IP 12 01La primavera potrebbe portare novità nello scenario politico e, di riflesso, nell’assetto degli equilibri amministrativi. Sembra infatti che, nel corso di una delle ultime riunioni, l’Udc stia valutando un’ipotesi non da poco. Uscito dal congresso con una certa voglia di cambiamento (ovvero con la tentazione di scompaginare qualche schema di potere giudicato un po’ fermo), il partito di Casini, a Giulianova, parrebbe intenzionato ad imporre al sindaco le sue condizioni: o si azzera la giunta e la si ricompone in formato ridotto, formato “tecnico”, o l’Udc tornerà nel posto da cui era partito, all’opposizione. E sarà, in questo caso, un tuffo nel passato, un riandare a quando il programma del candidato Cameli, diceva di essere la vera alternativa alle politiche di sinistra e non, come si è voluto farla apparire in seguito, la copia rubata al compagno di banco. Se Lassie, dopo tante disavventure, è tornato a casa, non si vede perché anche un partito elastico e versatile come l’Udc non possa e non debba farlo. Basterà aggrapparsi ad un motivo qualsiasi, comporre un comunicato ben scritto e voilà: ieri c’ero, oggi no. Oppure, e sarà l’ennesimo siparietto tra aspiranti delegati , si dovrà mettere a dieta il talento di molti e aderire alla formula “club”: 4 o 5 assessori, in puro stile “ risparmio”. Gianfranco Francioni, del gruppo di minoranza “Progresso giuliese”, è nel direttivo provinciale dell’Udc. Un segnale che, a Giulianova, diventa un’importante chiave di lettura. L’avvento dell’ormai famoso “terzo polo” potrebbe infatti mettere ordine in un quadro consiliare altalenante e sbiadito: Roberto Ciccocelli, Giancarlo Cameli, ed i tre di “Progresso giuliese”, troverebbero nella svolta centrista una collocazione comune, un modo per abbandonare i marosi della libera iniziativa e approdare sulla terraferma.  Da giorni si vocifera anche delle attenzioni particolari rivolte dal deputato Idv Augusto Di Stanislao ad alcuni esponenti giuliesi del Pd (o ex Pd): un ulteriore coagulo elettorale, sembra, che pretenderebbe di contare alle prossime amministrative. Tutto il tormento spirituale di un credo in metamorfosi, le lacerazioni di un consigliere che vede dispiegarsi decine di possibili scenari , sono contenuti nella lunga serie di missive inviate alla stampa da Luigi Ragni. Pagine dai titoli evocativi: “Con il nuovo anno”, “A chi volete affidare le sorti della città”, “I governi cambiano”, “Nessuno si rende conto”. Il massimo dell’autoanalisi nell’affermazione, “Io con l’Idv, una vera valanga di idee”. Il diario non ha trovato tanto spazio sui giornali, ma ha commosso il sindaco, sensibile come pochi agli sfoghi dei politici in boccio.