Lunedì, Febbraio 19, 2018

 

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IA 33 01Il 23 dicembre il sottoscritto compie gli anni. Lo scorso anno i nati nel periodo natalizio dovevano fare i conti solo con la crisi economica e con un manipolo di tecnici che prometteva tasse e riduzione di stipendi e pensioni; quest’anno, pur continuando a ricevere le fortune di cui sopra, subiranno anche la beffa: oltre a non ricevere regali per mancanza di soldi, molto probabilmente non riusciranno a spegnere neppure le candeline. Eh già, perché il 21 dicembre 2012 il mondo finirà di girare. I Maya, popolo col pallino dei calendari, millenni fa finirono le loro scorte di carta e, lasciando incompiuto il loro ultimo calendario alla data 21.12.2012, passarono al più sano hobby delle farfalle (e non riuscirono a prevedere neanche la loro, di estinzione).
Ora, detto questo, tutti i più illustri personaggi nel campo della scienza, astrologia e fisica si sono avvicinati a tale teoria. Partiamo dall’esperto: Roberto Giacobbo, colui che ha organizzato le Crociate, colui che al dito non porta la Fede ma l’Unico Anello e che in vacanza va all’Area 51. Ogni puntata di Voyager ha come argomento principale gli alieni e la fine del mondo; d’altronde per partecipare come ospite d’onore alle sue trasmissioni basta dire di essere venuti dal futuro e conoscere tutti i film di Terminator. A lui non serve altro. Continuiamo con Roland Emmerich; il professore nel suo ultimo kolossal dal titolo brillante e fantasioso, 2012, ci spiega i fattori determinanti che causeranno forti devastazioni come l’innalzamento della crosta terrestre con successive crepe e deformazioni, crateri che erutteranno spargendo lava ovunque, tsunami altissimi che arriveranno fino alla vetta dell’Himalaya distruggendo l’unica casetta di un povero monaco tibetano; ma altri registi hanno continuato gli studi grazie a Lars von Trier con Melancholia e Lorene Scafaria con Cercasi amore per la fine del mondo.
Come se questo non bastasse Enzo Braschi, che dopo Drive In è diventato un astrofisico di fama mondiale, ha scritto un libro nel quale dichiara che fra qualche giorno alcune creature incorporee faranno la loro apparizione sulla Terra.
E se lo dice anche Braschi è indubbio che la profezia sia veritiera! Cosa rimane, allora, a noi poveri nati nel periodo natalizio? Privati dei regali e delle candeline non ci resta che smontare queste “fondate” tesi alla scoperta di qualche falla di sistema, oppure… cominciare a parcheggiare la macchina in strada e preparare in garage il bunker sotterraneo che ospiterà tutti gli invitati, festeggiare il compleanno il 20 dicembre visto che la mattina del 21 saremo troppo impegnati a trovare le chiavi del garage e convincere un alieno che Roberto Giacobbo non è umano (basterebbero pochi secondi).
In caso dovessimo risentirci: Buon Natale.

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