Lunedì, Febbraio 19, 2018

 

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IPU 1 1Pessimo suggerimento, quello cantato nel 1970 da Orietta Berti.  Anche se la barca, almeno per il momento,  “va”,  un sindaco seriamente intenzionato a restare a galla capisce perfettamente che “non remare” o “stare a guardare” potrebbe costargli caro.  Non per nulla, visti  decrescere i numeri della sua maggioranza, Francesco Mastromauro lavora da  mesi per arrivare indenne alla fine della traversata. Confidando nella memoria corta e nel disinteresse collettivi, il centrosinistra ha fatto sì che a sostenere le sorti dell’amministrazione siano oggi Giancarlo Cameli e Mimì Di Carlo. Persi i vecchi distinguo politici, e giudicato non disdicevole, ma fisiologico, il cambio di casacca,  i partiti soffiano sciatte bolle d’aria dentro il vento del cambiamento.  L’Udc, entrato in giunta, non ha mai impalmato ufficialmente Giancarlo Cameli  quale proprio rappresentante in consiglio. Il dottore ne approfitta e sfrutta il dono dell’ambiguità: è disposto a dare appoggio, confortato però dalla possibilità di assentarsi, all’occorrenza, dalla sala consiliare o di astenersi al momento del voto.  Di Carlo dice di voler stare in consiglio decidendo di volta in volta: questo, nel 2009,  i suoi elettori non lo sapevano, e non è escluso che Mimì, prima di esprimersi, li ascolti tutti, uno per uno, di volta in volta. Tre ex Pd ed un uomo di centrodestra: anche “Progresso giuliese”, malgrado i proclami, gioca la carta del battitore libero. Afferma di sostenere il sindaco e lo fa attaccando, appena può, la sua maggioranza. Nessuno ha ben capito da che parte stiano Francioni, Ciafardoni, Sacconi e Maddaloni, ma il Pd vive nel miraggio di recuperare almeno i tre fuorisciti. Dinanzi poi ad un direttivo dell’Idv che mostra di comportarsi come predica Di Pietro e di  agire come chiede l’Italia dei Valori, Mastromauro teme il peggio e sogna orizzonti progressisti: l’intesa con Franco Arboretti avrebbe su questo fronte indiscussi vantaggi, ma le possibilita di accordo sono compromesse, i programmi e le convinzioni troppo distanti.  È evidente, però: la maggioranza, così com’è, non va. Piano regolatore, grandi progetti edilizi, gestione dei rifiuti: gli iceberg che si parano sulla rotta d’autunno sono più di uno. Anche se le quotazioni scendono, anche se la confusione aumenta, è indispensabile remare. Più che per amore della città, per il bene di uno scafo che imbarca acqua ma finge di avere i numeri per continuare ad andare.

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