Sabato, Agosto 19, 2017

 

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scuola ColleranescoPremesso che l’Italia è di per sé un paese che ancora oggi accusa un ritardo, in gran parte delle proprie regioni tra cui l’Abruzzo, in materia di adeguamento sismico degli edifici pubblici. Infatti poco o nulla è stato fatto, sebbene le prime normative risalissero al 2003, e nonostante fosse il 2013 il termine ultimo che chiamava ciascun Comune a far eseguire studi sulla vulnerabilità sismica, a renderli noti e trovando soluzioni adeguate qualora i criteri di sicurezza non fossero stati rispettati. La giustificazione addotta per la maggiore riguarda i costi di tali certificazioni che sono dell’ordine dei 3 euro al metro cubo, per cui si tratta di decine di migliaia di euro per ogni struttura. Il dato ad oggi conosciuto è che su 1.300 scuole esistenti sul territorio abruzzese, sono appena 280 quelle delle quali sono state eseguite le verifiche sulla vulnerabilità sismica. Ad esempio per quanto concerne le scuole superiori di Teramo, soltanto il Liceo Scientifico “Einstein” possiede tale studio dal 2013 perché interessato da un progetto pilota, mentre nel mese in corso (febbraio 2017) saranno avviati i controlli ed i relativi studi per le altre scuole superiori dell’intera provincia.
Occorre anzitutto distinguere e separare il significato di agibilità da quello di vulnerabilità sismica: la prima è la verifica dei danni dopo una scossa di terremoto per stabilire se sia stato pregiudicato o meno il grado di sicurezza sismica (in genere si adottano le schede Aedes) e può essere compiuta dalla protezione civile o dai tecnici comunali; mentre lo studio di vulnerabilità sismica è un documento scientifico complesso che richiede l’intervento di più figure competenti e concerne il modo in cui un edificio si comporta in caso di terremoto (viene espresso un indice di vulnerabilità cha va da 0 a 1: se è 0 la vulnerabilità, cioè il rischio, è massima; se è 1 invece è minima).
Focalizzando ora l’attenzione su quanto accaduto negli ultimi giorni a Giulianova (ricordiamo che lo scorso 11 novembre il Cittadino Governante aveva prodotto un comunicato stampa in cui si richiedeva all’Amministrazione comunale una Anagrafe della edilizia scolastica, e a cui aveva fatto seguire, il 18 novembre, la richiesta di accesso ai documenti amministrativi mai prodotti dal Comune) a proposito delle due scuole chiuse, quella di Colleranesco e la Pagliaccetti, registriamo l’ordinanza firmata l’1 febbraio dal sindaco Mastromauro sulla scorta della relazione redatta il 31 gennaio dall’Ufficio Tecnico comunale che suggerisce un “immediato intervento finalizzato al miglioramento e/o adeguamento sismico dei due edifici in assenza del quale si ritiene non consigliabile la prosecuzione dell’attività scolastica”.
La prima e più evidente anomalia dell’ordinanza, di cui chiediamo spiegazione al sindaco, riguarda l’inspiegabile riapertura dei due plessi nei giorni di lunedì 30 e martedì 31 e solo successivamente ad un improvviso “approfondimento delle analisi di vulnerabilità sismica” se ne decreta la chiusura. Si è trattato di una riapertura avventata o nuovi dati si sono resi disponibili solo il 31 gennaio? Tali scuole risultano regolarmente agibili sin dall’inizio dell’anno scolastico?
Inoltre nell’ordinanza si riferisce che “gli indicatori di vulnerabilità sismica certificati da tecnici incaricati sono 0,01 per la Pagliaccetti e 0,053 per la scuola di Colleranesco”; noi chiediamo se tali indici siano il frutto di uno studio già preesistente o se siano contenuti in un rapporto di recente compilazione. Se la risposta è quest’ultima, ci chiediamo come sia stato possibile effettuare tale studio (addirittura in un giorno!) se per redigerlo occorre una complessa procedura che necessita di oltre un mese di lavori sul campo, di elaborazioni grafiche, di relazioni, di studi geomorfologici con carotaggi, perforazioni di murature portanti e tanto altro ancora fino a stilare un corposo volume di migliaia di pagine?
E ancora chiediamo se esistano gli stessi studi anche per le altre scuole comunali e in tal caso, quali siano gli indici di vulnerabilità per ciascuna di esse? Una scuola del primo novecento con diffuse criticità come la “De Amicis” è più sicura delle due chiuse? Tra le soluzioni si prospetta un trasferimento nelle aule dell’Ipias che è un edificio addirittura collegato strutturalmente alla scuola media “Pagliaccetti”: ma l’appartenenza di un edificio al Comune o alla Provincia rende più o meno sicura una scuola? 
Infine, se il documento sulla vulnerabilità già in precedenza stilato, ed era quindi disponibile, come mai non è stato reso noto prima, cioè sin dai primi eventi sismici di agosto e poi di novembre? Oppure il sindaco non ne era a conoscenza?
Nelle foto allegate è possibile notare i particolari di alcuni carotaggi effettuati nelle murature portanti interne ed esterne di un Istituto in cui è stato redatto lo studio di vulnerabilità sismica. Sono visibili tali particolari in entrambe le scuole chiuse?)
Tutti in città, specie gli alunni, i genitori, le maestre ed il personale ausiliario di ben 25 classi, aspettano maggior trasparenza e maggior chiarezza su una questione così delicata e sentita, gradirebbero visionare e leggere documenti e relazioni ufficiali. Per dirla con Orwell: “Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario”.
Accanto alla componente razionale che esige sicurezza, va considerata anche la componente emotiva che sente, soprattutto nei giovani alunni, lo strappo degli affetti, che avverte il distacco da un luogo carico di familiarità e di sentimenti. Ogni scuola è un baluardo di diritti e di affetti, di amicizie e di cultura, uno scrigno che cresce i fiori più preziosi di una comunità per cui ogni leggerezza assume un peso ingiustificabile. Il Cittadino Governante aveva inserito nel proprio programma elettorale del 2014 la proposta di utilizzare i locali dell’ex tribunale, più sicuri e circondati dal verde, come sede per una scuola comunale (pag. 17, punto 20); mentre nel programma del 2009 il primo punto del capitolo scuole recitava: Progetto “Scuole sicure, belle e funzionali”, è necessario fare una ricognizione generale sulle condizioni strutturali […].
Oltre a ciò, per quanto riguarda Colleranesco, ricordiamo che il PRG del 1994 aveva individuato una area nei terreni limitrofi all’attuale scuola quale zona di espansione per un nuovo complesso. Tale superficie fu preservata grazie all’intervento del Cittadino Governante nei consigli comunali sulle Osservazioni alla Variante al PRG; su si essa, se il Governo stanzia risorse, si potrebbe progettare e realizzare nel verde la sede alternativa all’attuale scuola.
Riteniamo che una Amministrazione lungimirante che conosce le condizioni delle proprie strutture pubbliche, specie le scuole, dopo i segnali avuti con le scosse di agosto e di ottobre, si sarebbe dovuta preoccupare di elaborare un piano di emergenza in caso di eventuali evacuazioni o inagibilità. Sentiamo infine doveroso sollecitare il sindaco e l’assessore Cameli a trovare una soluzione feconda e fattibile nel più breve tempo possibile visti i ritardi e le accumulate che stanno, di fatto, ledendo il diritto fondamentale all’istruzione sancito dall’articolo 34 della nostra Costituzione.

 

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