Martedì, Febbraio 20, 2018

 

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FAIDomenica 15 ottobre a Giulianova Con il patrocinio del Comune e del Polo Museale Civico di Giulianova, la Delegazione FAI di Teramo, grazie alla disponibilità dei proprietari, apre ai propri iscritti e al pubblico tre straordinarie residenze giuliesi.

 

Sorge nella omonima via a ridosso del litorale; fu residenza estiva dell'illustre chirurgo Antonio Gasbarrini (1882-1963) e luogo di ritrovo di intellettuali, poeti, scrittori, che la resero fulcro della vita culturale cittadina. L'edificio è una delle splendide espressioni del Liberty, architettura raffinata e spensieratamente decorativa. La vista è subito catturata dalla splendida bicromia fra il mattone scuro di fondo ed il candore dei partiti architettonici: aperture e loggiati di varia tipologia decorati da paraste, colonnine, capitelli, mensole e da raffinati ornamenti a stucco. Notevole inoltre il loggiato quadrangolare, coperto da terrazzo con parapetto a balaustri, che si affaccia sul giardino. Proprio nel parco della villa è possibile inoltre ammirare la splendida Cappella costruita su progetto del prestigioso architetto Silvio Gambini negli anni trenta del '900, opera della maturità che riflette l'adesione dell'artista al déco italiano.

Sita sul lungomare Zara, è da sempre residenza della famiglia della quale prende il nome. Venne edificata agli inizi del ‘900, gli anni in cui vi fu il vero e proprio decollo turistico-balneare di Giulianova ed anche la zona del litorale venne interessata, così come accadde al centro storico, da quella ondata di rinnovamento edilizio che trovò nel Liberty la sua piena espressione. L’edificio rivela una maggiore sobrietà rispetto agli altri della medesima corrente stilistica, una parziale mitigazione di quella vena profusamente decorativa che troverà il suo apice nel grandioso Kursaal. Ritroviamo la caratteristica bicromia tra colore scuro delle fasce murarie e tono più chiaro dei partiti architettonici; le aperture mantengono tuttavia dimensioni e forme costanti, ogni ornamento è caratterizzato dall’uso della linea retta, decisamente preferita alla curva, e mancano inoltre gli orpelli decorativi a stucco di carattere floreale presenti nelle altre residenze.

Deve il suo nome originario all'abitato di Villa Volpe, nel quale è sita. La residenza, di vidente rilevanza artistica, è narratrice di una storia che si lega indissolubilmente alle più importanti casate locali, nonché alle vicende storiche nazionali. Le iniziali del fondatore, Dino Volpi, campeggiano sulla lunetta del portone principale della dimora, edificata a fine '800. Nel 1935 venne acquistata dal signor Beniamino De Nigris -Urbani; durante il secondo conflitto mondiale la famiglia abbandonò la tenuta e la villa divenne asilo di sfollati in fuga dai bombardamenti. Tornò poi ad essere dimora dei legittimi titolari per essere infine acquistata, nel 1999, dalla famiglia Arfè. L'edificio è dunque oggi lo splendido frutto di questa serie di stratificazioni socio-culturali; la facciata più nobile, posta a sud, presenta un notevole portico a piano terra, leggermente rialzato, sormontato da un terrazzo dal quale è possibile ammirare un incantevole scorcio paesaggistico.

Quest’ultima villa, villa Arfé , sarà visitabile solo dagli iscritti FAI esibendo la tessera ai volontari che vi accoglieranno all’ingresso.

Le ville saranno aperte al pubblico dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

L’accesso alle ville sarà libero, ma a tutti i visitatori sarà chiesto un contributo libero da 2 € a 5 € pubblico .Questa raccolta fondi contribuirà a mantenere e ad ampliare il patrimonio di monumenti che ogni anno il FAI apre e recupera al pubblico.

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