Giovedì, Agosto 17, 2017

 

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Clamoroso al Fadini

ATS 27 02Se qualcuno, qualche anno fa, ci avesse detto che il Giulianova avrebbe perso in casa con il Capistrello, avremmo sicuramente chiesto di quale sport si stava parlando, perché, non ce ne vogliano i cari amici marsicani, sinceramente non eravamo pronti a sentire che il Giulianova Calcio sarebbe uscito sconfitto dal Fadini ad opera della squadra aquilana. Abbiamo più volte lodato l’ operato della nuova società e con gli ultimi acquisti possiamo lasciare fuori gli alibi legati alla rosa messa a disposizione di mister Pagliaccetti. Dove ricercare allora cosa non va? Forse non è utile trovare uno o più colpevoli, perché non è così che si aiuta la squadra nell’ impresa di vincere il campionato. L’ analisi però va fatta, quella sì per capire se e dove si può porre rimedio, altrimenti si rischia di demotivare sia i giocatori che il pubblico, tornato numeroso e che ha sostenuto per tutta la gara i giallorossi in campo. Sarebbe un vero peccato. Nelle 3 partite finora disputate, le avversarie hanno adottato la tattica più semplice, difendere in 11 e cercare il contropiede come unica arma offensiva. E sarà così anche per le prossime partite, quindi il Giulianova ha bisogno di chi fa la differenza in campo nel manovrare palla e cercare di aggirare la difesa avversaria. Questo è uno dei punti più critici al momento, cioè quei giocatori che devono fare la differenza in questa categoria ed invece ad oggi non l’ hanno fatta. Altro nodo fondamentale è la scelta degli under che se non hanno valide alternative, determinano scelte obbligate anche quando non sono a posto fisicamente, tanto che alla fine (vedi i gol con il Capistrello) possono risultare determinanti. Dopo 3 partite nulla è deciso, ma i tifosi l’ hanno ben capito e l’ hanno più volte ricordato direttamente ai calciatori a fine gara, che se non si mette il cuore in campo, non è sufficiente chiamarsi Giulianova per vincere le partite.

Un sogno realizzato

ATS 27 01Dove iniziare?
Scontato dire che le Paralimpiadi per qualsiasi sportivo e qualsiasi sport, rappresentano il palcoscenico più ambito nella carriera agonistica. Mi piacerebbe però iniziare dal raccontarvi tutto quello che agli occhi di tutti è meno scontato: il sacrificio. Sì perché per arrivare a partecipare a una manifestazione così importante ogni atleta deve sacrificarsi per moltissimi anni. La mia storia legata a questo sogno nasce sin da quando ero bambino, mio padre mi portò a vedere Barcellona 92 se non sbaglio. I ricordi di quelle immagini, sono rimaste  impresse nella mia mente. Nel 2005 entro a far parte della nazionale italiana di basket in carrozzina, vincendo 2 titoli europei e diversi piazzamenti nei campionati mondiali. Non era abbastanza! Il mio obiettivo erano le Paralimpiadi. Pechino è stato un miraggio, così il duro lavoro in palestra mi ha accompagnato fino all’anno scorso: europei di Nazareth; competizione che aveva un sapore particolare, in ballo c’era la qualificazione per Londra 2012, ottenuta meritatamente anche se con molta difficoltà. Tutto ormai era scritto, o quasi. Si perché la nazionale si era qualificata ma adesso bisognava lottare per guadagnarsi il posto. Tutto molto difficile, le preoccupazioni, l’ansia di non essere chiamati e come se non bastasse alle visite mediche prima di partire mi hanno diagnosticato una malformazione cardiaca: aorta bicuspide, per fortuna con minimo reflusso. E allora via, si parte.
Un altro sogno ha inizio. Tutto fantastico, dal villaggio alla cerimonia d’apertura, vestiti belli come non mai, e poi giocare dinanzi a ventimila spettatori in ogni gara non ha eguali. Sicuramente mi sarei aspettato molto di più, ma si sa nella vita come nello sport non sempre le cose vanno come te le aspetti.
Una cosa è certa le Paralimpiadi rappresentano l’unica competizione dove qualsiasi risultato è positivo. Raggiungere un livello così alto, che sicuramente rappresenta il massimo, è un traguardo che auguro a tutti gli sportivi.

Il calcio è rinato

ATS 26 02La paura di non avere più una squadra di calcio a Giulianova è durata ben poco, certo il campionato di Eccellenza è tecnicamente meno spettacolare delle serie superiori, ma il vero spettacolo lo ha offerto il Fadini alla prima di campionato. Erano anni che non si assisteva ad una partecipazione così numerosa ed appassionata verso i colori giallorossi.
Il preambolo c’era stato durante la presentazione della squadra al Kursaal, in cui sia la nuova società che i calciatori sono stati applauditi da un buon numero di tifosi. La squadra è composta da molti giovani, sia per le regole che prevedono gli “under” in campo, sia perché uno degli aspetti più a cuore al nuovo sodalizio è quello di far crescere i giovani, soprattutto quelli provenienti dal settore giovanile. L’obiettivo è chiaro, ribadito da tutti coloro sono intervenuti: il Giulianova vuol vincere il campionato di Eccellenza, ma per questo il fattore campo è fondamentale. Così contro il San Salvo l’incitamento dei supporter giuliesi è stato inarrestabile e la squadra ha ripagato con il bel gioco ed una prova convincente (soprattutto durante il primo tempo). L’avversario ha fatto capire fin dai primi minuti che sarà molto importante il fattore fisico ed atletico; così nella ripresa, l’ancora non ottimale tenuta fisica di alcuni in evidente ritardo di forma, ha lasciato qualche spiraglio agli avversari, di certo tecnicamente inferiori alla compagine giallorosa. Sarà sicuramente ancora più dura nelle trasferte in cui si troveranno squadre che non crederanno ai propri occhi quando vedranno la maglia giallorosa del Giulianova calcio, e faranno di tutto per mettersi in mostra anche solo per l’orgoglio di poter strappare un risultato positivo contro quella che è ritenuta la “big” del girone. Un passo alla volta; umiltà e tanto lavoro sono le ricette per passare le “forche caudine” di questa categoria. Si è ripartiti, ci sembra, con il piede giusto, ora tocca a tutte le componenti (amministrazione, tifosi, imprenditori, informazione) fare la propria parte, così come richiesto dal neo presidente De Adducis.
Il cammino è ancora lungo e tortuoso ma per il momento va bene così.

Tressette al Centro

ATS 26 01In questa fine estate, sollecitato dal mio amico Gheri, ho frequentato il Centro Sportivo di via Ippodromo per trascorrere delle ore in compagnia in un ambiente piacevole, arieggiato e ombreggiato, cosa che in questo lungo periodo di alta temperatura non dispiace. Seduti sulla tribunetta, abbiamo assistito a incontri tra appassionati tennisti che, noncuranti della loro età, rincorrevano palle corte e pallonetti, tra sforzi intensi e grande entusiasmo quando il gesto atletico e tecnico era coronato da successo. Una partita di tennis fatta tra amici richiede un minimo di concentrazione perché ognuno possa trarre piacere dal bel colpo messo a segno, senza nervosismi e dispiaceri esagerati per una pratica sportiva di puro divertimento.
Una bella sorpresa, per me, è stata aver scoperto che un gruppo di “ex”, o meglio, aspiranti “ex” tennisti (Werter Del Grosso, Andrea Beccaceci, Giovanni Pizzuti, Lanfranco Africani, Leo Giannattasio, Giuliano Baldini) insieme con ex calciatori (Pasqualino Rossi, Francesco Di Filippo, Armando Falini, Antonio Tarquini) e amanti di altre discipline sportive (Giovanni Morbiducci, Luigi Adornetto, Tommaso Galassi, Dino Cirilli), fissa quotidianamente nelle ore pomeridiane, sotto l’ombra di grandi pini, un appuntamento per realizzare un esercizio di alto valore sociale e mentale: “Tressette a sfottere”. I tavoli, le sedie e le carte sono messi a disposizione da Luciano Cellini, titolare della pizzeria “Centro sportivo”. Tra “buon gioco”, in “liscio” e “busso”, “piombo”, “la meglio”, “volo”, segni convenzionali e non, la coppia che perde lascia il posto a un’altra che si forma casualmente all’istante. Sono stato coinvolto in questa querelle e, come spesso accade, il nuovo entrato è vincente. Tutti i partecipanti alla fine della serata, dopo rimproveri, richiami e sfottò, fanno le lodi alla coppia che ha vinto più partite e ci si riconvoca per l’indomani. Per tutti il motto è “Ridere!”, perché una bella risata allunga la vita al pari di una sana attività fisica.

Calcio: si riparte dall’eccellenza

ATS 25 01La presentazione della nuova squadra di calcio della nostra città avverrà nei prossimi giorni presumibilmente al Kursaal; attualmente l’elenco dei calciatori sotto contratto, per “Città di Giulianova 1924”, è formato dai portieri: Di Giovannantonio (94), Franchi(76); difensori: Stacchiottti (86), Palandrani (93), Testoni (90), Ferrari (94), Marotta (81), De Maria (90); centrocampisti: Di Camillo (84), Francia (84), Angelozzi (95), Iachini (90), Di Pancrazio (95), Colacioppo (84), Di Giacinto (95), Puca (92), Ettorre (94); attaccanti: Olivieri (87), Torbidone (92), Addazii (93), Campanella (89). Altri si aggregheranno per completare quella che già è una buona rosa per iniziare un campionato nuovo per i tifosi giallorossi.
L’Eccellenza prevede più che tatticismi esasperati, molto agonismo e soprattutto la differenza la fa lo spirito con cui si scende in campo. Per questo la dirigenza punta molto sul fattore “motivazione”, legandolo a calciatori che sono provenienti dal settore giovanile giuliese e ad alcuni calciatori di esperienza che hanno giocato con squadre della provincia nei campionati dilettantistici.
Chiaramente il nome Giulianova porterà le squadre avversarie ad affrontare le partite come se stessero giocando contro una “grande” del panorama calcistico, quindi non sarà facile partire con la “necessità” di vincere il campionato e magari dover sudare fino all’ultima giornata per passare dall’Inferno di questa categoria, verso campionati più consoni alle tradizioni della nostra città. Domenica 26 agosto la prima partita ufficiale al Fadini contro la Santegidiese per la prima giornata di Coppa Italia; la seconda sarà in trasferta ad Alba Adriatica.
Intanto il pubblico potrà tornare al glorioso stadio, dopo il vergognoso esilio della scorsa stagione. Già molti tifosi hanno affollato le prime amichevoli che hanno dato modo a mister Pagliaccetti di capire come poter migliorare una già discreta manovra di gioco. Giorgini è attento osservatore nella nuova veste di supervisore per cercare di fornire le giuste pedine da mettere in campo.
È partita la campagna abbonamenti con un buon risultato nei primi giorni di sottoscrizioni ma la dirigenza si aspetta ancora molto dalla piazza giallorossa, soprattutto dalla nuova formula del “sostenitore” il quale, versando 100 euro, potrà essere protagonista delle scelte societarie attraverso la partecipazione ad incontri con i tecnici della squadra; quello che finora era considerato solo un consiglio del tifoso, potrà diventare un “voto” in un ipotetico Consiglio di Amministrazione “allargato”. Aspetto nuovo e propositivo che rende concreto il motto della campagna abbonamenti intitolata “Noi siamo le nostre bandiere”.
In città oltre ai favori di larga parte dei tifosi, c’è anche chi critica la nuova società, taluni per il nome (ma ci sembra poco significativo, poiché tra qualche tempo potrebbe essere cambiato), altri perché ritengono che poteva essere fatto di più per salvare la Seconda Divisione.
La cosa che più conta, a nostro parere, è avere lo sport di maggiore aggregazione ancora presente in città, solo un po’ di pazienza e soprattutto tanto calore, restituirà al Giulianova il posto che merita.

Tre miglia per passione e solidarietà

ATS 24 02Nella giornata del 7 luglio si è tenuto il 5° Trofeo di nuoto “Città di Pineto”, che ha visto 50 iscritti cimentarsi nella traversata del tratto di mare che separa la piattaforma “Fratello Cluster” dallo stabilimento balneare “Donna Italia”.
Si tratta di una manifestazione non competitiva, organizzata dagli “Spatangus”, un gruppo di motivatissimi e simpatici ragazzi, che dedicano da anni il loro operato a scopo benefico.
Nella fattispecie, il ricavato delle iscrizioni è stato devoluto ad “Abilbyte”, un’ associazione di volontariato ONLUS, che mette a disposizione soluzioni tecnologiche per tutte quelle persone che hanno difficoltà motorie o di comunicazione, e che consentono di compensare, superare e ridurre le difficoltà di accesso al personal computer e di svolgere tutta una serie di attività della vita quotidiana.
Nel corso del briefing tenutosi prima della gara ne abbiamo avuto prova, e possiamo garantire che si è trattato di un momento di grande emozione, che ci ha fatto davvero riflettere.
Per la cronaca, anch’ io ho partecipato, coprendo gli otto km circa in poco più di due ore e mezza (e almeno 7-800 metri in più, visto che stavo “scarrocciando” verso Silvi).
E’ stata, non solo per me, un’esperienza veramente unica. L’augurio che faccio è che iniziative come questa possano essere sempre più partecipate e valorizzate.

Giulianova 1924

ATS 24 01Quando si dice che a Giulianova il calcio non finirà mai è perché incontrando i nostri concittadini, partendo da qualsiasi discorso, prima o poi si approda al tema del calcio e non sempre per parlare della serie A, anzi l’attenzione è molto forte su come la nuova società Città di Giulianova 1924 si sta muovendo per far ripartire, dal campionato di Eccellenza, la storia bruscamente interrotta con la precedente Giulianova Calcio. Innanzitutto l’assetto tecnico prevede figure del calcio storico guliese: Giorgini, Pagliaccetti, Tortorici, Tuccella sono ex-calciatori che hanno vissuto le imprese storiche, le vittorie che hanno portato il Giulianova alle promozioni in serie C, traguardo che al momento è lontano, ma che una programmazione seria può porsi come obiettivo per i prossimi anni. Per questo la società non ha ancora ruoli ben definiti, poiché le “investiture” devono avere carattere strategico, quindi si aspetta la chiusura del pacchetto societario, aperto a tutti coloro che vogliono avvicinarsi in modo serio, per passare ai cosiddetti incarichi ufficiali.
Condivisione della scelta anche per il logo fatta con la tifoseria, che ha capito e raccolto l’invito del nuovo sodalizio, ha dapprima organizzato una riunione molto partecipata e poi segue con presenza assidua e calorosa (con cori ed incitamenti) gli allenamenti che si svolgono in parte al Campo scuola Zona Orti ed in parte al Fadini.
Le prossime tappe sono l’apertura della campagna abbonamenti, con sottoscrizioni a quote popolari (curva a 60 € interi, prezzo simbolico di 1 € per i ridotti fino ai 18 anni, tribuna a 130 €) e presentazione della squadra che presumibilmente si terrà al Kursaal, come ai vecchi tempi. Ed è questo modo di fare che sta facendo salire l’entusiasmo, rivedere la squadra che corre per le strade cittadine per gli allenamenti e tanti giuliesi in campo, provenienti dal settore giovanile, sono gli ingredienti per farci tornare a gridare: FORZA GIGLIE!

Le Olimpiadi

ATS 23 01Fin dai tempi dell’uomo primitivo, la prestanza fisica, la capacità di correre, saltare, arrampicarsi, resistere alla fatica, l’agilità e la destrezza, hanno avuto un ruolo fondamentale volto non solo alla sopravvivenza, ma anche alla esecuzione dei riti propiziatori, tribali, religiosi, segnando così l’esperienza educativa e le tappe dell’esistenza delle società che via via si sono succedute.
Quando l’uomo abbandona il nomadismo per le comunità stabili, tutte le pratiche di origine empirica e individualistica, acquistano carattere metodico e di gruppo con l’intento di formare i giovani sotto l’aspetto sociale e fisico. In tutte le antiche civiltà la cura del corpo attraverso il movimento e la musica diventano le discipline più importanti per la formazione integrale (corpo e mente) dell’uomo. Fu nell’isola di Creta che si sviluppò, nel terzo millennio, una civiltà tra le più splendide dell’umanità e diede impulso a competizioni ludico-sportivo. Concorsi artistici e musicali, giochi ginnici, gare atletiche (corse, salti, lanci) si disputavano frequentemente e ben presto tale passione si estese in tutta la Grecia che, tramite i suoi filosofi, nel tentativo di dare una spiegazione che mettesse in correlazione l’attività psichica con quella fisica, cominciò a formulare l’idea della separazione fra corpo e anima. Fra tutte le competizioni panelleniche, quelle che si svolgevano nella città sacra di Olimpia per onorare il dio Zeus, erano le più rappresentative.
Si ripetevano ogni quattro anni e avevano inizio dalla seconda metà di luglio alla prima di agosto; un mese prima iniziava la tregua sacra per consentire agli atleti di prepararsi. In questo modo si riducevano i conflitti e si produceva più coesione sociale. I vincitori delle gare erano premiati con una corona di olivo sacro. L’onore di accendere il fuoco del sacrificio a Zeus spettava a chi per primo raggiungeva l’ara sacra con la fiaccola accesa, poi gli atleti prestavano giuramento di lealtà. A questi giochi convenivano anche i più illustri personaggi della letteratura, dell’arte e del pensiero per celebrare la gloria degli atleti che in quell’occasione rappresentavano la forza morale e fisica della comunità di appartenenza.
Fu così che nel 776 a. C. nacquero le Olimpiadi che si tennero senza interruzioni fino al 392 d. C., anno in cui l’imperatore d’oriente, Teodosio il Grande, con l’Editto di Costantinopoli ne decretò la fine. Nell’era moderna (1896), il barone Pierre De Coubertin propose l’organizzazione di giochi simili a quelli dell’antica Grecia facendo coniare il famoso motto “Importante è partecipare, non vincere”. Fu Atene a ospitare la prima nuova Olimpiade, ma il C. I. O. impose che la manifestazione, di volta in volta, fosse organizzata in una nazione diversa. Quest’anno la XXXa Olimpiade si terrà a Londra, nel Regno Unito, dal 27 luglio al 12 agosto.
C’è da dire che da quando gli atleti hanno abbandonato l’ideale di bellezza, forza fisica, integrità morale e scendono nello stadio per dare spettacolo e farsi applaudire, le Olimpiadi hanno perso il loro carattere “sacro”. Un tempo tutti gli sport erano praticati per il proprio divertimento; nel tempo sono stati organizzati in maniera più formale, in squadre e campionati, e lo sport è diventato un’industria da svariati miliardi di euro impegnata a vendere ogni genere di prodotti e “asservita” alla necessità dell’industria televisiva. L’uso di doping, la corruzione, lo scandalo delle mazzette, guadagni astronomici non sono un’assoluta novità o una prerogativa del mondo dello sport ma sono piuttosto frutto di una crisi degli antichi sistemi valoriali legati alla famiglia, alla tradizione, alla religione e all’etica personale. Questo quadro di decadenza, però è il preludio al rinnovamento, le cose vecchie e nuove combinate insieme ci porteranno dentro una nuova società molto tecnologica imperniata sui fondamentali di base che sono: tempo, spazio e conoscenza; ciò necessiterà nuovi modelli sociali e un adeguato sistema di valori.
Spero che questa rivoluzione serva a distribuire meglio il benessere su tutto il pianeta.

Ci sarà ancora calcio a Giulianova?

ATS 22 01Siamo stati facili profeti, purtroppo, quando alcuni numeri fa, abbiamo intitolato l’articolo “Fine del calcio professionistico a Giulianova”.
Alla scadenza del 30 Giugno, l’attuale proprietà del Giulianova Calcio srl non ha presentato la documentazione necessaria all’iscrizione al prossimo campionato di Seconda Divisione, Lega Pro. La mancanza di copertura economica e l’inagibilità del Rubens Fadini per un campionato professionistico, hanno determinato tale rinuncia. Se volessimo fare l’elenco delle componenti che hanno portato a questa fine, dovremmo coinvolgere un po’ tutti gli attori che di recente si sono affacciati al mondo del calcio giuliese. Ovviamente non è neanche giusto pensare che la colpa sia di tutti in egual maniera, perché c’è chi con il proprio agire ha significativamente spinto il Giulianova Calcio in un baratro da cui non è più uscito.
Abbiamo anche più volte sottolineato atteggiamenti che in condizioni “normali” non sarebbero stati tollerati. In prospettiva, però, sono nate nuove possibilità per continuare ad avere una squadra cittadina. In effetti la Giulianova Calcio srl non è ancora fallita, quindi teoricamente potrebbe ancora iscriversi ad un campionato nelle serie minori, ma l’impossibilità a
trattare con l’attuale proprietà, ha spinto alcuni gruppi di imprenditori e professionisti a tentare altre strade. Così è nata
“Città di Giulianova 1924”, composta da Berardo D’Antonio (in qualità di Presidente), Francesco Giorgini (Direttore Tecnico), supportati da Alfredo Gerardini, Vincenzo De Adducis ed altri, che hanno come primo obiettivo quello di rifondare il Giulianova dalle proprie radici, cioè dal settore giovanile, e creare quella sinergia con la tifoseria, vera ed unica strada per i successi sportivi.  Altre cordate si erano avvicinate per tentare di salvare il Giulianova Calcio, ma tutte hanno
rinunciato. Una che sembrava voler avvicinare quella guidata da D’Antonio, aveva come principale referente l’ex calciatore Sandro Federico, che durante la trattativa è diventato DS della Carrarese, così non se n’è fatto più nulla.
Attualmente “Città di Giulianova 1924” ha il titolo per partecipare al campionato di Eccellenza (acquisito dal Cologna paese), ma ci sono possibilità per una partecipazione al campionato CND, ovviamente solo se il costo rientra nel budget disponibile. Buon senso vuole che Giulianova abbia un’unica squadra su cui   convogliare le risorse umane ed economiche per poter competere ad un livello degno del passato, di cui, la Giulianova calcistica, ha bacheche piene di titoli e riconoscimenti a livello nazionale.  Rimane aperto il problema delle strutture.
L’amministrazione  comunale deve fare la sua parte: l’adeguamento del Fadini alle norme di Legge, l’ammodernamento del Castrum e del campo di atletica e soprattutto ripensare il progetto con l’Arpa per un nuovo campo di calcio (nella zona di Colleranesco), completo di tutte le strutture indispensabili per una seria ed efficace fruizione di atleti e sportivi.

Torneo di Basket Marevivo

ATS 21 02Il 5° Torneo di basket giovanile “Marevivo”, memorial Fabrizio Simoncini, si è svolto in questo caldo giugno giuliese. Tre campi di gara, 18 squadre partecipanti, 61 partite in 6 giorni (senza tregua, soprattutto per gli ottimi organizzatori). Numeri che impressionano, anche da un punto di vista turistico: oltre 230 ragazzi nati negli anni 99-2001, 13 giovani arbitri, numerosi accompagnatori e genitori. Presenze negli hotels di quasi 500 persone. Tutt’altro che disprezzabile, come traino promozionale della nostra città.
Il torneo lo ha vinto Monteroni (LE), dopo l’ormai classica finale con Roseto. Ma in queste occasioni non è tanto l’aspetto agonistico, pur importante, che deve prevalere, quanto quello educativo, in ragazzi di 11-13 anni. Un torneo estivo permette ai ragazzi di conoscersi, e di giocare.
Chi scrive ha potuto constatare come la tanto discussa cultura sportiva, in Italia, anche nel basket è ancora parecchio da costruire. Qualche allenatore poco educatore, genitori (solo ignoranti?) che insultano arbitri di 14 anni. Quando ciò accade, lo scenario diventa abbastanza triste.
Per fortuna accadono cose che inducono all’ottimismo. Tra le squadre di Monopoli (BA) e Osimo (AN) si è creato un clima di grande amicizia. In una finale, l’ultimo giorno, si sono trovate di fronte. L’hanno giocata mescolandosi tra loro (Monosimo contro Onopoli), con gli allenatori ad arbitrare e gli arbitri ad allenare. Con grande semplicità, un insegnamento per tutti.
Un’ultima considerazione. Tanti ragazzi giuliesi vorrebbero praticare questo splendido sport all’aperto, e grazie al nostro clima ciò si può fare almeno 10 mesi l’anno. E’ troppo chiedere all’Amministrazione Comunale un paio di piattaforme con 4 canestri, com’era una volta?

Le “TRAVERSATE” di Gabriellino

ATS 21 01Fioravante Palestini, più conosciuto come Gabriellino, è stato mio compagno di classe alle elementari. Alunni della maestra Leone. In quegli anni avevamo la stessa struttura fisica ma da grande (forse grazie anche alla particolare alimentazione) è diventato l’uomo ”PLASMON” che oggi conosciamo. Ovviamente per costruire quella gran massa muscolare, così potente, ha dovuto sostenere allenamenti molto impegnativi che richiedono tanta volontà e tanta costanza; si riesce ad ottenere simili risultati solo se si ha un gran carattere e lui ha dimostrato di averne. La sua vita è stata una continua “TRAVERSATA”.
Lo scorso anno sono stato testimone dell’enorme sforzo profuso per superare tutte le difficoltà che via via si presentavano durante la traversata con il pattino, tra le due sponde dell’Adriatico, da Sebenico (Croazia) a Giulianova. Gabriellino, nel corso dell’anno, aveva programmato tutto: allenamenti personalizzati per sè e per il suo compagno di avventura, il giudice Gianfranco Iadecola (nostro coetaneo), che per la prima volta si avvicinava a questo tipo di attività sportiva, mostrando anche lui di avere grandi capacità, sia fisiche che psichiche; alternanza ogni due ore ai remi; alimentazione ogni quattro ore; modo di riposo; monitoraggio del tempo per battere il record dell’ anno precedente; sponsor per l’ abbigliamento sportivo; attivazione mass-mediatica; barca di appoggio con relativo equipaggio comandato dal capitano Raffaele Ariozzi, dal notaio Antonio Albini, controllore della regolarità della performance, e dall’accompagnatore ufficiale, l’architetto Luciano Secone; partenza da Sebenico il giorno successivo all’approdo con la barca ed arrivo a Giulianova in serata. Purtroppo, preso da tanto impegno, Gabriellino dimenticò di portare con sé il documento di riconoscimento. Fummo pertanto costretti a modificare il programma, sollecitati anche dalle previsioni di peggioramento delle condizioni metereologiche. Decidemmo di calare a mare il pattino con sopra Gabriellino nei pressi dell’isolotto “Il faro Lucetta”, distante circa tre miglia da Sebenico, per poi raggiungere il porto, sbrigare gli obblighi di dogana e fare rifornimento di carburante. Ripartimmo subito per raggiungere “Il faro”, dove ci aspettava Gabriellino, iniziando ufficialmente la traversata. Trenta ore di remate per arrivare al porto di Giulianova senza mai scendere; alimentazione, riposo e quant’altro era fatto sul pattino. Noi che seguivamo con la barca ci interrogavamo sulla capacità di tenuta dei due sessantacinquenni:
vinsero loro. Se non fossi stato testimone oculare, sicuramente avrei mostrato dubbi e perplessità nell’ascoltare le ardite gesta.
Quest’anno Gabriellino si appresta a ripetere l’impresa avendo come partner una campionessa veneziana, Giulia Ambrosi, che però è esperta nella voga in piedi con un solo remo. La ragazza si sta esercitando con il pattino, per apprendere la tecnica. La traversata dovrebbe essere più facile, perché Giulia è protagonista di tante imprese sportive con la tipica imbarcazione veneziana. Aspetto con ansia di ripetere la bellissima esperienza e mi sento di avanzare una proposta alla nostra Amministrazione: visto il ripetersi di questa iniziativa, che ha la caratteristica di uno sport estremo, perché non cercare di arricchirla e inserirla costantemente tra le manifestazioni estive?
Sono sicuro che molti concittadini approverebbero e che l’evento potrebbe avere una risonanza più vasta.

L’Abruzzo che vince

ATS 20 01L’ultimo successo in ordine di tempo è quello del Lanciano che, inaspettatamente, è riuscito nell’impresa di vincere i playoff di prima divisione, per approdare in Serie B. In precedenza c’era stato il ritorno del Teramo tra i professionisti (prossimo anno ci dovrebbe essere il derby, condizionale che dipende tutto dalle sorti del Giulianova Calcio).
Il Pescara poi ha centrato la vittoria nel campionato cadetto tornando dopo circa venti anni in Serie A. Fin qui sembrerebbe di parlare di un’annata di grandi riuscite, ma l’analisi deve valutare anche gli ultimi anni, in cui proprio queste squadre hanno subito l’onta del fallimento delle proprie società di appartenenza.
Non per tutte c’è stato lo stesso cammino: Pescara e Lanciano hanno conservato la categoria in cui militavano, grazie ad un percorso di fallimento a campionato in corso, in cui sostanzialmente i debiti furono azzerati, con una semplice rinomina (Delfino Pescara e Virtus Lanciano) che dopo qualche anno è stata riconvertita nei precedenti titoli sportivi.
Per il Teramo, così come Chieti e L’Aquila (anche loro con un bel campionato alle spalle, avendo disputato i playoff, senza però vincerli), il fallimento ha portato a dover ricominciare da campionati inferiori ed anch’essi fregiandosi di nuovi nomi (Real Teramo, ASD Chieti, ASD L’Aquila), con percorsi diversi oggi sono “società sane” in campionati professionistici… Altre sono scomparse dal panorama professionistico e faticano anche nelle serie minori, tanto per citarne alcune: Castel Di Sangro, Avezzano, Vasto, Francavilla.
E Giulianova? Per il momento è l’unica che non ha visto fallire la propria società, ma è gravata da debiti pesanti, tanto che il 25 Giugno verrà discussa l’istanza di fallimento contestata dalla Julia Servizi (partecipata del Comune di Giulianova), per un debito di circa 100.000€, in merito a bollette non pagate.
Inoltre entro il 30 Giugno c’è il termine perentorio (cioè non prorogabile) dell’iscrizione al nuovo campionato di seconda divisione, circa 200.000€ da versare.
Chi segue il Giulianova Calcio conosce le difficoltà emerse negli ultimi anni e la sempre maggiore solitudine dell’attuale proprietà.
Così, se entro tali date, non ci sarà il miracolo di nuovi capitali che entrano in soccorso o rilevino il pacchetto societario, anche per i colori giallorossi la strada sembra segnata. Non a caso anche i lavori di messa in sicurezza del Fadini, sembrano in stand-by, poiché alcune prescrizioni valgono per i campionati professionistici, ma non per quelli dilettantistici.
Tante le voci ed i nomi che, in un gioco di tiro e molla, sembrano avvicinarsi per poi disperdersi.
Ma la storia del calcio giuliese è vissuta sempre di eccessi, di imprese che sono andate ben oltre le possibilità di una cittadina di 20.000 abitanti. Quindi siamo fiduciosi, dobbiamo esserlo per forza, per un futuro in cui si possa tornare a parlare solo di calcio, quello giocato, di gol, fuorigioco e soprattutto di talenti che nascano dal settore giovanile, vero orgoglio di coloro che con il lavoro umile, silenzioso, ma competente e passionale, hanno portato nell’Olimpo del pallone il nome del Giulianova Calcio.

“J marcord” Tornei calcistici estivi degli anni ‘50/’60/’70

ATS 19 01Erano gli anni del boom economico e i giovani di allora cercavano di dare sfogo alla loro voglia di divertirsi soprattutto attraverso la competizione sportiva. Il calcio era lo sport più praticato e i tornei estivi erano un appuntamento molto atteso. Teatro delle sfide era la pineta “Gasbarrini”. Alcuni dei protagonisti di quelle indimenticabili sfide non sono, purtroppo, più tra noi, ma richiamarli alla memoria, anche con i soprannomi, com’era solito farsi per assicurarne l’individuazione, mi provoca emozione e sono sicuro che tantissime altre persone saranno prese dallo stesso sentimento.
Molte erano le squadre che partecipavano e di ognuna di esse ricordo i calciatori più rappresentativi: La Rondinella (Nino Marà qua-quà), i Vitelloni (Totò Misticoni), Pastificio Verrigni Roseto (Italo Acconcia, ct della nazionale juniores), I Diavoli Rossi di Teramo (Piero Chiodi, padre dell’attuale governatore regionale), Fiat Costantini (Emore Gerardini e Ezio Falini), Il Riviera (Italo Aloisi- talò), Mazzola (Pietro Capoccioni e Nino Addazi) e tante altre.
Una squadra, però, primeggiava, infatti, vinse ben sei tornei; si chiamava “Micro” e i componenti che negli anni si sono alternati, sono stati: Eteocle Marà (Tetè), Antonio Palestini (ptazz), Pierino Di Marco (lu maestr), Werter Del Grosso (lu plis), Luigi Gialluca (Gigino), Enrico Iafolla (lu cucc), Gianni Montebello (tupino), Vincenzo Spinozzi (trticc), Pasquale Tormenti (turment), Guglielmo Massacesi (la ba), Antonio Costantini (veleno).
Io non sono stato testimone dei primi anni di torneo, per cui molte informazioni le ho avute da più persone e da una in particolare: Giancarlo Di Teodoro (Agrò) che a Giulianova è la memoria storica del calcio. Invece negli anni ’60 ho fatto parte della’altrettanto famosa squadra “La Steppa”. Anche qui l’elenco dei partecipanti è lungo: i fratelli Bruno e Antonio (la quercia) Crucifero, Dante (ciurcll) e Bruno (lu spippr) Costantini, Marcello Marà (slim), Gheri Di Teodoro, Ferdinando Di Lorenzo (Pascutti), Arnaldo Castorani (lu buttat), Antonio De Vincentis (Bruschin), Enzo Di Egidio (totozella) ed un teramano dotato di ottime capacità tecniche (qualità indispensabili per far parte di una squadra giuliese) Antonio Rosci. Arbitri, con divisa ufficiale erano: Rolando Cappelletti e Alfredo Gerardini, che incuteva rispetto e timore ed era paragonato al famosissimo Concetto Lo Bello. La partecipazione del pubblico era calorosa e molto sentita, al pari degli attori in campo, tanto da non far mancare sia le contestazioni sia le baruffe. Agli inizi degli anni ’70, dopo la costruzione dell’albergo Cristallo e la sistemazione della pineta così come la conosciamo oggi, il torneo si trasferì nell’area dove ora c’è la chiesa San Pietro per poi approdare sulla sabbia antistante allo stabilimento balneare “Ippocampo” dando inizio al torneo dei “Piedi scalzi”.
Questa però è un’altra storia.

Bilanci di fine anno

ATS 18 02Chiusa la stagione regolare di quasi tutti i tornei, si tracciano le linee per fare un bilancio dell’anno sportivo concluso. Per il Giulianova Calcio l’anno horribilis, sembra non chiudersi mai, poiché pende la spada di Damocle di un deferimento dovuto ad una vicenda risalente al 2011, legata alla diatriba con l’allora DS Tambone. I mancati versamenti (costati già 2 punti di penalizzazione quest’anno), potrebbero determinare altre penalizzazioni, che se imputate all’anno in corso, rischierebbero di veder vanificare gli sforzi ed i risultati ottenuti sul campo.
Certo che se i tifosi si allontanano dal calcio, le ragioni non vanno trovate in chissà quali cambiamenti generazionali, ma di sicuro gran parte delle motivazioni vanno addebitate nei confronti di presidenti, dirigenti di Lega e personaggi loschi che si aggirano nel mondo del calcio per deturparlo e renderlo secondario rispetto a traffici di soldi e decisioni da prendere a tavolino. Ma a Giulianova c’è anche un calcio nelle serie minori che si difende bene, poiché nel torneo di 1a categoria il Colleranesco ha bissato lo scorso anno, qualificandosi per i play-off. Il team del presidente Marinozzi ha chiuso il campionato al 4° posto, ha disputato la semifinale contro il Tortoreto (vincendo per 2-1), ed ora è ad un passo dalla promozione, dovendo affrontare in finale il Fontanelle. Un’altra squadra locale, il Real Giulianova, disputa il campionato di 2a categoria ed è in ballo con i playout per salvare la stagione. Anche il calcio femminile (Memy Team Giulianova) ha fatto un buon campionato, non ancora finito, attestandosi tra le prime posizioni in classifica. Sentiamo il dovere di sottolineare che, il calcio, è uno sport di socializzazione, bisognoso di risorse e strutture che la classe dirigente ha il dovere di garantire.
Il Fadini ed il Castrum vanno resi a norma nel più breve tempo possibile.

Minibasket mareVivo

ATS 18 01Il gioco della pallacanestro è nato come uno sport che permette a giovani e adulti di agire all’interno di una palestra e può essere catalogato come uno dei più completi in quanto le azioni richiedono molta intensità e prevedono corse, salti, lanci, prese e tiri di precisione. È un gioco che si apprende abbastanza facilmente perché la palla si gioca con le mani e quindi può essere ben controllata; richiede molta collaborazione in campo e, poiché ci sono continui capovolgimenti di attacco e difesa, si succedono frequenti cambi con la “panchina”; inoltre è un gioco spettacolare perché i giocatori riescono ad inventare schiacciate a canestro che mandano in visibilio il pubblico.
A livello giovanile tutti possono praticare questo tipo di sport ma per l’approdo tra i professionisti i “lunghi” sono avvantaggiati, anche se non basta essere “giganti” per essere buoni giocatori. Per rendere più accessibile il gioco ai giovanissimi, la F.I.P. ha introdotto il “minibasket” che utilizza palloni e tabelloni di dimensioni ridotte e naturalmente partite di più breve durata. A Giulianova il centro di minibasket mareVivo è attivo fin dal 1993 e svolge la propria attività per bambini in età tra i 5 e i 12 anni suddivisi per categorie (pulcini 5-7 anni), (scoiattoli 8-9 anni), (aquilotti 10-11 anni). Gli insegnanti di educazione fisica Giampiero De Ascentiis (istruttore nazionale) e Angelo Trapani (allenatore), insieme a Marianna Strippoli (formatrice per l’attività psicomotoria di base) seguono tutti i bambini con l’obiettivo primario di migliorare la collaborazione, indispensabile in un gioco di squadra, il rispetto delle regole di gioco e dell’avversario e il miglioramento delle capacità motorie. Le lezioni si svolgono presso le palestre dell’I.T.I.S. e De Amicis. Da segnalare che, dall’11 al 16 giugno presso l’ex minigolf e il palacastrum, “MareVivo”, in collaborazione con “Giulianova basket 85” organizzerà la quinta edizione del memorial “Fabrizio Simoncini” riservato alla categoria “under 13”. Non mancherà una bella e rumorosa cornice di pubblico.

Giulianova salvezza sul campo

ATS 17 02Ed ora? Questa la domanda che subito viene in mente, a tutti i tifosi giuliesi, che vorrebbero far scomparire tutti i problemi in cui il calcio giuliese è piombato. Una salvezza sul campo che in pochi ad inizio stagione avrebbero pensato possibile. Invece le grandi capacità del mister De Patre (che per noi è il vero artefice di questo risultato), insieme a qualche buona individualità in mezzo al campo (tra tutti sicuramente Morga, Carbonaro, Merletti e qualche giovane di prospettiva), ha determinato il giusto mix, per la salvezza arrivata con qualche sofferenza che poteva essere risparmiata. Di sicuro le vicissitudini societarie, l’incomprensibile cambio allenatore, non hanno aiutato, ma almeno sul campo si è conservata la categoria. In tanti già pensano al prossimo anno ed al possibile derby con il Teramo (risalito in seconda divisione dopo 4 anni tra i dilettanti), ma i dubbi più grandi nascono proprio sulla possibilità di rivedere il Giulianova, il prossimo campionato, in questa categoria e soprattutto al Fadini! Sul primo è D’Agostino che deve decidere se può continuare, meglio sarebbe se arrivasse qualcuno che abbia più solidità e magari riesca a far tornare più entusiasmo tra i tifosi. Sul secondo è il Sindaco che deve mettere in campo le risorse per rendere il Fadini a norma. E’ veramente vergognoso aver assistito alla peregrinazione in cerca di campi che potessero accogliere la partita in casa del Giulianova, di volta in volta costretto a cambiare stadio, un’umiliazione che i tifosi non meritavano, tanto che ad assistere alle ultime partite erano presenti poche decine di tifosi. Se Giulianova calcio vorrà ancora essere, speriamo che lo si faccia ripensando a come si faceva calcio qualche anno fa, magari coinvolgendo qualche personaggio di quella che è la leggendaria storia giallorossa.

La scherma a Giulianova

ATS 17 01Quando il prof. Silvano Del Grosso mi ha detto che, insieme al maestro di scherma Italo Iacone, coordina, all’interno della “Polisportiva Piergiorgio Cappelluti”, la scuola di fioretto, spada e sciabola, sono stato preso da stupore. Non sapevo che a Giulianova, fin dal lontano maggio 2010, addirittura la pluricampionessa olimpica Valentina Vezzali avesse tenuto a battesimo Associazione e allievi, adesso pronti a cimentarsi in gare nazionali. La conoscenza di ciò mi ha ricondotto alla mia fanciullezza, quando tra i tanti giochi di strada che facevamo c’era anche quello della “Spada”. Volevamo emulare i “Tre Moschettieri” e l’attrezzo lo costruivamo con i bastoni di oleandro. Non avevamo maestri e tutto si basava sulla fantasia e sulla forza. Oggi, invece, i ragazzi e le ragazze approcciano e imparano l’arte schermistica affidandosi a esperti per apprendere la giusta tecnica e le regole che la disciplinano; ed è giusto che sia così, considerando le molte medaglie Olimpiche e Mondiali che portano lustro e prestigio allo sport Italiano. Le origini della scherma risalgono a tempi remoti, tra i popoli che hanno dato grande civiltà all’umanità. Merito, quindi, a Francesco Castiglione presidente di questa Polisportiva che si prefigge sia di far conoscere e rendere accessibile a tutti i giovani una disciplina sportiva poco pubblicizzata dai mas-media, sia di allenare ragazzi e ragazze nel loro aspetto fisico, attraverso un costante lavoro che media “l’aggressività” agonistica con il rispetto delle regole nel confronto con l’avversario. L’augurio è che qualcuno degli allievi possa far parte, quanto prima, della squadra Olimpica.
L’associazione impartisce le lezioni presso la palestra della scuola media “V. Bindi” il lunedì, mercoledì e venerdì. Andate a trovarli!

Vicenda “Fadini”: le verità della Lega Calcio

Il Direttore della Lega Pro, Ghirelli, chiarisce - con questa nota - la situazione
dell’impianto sportivo del Giulianova

ATS 16 01Lo stadio Fadini di Giulianova, già nel corso della stagione precedente, era stato utilizzato in base ad un’autorizzazione provvisoria domenicale del sindaco, non essendo in possesso del parere favorevole all’agibilità rilasciato dalla competente Commissione Provinciale (o Comunale) di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo. Questa situazione si è protratta anche per la stagione in corso, fino a quando, perdurando l’assenza del Certificato Prevenzione Incendi, il Sindaco non ha più rilasciato l’autorizzazione.
E’ evidente che, in assenza sia dell’agibilità permanente, sia dell’agibilità provvisoria sindacale, un impianto non può essere utilizzato per gare in presenza di pubblico. Il Giulianova ha già disputato 4 gare in assenza di pubblico, ovvero il massimo numero di gare a porte chiuse concesse dal vigente sistema delle licenze nazionali FIGC. Le restanti gare devono essere quindi disputate in altro impianto riconosciuto a norma dalla Lega Pro. Già la gara Giulianova – Neapolis del 18-03-2012 è stata disputata a Chieti.
Relativamente agli impianti citati come “non a norma” nell’intervista al sindaco di Giulianova comparsa il 14-04 su diversi organi di stampa, la situazione è la seguente:
Gli stadi di Arzanese (Frattamaggiore), Aversa Normanna, Chieti, Gavorrano, Isola del Liri, L’Aquila, Milazzo, Neapolis Mugnano, Paganese e Vibonese (Vibo Valentia) sono in possesso di regolare agibilità rilasciata dalla competente CPV/CCV;
Lo stadio di Eboli, già in possesso dell’agibilità all’atto dell’iscrizione, per problemi strutturali intercorsi durante la stagione attualmente viene utilizzato grazie ad un’agibilità sindacale provvisoria che viene regolarmente rilasciata e trasmessa alla Lega Pro prima di ogni gara interna;
Due di questi stadi (Arzanese e Gavorrano) usufruiscono di una deroga rilasciata dalla Lega Pro in quanto hanno capienza totale inferiore ai minimi per la 2a divisione (2500 posti).
Il Sindaco sa perfettamente: 1) che lo stadio poteva essere utilizzato solo conla sua autorizzazione e che ad un certo punto non si e’ sentito piu’ di dare. Io non mi permetto di sindacare, direbbe Pirandello ‘Cosi e’ se vi pare’ 2) Gli altri stadi sono a norma. Voglio aggiungere una sola ultima annotazione, per le iscrizioni del campionato 2012-13 non ci saranno deroghe. Le societa’ lo sanno, spero che il sindaco faccia o stia facendo le delibere per mettere a norma l’impianto altrimenti il rischio dell’esclusione e’ concreto”. (Francesco Ghirelli)

Il dubbio che resta è che se nel tempo fossero stati programmati interventi di adeguamento, magari oggi non ci troveremmo in questa situazione molto complessa da risolvere. Non è ancora chiaro quali e quanti lavori siano realmente indispensabili, così tra varie prese di posizione (anche Macalli, Presidente della LegaPro ha stigmatizzato le parole del Sindaco), e comunicati, i giorni passano ed i giuliesi corrono il rischio di non vedere più una squadra giocare, al Fadini, con il nome Giulianova Calcio. (ndr)

La Scuola Bindi-Pagliaccetti ai giochi sportivi studenteschi

ATS 15 02Le rappresentative di basket, calcio e calcetto della scuola media Bindi-Pagliaccetti hanno partecipato ai giochi studenteschi, disputatisi su base provinciale. Il dirigente scolastico Sossio D’Errico ha appoggiato con entusiasmo tali manifestazioni.
L’Amm.ne Comunale ha fornito i pullmini per le trasferte. La squadra di basket ha battuto in finale la scuola media di Isola del Gran Sasso.

 

 

ATS 15 03

Le Giubbe rosse di Giulianova

ATS 15 01Da circa venti anni un gruppo di amici, amanti della natura, del paesaggio e della buona cucina, esercita un’attività sportiva con la mountain bike applicando alla lettera il significato di “sport” che vuol dire farlo per divertimento - passatempo cercando, al tempo stesso, di mantenere un’accettabile stato di forma fisica. Si chiamano “Giubbe rosse” e, invece di andare a cavallo come la famosa polizia canadese, utilizzano per le loro uscite settimanali la bicicletta. Attrezzati come veri professionisti per abbigliamento e mezzo meccanico, pedalano per l’intero Abruzzo alla ricerca di percorsi inesplorati e di primizie agro-alimentari. Gli elementi sono tanti e tutti noti in città (purtroppo non più giovani perchè è mancata una politica attenta alle nuove generazioni) e si ritrovano senza formale convocazione: Armando Marozzi, Toni Posabella, Giulio Braga, Mario Bellocchio (la iena), Diego Di Battista, gli ex calciatori: Angelo Tancredi, Marco Cosenza e Luciano Bellaspica, Giuseppe Iaconi, Paolo Brecciarola, Welton Bentivoglio, Arnaldo Di Rocco, Raffaele Falconi, Deano Cicconi, Ottavio Ferroni, Marco Santucci, Massimiliano Pompa, Nicola Cirillo, Antonello Canestri, Riccardo Mercante e tanti altri. Spesso fanno un percorso che li porta sulla strada non asfaltata che fiancheggia la mia abitazione e per segnalare la loro presenza, in segno di amicizia, chiamano ad alta voce: “Giancarloooo”, “Lidanaaaaa”. Esco per salutarli e, quasi sempre, come capofila vedo l’Armando mentre per ultimo, un po’ distaccato, forse per il piccolo tratto di salita, riconosco l’Arnaldo al quale, come forma di incoraggiamento, dico: “non disperare, verrà il giorno che gli ultimi saranno i primi”.
Da alcuni anni questo gruppo non si limita solo all’attività di mountain bike ma ha aperto anche una sezione per gli amanti di scooter e si sono aggregati, dopo aver superato un’impegnativa prova, due componenti altrettanto noti: Bruno Franchi (pggnoll) e Vitaliano Gerardini al quale è stato demandato il compito di organizzare la sezione di “forchetta veloce”. Come si può ben intuire questo secondo gruppo ha bisogno, per mantenere il peso forma, di un buon nutrizionista; mi permetto di suggerire il dott. Paolo De Cristofaro o, in alternativa, il lavoro di campagna.
La redazione sportiva di GiuliaViva saluta con simpatia i goliardici delle Giubbe rosse.

A Roberto Vernisi

ATS 14 01Ciao Roberto, sei stato un mio compagno nel gioco del calcio, nella condivisione di ideali politici e amico fraterno. Abbiamo trascorso insieme momenti indimenticabili durante le nostre comuni vite sportive, raggiungendo l’apice in quel campionato strepitoso che si concluse con la storica vittoria sul Bellaria, consentendo così alla nostra amata città di approdare nel mondo dei professionisti; la definimmo, mentre ci trasferivamo al Fadini dalla sede del ritiro pre-gara di Ascoli Piceno, la partita della nostra vita. Per me quella fu l’ultima partita ufficiale da calciatore, scelsi un percorso diverso restando comunque nel mondo del calcio, mentre tu, più giovane e talentuoso di me, continuasti sul rettangolo di gioco a macinare chilometri, a lottare, a deliziare con i tuoi affondi e con il tuo sinistro velenoso gli amanti del calcio, contribuendo così a far scrivere pagine gloriose della  storia calcistica giuliese. Giulianova non ha dimenticato e l’ha dimostrato avvolgendo te e la tua amatissima famiglia con un grandissimo abbraccio di popolo. Come ha detto Don Ennio nella sua omelia, tu sei stato un promulgatore dei valori morali e sociali dello sport, che insieme alla tua cara moglie avete saputo trasmettere, in primis, ai vostri figli e che tu nella tua lunga carriera di allenatore hai sempre professato. A salutarti non c’erano solo sportivi ma anche tantissimi amici e concittadini che ti hanno apprezzato per la tua vita di uomo sobrio, coerente, rispettoso, tenace e socievole. A Simone e Valerio mi permetto di dire: siate orgogliosi di vostro padre e parlatene ai vostri figli; alla moglie Rosanna: Roberto è sempre accanto a te. Addio baffo, hai terminato la partita della vita prendendoci tutti in contropiede.

La Via Crucis del Giulianova Calcio

IATS 14 02n tema Quaresimale, come definire la peregrinazione e gli eventi che accado in casa giallorossa, se non come una via Crucis? L’ultima partita contro il Neapolis, persa per 1-0, ma su cui pesano rigori non dati, come in tante altre partite già ciste quest’anno, è stata giocata a Chieti. Questo sarà lo stadio che accoglierà le partite “in casa” del Giulianova fino al termine della stagione. In precedenza le ipotesi ventilate per far disputare le gare non “a porte chiuse” (o meglio semi-chiuse poiché inspiegabilmente erano presenti almeno 100 “ignifughi” ad ogni partita), si incentravano su alcuni stadi che però, per vari motivi, non si sono resi disponibili. La polemica più forte si è avuta con il Sindaco di Teramo (Brucchi) che ha negato il permesso per motivi di ordine pubblico, mentre a L’Aquila erano in programma altre manifestazioni e ci sarebbero stati slittamenti a lunedì non accettati dalle società avversarie. Inutile fare l’elenco delle vicissitudini negative, la speranza è che guardando avanti si possa scorgere una rinascita, non importa la serie, ma che chiunque abbia la voglia, competenza e solidità per ridare lustro al Giulianova Calcio lo faccia con l’obiettivo primario che è quello di riportare questo sport a Giulianova. Ipotesi avanzate da alcune forze politiche, portano a considerare la possibilità di rivedere il progetto del nuovo campo che sorgerà in via Cupa, come un’alternativa al Fadini. A noi piacerebbe vedere il Giulianova continuare a giocare nello stadio che lo ha accolto per 90 anni, ma i numeri avanzati dall’Amministrazione per l’adeguamento del Fadini ci fanno temere che forse  ciò sarà impossibile.

Nordic Walking, trekking senza frontiere

ATS 13 01La camminata nordica (nordic walking) è  una pratica sportiva che sta diventando sempre più popolare tra gli amanti della vita all’aperto e in stretto contatto con la natura. Adottando la corretta tecnica, si riesce ad avere, con l’ausilio di appositi bastoncini, un coinvolgimento  elevato di muscoli ed un efficace impegno cardio-respiratorio con conseguenti benefici per la propria salute. Da alcuni anni, nella nostra città, si incontrano gruppi di appassionati, coordinati ed assistiti dal professor Sandro Brandimarte, che ha costituito una associazione sportiva dilettantistica: la ”Nordic Walking Abruzzo“. Il programma sportivo prevede due sedute settimanali ed una uscita domenicale per conoscere ed ammirare i sentieri delle colline limitrofe e dei monti della Laga.  Per promuovere questo tipo di attività sportiva, l’ associazione organizza lezioni a Pescara in collaborazione con Gaia (associazione di donne operate al seno presso l’ ospedale di Ortona) ed a Giulianova con la scuola media dell Annunziata dove gli alunni , all’ interno del parco del quartiere, concretizzano il progetto  “Nordic Walking e Natura “ che prevede anche lo studio e la classificazione delle piante. A questo proposito, è giusto ricordare le amministrazioni comunali dei primi anni ‘90 guidate da due giovani sindaci : Franco Gerardini, che fece  installare nei parchi cittadini e in zone di campagna il “percorso della salute”, con stazioni ginniche figurate,  e Franco Arboretti  che riuscì a realizzare con fondi regionali  un parco di 70.000mq , che avvolge il campo Castrum  nel quartiere dell’ Annunziata .  Le  successive amministrazioni  non hanno mai realizzato nel parco gli orti urbani e il laghetto già progettati, anzi lo hanno ridotto, costruendo al suo interno un centro sociale. L’auspicio è che l’attuale amministrazione Mastromauro, accolga il progetto presentato dall’associazione Nordic Walking Abruzzo in collaborazione con il dottor Paolo De Cristofaro, che prevede, sempre all’ interno del parco dell’ Annunziata, la realizzazione di un “walking  park” per bambini ed adulti.

Vergogna!

ATS 13 02.La parola che i tifosi utilizzano per commentare gli ultimi accadimenti del Giulianova Calcio è proprio questa: Vergogna! Non certo per i colori giallorossi, né tanto meno per la storia che ha infiammato una intera comunità cittadina, che spesso si è ritrovata a gioire (e talvolta anche patire) per i risultati ottenuti. Ciò che si ritiene disonorevole è l’aver compiuto una serie progressiva di errori a vari livelli che, dapprima hanno determinato un allontanamento volontario di tanti tifosi che in precedenza seguivano la squadra anche nelle trasferte più lontane, ora l’impedimento addirittura all’ingresso nelle partite casalinghe. L’amarezza è infinita nel descrivere tutto questo e francamente i risultati sul campo non ci suscitano nessuna gioia o preoccupazione, poiché ormai in tanti evocano uno spettro che quasi diventa una liberazione: il fallimento. Come possiamo accogliere con entusiasmo tale prospettiva? Ma cosa c’è in effetti da salvare? Il settore giovanile? L’avvento di una nuova proprietà che gestisse in modo più “professionale” questo importante (per non dire fondamentale) aspetto, si è rivelato al momento negativo dal punto di vista dei risultati ottenuti dalle squadre Berretti, Allievi e Giovanissimi.
Nel quadro nero appena fatto, uno squarcio di luce lo può portare solo l’arrivo di una nuova proprietà che abbia la solidità, la passione e la competenza che purtroppo attualmente mancano. Pare che più di altre volte ci sia una concreta possibilità di cambio al vertice, ma le tante fumate nere impongono di essere molto cauti. In pochi meritano di essere esclusi da giudizi negativi, tra questi sicuramente c’è De Patre, che è riuscito a tenere vivo e unito un gruppo che, si spera attraverso la salvezza da conquistare sul campo, riesca a dare uno schiaffo morale a chi vorrebbe il Giulianova fuori dal calcio che conta.

La fine del calcio professionistico

ATS 12 01Nello scorso numero il titolo finiva con il punto interrogativo, in questo è stato tolto poichè ci sono tutte le condizioni affinché il calcio a Giulianova finisca per davvero. Ma noi, va detto, non ci arrendiamo. Contro il Milazzo il risultato sportivo (che per la cronaca è terminata con la bella vittoria di 3-1 per il Giulianova) passa in secondo piano, perchè la vera notizia è che la partita si è svolta  a porte chiuse, cioè senza la presenza del pubblico. A dir il vero qualcuno c’era:  la stampa ed  un esiguo numero di persone, non sappiamo autorizzate da chi.  Coloro che sono entrati hanno avuto in dotazione tute ignifughe? Oppure le leggi valgono per qualcuno, ma non per tutti?! Insomma che senso ha parlare di sport quando il più importante fruitore di tutto il sistema viene escluso? Ma la domanda più stringente è: perchè si è arrivati a questo? Chi ha firmato per tanti anni un’ordinanza di autorizzazione, assumendosi una responsabilità importante, non ha mai pensato che  sarebbe giunto il momento in cui le deroghe sarebbero finite? Perché a partire dal sindaco Cameli, per passare a Ruffini, fino a Mastromauro, non si è destinata una quota parte di risorse legate al capitolo dello sport per rendere il Fadini idoneo alle norme professionistiche? Bastava dimezzare il contributo diretto alla società per la gestione, per avere in pochi anni le risorse utili per fare i lavori necessari. Nel programma elettorale dell’attuale sindaco, poi, è ben evidenziato il capitolo relativo all’adeguamento del Fadini: “ Project Financing” . Ci risulta che non è stato mai attivato il proposito (per la verità il rischio di deriva in queste cose ci fa dire “per fortuna ”…). Singolare poi è stato il rapporto tra le istituzioni, il Sindaco da una parte a chiedere, dall’altra il Prefetto a non concedere, come se in tutta Italia ogni stadio fosse a norma. Di certo la Legge è chiara, quindi andava ponderata meglio l’azione diplomatica che avrebbe consentito di rimandare la decisione e magari trovare il modo di fare i lavori richiesti. Su questi sono stati forniti numeri spaventosi: dapprima 1 milione, poi 1,5 milioni di €. (rispondente al dpr 151 del 2011), davvero servono tutti questi soldi? Non vorremmo che si cercassero giustificazioni, proponendo numeri che non rispondono alla soluzione del problema specifico: l’accesso allo stadio è stato negato ESCLUSIVAMENTE per mancanza dell’idoneità antincendio. Altra stranezza vista domenica all’esterno del Fadini è stata la strada transennata come normalmente avviene quando c’è la presenza del pubblico, con lo schieramento del servizio di sicurezza a presidiare il nulla... se non fosse che è periodo di Carnevale, penseremmo ad uno scherzo (di cattivo gusto talaltro). Ma per cosa e chi ha pagato questa presenza inutile? Chi ripagherà i tifosi possessori di abbonamento che oggi hanno dovuto rinunciare ad uno spettacolo di cui avevano pagato l’ingresso? Nota a margine il metodo con cui è stata spalata la neve dal campo, ovvero utilizzando un mezzo meccanico, che ha praticamente distrutto il manto erboso. In altre città le società di calcio ed il sindaco hanno fatto appello ai tifosi per liberare i campi con le pale e consentire alle squadre di scendere in campo (Lanciano ad esempio). Certo qui da noi le condizioni non c’erano, ma chi semina vento… Poniamo una riflessione: perché tanto accanimento verso il Giulianova calcio? si vuole colpire la società o c’è anche chi vuole colpire la città? Non vuol essere vittimismo, ma  un pungolo affinchè  le coscienze si ridestino. Per noi i colori giallorossi non moriranno mai, anche se ora sono sotto un cumulo di neve… il Sole farà la sua parte, confidiamo in lui.

Fine del calcio professionistico?

ATS 11 02La notizia più clamorosa, mentre siamo sommersi dalla neve, arriva direttamente da una nota del sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro. A seguito di una riunione avuta con il GOS (Gruppo Operativo Sicurezza), il primo cittadino si vede costretto a chiudere l’accesso del Fadini per le gare casalinghe del Giulianova calcio. La motivazione risiede nella mancanza di sicurezza dal punto di vista della prevenzione incendi. Non entriamo nel merito tecnico, poiché le norme dovrebbero valere per tutti gli impianti in cui si disputano le partite, ma i dubbi restano sul perché, pur avendo note le richieste di adeguamento (tant’è che attualmente si gioca con deroghe firmate dal sindaco stesso), non sìa stato programmato nessun intervento a riguardo da parte dell’ amministrazione comunale, proprietaria dell’impianto. Nel caso fosse confermata la chiusura, chi e come rimborserà gli abbonamenti sottoscritti? Questa decisione potrebbe mettere la parola fine al calcio professionistico nella nostra città. Lo spettro del fallimento aleggia sul Giulianova calcio, poiché il presidente D’Agostino ha fatto capire che arriverà in qualche modo a giugno e dopo aver risolto le comproprietà di alcuni giocatori, potrebbe lasciare il club, non riscrivendo la squadra al campionato di seconda divisione. A margine di tutto ciò, come se non bastasse, la sceneggiata di Terrenzio (tentata invasione al contrario, cioè dal campo alla tribuna): sfumata la possibilità di altra sistemazione del calciatore, si corre ai ripari con frettoloso comunicato di scuse. Il pensiero va a quei tifosi giallorossi che semplicemente vorrebbero passare due ore la domenica pomeriggio allo stadio Fadini e poter ancora dire “FORZA GIGLIE!”. Non sappiamo se ciò sarà ancora possibile…

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