Venerdì, Aprile 28, 2017

 

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tassa-soggiornoGiulianova ha potenzialmente le carte in regola per essere inclusa stabilmente fra le principali località consigliate del turismo balneare italiano.
Il suo meraviglioso sito che la pone amenamente tra mare, colline e fiumi; la sua  importante storia; il suo Centro Storico; i suoi Beni Culturali; la sua qualità urbanistica, grazie all’accorta gestione pubblica del territorio nel momento di  maggiore crescita; la promozione di un’economia diversificata; la tradizione di eventi culturali di livello; le sue attrezzature ed i suoi servizi; la sua ricettività turistica; la sua gastronomia.
Sono queste qualità di cui essere orgogliosi ma che da circa vent’anni invece di essere oggetto di certosina opera di rinverdimento e di innovazione attenta al rispetto  delle peculiarità cittadine, sono sistematicamente offese e mortificate da azioni amministrative presentate addirittura sotto il segno dello sviluppo e della modernità.
Le guide turistiche delle località balneari, e di conseguenza i turisti, prendono in considerazione e valutano il mare, l’arenile, il paesaggio, il verde urbano, le isole pedonali, le piste ciclabili, i servizi, le attività culturali, la ricettività, la pulizia, la presenza o meno della bandiera blu e delle vele di Legambiente, l’inserimento o meno all’interno di parchi o riserve naturali.
 
Si rifletta ora su ciò che accade da circa vent’anni a Giulianova:
 
·        Pulizia e manutenzione non ottimali con scarso decoro urbano.
·        Fiumi sempre più inquinati, depuratori funzionanti ad intermittenza o insufficienti e di conseguenza mare sempre meno pulito,anche quando gli aspetti batteriologici sono nella norma.
·        Allagamenti frequenti per problemi strutturali, scarsa manutenzione ed inefficiente organizzazione nelle emergenze causate dal maltempo.
·        Costruzioni a destinazione  non balneare sull’arenile fortemente impattanti sul piano paesaggistico, come  il campo di calcetto privato e i manufatti per società sportive (di cui uno in costruzione in questo momento), a ridosso del molo sud, accanto a due  canali a mare!
·        Barriere sui panorami marini visibili dai lungomari e dai moli.
·        Spiagge libere insufficienti e non curate.
·        Parchi offesi, abbandonati e addirittura mutilati da costruzioni commerciali improprie (come parco Franchi e parco Matteotti) e non più presenti tra gli obiettivi fondamentali dello sviluppo cittadino (come il parco sul cannocchiale verde o quello previsto nel Pioppeto).
·        Verde urbano, venduto o selvaggiamente aggredito: sul lungomare nord 250 alberi di 30 anni sono stati tagliati e 2 km. di doppia siepe di pitosforo è stata estirpata; alla foce del Tordino il bosco fluviale è stato totalmente sradicato; si usano i diserbanti chimici per il controllo delle erbacce e si pota traumaticamente anche fuori stagione.
·        Piazze deturpate (come Piazza Buozzi), mal tenute (come piazza della Libertà e piazza Martiri), mal fatte (come piazza del Mare) o  che hanno rischiato di essere addirittura vendute e versano nell’abbandono più totale (come piazza Dalla Chiesa).
·        Isole pedonali  pressoché  inesistenti.
·        Piste ciclabili centrali poco funzionali e pericolose, e inesistenti nelle altre vie cittadine.
·        Mobilità caratterizzata da crescente caos nel traffico urbano.
·        Variante al PRG con notevole consumo di territorio e inesistenti scelte volte al recupero dell’esistente al fine di aumentare la qualità urbana.
·        Tendenza alla compromissione della famosa collina giuliese.
·        Scarsa attenzione alla tutela delle peculiarità del paesaggio giuliese ed a molti suoi scorci  panoramici.
·        Fuoruscita dalla riserva naturale del Borsacchio. 
·        Progressivo scadimento delle iniziative culturali: dalla tradizione giuliese di originali progetti quali Agorà, RockRoads, Buskers, Jazz & Black Music Mondi Sonori (che avevano sprovincializzato Giulianova facendola conoscere a livello nazionale) siamo progressivamente scivolati, a parte qualche rara eccezione, nell’intrattenimento e poco più.
·        Mortificazione di molti Beni Culturali: la Pinacoteca è ancora chiusa, la Biblioteca è a mezzo servizio, il lascito Cerulli, mai completato, rischia di essere perduto, la rinascimentale piazza Buozzi maltrattata dalla pavimentazione e da come viene tenuta.
·        Carenza di strutture per lo spettacolo dal vivo: teatro, arena estiva, palazzetto, auditorium.
 
Si potrebbe, purtroppo, continuare, ma crediamo di aver reso l’idea della china su cui è avviata da tempo la nostra bella città e di  quanto sia urgente una radicale svolta nella gestione della cosa pubblica giuliese al fine di valorizzarne pienamente le sue grandi potenzialità a beneficio di cittadini e turisti.
I turisti cercano luoghi ameni, la bellezza, l’armonia, la tranquillità, la verve culturale e le occasioni di frizzante socialità accanto alla qualità dei servizi.
Sembrerebbe ragionevole caratterizzare così la nostra città, per darle una seria prospettiva nell’economia turistica; se si tiene conto poi della forte concorrenza esistente nell’offerta nazionale ed estera appare addirittura d’obbligo farlo.
Avremmo più turisti, più lavoro e noi giuliesi saremmo più contenti, orgogliosi di vivere in un luogo di livello e quindi di riferimento.
E a quel punto avrebbe senso chiedere ai turisti di pagare l’imposta di soggiorno senza timori di contraccolpi negativi.

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