Lunedì, Giugno 26, 2017

 

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Mercado de la AbundanciaPoco più di un anno fa ho letto il libro Un’idea di felicità, edito da Guanda nel 2014, i cui autori, Luis Selpúlveda e Carlo Petrini discorrono di dittature, di libertà, di lotta politica e civile, ma soprattutto del diritto all’alegría, ossia alla felicità. Ma un frammento della loro conversazione ha catturato la mia curiosità, fino a spingermi su internet alla ricerca di informazioni, relativamente scarse, affinché potessi trovare notizie sul quel mercato, su quel luogo che coniuga commercio e cultura, prodotti alimentari e gastronomia, ristorazione e musica. Ciò che viene descritto dallo scrittore cileno è, infatti, il Mercado de la Abundancia di Montevideo, la capitale dell’Uruguay, costruito nel 1859 per approvvigionare la popolazione della città e inaugurato nel 1909, divenendo per decenni il luogo della vendita di carne, pesce e verdura, ma anche del ritrovo di casalinghe e di funzionari o autotrasportatori che scaricavano lì la loro merce.

L’ingegnere Leopoldo Peluffo, ispirandosi palesemente al mercato parigino di Les Halles, aveva concepito la struttura con pilastri in ghisa e copertura a cupola, dotando la facciata di un bellissimo orologio. Nei primi anni ’90 del secolo scorso l’area è stata oggetto di interventi di riqualificazione, che hanno restituito alla cittadinanza di Montevideo uno spazio «ristrutturato in modo straordinario», come asserisce Sepúlveda, che lo descrive così: «la parte sotterranea, che era in genere usata per la spazzatura, è stata riconvertita in spazio di esposizione e vendita permanente di artigianato uruguayano, mentre la parte destinata alla vendita di frutta, verdura e altri generi alimentari è costituita da stand mobili, circondati da ogni lato di parrillas, griglie su cui si cuoce la carne». A pranzo e a cena la parte centrale viene sgombrata per far posto ai tavoli dell’enorme ristorante popolare, in cui si trasforma il mercato. Il fine settimana, poi, il Mercado de la Abundancia diventa una tanguería, ossia una enorme sala da ballo dove la gente può danzare sulle musiche del tango, del milonga o del candombe, quest’ultimo genere musicale di origine africana e caratterizzante l’Uruguay. Nelle ore pomeridiane, invece, si svolgono vere e proprie scuole di tango. Tutto questo è rappresentativo di una realtà che ha saputo fare della tradizione e della cultura gastronomica, da una parte, e artistica, dall’altra, la propria forza economica, sociale e politica. Un luogo che funziona e attira gente del posto e turisti da diverse parti dell’America Latina e non solo, di cui si possono leggere le recensioni sul sito di Tripadvisor. Selpúlveda, infine, riferisce a Petrini che a lavorare alle parrillas vi era lo stesso Pepe Mujica, che «sedeva in parlamento ma lavorava lì, nel mercato, a grigliare la carne. Non prendeva soldi per il suo servizio politico, lavorava tre-quattro ore alla parrilla e poi andava in parlamento». Come si fa a non trasferire queste immagini alla situazione giuliese del Mercato Coperto e di Piazza Dalla Chiesa, il cui intervento in materia di ristrutturazione e riqualificazione, nonché di valorizzazione, in quanto edificio e piazza pubblica, si fa sempre più necessario e urgente? Come si poteva non andare oltre nella ricerca, per capire se altri avesseo optato per scelte lungimiranti e inclini a rispettare la vocazione e la funzione proprie di un mercato coperto e di una piazza, sperando che qualcosa in tal senso fosse stato fatto nel tuo paese, dai tuoi connazionali? (Non per amor di Patria, sia ben inteso, ma semplicemente per quel senso di ribellione all’idea che menti spiccatamente intelligenti e intuitive popolino solo paesi remoti). Tra le città che potrebbero essere prese a modello, infatti, la più eloquente sembra essere quella di Cattolica, sulla riviera romagnola, il cui Mercato Coperto è un edificio risalente al 1926, ristrutturato recentemente e ospitante diverse attività commerciali come macellerie, pescherie, pollerie, negozi di frutta e verdura ecc., e che dinanzi a sé ha un’area di dimensioni modeste ma tali da consentire lo svolgimento di «manifestazioni cittadine, come il carnevale dei bambini, le scuole di ballo all’aperto, il piccolo mercato dei fiori, i concertini», tutti eventi che cadono in specifici periodi dell’anno e sono ormai attrazioni tipiche di quello spazio. Perché valorizzare significa programmare e pianificare non solo gli interventi strutturali, ma anche manifestazioni culturali e di intrattenimento vario, affinché i cittadini si riconoscano in un luogo, lo sentano proprio e lo vivano nella massima libertà e nel rispetto del buon senso civico e civile. Con un sano equilibrio tra sogno e realtà, utopia e razionalità, tra idealità e fattibilità, bisognerebbe che la decisione sul destino di Piazza Dalla Chiesa, un’area abitata e trafficata, contempli l’ascolto e la volontà dei cittadini, affinché tutti possano essere i veri poeti del futuro. 

Ludovica Raimondi

 

Per le informazioni sul Mercado de la Abundancia:

-        Luís Sepulveda,Carlo Petrini, Un’idea di felicità, Parma, Guanda; Bra, Slow Food Editore, 2014, pp. 15-16.

-        José Luis Murcia, Mercado de la Abundancia. Arte, tango y gastronomía popular, in Distribución y Consumo, Año 23, 2013, vol. 3, pp. 62-63 http://www.magrama.gob.es/ministerio/pags/biblioteca/revistas/pdf_DYC%5CDYC_2013_128_completa.pdf (13.10.2015).

-        Sito di Tripadvisor

http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g294323-d2536065-Reviews-Mercado_de_la_Abundancia-Montevideo_Montevideo_Department.html (13.10.2015)

Per le informazioni sul Mercato Coperto e Piazza del Mercato di Cattolica:

-        http://www.cattolica.info/itinerari/itinerario-turistico-di-cattolica/piazza-del-mercato-a-cattolica/

Per approfondimenti:

-        la voce Piazza di Luigi Piccinato nell’Enciclopedia Treccani

http://www.treccani.it/enciclopedia/piazza_(Enciclopedia-Italiana)/ (13.10.2015)

-        Mercato Coperto di Rimini

http://www.mercatocopertorimini.it/ (13.10.2015)

 

Grazie anche all’arch. Diana Acosta

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