Giovedì, Ottobre 19, 2017

 

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TARI: arrivano i "Succhiasangue"

SucchiasangueLa cittadinanza giuliese è da tempo stanca a causa delle tasse in continuo aumento e benché la protesta sia esplosa con forza, Mastromauro e la sua giunta continuano a fare orecchie da mercante.
Presso gli uffici comunali si registrano in questi giorni file lunghissime di cittadini esasperati dagli aumenti che in alcuni casi, se comparati col 2011, possono arrivare fino al 226% .
Rincari anche per le famiglie numerose in alloggi di piccola-media dimensione: per una coppia e tre figli, con una casa di 100 mq circa, si passa da una spesa nel 2013 di 216 euro a 405 euro nel 2014 (+ 88%).
Alle seconde case sfitte o prive di occupanti verranno invece conteggiate bollette TARI con un carico famigliare di tre persone.
Il Movimento 5 Stelle – Giulianova aveva denunciato questi aumenti in consiglio comunale lo scorso autunno, votando contro, mentre il sindaco si nasconde dietro alla foglia di fico dei soliti, quanto vani, proclami. Di fatto le attività saranno costrette a pagare con notevoli aggravi e non potranno nemmeno avvalersi del "ravvedimento operoso".
A causa della mala gestione e dell’incompetenza degli amministratori locali (CIRSU in primis) la raccolta differenziata non ha portato quei benefici previsti e le tariffe sono di conseguenza costantemente aumentate.
Il Movimento 5 Stelle – Giulianova supporterà tutte le iniziative portate avanti dai commercianti e dalle associazioni di categoria, ed è pronto a recepire e portare in consiglio comunale le loro istanze.

Movimento 5 Stelle - Giulianova

Applichiamo la “ sostenibilità” all’ex-confettificio Orsini

Area-VarianteOggi si tiene un consiglio comunale che, guardando l’ordine del giorno, si potrebbe definire schizofrenico.
Si comincia con un punto annunciato con enfasi dal sindaco: “E' ora la volta del Forum della Sostenibilità per costruire assieme una Giulianova più a misura d'uomo, essendo necessario un cambiamento epocale dei nostri comportamenti, dal modo di produrre al modo di abitare, di muoversi e di consumare”.

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Consiglio comunale ad ostacoli

Consiglio comNel pomeriggio di giovedì 26 febbraio si riunisce dopo oltre due mesi il consiglio comunale.
il rappresentate del Cittadino Governante non potrà partecipare perché la maggioranza ha fatto di tutto per impedirglielo.
Come tutti sanno il lavoro di Franco Arboretti è quello di medico di medicina generale che, nel pomeriggio, è impegnato in ambulatorio il martedì ed il giovedì. Per i medici di famiglia non c’è il diritto - che hanno tutti i lavoratori dipendenti - di avere 1 o 2 giorni di astensione dal lavoro per impegni istituzionali. Essi se si assentano creano un disservizio (in un servizio pubblico delicato come la sanità) e quindi disagio ai pazienti. Il consigliere Arboretti ha chiesto, per questo, da tempo di evitare almeno, quando possibile, di convocare il consiglio comunale il giovedì. Invece negli ultimi mesi è accaduto più volte.

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Di Sabatino: ci opporremo sempre nell'interesse dei cittadini e del territorio

Colle-dei-nidi Questa mattina, nella sala della Provincia di Teramo è stata illustrata la sentenza del TAR del Lazio con la quale si annulla la concessione di ricerca petrolifera denominata "Colle dei nidi"
Alla conferenza stampa sono intervenuti il presidente Renzo Di Sabatino, i sindaci dei Comuni di Bellante, Mosciano Sant'Angelo e Campli (promotori questi ultimi del ricorso) il professor Enzo Di Salvatore,  l'avvocato Paolo Colasante che hanno seguito la vicenda rispettivamente in qualità di consulente e di difensore dei ricorrenti e  l'avvocato dell'ente Antonio Zecchino.

Chiediamo il rispetto dell’ambiente, del paesaggio, della salute e dell’ economia sostenibile abruzzesi

ArborettI NO TRIVNel Consiglio Comunale dello scorso 19 dicembre tutti i gruppi consiliari hanno approvato una mozione in merito alla strategia energetica nazionale presentata dal consigliere Franco Arboretti  de Il Cittadino Governante per cambiare. In modo unanime si è deciso di voler far sentire, con forza democratica, la voce di Giulianova che intende difendere l’ambiente – e con esso l’incalcolabile valore delle nostre terre e nei nostri mari – e le vocazioni economiche dell’Abruzzo, manifestando contrarietà al rischio di trasformare la nostra regione in un distretto idrocarburi.

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Ospedale: che confusione, sindaco. Cosi però sarà difficile ottenere qualcosa di buono per Giulianova

ospedale-civile-giulianovaIl 22 gennaio il sindaco fa emanare un comunicato in cui , tra l’altro, dice: "l'allora presidente Chiodi e la Giunta regionale di centro-destra ci presero in giro. E gli elettori non hanno perdonato chi non ha mantenuto le promesse. Ora però mi chiedo e domando al governatore D'Alfonso se tra i progetti per la realizzazione dei nuovi presidi sanitari, per i quali sono a disposizione 450 milioni di euro, c'è anche Giulianova. Se così non fosse sarebbe davvero grave. Perché vorrebbe dire che la comunità, non solo giuliese, dopo essere stata presa per i fondelli da Chiodi e company verrebbe batostata ancora una volta. E questo sarebbe un errore imperdonabile per chi ha voluto dare una sterzata forte rispetto al passato avviando un cambio di rotta all'insegna del reale ascolto delle istanze provenienti dal territorio”.  
In precedenza, però, aveva fatto diramare differenti dichiarazioni:

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Il Comune non rispetta la convenzione e riduce la sicurezza in città

Arma CarabinieriUno degli obiettivi principali sbandierati (e non realizzati) dalla giunta Mastromauro sin dal suo insediamento, è stato il rilancio del centro storico attraverso il conseguimento del decisivo prerequisito della sicurezza. Andava in questa direzione la stipula, nel gennaio del 2014, della convenzione con due associazioni d’arma, carabinieri e polizia penitenziaria, che contano 40 volontari attivi il cui scopo è stato quello di vigilare e controllare i luoghi più nevralgici della città tra cui, soprattutto, i vicoli del centro storico, oltre che dei parchi e di tutti gli altri quartieri.

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Tariffa puntuale rifiuti: c’è chi risparmia e chi paga di più

TARIFFA-PUNTUALE-RIFIUTI-TARESHanno dell’incredibile le mosse di questo mandato Mastromauro, dalla perdita della Bandiera blu addirittura annunciata, mettendo le mani avanti, come se la colpa non fosse affatto di chi è al governo da oltre un decennio, fino a mettersi a capo della iniziativa della Co.Ba. volta ad instaurare la tariffa puntuale. Tale tariffa comporterebbe una riduzione della tassa sui rifiuti in quanto legata non alla metratura, ma ai rifiuti effettivamente prodotti. Qualche settimana fa i balneatori giuliesi si sono costituiti in Consorzio al fine di gestire autonomamente la raccolta differenziata degli assimilabili, preoccupati dalle ormai accertate incapacità della amministrazione Mastromauro che in 6 anni di raccolta differenziata (fatta da cittadini virtuosi) non è riuscita a ridurre la tassa neanche di un euro, anzi ha rincarato con picchi vicini al 50%.

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Il verde urbano è centrale nei lavori pubblici

Via TrevisoOltre un mese fa, in  una riunione della Commissione Urbanistica e Ambiente, chiedemmo, a proposito dei lavori pubblici da effettuare in Via Treviso,  se era stata presa in considerazione la possibilità di trapiantare altrove (ad esempio le sempre più spoglie pinetine delle gelaterie di Piazza Dalmazia) i 12 pini di circa 30 anni invece di abbatterli. La proposta fu valutata positivamente.
Ora chiediamo:  è stata verificata quella fattibilità? C’è stata la risposta, nel merito, di figure competenti? 

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Le regole, la libertà ed il motorino

Andrea-camilleriMi piace Camilleri quando dice che questo continuo spostamento dei confini tra legalità e illegalità produce un disagio altissimo, che non è solo morale. Diventa un fatto di costume sociale. È quello che lui chiama "la morale del motorino". Con il motorino si può evitare la fila, destreggiarsi tra le auto e poi passare con il rosso. Tanto con il motorino si ha facilità di manovra, si può andare contromano, si fa lo slalom. Insomma, si fa quel che si vuole, fregandosene delle regole. Che anzi, diventano un elemento di fastidio, di disturbo.
Strana Giulianova , dove se qualcuno prova a parlare di rispetto delle regole e di meritocrazia viene additato da chi si arroga il diritto di dire che "siccome non c'è niente " vale la morale del motorino. 
Si vuol far passare il messaggio che chi vuole il rispetto delle regole è qualcuno che ha paura di assumersi le proprie responsabilità quando invece è esattamente il contrario. 
Chi dice "questo non si può fare " perché la legge lo vieta, sta tutelando la libertà della collettività ed è una grande forma di coraggio e lealtà nei confronti di tutti. 
È facile dire sempre "SI"; È molto più difficile dire "NO" perché ci vuole coraggio ed integrità morale. 
Le regole valgono anche se vivi a Giulianova dove non c'è niente e giriamo con un motorino sgangherato. 

Gianpiero D'Angelo

L’Abruzzo corre Il rischio di trasformarsi in un distretto idrocarburi

logo-webIl Cittadino Governante nel consiglio comunale del 20 ottobre scorso lanciò l’allarme sulla deriva petrolifera che potrebbe segnare il futuro dell’Abruzzo a causa delle scelte contenute nel capitolo dedicato alla strategia energetica nazionale del cosiddetto Decreto Legge Sblocca-Italia.
L’Abruzzo corre Il rischio di trasformarsi in un distretto idrocarburi che con l’impatto ambientale delle attività previste rappresenterebbe, inevitabilmente, la fine di un’idea  di regione vocata al turismo, all’agricoltura ed aperta ad attività economiche sostenibili, strategiche e vitali.

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Il presidente di Sabatino: "Nessun rischio agli stipendi dei dipendenti provinciali"

di-sabatinoIn riferimento a quanto apparso sugli organi di stampa in data odierna circa il possibile rischio degli stipendi dei dipendenti provinciali con i tagli del Governo, il Presidente della Provincia di Teramo Renzo Di Sabatino precisa quanto segue:

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Dopo la TASI al massimo, nuova batosta con la TARI

P 75La tassazione locale continua ad aumentare e, con la collaborazione dell’informazione filo-amministrazione, ci vogliono far credere che non è vero. Non sbagliavamo a temere il peggio un mese fa: la tassa sui rifiuti (TARI, in precedenza denominata TARSU) aumenta di nuovo. La Giunta Mastromauro chiederà ai Giuliesi un esborso superiore a quello dello scorso anno di circa 645 mila euro.

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La stangatina di inizio mandato

P 74Dopo la stangata di fine mandato su: TARSU, IMU, Addizionale IRPEF, COSAP,  Insegne luminose, Parcheggi a pagamento

Come tutti ricordano, l’amministrazione comunale chiuse l’anno finanziario 2013 con quella che definimmo “la stangata di fine mandato”. Ora è di nuovo tempo di decisioni finanziarie e l’ amministrazione (sempre quella) ha inaugurato le scelte per il prossimo bilancio di previsione con una “stangatina di inizio mandato”: TASI al massimo. I proprietari di prima casa pagheranno il 2,5 per mille, l’aliquota massima prevista dal governo.
Abbiamo ascoltato o letto una sequela infinita di dichiarazioni da parte del sindaco, dell’assessore al bilancio, di esponenti della maggioranza, tutte tese ad addolcire la pillola:
• “ La TASI è una tassa iniqua”.
• “Il governo centrale non prevedeva detrazioni”.
• “Nessun componente del PD e del suo gruppo consiliare vuole l’applicazione delle aliquote massime su TASI e TARI decise dal governo centrale”.
• “Con le detrazioni abbiamo portato a casa un ottimo risultato, a tutela delle fasce più deboli”
Spero sia consentita qualche obiezione:
- Ma chi ha voluto la TASI a livello nazionale? Ci risulta che ci fossero anche i loro partiti a sostenere i governi che l’hanno prima introdotta (dopo la presa in giro dell’abolizione dell’IMU sulla prima casa) e poi confermata. Come fanno a chiamarsi fuori e parlare come se fossero all’opposizione in Parlamento?
- La legge, in verità, dice che l’aliquota di base della TASI è pari all’1 per mille. Prevede poi per i comuni altre due possibilità: da una parte di elevarla al 2,5 per mille (e, solo per il 2014 e a certe condizioni, fino al 3,3 per mille) e dall’altra di ridurla fino all’azzeramento. Ne consegue che c’era anche la possibilità di non introdurre la TASI nel nostro comune.
- La legge, inoltre, prevede le detrazioni sia per l’abitazione principale, sia per i familiari dimoranti: è il comune che ne stabilisce l’entità e i destinatari. Certamente con qualche decina di euro all’anno (questo è quanto è stato deliberato) non si tutelano adeguatamente i cittadini colpiti dalla crisi attuale. Affermare il contrario è solo offensiva demagogia.
Il nostro comune è in grave sofferenza finanziaria e i nostri amministratori, in genere, ne danno la colpa al governo di turno che taglia i trasferimenti agli enti locali. In parte questo è vero. Ma è solo una parte della verità. Non dicono invece che:
1) Nelle casse del comune non si fanno entrano tutte le spettanze previste dalla legge (si tratta di svariati milioni di euro non chiesti nel corso del tempo ai poteri forti e alle fasce sociali più facoltose).
2) La spesa galoppa da anni senza controllo particolarmente nella gestione dei rifiuti, anche qui si tratta di milioni e milioni di euro.
Il Bilancio di un Comune deve essere, però, sempre in pareggio e l’amministrazione, non ponendo rimedio a quanto sopradetto, oltre a vendersi i gioielli di famiglia, aumenta le tasse locali. Vediamo ora cosa accadrà con tutte le altre innumerevoli decisioni che dovranno essere prese con l’approvazione del Bilancio di Previsione 2014. A giudicare dall’abbrivio forse i cittadini devono temere il peggio.

Un consiglio per capire

P 73

Quanto sarebbe istruttivo per i cittadini sapere in merito alle
procedure e ai contenuti del consiglio comunale del 25 luglio 2014

Quanto sarebbe esplicativo per i cittadini conoscere cosa si è detto nel Consiglio Comunale del 25 luglio 2014
Si è tenuto il 25 luglio scorso il primo consiglio comunale dopo l’insediamento della nuova amministrazione avvenuto il 27 giugno. Era stato convocato per discutere il Bilancio Consuntivo del 2013. È prassi, vista l’importanza e la complessità dell’argomento, non aggiungere altri punti all’ordine del giorno in occasione della disamina del Bilancio di Previsione o di quello Consuntivo. Ma questa volta non è andata così. Una settimana prima dello svolgimento del consiglio è stato aggiunto un nutrito elenco di punti di notevole rilievo e tre giorni prima addirittura un ulteriore punto, anch’esso non secondario. Eppure erano trascorsi ben 28 giorni dal consiglio di insediamento, se c’erano punti urgenti si poteva tenere una specifica seduta prima del 25 luglio. Ma se non si ha in nessuna considerazione il rispetto della sovranità del consiglio comunale e tantomeno il diritto dei consiglieri ad avere il tempo di studiare la documentazione dei vari punti da approvare per presentarsi preparati al dibattito consiliare onde rappresentare degnamente i cittadini che li hanno votati, è ovvio che le procedure sensate non si seguono. Se poi l’obiettivo, non confessabile (per il timore di sollevare ondate di indignazione da parte dei cittadini), ma del tutto evidente, è anche quello di far discutere a notte fonda gli argomenti scottanti del bilancio - che evidentemente la maggioranza non vuole far conoscere all’opinione pubblica - allora tutto si spiega. Il Presidente del Consiglio Comunale Jurghens Cartone, sempre meno super partes, ha tranquillamente accettato la richiesta della maggioranza di anticipare alle ore 18 i numerosi punti all’ordine del giorno aggiunti in extremis. Risultato: di bilancio si è cominciato a parlare dopo le ore 22 ed il dibattito si è protratto fino alle 2.30 di notte! Conseguentemente i cittadini sono all’oscuro, o quasi, di quanto è stato detto nel dibattito, anche per la scarsissima copertura mediatica (solo Il Centro ha dedicato uno specifico articolo; la radio locale ha trasmesso a singhiozzo la diretta e non ha replicato alcunché nei giorni seguenti). Non erano irrilevanti, però, le implicazioni per i cittadini nei temi dibattuti. Questa la sintesi di quanto fatto emergere dal Cittadino Governante in quel consiglio:
1) Nomine del Comune presso enti, aziende ed istituzioni: Visti i comportamenti del passato abbiamo sollecitato il rispetto pieno del criterio della competenza (spesso dimenticata) che insieme all’onestà è decisiva per la buon amministrazione.
2) Convenzione per la gestione regionale dei Rifiuti Urbani: Abbiamo messo in luce la contraddizione tra il continuo ripetere di voler perseguire la strategia dei Rifiuti Zero e l’approvazione senza battere ciglio (e senza dibattito consiliare serio ed approfondito) di una convenzione frutto di una legge regionale che non esclude l’uso degli inceneritori e delle discariche.
3) Protezione dai campi elettromagnetici delle antenne telefoniche:
Il sub commissario della sanità abruzzese Zuccatelli lamentava, giustamente, nel giugno scorso che in Abruzzo sono assolutamente insufficienti gli screening oncologici, fondamentali per la diagnosi precoce dei tumori. Sarebbe altrettanto importante condurre studi epidemiologici sul tasso delle patologie tumorali nelle varie realtà e promuovere la prevenzione primaria per evitare l’insorgenza delle neoplasie attraverso interventi sull’ambiente e sugli stili di vita. Se, però, nei massimi consessi civici non si concede ai consiglieri il tempo necessario per studiare ed approfondire la materia che si ripercuote su tutto ciò, come è accaduto in questo caso, è evidente che non può partire nessuna sollecitazione seria e documentata verso la Regione e le ASL da parte del consiglio comunale.
4) Adattamento ai cambiamenti climatici (adesione al Mayors Adapt): Questo lungimirante indirizzo dell’Unione Europea indica di fare scelte sostenibili nella gestione del territorio, di ridurre i gas serra e di approntare misure per aumentare la resilienza (capacità di resistere) delle città ai cambiamenti climatici. Sono anni che cerchiamo di proporre scelte sostenibili in campo urbanistico, energetico, economico e nella mobilità, come in occasione del dibattito sulla Variante al PRG (quando parlammo della necessità della VAS) ma ogni nostra proposta è stata sistematicamente respinta. Ora il sindaco porta con urgenza in consiglio un punto per aderire a questa iniziativa. Il buongoverno non si fa con i proclami da disattendere o, addirittura, contraddire ma con le scelte coerenti. Avremmo quindi preferito avere più tempo per poter preparare proposte dettagliate su come riempire di contenuti simili impegnative adesioni del Comune. Ma evidentemente per il sindaco che ha fatto approvare ad un mese dalle elezioni la cementificazione dell’area dell’ex Confettificio era più importante mostrare uno specchietto per le allodole che impegnarsi in una seria riflessione autocritica.
5) Bilancio Consuntivo del 2013: Ci sarebbe molto da dire. Intanto, essendo l’ultimo del quinquennio di governo, sarebbe stato più corretto discuterlo prima delle elezioni per una complessiva valutazione dell’azione amministrativa della giunta uscente. Invece non solo ciò non si è fatto prima del pronunciamento popolare ma, anche ad elezioni svolte, si è operato in modo da confinare il dibattito consiliare sull’importante punto nelle ore piccole della notte. Probabilmente si ritiene conveniente che siano in pochi a sapere quanti atti di malgoverno si celano dietro le cifre delle Entrate e delle Uscite della prima giunta Mastromauro. Non si può qui riferire, per ovvi motivi di spazio, la dettagliata disamina fatta dal Cittadino Governante e vi rimandiamo al sito del Comune sperando che la tanto sbandierata trasparenza faccia sentire il dovere di inserire gli interventi dei consiglieri comunali nel portale del Comune.
Sinteticamente si può dire che:
a) Non è vero che il Comune ha avuto meno entrate del passato: tra il 2009 ed il 2013 ha avuto complessivamente 7,5 milioni di euro in più.
b) La spesa corrente, nello stesso periodo, irresponsabilmente, è stata di 13,6 milioni di euro senza miglioramenti degni di nota: nemmeno per pulizia, manutenzione e decoro.
c) Sul fronte delle Entrate: sono mancate al Comune spettanze per svariati milioni di euro; è stata inasprita la tassazione locale sulle famiglie e sulle attività economiche come è accaduto per IMU e TARSU.
d) Quasi 6 milioni di euro (un quarto circa della spesa complessiva comunale) vengono spesi, da anni, per i rifiuti. Mentre i cittadini si impegnano a differenziare sempre più, i costi del servizio aumentano (nel 2013 il costo di raccolta e smaltimento è cresciuto di 515.000 euro) invece di diminuire come accade ovunque si pratichi da tempo la raccolta differenziata.
e) C’è stato molto spreco di denaro pubblico finito nelle opere pubbliche malfatte o inutili, in attività improprie per un comune, nel contenzioso esagerato, nella spesa poco qualificata, nell’indebitamento eccessivo, negli acquisti poco oculati di beni e servizi, nelle società partecipate mal indirizzate e poco controllate.
Potremmo fare esempi clamorosi a conferma di quanto detto. Lo faremo nei prossimi mesi incontrando i cittadini per parlare di come viene utilizzato il denaro pubblico nella nostra città e della possibilità di una diversa impostazione del bilancio comunale: più equo ed attento nelle entrate, più qualificato e responsabile nella spesa.

Ha vinto il centrodestra-(sinistra)

AAQ 72I risultati elettorali vanno sempre letti nei loro molteplici aspetti perché oltre all’indicazione di chi deve governare, essi contengono molti altri messaggi e segnali che gli elettori intendono dare.
Nei numeri delle elezioni comunali del 2014 vanno, quindi, rintracciati anche l’entità effettiva del consenso e come esso è stato ottenuto; i flussi da un partito o da una coalizione all’altra con la nascita di nuovi blocchi sociali e politici; la critica, i bisogni, i desideri, l’atteggiamento verso i partiti e le istituzioni della comunità locale.
Col voto delle comunali il cambiamento non c’è stato, è stata scelta la continuità: ha vinto il sindaco uscente. Dati alla mano, non ha vinto, però, il centrosinistra, ed il PD con appena il 22% (a livello nazionale veleggia intorno al 41%) ne esce notevolmente indebolito.
A prima vista sembrerebbe che alla città vada bene il modo di amministrare che abbiamo avuto negli ultimi 5 anni. A leggere più attentamente i risultati emerge che non è proprio così. Il consenso verso l’amministrazione uscente è notevolmente diminuito. Considerato che il sindaco è stato eletto con 6114 voti (nel 2009 ne ottenne 7387), i 3021 voti del PD più i 289 voti di Sinistra Unita (SEL, Comunisiti Italiani, Socialisti) - oltre che mostrare chiaramente che l’operato della Giunta Mastromauro uscente non era stato poi così apprezzato - non avrebbero garantito alcuna vittoria. Essa è stata consentita da una disinvolta quanto efficace alleanza fra il sindaco e alcuni degli esponenti di primo piano delle giunte di centrodestra guidate da Cameli tra il 1995 ed il 2003 con la formazione di tre liste civiche che hanno apportato un contributo di ben 2771 voti con i quali è stata tamponata la grave perdita di consensi andati altrove o nell’astensionismo. L’accordo trasversale tra Mastromauro ed alcuni esponenti della maggioranza di centrodestra iniziato nel 2003, che portò alla caduta del Cameli 2, rimesso in piedi nello scorso mandato con la nomina dell’assessore Nausicaa Cameli quando ben tre consiglieri abbandonarono il PD, si è perfezionato ed è stato decisivo per la vittoria finale di Mastromauro in questa tornata elettorale. Va detto che si è trattato di un’operazione di 7-8 esponenti che hanno avuto ruoli di primo piano nelle amministrazioni di centrodestra (sindaco, vicesindaci, assessori, consiglieri comunali, sostenitori) che hanno messo in piedi insieme a Mastromauro tre liste civiche risultate determinanti per la vittoria con 2771 voti.
Ma vediamoli più nel dettaglio questi dati:
Il candidato sindaco vincitore ha ottenuto 6114 voti dei 21.122 aventi diritto al voto, cioè un consenso effettivo del 34,5%, un terzo circa dell’intero elettorato giuliese (trae, quindi, di molto in inganno il 62,77% del ballottaggio calcolato sugli appena 10.006 elettori che hanno votato al secondo turno).
Il vincitore ha ottenuto ben 1273 voti in meno rispetto alle elezioni del 2009, nonostante abbia governato per 5 anni (9 considerando anche i 4 anni come vicesindaco nella Giunta Ruffini) e nonostante il PD abbia ottenuto a livello nazionale un grandissimo successo elettorale.
Il sindaco vincitore è l’unico candidato sindaco dei 7 presentatisi ad aver ottenuto meno voti del totale dei voti delle liste che lo sostenevano. Esattamente 108 voti in meno.
Al secondo turno il vincitore ha ottenuto solo 141 voti in più rispetto a quelli del I turno, mentre ben 4857 elettori che avevano votato al I turno non sono tornati a votare e l’affluenza al voto alle elezioni comunali per la prima volta a Giulianova è scesa sotto la metà del corpo elettorale fermandosi al 43,37%.
Il PD ha conseguito alle comunali un modesto 22%, mentre a livello nazionale veleggia intorno al 41%. Da notare che nello stesso giorno, il 25 maggio, alle Comunali il PD ha ottenuto solo 3021 voti (erano stati 3918 nel 2009), mentre, comunque, ne conseguiva 3663 alle Regionali e 4.783 alle Europee.
La lista personale del sindaco uscente, in cui è risultata al primo posto Nausicaa Cameli (nel 2009 candidata in una lista del centro-destra a sostegno del padre, il candidato sindaco del centro-destra) ha incrementato i suoi voti passando dai 1004 del 2009 ai 1552 del 2014 ed elegge 3 consiglieri di cui 2 che lavorano nello studio professionale del sindaco.
Un’intera lista civica (Al centro della città) è passata dal centro-destra al centro-sinistra: certo gli elettori non l’hanno premiata ma comunque ha traghettato 637 voti.
La lista civica Centro Civico Giuliese – anch’essa ispirata da ex assessori delle giunte di centro-destra (Cameli 1 e 2) e da ex AN – ha contribuito con quasi 600 voti.
SEL, Comunisiti Italiani, Socialisti insieme nella lista Sinistra Unita hanno rimediato appena 289 voti.
In sostanza il centrosinistra ha mutato natura: c’è un debolissimo PD accompagnato da 3 liste provenienti dal centrodestra che hanno consentito al candidato sindaco del centrosinistra di vincere, pur con un netto calo rispetto al 2009. Siccome in politica contano anche i rapporti di forza questi risultati si sono puntualmente riverberati nella composizione della giunta. Alle forze provenienti dal centrodestra sono stati assegnati la carica di vicesindaco e 4 assessorati: ruolo di vicesindaco con assessorato a Nausicaa Cameli (così è stato sancito ufficialmente il matrimonio politico Mastromauro-Cameli), e poi assessorati a Guidobaldi (Al centro della città), Di Giacinto (lista civica del sindaco) e Verdecchia (Centro civico giuliese). Al PD solo Ruffini (proveniente dalla Margherita), niente a Filipponi, primo degli eletti. È stata inoltre preannunciata la presidenza della Consulta del Turismo a Mimì Di Carlo (vicesindaco del centrodestra tra il 1995 ed il 2003). Che maggioranza è questa? Definirla di centro-destra-(sinistra) è una forzatura? A voler fare dell’ironia si potrebbe anche parlare di un Cameli 3. Noi del Cittadino Governante da anni sosteniamo una visione alternativa della Città e diciamo che centrodestra e centro sinistra a Giulianova sono simili per scelte amministrative e che entrambi hanno mal governato. Non a caso, nel 2004 il centro destra messo alla prova per 9 anni fu rimandato a casa con una pesante sconfitta. La stessa cosa stava per capitare al centrosinistra, ma questa volta una inedita manovra elettorale (tra molti di coloro che sono stati al governo cittadino per ben 18 anni) è riuscita a garantire la permanenza al potere della vecchia classe dirigente. Certo una mano è stata data dalla frammentazione delle forze in campo che si opponevano: esse in totale hanno raccolto circa 9.000 voti contro i circa 6.000 della coalizione che ha vinto. Naturalmente erano molto diverse fra loro ma, vista l’affinità programmatica, se Il Cittadino Governante, Il Movimento 5 Stelle e Gente In Comune si fossero alleati l’esito sarebbe stato probabilmente un altro. Qualcuno potrebbe dire che, comunque, ora occorra fare i conti con l’originale e gattopardesca coalizione che ha vinto. Bene rispondiamo che a maggior ragione sarà necessario, da questo momento in poi, che le forze omogenee per valori e programma inizino a dialogare e a raccordarsi per il vero cambiamento in città.
Quanto al risultato del Cittadino Governante che il sindaco, attraverso un comunicato stampa dell’Ufficio di staff vuole, con una greve forzatura, etichettare come una sconfitta del consigliere Franco Arboretti, vogliamo ricordare che la politica – per noi - è un impegno civile ben differente dall’immagine che trapela dalle sue parole, secondo cui senza le poltrone si fa parte degli sconfitti! D’altronde la biografia di Franco Arboretti e la storia decennale del Cittadino Governante parlano chiaramente: noi non siamo disposti a barattare principi, valori, programmi, onestà e correttezza con nessuna poltrona, anzi troviamo molto gratificante impegnarci, coerentemente per essi e troviamo che siano un successo straordinario i 1929 voti liberi e consapevoli che hanno premiato la nostra idea di città, il nostro programma e le nostre liste portando Il Cittadino Governante ad essere la seconda forza politica cittadina. Ai nostri elettori va un sentito ringraziamento e siccome l’onestà e la cultura (a cui ci sforziamo di attingere nel nostro impegno civile e politico) prima o poi riescono a prevalere su una concezione muscolare della politica siamo gratificati e orgogliosi di continuare ad impegnarci insieme a loro nella prospettiva del cambiamento, di cui a Giulianova c’è sempre più bisogno.
Il Cittadino Governante
associazione di cutura politica

Lavori pubblici: di cosa ha bisogno Giulianova?

P 68Quello delle opere pubbliche e dei lavori pubblici in generale, purtroppo, per Giulianova è un nervo scoperto da troppo tempo. La città, pur spendendo molto - almeno una decina di milioni di euro con un indebitamento che da 20 è passato a 30 milioni di euro e con aumento degli interessi annuali sui mutui di circa 500 mila euro - subisce da troppi anni ormai le conseguenze di scelte sbagliate: manutenzione inesistente o quasi, opere pubbliche spesso inutili, quando non dannose, o malfatte.
Qualche esempio? Lungomare ovest, piazza del Mare (area ex Golf Bar), piazza Buozzi, Corso Garibaldi, anfiteatro dietro al municipio, parcheggio davanti al Caprice, restauro di Palazzo Bindi (Biblioteca e Pinacoteca comunali) e tutte le innumerevoli e diffuse condizioni di degrado in cui versa gran parte della città, quanto a marciapiedi, strade, parchi, piazze e spazi pubblici in generale. Se questo si somma alla scarsa pulizia per mancato spazzamento, la mazzata per la nostra città sta per risultare letale. Non può continuare così. Cittadini e turisti reclamano ben altro.
Noi riteniamo che il nostro Comune da subito debba muoversi secondo un orizzonte di questo tipo:
MANUTENZIONE: Avere una città pulita e funzionale è un diritto dei cittadini. La città va curata costantemente. La cultura della manutenzione è la nuova frontiera nel campo della gestione del patrimonio pubblico. Giulianova ha un grande patrimonio in termini di edifici, scuole, palestre e impianti sportivi, verde pubblico, pubblica illuminazione, strade, rete fognante, automezzi etc. È assolutamente necessario quindi organizzare in maniera più razionale il settore della manutenzione, potenziandolo e finanziandolo adeguatamente. Programmare annualmente la manutenzione ordinaria e straordinaria con adeguati stanziamenti in bilancio deve diventare la regola introducendo i seguenti aspetti innovativi:
• Creazione di un Ufficio Manutenzione, preposto esclusivamente alla manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio comunale.
• Utilizzo della piattaforma ‘Comuni-Chiamo’, un servizio che permette ai cittadini di segnalare in tempo reale al proprio Comune qualsiasi problematica riscontrata sul territorio consentendo un pronto intervento: nella pratica il cittadino diventa l’occhio vigile della pubblica amministrazione. Per fare questo la piattaforma comunica con diverse applicazioni: si può interagire direttamente da PC o da smartphone, per telefono o via mail, oppure recandosi allo sportello URP del comune.
• L’individuazione di un tecnico con il compito di seguire costantemente i cantieri pubblici e quelli privati che coinvolgono gli spazi pubblici. L’intervento sui luoghi interessati deve essere quotidiano per: evitare le lungaggini, garantire la buona esecuzione dei lavori, e verificare - alla riconsegna dei lavori pubblici o delle aree pubbliche concesse temporaneamente - se le opere sono state eseguite a regola d’arte o se le aree pubbliche concesse vengono riconsegnate in condizione ottimali.
• Pronta reperibilità della squadra per l’emergenza (specialmente per evitare gli allagamenti estivi).
OPERE PUBBLICHE: occorre un atteggiamento amministrativo nuovo:
• Terminare le incompiute e non crearne di nuove.
• Progettare e realizzare, con senso di responsabilità finanziaria e secondo una scala di priorità, quelle nuove opere pubbliche capaci di rendere moderna, smart e sempre più vivibile la nostra città.
OO.PP. incompiute o da riconvertire:
1. Mercato Coperto di Piazza Dalla Chiesa: riconversione della struttura in Mercato per i prodotti agricoli locali (piano terra) e “Cittadella creativa” (nei due piani superiori) con spazi e servizi da destinare ai giovani.
2. Kursaal: completamento e definizione delle funzioni culturali e turistiche.
3. Sottobelvedere: completamento con sistemazione polifunzionale (Auditorium etc.) dell’ampio locale centrale.
4. Palazzo Bindi: ampliamento e completamento della Pinacoteca civica per esporre tutta la collezione della Scuola di Posillipo
5. Sistemazione definitiva del Museo della civiltà contadina nel Lascito Cerulli.
Nuove OO.PP.
La scala delle priorità delle nuove Opere Pubbliche va definita dopo un’attenta ricognizione su tutto il territorio comunale per individuare le problematiche e le necessità esistenti. Le problematiche della sicurezza del territorio (rischio idrogeologico, argini dei fiumi, canali a mare, sottopassi), quelle legate agli aspetti igienico-sanitari, ai servizi fondamentali (rete del gas metano etc.) e alle infrastrutture per la mobilità sostenibile (marciapiedi, piste ciclabili, viabilità, parcheggi di scambio) dovrebbero avere la priorità assoluta. Inoltre, progressivamente nel tempo, in base alle disponibilità finanziarie del Comune, riteniamo che la realizzazione delle opere pubbliche seguenti possa qualificare di molto la città, aumentandone anche l’attrattività turistica:
1) Parco urbano nell’area del cosiddetto “Cannocchiale verde” tra il lungomare Rodi e via Trieste.
2) Arricchimento botanico dei Lungomari (alberi, siepi, fiori)
3) Realizzazione di un’Arena estiva attrezzata per spettacoli dal vivo all’interno del parco Chico Mendes. Essa potrebbe anche essere noleggiata con ricadute positive sulla vivacità estiva della città e sulle casse comunali.
4) La pista ciclabile sul lungomare può essere migliorata senza grandi spese: realizzandola su parte della carreggiata esistente, sia a Nord (con studiati sensi unici) che nella parte centrale. In tal modo si eviterebbe la rischiosa promiscuità di pedoni e ciclisti sul marciapiede Est.
5) Progetto che ridisegni e valorizzi l’area cruciale del Lido che comprende il lato est del lungomare centrale, piazza Dalmazia e le aree circostanti per dar vita ad una vasta area pedonale e ciclabile immersa nel verde, di alto valore estetico e funzionale. Tale nuovo assetto, andrebbe ad aggiungersi al già bel Lungomare monumentale e ad alla famosa passeggiata sul porto: si intuisce quale stupendo e vivibile spazio urbano potrebbe risultarne nel cuore del Lido e quale attrazione potrebbe esercitare sotto il profilo turistico.
6) Riqualificazione e rivitalizzazione di tutto il Centro storico con individuazione e realizzazione dei parcheggi esterni al Centro storico. (vedi articolo sul centro storico n. 6 di GiuliaViva).
7) Nuovo Belvedere al termine di viale dallo Splendore.
8) Passeggiata panoramica (anche ciclabile) in via dei Covoni.
9) Riqualificazione di Piazza Dalla Chiesa per farne la cerniera fra il Lido ed il centro storico attraverso la valorizzazione dei percorsi pedonali collinari di via delle Fontanelle e Salita Montegrappa.
10) Riqualificazione di tutti gli ingressi della città (nord e sud della Statale 16 e ovest da via Cupa).
11) Rotonda sulla SS 80 all’altezza dell’ingresso alla zona artigianale-industriale di Colleranesco per ridurre la velocità nell’attraversamento di Colleranesco e per facilitare l’entrata e l’uscita dalla zona artigianale.
12) Parcheggi periferici di scambio al Lido per favorire la mobilità sostenibile.
13) Piste ciclabili, isole pedonali, marciapiedi alberati ovunque possibile.
14) Campi e piattaforme per il gioco di quartiere e di isolato (a partire dalle aree abbandonate di proprietà comunale a ovest di viale Orsini, nei pressi del Centro sportivo).
15) Manti erbosi sintetici sia al campo Castrum (da ristrutturare) sia allo stadio Fadini per il suo pieno utilizzo, tutti i giorni.
16) Marciapiede sulla strada panoramica di via Veneto.
17) Teatro e Palazzetto polifunzionale: obiettivi di medio termine (fondamentali per far compiere un salto di qualità alla città) da programmare e su cui lavorare per individuare le vie del finanziamento.
18) Nell’ambito del verde urbano in particolare: aumento progressivo del patrimonio arboreo; ripiantumazione del bosco fluviale nell’argine Nord del Tordino, sradicato nel ’98 (nel tempo si ricreerebbe una magnifica nicchia ecologica in cui si tornerebbe a praticare anche il bird-watching; La pista ciclabile attraverserebbe, in questo caso, una porzione di territorio giuliese di straordinaria bellezza naturalistica); l’individuazione di aree da destinare ad Orti urbani: piccole aree da affidare ai cittadini per praticare l’hobby dell’orticoltura.
19) Tendere all’autosufficienza energetica del Comune per conseguire nel tempo un notevole risparmio in termini economici, tramite:
• adeguamenti strutturali dei propri edifici finalizzati al risparmio energetico;
• installazione di pannelli fotovoltaici (o altre fonti rinnovabili) negli edifici e negli impianti comunali per la produzione di energia;
• utilizzazione di tecnologie a basso consumo negli impianti di illuminazione pubblica.

Una nuova economia giuliese

P_67Il Comune può svolgere un ruolo decisivo per sostenere l’economia locale e far crescere l’occupazione

Parlare di economia locale in un’epoca di globalizzazione e nel pieno di una gravissima crisi nazionale ed internazionale può sembrare a prima vista velleitario. Riflettendo intorno al nuovo programma di governo per la città è emerso invece che proprio in una crisi come quella che stiamo vivendo può esserci un ruolo decisivo per il Comune per tentare di fronteggiare in ambito locale l’impoverimento della popolazione e la crescente disoccupazione. Il Comune ovviamente, per far quadrare il bilancio non può assumere tutti i disoccupati (anche se quei pochi che può assumere dovrebbe farlo secondo criteri meritocratici concedendo a tutti gli aspiranti ad un posto di lavoro pari opportunità e non con meccanismi clientelari). Il Comune, però, può creare le condizioni favorevoli per rivitalizzare e consolidare le attività economiche sul proprio territorio.
Innanzitutto partendo dalla consapevolezza che l’economia va ripensata nel senso della sostenibilità: parlare genericamente di crescita come continuamente sentiamo dire da economisti e politici da anni (senza che poi puntualmente accada niente in quella direzione) non ha più senso. Le attività economiche che possono avere delle chance per il futuro (aumentando l’occupazione ed il reddito pro capite) sono quelle che corrispondono ai bisogni veri del nostro tempo, che rispettano l’ambiente, in grado di durare nel corso del tempo perché sostenibili. Chiariremo meglio questi concetti parlando dei vari settori.
Il Comune poi può svolgere un ruolo di guida, di coordinamento e di supporto nella ricerca degli incentivi e delle risorse: con i suoi amministratori deve saper stare al fianco delle imprese, degli operatori economici, dei lavoratori e con loro saper promuovere un territorio.
Il nostro territorio e la nostra città hanno caratteristiche naturali e strutturali (quelle create dai suoi abitanti nel corso della storia passata e recente) che da una parte definiscono le nostre vocazioni in campo economico e dall’altra sono una buona base di partenza per una ripresa di tipo sostenibile. Parliamo di: mare, spiaggia, campagna, paesaggio, centro storico, impianto urbanistico, porto, zona artigianale-industriale, rete commerciale, strutture ricettive, servizi pubblici e privati (ospedale, Piccola Opera Charitas, INPS etc.)
Giulianova ha un’economia che nel corso del tempo, seguendo le proprie vocazioni, si è configurata come multisettoriale (agricoltura, pesca, turismo, commercio, artigianato, piccola industria, servizi). Questa diversificazione l’ha tutelata a lungo rispetto ad altre realtà che hanno puntato solo su un settore ( e per questo avviatesi al declino ben prima dell’inizio dell’attuale crisi). Ora però le dimensioni della crisi epocale in cui siamo anche noi immersi sta creando sofferenza, e sempre più, in tutti i settori provocando una grave disoccupazione in cui quella giovanile ha raggiunto dimensioni allarmanti. Ovviamente ci sarebbero molte cose che andrebbero fatte ad altri e più alti livelli; noi qui ci possiamo occupare dei fattori locali e del ruolo che può svolgere il Comune.
Riteniamo che una prima scelta lungimirante sia quella di assecondare e sostenere, con scelte amministrative adeguate, la multisettorialità dell’economia giuliese.
Poi il Comune, per dare un serio e fattivo contributo alle attività economiche e all’aumento dell’occupazione, dovrebbe:
• accentuare l’attenzione alle vocazioni del nostro territorio magari esaltandole;
• utilizzare in maniera razionale il bilancio comunale: praticando sul fronte delle entrate scelte più eque (pagare tutti per pagare meno: occorre ridurre la tassazione locale sulle attività economiche a partire da IMU e TARSU)) e su quello della spesa una riduzione delle spese inutili e dello sperpero del denaro pubblico (a partite della esosa posta per la gestione dei rifiuti che divora circa un quarto della spesa complessiva!)
• intercettare risorse esterne e convogliarle sul proprio territorio;
• dare impulso ai diversi settori economici nel senso della sostenibilità;
• svolgere una funzione di raccordo tra Regione, Ministeri nazionali ed UE da una parte e associazioni di categoria, imprese e operatori economici dall’altra;
• offrire un terreno di confronto e coordinamento ai diversi settori economici locali aiutandoli anche a dialogare tra di loro.
Inoltre nei diversi settori economici l’amministrazione dovrebbe operare per orientarli verso la sostenibilità:
1. AGRICOLTURA: Secondo Carlo Petrini (fondatore di Slow Food e di Terra Madre) il settore primario dell’economia con l’impostazione del km zero e dell’agricoltura ecologica potrebbe dare tanta nuova e durevole occupazione insieme ad alimenti sani e buoni, indispensabili per la salute. Ci sono ormai tante esperienze che lo confermano come: “Umbria grida Terra”, “l’Agrivillaggio” in Emilia, la “cooperativa Alvaia a Bologna. Il Comune, collegandosi anche con le associazioni di categoria, potrebbe incoraggiare la creazione di imprese agricole (attività autonome o in forma cooperativa) ispirate all’idea del km zero (produttori locali-consumatori locali) nella campagna giuliese individuando risorse e incentivi. Importanti fattori sinergici sarebbero anche scelte quali: la tutela della campagna dalla cementificazione, la ristrutturazione e la riapertura del piano terra del Mercato Coperto di piazza Dalla Chiesa con destinazione alla vendita dei prodotti agricoli locali. Da questa produzione può nascere la commercializzazione di prodotti agricoli biologici e a chilometri zero con i quali rifornire le mense scolastiche e ospedaliere, organizzare i mercati degli agricoltori (a partire dalla riapertura del piano terra del Mercato Coperto), rifornire la rete locale dei negozi al dettaglio. Le implicazioni positive in termini occupazionali e di alimentazione sana sono di tutta evidenza.
2. TURISMO: La moderna concezione del turismo sostenibile è l’unica che può far reggere la competitività. Come? Puntando sulla qualità ambientale e paesaggistica, sul mare pulito, sulle spiagge non deturpate, sulla mobilità sostenibile, sul verde, sulla pulizia e sul decoro, sulla vivibilità della città, su eventi di qualità di livello nazionale nella cultura e nello sport in grado di stimolare il turismo culturale e sportivo. Ampliando la gamma delle tipologie della ricettività turistica compresi i residence turistici (molto richiesti dalle famiglie con bambini, da non trasformare, quindi, in alloggi da vendere come previsto nella variante al PRG), i Bed &Breakfast e le aree attrezzate per i camperisti. Promovendo il porticciolo turistico, le piste ciclabili, le pedonalizzazioni nelle zone centrali, la rivitalizzazione effettiva del centro storico, le infrastrutture al servizio dell’importante turismo religioso che ha come meta Giulianova Paese. Destinando l’impianto di Tiro a volo alla imprenditoria giovanile in campo agrituristico consentendone la riconversione. Creando un efficace portale della città sotto il profilo turistico e investendo e coordinando la pubblicità per promuovere il turismo cittadino.
3. ARTIGIANATO E PICCOLA INDUSTRIA: Può essere stimolata e favorita la nascita di attività di Economia Verde legati alla bioedilizia (nell’ambito della riqualificazione del aree urbane degradate), al risparmio energetico, alle energie rinnovabili, al riciclaggio dei rifiuti (nell’ambito della strategia Rifiuti zero), alla trasformazione dei prodotti agricoli ed ittici. La zona artigianale e industriale andrebbe poi risollevata dal degrado in cui versa negli spazi pubblici.
4. COMMERCIO: Andrebbe evitata l’apertura di altri grandi centri commerciali per tutelare la rete del dettaglio locale da stimolare e sostenere affinché i singoli negozi, ben coordinati e promossi, possano costituire delle complete e vantaggiose reti commerciali nei vari luoghi cittadini dove già esiste e vive il tessuto sociale dei residenti, anche sostenendo la nascita di “centri commerciali naturali”.
5. PESCA: Occorrebbe un’attenta analisi delle problematiche esistenti che stanno impoverendo il settore allo scopo di individuare le contromisure necessarie. Esse non potranno prescindere dalla tutela della qualità delle acque marine con l’azione a favore del disinquinamento dei fiumi Tordino.
Attenzione particolare andrebbe rivolta al miglioramento delle attività del mercato ittico.

L’orgoglio e la responsabilità di avere un importante centro storico

p 66Un piano che lanci questo messaggio: abitare e lavorare in centro storico è interessante e conveniente

“La storia chi ce l’ha ce l’ha, chi non ce l’ha non può comprarla, abbiatene cura”. Con queste parole il prof. Mario Bevilacqua, docente dell’Università di Firenze ed autore del libro “Giulianova: la costruzione di una ‘città ideale’ del Rinascimento” commentò l’offesa arrecata a piazza Buozzi con i lavori effettuati negli anni scorsi per la pavimentazione del cuore antico del centro storico. Dagli studiosi che si sono occupati di Giulianova viene l’ipotesi che il nostro Centro Storico sia frutto della stessa scuola che ha progettato Pienza, città toscana, inserita dall’UNESCO nel patrimonio dell’umanità.
Comunque sia Giulianova possiede, col suo centro storico, un bene culturale che andrebbe correttamente restaurato e pienamente valorizzato.
Nella Carta di Gubbio (la dichiarazione dei principi sulla salvaguardia e sul risanamento dei centri storici risalente al 1960), che il grande urbanista Leonardo Benevolo considera ancora adesso un vanto per l’architettura italiana, la città storica veniva definita come un “organismo urbano unitario cui va riconosciuta la qualità di bene culturale” ed in essa stabiliti i principi per tutelare i centri storici nella loro interezza (strade, allineamenti degli edifici, materiali costruttivi).
Il Cittadino Governante considera il tema della rivitalizzazione del centro storico un obiettivo strategico nel programma di governo della città. Un centro storico vivo e vitale, interessante da visitare, aiuterebbe tutto il resto della città e contribuirebbe ad accrescerne la vocazione turistica.
Occorre, quindi, innanzitutto un corretto progetto complessivo di restauro elaborato da un’équipe di esperti (urbanista, storico, storico dell’arte, esperto del restauro, architetto) che guidi in modo armonico i singoli interventi pubblici e privati come si è fatto in passato per le facciate con il Piano del Colore.
Rilanciare il centro storico significa, poi, farlo vivere. Questo accadrà se torneranno ad abitarci molte persone; in sostanza occorre puntare al pieno e contestuale utilizzo di tutti gli edifici esistenti ristrutturandoli. A tal fine è necessario un incisivo piano coordinato dal Comune che, accanto agli aspetti urbanistici e culturali, curi anche quelli economici, finanziari, dei lavori pubblici, della sicurezza e dell’igiene pubblica. Un piano che lanci questo messaggio: abitare e lavorare in centro storico è interessante e conveniente.
Esso deve prevedere forti incentivi e altre condizioni allettanti in grado di attrarre, anche grazie ad alcuni vantaggi, un cospicuo arrivo di nuovi residenti in un breve arco temporale e la contestuale, apertura di negozi, di botteghe artigiane e d’arte, di servizi e di strutture per la ricettività (tra cui l’albergo diffuso avanzato come proposta dal comitato di quartiere del centro storico). Determinanti saranno anche: l’elaborazione di un organico e meditato piano delle opere pubbliche necessarie, nel rispetto delle caratteristiche storico-architettoniche presenti; il completamento delle ristrutturazioni di tutti gli edifici per la cultura ridando, contemporaneamente, nuovo smalto a tutti i beni culturali in esso esistenti; la realizzazione di strategici parcheggi limitrofi e l’allestimento di un rapido collegamento tra il centro del Lido ed il centro del Paese per liberare dal traffico almeno parte del centro storico; la programmazione di iniziative culturali e ricreative di qualità da ospitare nel suo scenario di piazze, in grado di esercitare anche un forte richiamo turistico.
Tra le tante iniziative da mettere in campo sarà decisivo:
• Esercitare un’azione diplomatica su tutti i proprietari di alloggi e locali per convincerli a partecipare direttamente o indirettamente al piano di rilancio.
• Istituire una nuova linea di trasporto pubblico, con frequenti navette elettriche (passaggi ogni 5-10 min), che colleghi rapidamente il centro del Lido col centro del Paese (stazione, via XXIV maggio, via Vittorio Veneto, via Gramsci, Belvedere, via Bindi, via Piave, via Matteotti, statale Adriatica, stazione).
• Realizzare un parcheggio a due livelli a sud dello stadio (uno a raso e l’altro interrato).
• Completamento di Palazzo Bindi (Biblioteca e Pinacoteca) e sua apertura durante tutto l’anno.
• Completamento del Sottobelvedere con realizzazione di un auditorium e sale espositive.
• Restauro del Torrione di Porta Napoli e di sala Massei.
• Manutenzione straordinaria di Casa Cermignani.
• Sistemazione adeguata delle sculture di Pagliaccetti e della donazione Tentarelli.
• Puntare progressivamente all’apertura costante della rete museale.
• Illuminazione del Duomo e degli altri edifici di importanza storico-culturale.
• Attenzione ai problemi della sicurezza, della pubblica illuminazione, della segnaletica (uso di quella appropriata ai centri storici), della manutenzione e della pulizia delle strade.
• Valutazione con gli esercenti dell’utilità della realizzazione di un “centro commerciale naturale”.
Inoltre pensiamo ad altre azioni che potranno avere ripercussioni positive sul rilancio del centro storico e del Paese quali:
• Realizzazione di un altro Belvedere alla fine di viale dello Splendore ( a sud del vecchio ospedale) a degna conclusione della bella passeggiata che parte dal Belvedere esistente in piazza della Libertà.
• Definizione della destinazione d’uso del vecchio ospedale e azioni per un suo recupero a partire dalla ipotizzata sede per le sculture di Pagliaccetti.
• Allestimento di una passeggiata panoramica collinare pedonale e ciclabile in via dei Covoni.
• Creare le condizioni per il pieno utilizzo tutti i giorni dello stadio Fadini realizzandovi il manto di erba sintetica.
• Iniziative volte a far visitare la nostra città, a partire dal centro storico, ai numerosi pellegrini che visitano il Santuario della Madonna dello Splendore.
Questi come tanti altri progetti devono, però, discendere dall’aver chiaro un piano unitario che leghi coerentemente gli aspetti urbanistici, le opere pubbliche, le funzioni, le scelte strategiche, le attività e che deve diventare concreto attraverso in programma organico e una sequenza logica delle varie fasi di attuazione.
Naturalmente sono decisive, da una parte, l’attivazione di tutte le competenze necessarie, dall’altra la partecipazione di tutti gli abitanti e dei titolari di attività commerciali del centro storico.

Quando è ora di cambiare davvero

p 65È una vera tristezza vedere appassire ogni giorno di più la nostra bella città    

Poca pulizia, scarso decoro, ingressi cittadini degradati, inadeguata manutenzione, paesaggio deturpato, attività economiche in grande difficoltà (come testimoniano ad esempio la progressiva chiusura dei negozi e lo stato di abbandono in cui versano la zona artigianale-industriale e quella agricola), disoccupazione in aumento, cultura ridotta al lumicino, opere pubbliche inutili o malfatte, ospedale sempre più penalizzato, fasce sociali più deboli poco tutelate, tasse locali in aumento, intervento della magistratura nell’urbanistica.
Giulianova è un luogo baciato dal destino per la sua collocazione geografica e la varietà del suo territorio. Un centro che nel momento della sua crescita ha saputo fare della diversificazione delle attività economiche (non puntando su un solo settore) il suo punto di forza. Una località di cui tanti, dopo averla conosciuta, si sono innamorati al punto da sceglierla per viverci. I suoi abitanti nel corso del tempo hanno scritto pagine della storia locale sicuramente consone al patrimonio da gestire il cui valore è testimoniato da definizioni come Giulianova rinascimentale “Città Ideale” dell’Adriatico; Giulianova “Posillipo d’Abruzzo”, Giulianova “Spiaggia d’oro”.
Ma ora cosa sta succedendo? Perché questo declino? Si dirà che c’è la crisi, che viene da lontano e morde anche qui. È vero ma non basta a spiegare tutto quello che sta avvenendo, perché la decadenza di Giulianova è iniziata ben prima.
È presente, infatti, da tempo nei governanti un deficit di cultura politica e di competenza amministrativa che invece sono decisive per individuare le scelte migliori e più utili alla città. Due esempi: 1) Come si è potuto non capire che stava per crollare il mercato immobiliare e che quindi era sbagliato puntare su un notevole consumo di territorio in campo urbanistico come si è fatto, ostinatamente, con la Variante al PRG? E che, invece, per sostenere l’edilizia occorreva, da una parte favorire il recupero e la riqualificazione delle parti di città già costruite e dall’altra incentivare le ristrutturazioni finalizzate al basso dispendio energetico ed all’uso delle fonti rinnovabili. Se non fossero stati compiuti questi gravi errori strategici, forse le aree dell’ex SADAM e dell’ ex ADS-FOMA sarebbero state riqualificate da tempo; ora invece chissà quando accadrà. 2) Come si è potuto operare nel senso di favorire (modificando il Piano commerciale comunale) l’insediamento della grande distribuzione all’interno del perimetro cittadino senza capire che questo avrebbe notevolmente aggravato le condizioni del piccolo commercio anche nei luoghi centrali della città condannandoli allo spegnimento ed alla desolazione?
C’è poi da aggiungere che la cura degli interessi generali, l’attenzione ai beni comuni, l’uso responsabile e razionale del denaro pubblico ed il rispetto delle regole non sono la preoccupazione principale delle nostre classi dirigenti, da molti anni.
Conseguentemente: la mancanza di politiche a sostegno delle attività economiche per le quali il nostro territorio è vocato; l’offesa al paesaggio marino, collinare e rurale; l’urbanizzazione incurante degli spazi pubblici; la sostanziale indifferenza nei confronti degli spazi pubblici già esistenti; la penalizzazione della cultura e dei beni culturali; la disattenzione per le problematiche giovanili e sociali in generale, stanno progressivamente facendo scendere il livello della qualità della vita nella nostra città mandando sempre più in sofferenza la nostra comunità ed il nostro territorio.
Il cammino su questa china va bloccato al più presto e per farlo occorre una classe dirigente diversa sia da quella attuale, sia da quella del decennio precedente. Il loro fallimento è sotto gli occhi di tutti. I risultati negativi sono tali che sarebbe esiziale per i destini di Giulianova concedergli ancora delle chance di governo. A breve per i cittadini giuliesi ci sarà l’occasione per fare la scelta giusta, per invertire la rotta e per ridarsi una prospettiva di città viva e vivibile. Il 25 maggio c’è l’opportunità di scegliere il cambiamento, quello vero. Torneremo, prossimamente, sui contenuti di questo cambiamento. Delineeremo insieme l’alternativa alla decadenza.

Quando l’opposizione è rigorosa e costruttiva

P 64

…e la cronaca aiuta a comprendere

Nell’ultimo Consiglio comunale sono stati affrontati numerosi e importanti punti e su alcuni di essi il nostro gruppo consiliare ha fatto emergere aspetti che i cittadini dovrebbero conoscere. Di essi poco o nulla si è riferito sui mezzi d’informazione locali.
In particolare si è parlato di: ampliamento del cimitero, ex Ufficio del registro, nuova caserma dei carabinieri, recupero edilizio nei pressi di Via Nazario Sauro, norme urbanistiche per gli hotel, ristrutturazione e ampliamento dell’hotel Cristallo.
Su di essi brevemente vorremmo ricordare i passaggi salienti perché per avere un’opinione su qualsiasi tema occorre conoscere. La conoscenza dovrebbe offrirla la buona informazione. Se questo non accade i cittadini nella vita pubblica si orientano a fatica o addirittura possono essere anche fuorviati. E questo non è indicatore di una democrazia sana. Proviamo, allora, a raccontare alcuni passaggi di quel consiglio, ove - va riconosciuto - la maggioranza, orfana del sindaco dimissionario, si è dimostrata più ragionevole di tante altre volte (con il sindaco in carica).
Ampliamento cimitero: il nostro gruppo consiliare ha raccolto l’indignazione di cittadini giuliesi sui rischi di cementificazione a spese del verde e degli spazi che nel progetto originario erano stati lasciati liberi per armonizzare l’ambito dei padiglioni costruiti ad alta intensità. Quanto era previsto avrebbe alterato e deturpato un sito sensibile che merita invece attenzione e rispetto essendo il luogo dove riposano tutti i cari della comunità. Il nostro ordine del giorno ha consentito ai consiglieri comunali di riflettere e di approvare la richiesta avanzata dal CG di sospendere la realizzazione delle costruzioni più impattanti per ripensare il progetto di ampliamento previsto dalla Giunta.
Ristrutturazione dell’ex Ufficio del Registro: contro il progetto approvato c’è stato il ricorso al Tar da parte di due privati confinanti con motivazioni che ci sembrano fondate e che dimostrano più di una violazione delle norme. È stato chiesto al Consiglio, anche in questo caso su iniziativa del CG, di correggere in autotutela la delibera di approvazione del progetto di recupero del palazzo di Via Gramsci. Esso prevede, tra l’altro, lo sbancamento collinare per la realizzazione di un ampio seminterrato senza verifica da parte pubblica del rispetto  delle norme che tutelano dal rischio idrogeologico.  Abbiamo chiesto di apportare le necessarie modifiche sia per il pieno rispetto della legittimità, sia per evitare il contenzioso legale (per cui si spende denaro pubblico). Purtroppo è stato vano. A nulla è valso il ricordo di due precedenti ormai tristemente famosi come il “caso ex Migliori-Longari” ed il “cantiere sequestrato dalla magistratura” accanto al Kursaal. Anche in quelle occasioni chiedemmo di correggere in autotutela le autorizzazioni edilizie; la maggioranza non volle farlo; adesso, purtroppo, sono in corso due processi penali per violazioni delle norme urbanistiche.
Nuova Caserma dei Carabinieri: in occasione dell’assegnazione della cittadinanza onoraria a due ex comandanti della Compagnia dei Carabinieri di Giulianova   abbiamo ricordato che nel ’95 si decise con il consenso dell’allora Comandante Cap. D’Amelio di ubicare la nuova caserma dei carabinieri con relativa palazzina degli alloggi nell’area di proprietà comunale appena a nord della scuola media dell’Annunziata. L’ubicazione fu giudicata strategica e gli spazi adeguati. Il tutto, quindi, fu suggellato con un sopralluogo del comandante della Legione Abruzzo dei carabinieri Gen. Lamanna. Recentemente, invece, il sindaco Mastromauro ha dichiarato che la caserma sarà trasferita nell’ex mercato coperto in piazza Dalla Chiesa. Il nostro gruppo consiliare ha voluto ricordare questo accordo, confermato durante il dibattito anche dall’ex sindaco Cameli, ed ha fatto notare la contraddizione tra la concessione dell’onorificenza all’ex comandante ed il disconoscimento di una delle sue scelte più importanti.
Tra l’altro la logica ed il buon senso dicono che, se alla città si può regalare oltre alla nuova caserma dei carabinieri in posizione strategica (all’Annunziata) anche una stupenda piazza, un centro polifunzionale per i giovani ed il nuovo mercato dei prodotti agricoli locali in uno scenario incantevole, occorre farlo. Il capogruppo del PD Andrenacci ha sorprendentemente rivelato che non esiste nessun atto ufficiale che vada nella direzione indicata da Mastromauro.
Meno male aggiungiamo noi.
Recupero edilizio nei pressi di via Nazario Sauro: abbiamo chiesto spiegazioni in merito alla lentezza estrema con cui questo progetto di riqualificazione di una porzione dell’edificato di centro città è giunto all’approvazione definitiva. Gli atti necessari erano pronti da circa un anno. Le spiegazioni fornite in consiglio non hanno affatto chiarito la strana ed oscura vicenda.
Variante alle norme urbanistiche sulle distanze degli hotel (Zona E5): utilizzando irregolarmente il passaggio consiliare delle controdeduzioni alle osservazioni su un argomento diverso, al Consiglio è stato chiesto di approvare, con grave forzatura procedurale, la modifica della norma che nel PRG vigente aumenta le altezze degli hotel a 24 metri e nel contempo prescrive distanze maggiori (come razionalmente e saggiamente deve essere) tra i fabbricati. In sostanza si accoglieva un’osservazione (fuori tema) tesa a diminuire di molto le distanze le distanze degli alti hotel dagli altri fabbricati vicini. Il nostro gruppo consiliare si è accorto dell’illegittimo tentativo ed ha proposto di respingere la richiesta per due motivi: sul piano dei contenuti per evitare l’impattante realizzazione di megaedifici molto vicini tra di loro e sul piano procedurale perché ogni modifica delle norme urbanistiche deve essere portata a conoscenza dei cittadini prima dell’approvazione. In una situazione di grande imbarazzo per gli esponenti della maggioranza, per il dirigente urbanistico e per il segretario generale del Comune la seduta è stata a lungo sospesa. Alla ripresa dei lavori è stata trovata fondata la nostra obiezione sulla procedura ed ora sarà possibile, almeno, proporre osservazioni da parte dei cittadini e delle associazioni per evitare la cementificazione della zona alberghiera. E’ rimasta ancora senza risposta la domanda da noi posta:  l’hotel che si sta realizzando al posto della ex Bassara rispetta le distanze? E c’è forse una relazione con  il tentativo di ridurre, modificando le norme, le distanze?
Hotel Cristallo: finalmente una questione annosa viene risolta. L’hotel Cristallo potrà ampliare la sala ristorante, realizzare sulla sua proprietà (e non sul demanio marittimo)  la piscina e i parcheggi interrati e nel contempo ci sarà l’ampliamento del marciapiede sul lungomare ed una sistemazione di tutti spazi pubblici (marciapiedi, parcheggi e verde) dell’intero l’isolato.
Tutto questo è stato possibile grazie alla proposta avanzata dal Cittadino Governante nel 2009, durante la discussione delle osservazioni alla Variante al PRG, quando la Giunta Mastromauro, invece di aiutare a qualificare la ricettività turistica spendeva soldi pubblici per sostenere contenziosi contro le giuste richieste della proprietà del Cristallo.

Una variante inutile

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Insensata chiusura dell’amministrazione
alle migliorative proposte del Cittadino Governante

Il Consiglio Comunale si è di nuovo occupato del Piano Demaniale Marittimo
(PDMC) per rispondere alle osservazioni presentate da operatori e associazioni. Anche Il Cittadino Governante, con spirito costruttivo, ha presentato 12 osservazioni per migliorare il piano e porre le basi per il governo ottimale della spiaggia giuliese.
L’equilibrio ambientale e la bellezza del paesaggio marino (la vista del mare, l’ampiezza dell’arenile, gli scorci panoramici, quel che resta della macchia mediterranea)  sono un bene in sé e nel contempo sono le nostre risorse più efficaci per garantire uno sviluppo di qualità del settore turistico, duraturo nel tempo, capace di  attrarre turisti, specialmente ora che altrove si profila la crisi del turismo balneare poco attento agli aspetti naturali e paesaggistici.
Riteniamo che la tutela ambientale e quella paesaggistica dell’arenile e dei lungomari giuliesi siano decisive per la nostra città e che vadano più coerentemente perseguite nella normativa del PDMC.
Hanno ispirato le nostre osservazioni obiettivi quali:
a) Recuperare  e tutelare la vista mare.
b) Prevenire l’eccessiva antropizzazione (numero esagerato di stabilimenti e  manufatti) dell’arenile per evitare il ripetersi anche a Giulianova del famigerato “modello Ostia”.
c) Evitare l’installazione di impianti impropri o impattanti sulla sabbia.
d) Rispettare gli equilibri dei sistemi naturali (acque marine pulite, pinete salvaguardate, piena funzionalità dei canali a mare).
e) Garantire ai cittadini e ai turisti una maggiore quantità di spiagge libere: ciò è particolarmente doveroso in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo. Garantire agli hotel sprovvisti di concessione la possibilità di disporre di un numero di ombrelloni in base al numero delle camere (prevedendolo in normativa) nella spiaggia in concessione più vicina.
Le nostre osservazioni sono state escluse riteniamo illegittimamente, con un atteggiamento di chiusura da parte dell’amministrazione comunale.
Per questo ci sarà il nostro ricorso al TAR. Abbiamo motivo di credere che il passaggio consiliare del 17 gennaio sarà annullato e dovrà essere ripetuto: la fregola elettoralistica porterà quindi, probabilmente, solo a parole scritte sull’acqua.
Ecco, comunque, le cose che chiedevamo per migliorare il PDMC, alle quali è stato detto un incomprensibile no:
1) Aumentare il fronte delle spiagge libere fino al 30% del totale dell’arenile partendo dalla conferma di quelle già esistenti, distribuendole armonicamente da nord a sud, riducendole di numero ma ampliandole.
2) Evitare i numerosi “tagli” previsti dal piano vigente e recuperare, invece, spiaggia libera solo dalle concessioni superiori ai 100 m. (come tra l’altro prevede la nuova normativa regionale) per ottenere una spiaggia libera di almeno 50m. a sud del Caprice e spiagge libere più ampie nel tratto nord (utili anche per la forte presenza di turisti che amano andare nei camping).
3) Recupero della visuale verso l’arenile ed il mare, sia dai lungomari che dai moli nord e sud del porto, evitando le barriere costituite da: recinzioni, siepi, manufatti coprenti oltre il 25% del fronte lineare concesso e ombrelloni hawaiani.
4) Rinnovare la concessione solo se c’è stato l’adeguamento previsto dal PDMC, in particolare per il recupero della vista mare e dell’arenile per le spiagge libere.
5) Azioni finalizzate alla garanzia di acqua marina pulita e cioè: pieno e costante funzionamento dei depuratori, disinquinamento dei fiumi, eliminazione delle acque nere riversate, illegalmente, nei canali a mare.
6) Rinaturalizzazione (con dune) delle spiagge a ridosso degli argini del Salinello e del Tordino.
7) Garanzia di una fascia di 10 m. per passeggio sulla battigia (almeno nei tratti di maggiore profondità dell’arenile.
8) Evitare la costruzione sull’arenile di piscine e di impianti sportivi impattanti (campo di calcetto, campi da tennis e da mini-golf) e di impianti autonomi rispetto agli stabilimenti balneari.
9) Riconversione dell’impianto La Playa in stabilimento balneare con la concessione di spiaggia con ombrelloni, previa eliminazione del campo di calcetto per recuperare la vista mare dal lungomare e la prospettiva sull’arenile dall’inizio del molo sud, e per di ridare tutta la profondità alla spiaggia libera (che attualmente è nascosta dal campo di calcetto).
10) Gestione ottimale dei canali a mare - in attesa di un sistema di collettori paralleli all’asse longitudinale dell’arenile che ne consenta l’eliminazione - per evitare gli allagamenti del Lido durante le forti piogge.
11)  Evitare nel periodo invernale le recinzioni delle concessioni. Ricoverare beni e   attrezzature, quando non possibile all’interno degli stabilimenti, in piccole aree recintate con sistema a giorno con impatto finale minimo sul paesaggio marino e, comunque, improntato al massimo decoro.
Concludiamo questa sintetica illustrazione con una domanda finale. E’ sensato, è da persone responsabili, è da amministratori illuminati bocciare, senza volerle addirittura nemmeno discutere, le proposte sopra ricordate?

Non c’è rispetto per la cosa pubblica

p 59

Analizzando il bilancio comunale ciò emerge chiaramente

Quando per un intero mandato le risorse pubbliche vengono gestite irresponsabilmente vuol dire che non c’è da parte della classe dirigente comunale rispetto della cosa pubblica.
Puntualmente, comunque, in chi amministra, di fronte alle proteste dei cittadini per la mancanza di opere e servizi necessari o per l’aumento delle tasse locali, è sempre pronto l’alibi del taglio delle risorse da parte del governo.
Mai che si faccia un’autocritica sulle entrate mancanti per l’inadeguatezza dell’azione amministrativa (spesso indulgente con i poteri forti e inflessibilmente rapace nei confronti di tutti gli altri cittadini). Mai che ci si ravveda sullo sperpero del denaro pubblico nei mille rivoli del clientelismo e dei servizi impropri per un comune, o sull’indebitamento eccessivo che dilapida ogni anno, da molti anni ormai, circa un milione di euro in interessi passivi, o sull’impiego delle finanze comunali in opere pubbliche inutili o malfatte, e continuamente da rifare (lato ovest del lungomare monumentale, piazza Buozzi, Corso Garibaldi, anfiteatro dietro al Comune, parcheggio davanti al Caprice, piazza del Mare con pista di pattinaggio etc.) o infine sull’incapacità ad introdurre misure strutturali per il risparmio nei consumi comunali di energia elettrica, di gas metano e di telefonia.
Le prove sono innumerevoli, spulciando qua e là nelle entrate e nelle uscite del Bilancio 2013 (che ovviamente è in continuità con i risultati di quelli degli anni precedenti). Ecco perché, secondo noi, manca il senso della cosa pubblica. Perché nell’azione di governo degli amministratori mancano proprio quei comportamenti virtuosi che potrebbero garantire risultati concreti a chi ripete come uno stanco mantra di essere al servizio dei cittadini.

ENTRATE

Aumenti inopportuni e poco equi:

IMU: è previsto un maggiore un gettito di circa 2 milioni di euro euro con l’aliquota al massimo sulla seconda casa e quasi al massimo per le attività produttive.
TARSU: 17% in più per le civili abitazioni e 10% in più per gli immobili delle attività produttive (che, sommato al 30% dello scorso anno, arriva al 40% in un anno).
COSAP e Addizionale IRPEF: aumentate in precedenza e confermate alte.
INSEGNE LUMINOSE: 310.000 EURO (lo stesso gettito si potrebbe ottenere riducendo l’imposta evitando l’oscuramento delle insegne che si va diffondendo).
I PARCHEGGI pubblici centrali si pagano per un importo di 200.000 euro all’anno. Basterebbe una bassissima tassa di soggiorno (lo 0.50 euro a notte) per compensare queste entrate ed eliminarli.
Mancano all’appello:
• L’ammanco di Julia Reti, scoperto nel 2005 e cioè 940 mila euro.
• Un importo congruo per la vendita della scuola elementare Acquaviva: svenduta per almeno un milione di euro in meno.
• La quota parte 2013 dei circa 7 milioni di euro spettanti per il PRUSST ex SADAM.
• I proventi di una congrua monetizzazione per la modifica che ha introdotto la possibilità di vendere il 70% dell’edificazione nel pioppeto (ad ovest del centro sportivo di via Ippodromo) che era destinato a residence (per legge non vendibile come alloggio).
• Il mai precisato ammanco riguardante i loculi cimiteriali.
• I frutti della lotta all’elusione della seconda casa spacciata come abitazione principale (si ipotizza un gettito annuo di quasi un milione di euro): nel frattempo i furbi pagano il 4 ‰ e gli onesti pagano il 10,60‰ invece del 7,60‰ .
• Il recupero dalle case con categorie catastali più basse di quelle realmente spettanti.
• Gli introiti dagli accertamenti di immobili non censiti.
• I vantaggi finanziari derivanti dal non concedere le opere di urbanizzazione a scomputo: il comune, infatti, potrebbe guadagnare i soldi derivanti dai ribassi d’asta gestendo direttamente gli oneri di urbanizzazione.
• Gli introiti da Julia Servizi: l’utile d’esercizio è zero, nel 2013! Nessuna traccia di incassi derivanti dal provvedimento CIP 6 per il Cogeneratore (ora Trigeneratore). Però nel frattempo la partecipata che distribuisce il gas metano per il comune si mette a gestire le opere pubbliche e spende molto per pubblicità e sponsorizzazioni.

USCITE

• Rifiuti: è la nota più dolente. La spesa per la gestione dei rifiuti cresce ancora (di circa mezzo milione di euro); si prevede che a fine 2013 arrivi a 5 milioni e 871 mila euro. Oltre un quarto della spesa corrente finisce nel gorgo degli esborsi per tenere pulita la città. Ovunque si gestisca con responsabilità ed efficienza la raccolta differenziata (per cui i rifiuti diventano risorse da riutilizzare) nel giro di pochi anni i costi si riducono notevolmente. A Giulianova invece ogni anno i costi crescono e si accumulano debiti che hanno portato al fallimento di SOGESA (con conseguente disoccupazione di buona parte delle maestranze) e che hanno paralizzato l’attività di CIRSU, anch’esso ad un passo dal fallimento per precedenti inadeguate gestioni da parte di consigli di amministrazione nominati dalle amministrazioni comunali del consorzio. Nasce dal malgoverno del settore il paradosso per cui la raccolta differenziata, grazie ai cittadini, cresce, e i costi gestionali (e la TARSU) invece di diminuire aumentano. Qui si possono ottenere risparmi di qualche milione di euro all’anno ed è urgente farlo.
• I consumi di energia elettrica (previsti 1 milione e 57 mila euro), gas metano (383.000 euro) e spese telefoniche (circa 180.000 euro) rappresentano voci di spesa significative. Nei veri comuni virtuosi il risparmio energetico e l’uso delle energie rinnovabili sono ormai realtà con consistenti benefici sulle casse comunali. Qui neanche nella nuova piscina comunale, realizzata pochi anni fa, si è andati in questa direzione, per cui tra gas metano (105.000 euro) ed energia elettrica (53.000 euro) si spenderanno, nel 2013, ben 158.000 euro.
• Servizio Navette. Dal 2011 è stato attivato il servizio navette, una funzione impropria per il Comune (visto che esiste una concessionaria locale che dovrebbe occuparsi di ciò con finanziamenti regionali). Costo: quasi 300.000 euro all’anno.
• Lo staff del sindaco ci costa 180.000 euro in 5 anni: visto che già esiste una segreteria del sindaco, non potevano essere risparmiati?
• La pubblicità su alcuni mezzi di informazione locali e le sponsorizzazioni, a carico del comune (finché la legge l’ha consentito) o tramite le società partecipate, hanno fatto dilapidare nel corso del mandato svariate centinaia di migliaia di euro. Andavano risparmiati sia per le ristrettezze economiche sia per evitare la commistione politica-informazione. Potevano più proficuamente essere impiegate, ad esempio, per il contrasto all’indigenza (previsti solo 2.000 euro, con la crisi in atto!), per la regimazione delle acque di via Bertolino e via Montello per proteggere dalle alluvioni i residenti di Via Parini, per il rifacimento dei dissestati marciapiedi di via Treviso e ad ovest dell’ospedale (luoghi molto frequentati), per la realizzazione del marciapiede in via Vittorio Veneto.
• La spesa per il contenzioso è eccessiva. Innanzitutto perché è illogico promuovere azioni legali contro le proprie società partecipate o per difendersi dopo aver autorizzato abusi edilizi e poi perché ai notevoli costi per gli incarichi esterni si sono aggiunti i costi dell’avvocatura civica (oltre 100.000 euro).

Stangata di fine mandato

p 58È possibile invece tassare meno e con maggiore equità. Alcune proposte:

Nel Bilancio di previsione 2013 l’Amministrazione comunale ha presentato ancora una volta in consiglio cospicui incrementi della tassazione locale. Per la TARSU: 17% in più per le civili abitazioni e 10% in più per gli immobili delle attività produttive  (che, sommato al  30% dello scorso anno, aumenta del 40%, nel giro di un anno, la tassa sui rifiuti per le attività economiche).
L’ IMU viene confermata altissima.  
I cittadini giuliesi dovranno pagare, poi, 1 milione e 730 mila euro di Addizionale  comunale IPERF. Per la COSAP viene confermato il raddoppio che vige ormai da due anni  e quindi il canone per l’occupazione del suolo pubblico costerà in totale 450.000 euro.
Per parcheggiare occorrerà un esborso di circa 200.000 euro.
C’è da aggiungere che importanti aree di proprietà comunale e destinate al verde pubblico nella zona nord (E2) sono state poste in vendita. Tutto questo in assenza di tagli sostanziali da parte dello Stato, ma in presenza, purtroppo, del solito uso irrazionale delle risorse pubbliche. Si chiude, così, con una stangata, per giunta in piena crisi economica, la fallimentare esperienza del mandato del sindaco Mastromauro.
Noi del Cittadino Governante abbiamo tentato di avanzare proposte alternative, meno penalizzanti per la cittadinanza e per le attività economiche con gli emendamenti che seguono.

EMENDAMENTO al Piano delle alienazioni delle aree pubbliche destinate a verde nella E2.

Le due aree pubbliche da alienare hanno un ruolo molto  importante per la qualità della vita cittadina.
Le destinazioni urbanistiche ad esse assegnate dai piani attuativi da cui provengono prevedono, infatti: verde urbano  attrezzature ed impianti sportivi e ricreativi di uso pubblico. Sarebbe, pertanto, opportuno considerarli beni pubblici indisponibili, in quanto gli ambiti urbani ove le scelte del PRG li hanno ubicati  ne risulterebbero fortemente penalizzati quanto a presenza di spazi pubblici che sono decisivi per realizzare la qualità urbana.
Se poi si considera che Il territorio è una risorsa non rinnovabile e che, in questo caso, verrebbe consumato, in maniera irreversibile, per aggiungere ulteriore edificazione a quella già realizzata, a scapito degli standard urbanistici della città, dei quartieri, degli isolati e dei cittadini che vi abitano, la dannosità della scelta appare di tutta evidenza.
Le osservazioni prodotte dai cittadini già residenti (nei pressi delle aree da alienare) e dalla SUP (e dalla Provincia), in occasione della variante urbanistica specifica,  lo confermano inequivocabilmente.
Si propone, quindi, di togliere dall’elenco dei beni alienabili le due aree in oggetto.
Per mantenere gli equilibri di bilancio si  propone di sostituire le entrate derivanti dall’alienazione delle suddette aree con le entrate provenienti  dalle azioni di contrasto all’evasione fiscale di concerto con l’Agenzia delle Entrate, in particolare per quanto riguarda il fenomeno delle seconde case presentate come prime case. Ricordiamo che lo scorso anno fu preso un impegno in tal senso da parte dell’assessore al Bilancio. Gli introiti sarebbero cospicui:
•   Per gli anni 2012, 2013, e 2014 i proventi dei tributi statali recupe-
    rati (evasione di IVA  e imposta di registro) andrebbero interamen-
    te al comune.
•  Aumenterebbe il numero delle seconde case che darebbero annual-
    mente un gettito IMU maggiore di quello attuale.
•  Sarebbero, inoltre, recuperati i proventi delle annualità pregresse
    previste per legge.
Basterebbe l’individuazione di 300 alloggi per raggiungere l’importo ipotizzato con le alienazioni.
Siccome, però, si stima che il numero delle seconde case risultanti come prima casa si aggiri intorno al migliaio, il recupero di evasione sarebbe notevole: dell’ordine di numerosi milioni di euro.

EMENDAMENTO al bilancio di previsione 2013
Si propone di:
RICOLLOCARE NEL CAPITOLO 2686/2 (PER IL PAGAMENTO DI  ESPROPRI)  I  2 MILIONI DI EURO TOLTI  LO SCORSO ANNO.
 Il suddetto capitolo contiene  accantonamenti per la copertura di debiti fuori bilancio derivanti da espropri. In particolare era stata accantonata  una posta di 3.425.650  (derivante dalla vendita dell’area pubblica del cosiddetto “Pioppeto”)  per pagare l’esproprio del Parco Franchi  di cui è attesa  la sentenza.
Ai cittadini fu chiesto nel 2005 il sacrificio di vendere l’importante area pubblica del “Pioppeto”  destinata  all’ampliamento del centro sportivo di Via Ippodromo per far fronte ai debiti derivanti dagli espropri. Attualmente  rimane da pagare quello del parco Franchi. Sarebbe veramente grave se i cittadini giuliesi dopo aver perso l’area verde del “Pioppeto” dovessero perdere o veder cementificato anche parco Franchi.
Occorre quindi mantenere la parola data ai cittadini e ripristinare la posta originaria nel capitolo 2686/2, prelevando i 2 milioni di euro dall’avanzo di amministrazione in cui furono posti lo scorso anno e ricollocandoli nel capitolo per il pagamento di espropri.

EMENDAMENTO al Regolamento per  la TARSU
Si propone di :

•  ELIMINARE  L’AUMENTO DEL 17%  DELLA TARSU PER I LOCALI ADIBITI AD ABI-TAZIONE.
•  ELIMINARE L’AUMENTO DEL 10%  DELLA TARSU PER    TUTTE LE ALTRE  CATEGORIE PRODUTTIVE DEI RIFIUTI .
•  RIDURRE DEL 30 %  LA TARSU PER TUTTE LE ALTRE  CATEGORIE PRODUTTIVE DEI RIFIUTI ANNULLANDO,  A  PARTIRE DA QUEST’ANNO,  L’AUMENTO FATTO NEL 2012.
Innanzitutto perché riteniamo che i motivi addotti per giustificare gli aumenti di quest’anno non siano pienamente fondati.
Poi perché il mantenimento degli equilibri di bilancio si può conseguire decidendo di:
•  RIATTIVARE IL POLO  TECNOLOGICO DI GRASCIANO DI  PROPRIETA’ CIRSU:  gli impianti di trattamento dei rifiuti  presenti in esso consentirebbero di ridurre notevolmentei costi.
•  RIDURRE I COSTI DELLA RACCOLTA E DELLO SMALTIMENTO ridiscutendo i termini dell’affidamento diretto che va avanti ormai da troppo tempo, forzando anche la normativa.
•  COPRIRE L’EVENTUALE PERCENTUALE DEI COSTI NON COPERTA  DAL TRIBUTO  con i proventi dalle azioni di  contrasto all’evasione fiscale di concerto con l’Agenzia delle Entrate, in particolare per quanto riguarda il fenomeno delle seconde case presentate come prime case.

EMENDAMENTO sull’IMU nel Bilancio di
previsione 2013
Si propone di:

•  RIDURRE L’ALIQUOTA IMU SUGLI IMMOBILI PER ATTIVITA’
   PRODUTTIVE DAL 9,6‰  AL 7,6‰
•  RIDURRE L’ALIQUOTA IMU SULLA SECONDA CASA (AT
   TUALMENTE AL10,60 ‰) ALL’8,60‰ .
Per mantenere gli equilibri di bilancio possono essere utilizzate:
1)  Le entrate provenienti  dalle azioni di contrasto all’e-
      vasione fiscale di concerto con l’Agenzia delle Entrate, in
       particolare per quanto riguarda il fenomeno delle se-
       conde case presentate come prime case.
2)  Le entrate che possono essere ottenute verificando se le
      agli edifici dichiarati è stata applicata  la corretta catego-
      ria catastale.

Prove tecniche di regime?

P 56Accadono fatti nella nostra città che non possono essere minimizzati.

Chi ha ascoltato su Radio G il notiziario di domenica 20 ottobre avrà certamente avuto un moto di indignazione.
GiuliaViva aveva appena “pizzicato” Francesco Marcozzi a raccontare bugie sulle pagine di Piccola Città  che la sua reazione rabbiosa non si è fatta attendere. Nel cuore del notiziario di quella domenica mattina trasmette integralmente per oltre un’ora una conferenza stampa del sindaco Mastromauro del luglio scorso (registrata tre mesi fa!) che scompostamente tentò di rispondere ad un mio articolo di analisi basata su fatti della politica cittadina “Giulianova mon amour”  
(numero 15/2013 di GiuliaViva).
Punto nel vivo da GiuliaViva il Marcozzi invece di rispondere nel merito mette in atto la rappresaglia e quindi manda in onda la vecchia registrazione della eccentrica conferenza stampa  che il sindaco ha dedicato alla mia persona. Insomma il giornalista in difficoltà rispolvera il sindaco e insieme manganellano mediaticamente.
E lo fanno ricorrendo ad una ricostruzione dei fatti non corrispondente al vero: uno li racconta, l’altro li trasmette.
A me pare un vero autogol perché il tutto è destinato all’opinione pubblica ed io penso che i cittadini giuliesi siano in grado di discernere. Contenti loro.
Ora qualche considerazione:
1) Queste cose, generalmente, sono concepite e fatte, ma con più maestrìa e garbo, dal mondo mediatico berlusconiano.
E poi in quel mondo almeno i soldi per la potenza di fuoco mediatico li tira fuori Berlusconi -  anche se è ovviamente una grave stortura nella vita democratica del Paese - mentre qui c’è l’aggravante che i soldi (decine e decine di migliaia di euro) per finanziare i media marcozziani li tirano fuori i cittadini con le pubblicità delle società partecipate comunali e, negli anni passati, con le comunicazioni istituzionali del comune (vedi articoli su GiuliaViva 10/2013
2) Il tutto finisce con l’ alimentare il potere politico-mediatico da parte dei due condomini del palazzo di Piazza Roma: uno col ruolo di sindaco, l’altro col ruolo di giornalista.
3) I contenuti della conferenza stampa del sindaco sono tutti confutabili, basterebbe un confronto davanti ai cittadini fra il sottoscritto ed il sindaco Mastromauro. Mi sono dichiarato più volte disponibile, su argomenti diversi, a farlo dai microfoni di Radio G. Non se ne è mai svolto uno, nemmeno quando ci furono i confronti tra i candidati sindaci nel 2009. Mastromauro ama parlare in solitudine, non ama il contraddittorio. E Marcozzi sembra felice di assecondarlo.
4) Infine, chi ascolta Radio G avrà notato: la massiccia e continua presenza da parte del sindaco, dei suoi assessori e dei suoi comunicati stampa; la scomparsa, nel tempo, di qualsiasi resoconto (che in passato era sempre stato fatto anche con stralci degli interventi) nel notiziario  all’indomani del consiglio comunale; le mancate o disturbate trasmissioni di consigli cruciali; lo slittamento delle registrazioni dei consigli comunali nei giorni seguenti dal mattino al primo pomeriggio ed ora a tarda sera; la scomparsa degli argomenti scomodi per l’amministrazione. Chissà perché?
A Mastromauro, poi, andrebbero precisate per il momento due cose:
1. E’ inutile che scantoni dal merito delle questioni che noi poniamo rifugiandosi nell’evidenziare che sono impegnato in politica da tempo. Quale sarebbe la colpa? Credo che a contare siano la qualità dell’impegno (a qualsiasi età e con qualsiasi ruolo, di governo o di opposizione) e da chi si è sostenuti. A proposito del primo aspetto parlano i fatti. Quanto al secondo, lui che si picca di essere il nuovo dovrebbe ricordare che i suoi primi sostenitori sono l’ex senatore Franchi e gli altri esponenti dell’inamovibile  nomenklatura di Via Thaon de Revel, da cui il sottoscritto prese le distanze ben 15 anni fa perché le strade del vero rinnovamento non passavano più da quelle parti  - e purtroppo, nel tempo, la città lo ha constatato a proprie spese. Dovrebbe inoltre ricordare che, nel segno del vecchio trasformismo, governa da tempo con il sostegno dell’ex sindaco e dell’ex vicesindaco del centro-destra.
2. Nella conferenza stampa ha affermato che Il Cittadino Governante sul caso ex Migliori Longari ha alzato solo polveroni giacchè è stato tutto archiviato. Ecco un clamoroso esempio di uso di notizie non vere: ci sono stati rinvii a giudizio e  il processo penale è in corso. Quello che abbiamo sempre sostenuto a proposito del grave abuso edilizio autorizzato dal Comune accanto alla strada delle Fontanelle pare quindi fondato.

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