fuori dall’allineamento previsto con il Kursaal e la violazione  delle norme del prg in ordine alle distanze tra gli edifici”. Perché Giulianova Patrimonio non ha tutelato il Kursaal, come invece è stato fatto dai proprietari del Tritone per il loro edificio?  Da comprendere anche le ragioni che hanno spinto l’amministrazione ad assentire ad una variante in corso d’opera che, nella porzione ovest del palazzo, tollera la realizzazione di appartamenti senza finestre a nord e a sud.  Emblematico il consiglio comunale dell’8 novembre quando, dopo aver onorato a chiacchiere la memoria di Angelo Vassallo (il sindaco di Pollica che ha pagato con la vita la tutela del paesaggio e della vivibilità nel suo paese), la cui maggioranza ha respinto sia l’ordine del giorno per la difesa del Kursaal, sia quello  che mirava a salvaguardare il panorama visibile dal lungomare. Sulla sorte del cantiere sarà la Magistratura a scrivere l’ultima parola: il giudizio sull’amministrazione, invece, è scritto negli occhi e nei commenti di buona parte dei giuliesi.

Pino Procopio

5D 1 1Con un po’ di comprensibile emozione, data la mia giovane età, ho avuto l’occasione di incontrare e intervistare Pino Procopio, artista calabrese e giuliese d’adozione, ormai noto ed affermato pittore a livello nazionale che ha accettato di creare la testata di GiuliaViva. Lo incontro nel suo studio e mi mette subito a mio agio demolendo l’idea un po’ stereotipata che il genio di un artista si accompagni per forza alla sregolatezza.
Come si è reso conto che la sua strada era quella dell’arte?
La mia strada è stata in fondo una strada predestinata, anche i miei nonni erano artisti e tutti mi hanno invogliato e incoraggiato in questo senso.
Pensa che l’arte abbia anche adesso una funzione sociale?
L’arte ha sempre una funzione sociale, sia essa pittura, poesia, musica ecc.: è una denuncia di ingiustizie o comunque esplicitazione di un pensiero. Penso a Neruda, per esempio. È stato per molto tempo, per il popolo cileno, l’unico modo di far giungere il suo dissenso all’estero. Chi non fa arte per dire qualcosa, per denunciare qualcosa fa solo del mestiere o peggio ancora del mercato.
La sua produzione cosa vuol dire o denunciare?
I canoni di bellezza, oggi vengono dettati dalle immagini televisive o dalle riviste specializzate. I miei personaggi sono l’anti-copertina patinata. La mia è una pittura quasi iperrealista, tra virgolette naturalmente. Questi personaggi abbondanti sono reali e non si sforzano di corrispondere ad immagini stereotipate. Sì alla fine la mia pittura si traduce in ironia. Diciamo che descrivo delle situazioni con una grafia specifica che passa attraverso l’espansione delle forme.
Cosa pensa dell’arte fatta senza pennello? Per esempio video art, installazioni?
Tutto il bene possibile se esprimono un concetto: l’importante è trasmettere qualcosa. Ci sono dei video straordinari, estremamente poetici.
La testata che ha disegnato per GiuliaViva è una sintesi estremamente armonica di Giulianova: ne vuole parlare?
Prima di tutto voglio dire che mi ha fatto molto piacere la richiesta di realizzare la restata da parte di alcuni amici: il giornale è un’opera che dà modo di esprimere un libero pensiero e quindi sono stato felice di contribuire. Per quanto riguarda il progetto, quello che apparirà sul quindicinale è il secondo bozzetto che ho fatto. Per disegnarlo sono partito dal cavaliere che appare sullo stemma della città. L’ho rappresentato con la visiera alzata e questo ha già dato modo di dire a chi l’ha visto che assomiglia ad almeno 7-8 persone. La sua lancia è una linea che finisce per unire il lido rappresentato dalla vela e la parte alta rappresentata dalla Rocca.
L’ho salutato e ringraziato, portando con me la voglia di acquistare subito quello che mi ha detto essere stato il suo ultimo libro letto:  la favola del topo Firmino, il topo di biblioteca che prima di divorare libri li leggeva. E non mi è difficile pensare che in questo libro una denuncia sicuramente ci sarà.
Concordo infatti con Procopio: l’arte, se non è denuncia o non comunica un pensiero, che arte è?

Tutti i numeri di “Progresso Giuliese”

INS 1 4Finalmente i cittadini, sempre più tartassati da richieste di pagamento, sapranno come vengono spesi i loro soldi!”. L’ invettiva arriva dal sedicente gruppo di maggioranza “Progresso giuliese”. In un comunicato, i quattro consiglieri dello schieramento annotano:
Spese telefoniche della piscina comunale: 6000 euro
Spese telefoniche del mercato ittico: 4000 euro
Attività sportive: 49.000 euro d’incasso, 441.000 euro di spese
Eliminazione dei rifiuti spiaggiati: spesa lievitata da 40.000 a 860.000 euro. La Corte dei Conti, ammonisce Progresso giuliese, ha invitato i consiglieri a vigilare sulle proprie tasche.

Cancellati i contributi sull’acquisto dei libri di testo

INS 1 3Non servirà, quest’anno, che i rivenditori di libri di testo rilascino fatture a quanti, per motivi di reddito, avrebbero diritto a contributi sull’acquisto dei volumi scolastici. L’assessore Fabio Ruffini ha infatti comunicato che l’amministrazione comunale, per tagli operati dal Governo centrale, non renderà un euro. La notizia è arrivata alle famiglie quando la spesa, probabilmente, era già stata effettuata ed il mercato della seconda mano esaurito da un pezzo.

Parcheggio Scuola “Don Milani”

INS 1 2120.000 euro: tanto pagherà il Comune per espropriare un lotto da destinare a parcheggio della scuola Don Milani. Il Cittadino Governante si chiede come mai questa area non sia stata acquisita gratuitamente in occasione della corposa lottizzazione che ha portato alla realizzazione dei palazzi sul fronte nord. L’amministrazione non doveva forse ottenere per legge il 65% di aree in cessione gratuita?

Rifiuti: un mare di soldi pagati dai cittadini per un problema che non si risolve

INS 1 1Più di 5 milioni di euro: a tanto ammonta lo stanziamento nel Bilancio 2011 destinato al capitolo Rifiuti e pulizia della città. Il consigliere Franco Arboretti ha chiesto, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, come mai si proceda oggi ad un prelievo dal fondo di riserva per pagare lo spazzamento stradale fino al 15 settembre, motivandolo con la mancanza di disponibilità finanziaria. Come si farà fronte ora alle spese negli ultimi quattro mesi dell’anno?, si domanda Arboretti. E’ in vista un’ ennesima emergenza rifiuti?

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