Sabato, Novembre 25, 2017

 

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ospedale-civile-giulianovaLa linea di due ospedali di primo livello (uno a Teramo, l’altro a Giulianova) è quella giusta perché ha la forza delle argomentazioni, come ha riconosciuto il Vice-Presidente Giovanni Lolli nel corso del recente Consiglio Comunale di Giulianova. Tutta la classe politica della provincia di Teramo dovrebbe convincersi del fatto che sarebbe il modo migliore per allestire una rete ospedaliera provinciale pubblica di grande qualità, facilmente raggiungibile da ogni angolo del territorio, in grado di dare risposte tempestive a tutta la popolazione e sostenibile economicamente. Con lungimiranza Presidente della Provincia, Sindaci, Consigli Comunali e forze politiche dovrebbero dare indicazione al Manager della ASL e alla Regione di procedere in tale direzione.

 

La provincia di Teramo avendo oltre 310.000 abitanti, in base alle norme nazionali ha diritto a 933 posti letto ospedalieri per acuti e  a 217 posti letto per lungodegenza e riabilitazione.

Circola l’ipotesi della direzione della ASL di ridurre i 4 ospedali esistenti a 2: uno nuovo molto grande a Teramo (il cosiddetto ‘ospedale unico’  accreditato, da quanto si è letto, di 550-600 posti letto), l’altro a S.Omero, confermando l’esistente con i suoi 130 posti letto.

La riduzione da 4 a 2  ci sembra logica per garantire la sostenibilità economica di un’assistenza ospedaliera di qualità con casistica ottimale. Mancherebbero però oltre 200 posti letto rispetto a quelli spettanti.  Riteniamo che in una regione dove sono tanti i posti letto  concessi alle cliniche private nelle province di Chieti, L’Aquila, e Pescara, non si possano tagliare così pesantemente i posti letto  ai nosocomi pubblici nel teramano creando, magari, le condizioni per l’apertura di una clinica privata da convenzionare. Inoltre crediamo che i 933 posti letto debbano essere ripartiti e ubicati in maniera diversa sul territorio provinciale ancorandosi a motivazioni razionali ed oggettivamente valide, evitando le rivendicazioni campanilistiche o i condizionamenti dettati dal peso politico di qualche realtà provinciale maggiormente rappresentata all’interno del Consiglio regionale.

Per questo ci sembra ragionevole sostenere che nella provincia di Teramo, che estende il suo ampio e variegato territorio dal Gran Sasso al mare Adriatico e che non ha cliniche private convenzionate, siano sì necessari due ospedali pubblici, ma ambedue di 1° livello con tutte le specialità previste per ospedali di questo tipo, come d’altronde consente la legge nazionale che li prevede per bacini di utenza fra 150.000 e 300.000 abitanti. E cioè: Medicina Interna, Chirurgia Generale, Anestesia e Rianimazione, Ortopedia e Traumatologia, Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Cardiologia con Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (U.T.I.C.), Neurologia, Psichiatria, Oncologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria, Urologia, Radiologia Laboratorio, Servizio Immunotrasfusionale, Pronto Soccorso con letti di “Osservazione Breve Intensiva” .

Ci sembra razionale che essi siano ubicati uno all’interno, a Teramo in quanto capoluogo e città più popolosa della provincia, l’altro sulla costa.  Una costa con un numero così alto di presenze turistiche in estate  ( accolte dalle ‘sette sorelle’ della costa teramana) che non è immaginabile che tra San Benedetto del Tronto e Pescara non ci sia alcun presidio ospedaliero. Giulianova, che tra l’altro è già sede di un importante nosocomio che potrebbe, eventualmente, essere ristrutturato e ampliato (con costi inferiori a quelli già stanziati in precedenza per il nuovo ospedale giuliese), ci sembra, sulla costa, la località più vocata ad ospitare uno dei due ospedali di 1° livello: per la sua posizione geografica baricentrica tra Martinsicuro e Silvi (dove in totale risiedono circa 120.000 abitanti), per i suoi collegamenti ferroviari, autostradali, stradali e marittimi, e per la notevole presenza turistica balneare  in tutta la costa teramana, la più cospicua d’Abruzzo in estate. Giulianova inoltre si trova nella zona a minor rischio sismico nell’ambito provinciale ed è facilmente raggiungibile in caso di forti nevicate.

Tutte queste strategiche caratteristiche presenti a Giulianova non le ritroviamo né a Sant’Omero né ad Atri.

Per completare poi l’offerta sanitaria ospedaliera provinciale riteniamo, inoltre, che il nosocomio di Teramo debba, in connessione funzionale con L’Aquila, ospitare, oltre alle specialità di 1° livello, anche le specialità di maggiore complessità tipiche degli ospedali di 2° livello.

Prevedere due ospedali di 1°livello nella provincia di Teramo non significa creare doppioni se si rispetta il parametro dei posti letto previsti (933) per trattare adeguatamente e tempestivamente le patologie acute di tutti gli abitanti residenti (circa 311.000), a meno che non si decida, irresponsabilmente, che anche per l’acuzie ci debbano essere  liste d’attesa.

Infine visto il grande costo annuale derivante per la nostra ASL dalla mobilità passiva, quale migliore misura, per contrastarla e neutralizzarla – cosa che attualmente non sta accadendo -  di un ospedale di 1° livello ben organizzato, dotato della sua autonomia con personale sufficiente e preparato e parco tecnologico moderno a Giulianova in aggiunta a quello di Teramo? I pazienti provenienti dal bacino di utenza dei circa 120.000 abitanti residenti sulla costa da Martinsicuro a Silvi, come quelli dell’immediato entroterra, lo sceglierebbero ben volentieri, considerata anche la rapidità con cui potrebbero raggiungerlo. Nel tempo oltre a neutralizzare la spesa per i pazienti che vanno a curarsi fuori ASL e fuori regione si potrebbe anche conseguire mobilità attiva con nuove entrate nelle casse della ASL.

Rivolgiamo a tutte le forze politiche l’invito a riflettere sulle argomentazioni che sono state illustrate nel consiglio comunale di Giulianova alla presenza del vicepresidente Lolli e del dirigente dell’Azienda sanitaria regionale dr. Mascitelli  che hanno apprezzato la proposta, giudicandola ben motivata. E auspichiamo che tale riflessione su una problematica che riguarda l’intero territorio provinciale, una volta  fissata le linee di indirizzo, le porti ad  assumere atteggiamenti coerenti (gli esponenti del PD, del M5S, di F.I. etc. dicano la stessa cosa a Giulianova, a Teramo, ad Atri o a S.Omero) facendosi guidare nelle scelte riguardanti il riordino della rete ospedaliera provinciale dalla razionalità e dalla lungimiranza, e non da convenienze elettoralistiche.

Tutti coloro che si occupano di vita pubblica nella nostra provincia diano prova, su un tema così importante e delicato, di grande maturità attestandosi su scelte di buongoverno, utili a tutti i cittadini della provincia, che la Regione, siamo sicuri, poi recepirà.

 

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