Sabato, Dicembre 16, 2017

 

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La mensa San Francesco, silenzioso cuore giuliese della solidarietà

aaq 60Nasce nel 1994 la Mensa San Francesco per volontà di P. Serafino Colangeli.
Nel 1994 P. Serafino, che ha già realizzato a Giulianova un Istituto di riabilitazione e un Centro culturale, ha superato da solo un anno la meningite che lo ha privato dell’udito ma non della sua voglia di servire gli altri. Mai infatti l’ha abbandonato  la profonda convinzione che la presenza del Cristo sia “una presenza esistenziale che non si esaurisce nel rapporto a due, ma si manifesta nella spinta ad agire.” (P. Serafino Colangeli. Lettere di Natale 1993-2008, 2009, Giulianova).
Sempre Serafino ha avuto profonda riconoscenza per i Giuliesi che gli sono stati accanto e gli hanno permesso di “agire”. Io stessa ricordo con quanta gratitudine ed ammirazione Serafino parlasse dei volontari che resero possibile e rendono ancora oggi possibile il servizio della mensa San Francesco.
Un servizio che da venti anni non conosce pause né giorni festivi e viene portato avanti con amorevole sollecitudine da trenta volontari coordinati da Leonardo Silvestris che ha condiviso con P. Serafino questo progetto fin da quando la mensa aveva una prima e provvisoria ubicazione in viale dello Splendore.
Oggi il servizio di mensa si effettua in una accogliente villetta di proprietà della Piccola Opera Charitas in via Sorrento. Nella villetta è possibile anche usufruire di servizi igienici compresa la doccia prima del pranzo. La tipologia dei fruitori, nel tempo, è andata diversificandosi e, accanto ad extra comunitari, contempla ora italiani che hanno problemi di lavoro o anche familiari; che quest’ultimi siano in aumento non è difficile da comprendere dati i tempi che stiamo vivendo.
Ulteriore aiuto è fornito  dalla presenza  di una psicologa che oltre ad un proficuo lavoro di ascolto, agevola il raccordo con le altre istituzioni di volontariato presenti sul territorio, il Dono di Maria e la Caritas dell’Annunziata. I pasti forniti a pranzo sono dai trenta ai quaranta al giorno; e ugualmente dai trenta ai quaranta i sacchetti preparati con panini e frutta, distribuiti per la cena.
La mensa San Francesco nata da una di quelle spinte “irresistibili” di P. Serafino Colangeli ha finito col coinvolgere tanti uomini e donne di buona volontà che senza clamore si sono messi e si mettono al servizio dell’altro da venti anni, tenendo vivo un punto di accoglienza oggi più che mai necessario in un paese che voglia dirsi civile.
Si legge nel sito della Comunità di Sant’Egidio: “Dar da mangiare è un valore molto antico, diffuso in tutte le culture, perché ha un richiamo diretto al valore della vita. Lo scandalo dell’affamato resta un luogo decisivo per la coscienza cristiana a partire dalla parabola evangelica del ricco Epulone che banchettava lautamente mentre il povero Lazzaro giaceva alla sua porta. Lo stesso valore di dar da mangiare è radicato anche nella cultura ebraica e in quella islamica ed è connesso all’ospitalità. Ma l’affamato interroga la coscienza di tutti, laici e credenti, non si può rinviare al domani chi ha un bisogno vitale perché non può aspettare. Questo è il cuore della cultura della solidarietà.” 

Roberto Di Giovannantonio Presidente del Circolo “Il Nome della Rosa”

qda 60Siamo con Roberto Di Giovannantonio, presidente del circolo Il Nome della Rosa. Da quanti anni siete operativi in campo culturale, a Giulianova?
L’apertura del circolo risale al 2 ottobre 2006, e a ragionare in termini scolastici, abbiamo iniziato l’8° anno di attività da circa tre mesi. Il circolo ha prodotto in questi 7 anni oltre 600 eventi culturali, di vario genere, spaziando su molti temi. Avevamo un’unica pecca nel campo della Filosofia, ma quest’anno grazie ad una giuliese doc, Alessandra Granito, portiamo avanti dei seminari di filosofia, con appuntamenti domenicali due volte al mese. Possiamo dire che ora non ci manca niente, in termini di cose fatte in ambito culturale.
Il circolo Il Nome della Rosa ha animato la vita culturale di Giulianova (e non) in questi 8 anni. Quali soddisfazioni e quali difficoltà avete incontrato?
Soddisfazioni tante, perché il circolo è nato grazie alla disponibilità della famiglia che lo accoglie, la famiglia Di Cristofaro. Paolo, Marisa, mamma Rosa e tutti. Chico, che è con noi anche se dico che in questo periodo è andato altrove, purtroppo. Soddisfazioni tante, perché non è solo una questione economica, anche se dovremmo sopravviverci, ma l’entusiasmo, gli eventi succedutisi, le persone che lo hanno animato, il fermento, sono qualcosa di impagabile e non rapportabile ad una cifra economica. Il nostro è un grosso contenitore, che ogni anno si ripropone con un calendario pieno di iniziative. Di fatto il Circolo raccoglie le istanze culturali di Giulianova, e non solo. Le difficoltà sono ovviamente quelle di ordine economico, la contrazione dei mercati colpisce anche il nostro locale. Ma resistiamo.
E’ difficile oggi svolgere attività in campo culturale. Nell’ultimo periodo, quale evento ti ha fatto piacere portare al Nome della Rosa?
Ogni anno dedichiamo, in gennaio, un ricordo a Fabrizio De Andrè. Ma voglio citare l’evento di domenica scorsa, il 15: sono tre anni che ospitiamo un mercatino dell’artigianato di Natale, chiamato un po’ ironicamente “che palle!”, coinvolgendo artigiani locali. Un po’ per portar via gente ai centri commerciali, dove si fanno regali omologati, e un po’ per dare voce all’ambito locale. Domenica abbiamo contato circa 200 presenze all’interno del circolo, e non ci sembra poco.
Dal tuo osservatorio, rilevi fame di cultura nei frequentatori del circolo?
Forse presuntuosamente, penso che il nostro Circolo rivesta una funzione sociale. Credo che la cultura rappresenti un modo per superare questo periodo di crisi, non solo economica. Qui ci sarà sempre lo stimolo a far parlare le persone. Se non si rinasce da questo, credo che la nostra società non potrà avere un futuro. In questo senso, chi viene qua ha fame di cultura. Forse non sarà generalizzata, ma noi cerchiamo di fare resistenza.
Cos’avete intenzione di programmare per i prossimi mesi?
Un aspetto fondamentale per noi è quello della formazione in ambito culturale. Abbiamo promosso decine di corsi, dalla fotografia digitale alla scrittura creativa. In programma abbiamo eventi come l’ennesimo corso di euro-progettazione, cui teniamo molto. In tempi di spending review, gli unici finanziamenti possono ottenersi solo tramite la Comunità Europea. Con l’associazione Itaca di Cellino, proponiamo da due anni corsi per istruire chi volesse sviluppare la capacità di progettazione.
Invitandoti a resistere, ti chiediamo infine quale evento ti piacerebbe ospitare al Nome della Rosa e regalarlo a Giulianova, e qualche altra notizia sul Circolo.
Sto cercando di contattare il magistrato Nicola Gratteri, per fargli presentare il suo ultimo libro, e ciò sarebbe coerente con cose precedenti, come il premio Borsellino che quest’anno ha però avuto una defaillance.  Colgo certo l’invito a continuare. Il nostro circolo è a Giulianova Paese in via Gramsci, 50 metri prima dell’ufficio postale, in direzione sud-nord. E’ aperto a tutti, ospitiamo chiunque e tesseriamo gratuitamente chi viene in maniera regolare. Chi viene fornisce un contributo in idee e disponibilità, e voglia di far parte di un gruppo non chiuso né politicizzato. I 600 eventi culturali prodotti lo testimoniano.

Lettera di un cittadino sdegnato

fipp 60 02La Casa Comunale dovrebbe essere il luogo in cui le decisioni vengono prese con trasparenza e dopo un confronto  democratico che necessita in primo luogo di informazioni complete e corrette. Troppe volte, invece, l’azione amministrativa a Giulianova resta immersa nella  nebbia.
Questa volta accade per la vicenda relativa alla variante per la realizzazione di nuovi loculi e cappelle all’interno del cimitero su cui abbiamo avuto un espresso sollecito da parte di un cittadino che si è sentito colpito dalla scelta adottata del sindaco e dai suoi assessori. Condividiamo appieno la sua  sdegnata segnalazione.

Al Sindaco
di Giulianova
e p.c. ai Capigruppo
del Consiglio Comunale
Il sottoscritto Cianci Pierino, nato a Bellante il 08/05/1945, residente in Giulianova, venuto a conoscenza soltanto ora dell’esistenza dell’atto deliberativo n.207, adottato dalla Giunta Comunale nella seduta del 03/12/12, avente per oggetto la variante finalizzata alla distribuzione delle destinazioni d’uso delle aree all’interno del nuovo cimitero comunale, espone quanto di seguito specificato.
1)  La deliberazione suddetta non poteva essere assunta dalla Giunta per incompetenza di legge essendo materia di Consiglio Comunale tutto ciò che riguarda l’assetto del territorio. Le variazioni riguardano cambiamenti di natura sostanziale in quanto introducono    nuove edificazioni nelle aree libere e quindi abbisognavano dell’approvazione da parte dell’Organo Comunale che in primis così le aveva destinate.
2)  Gli elaborati tecnici allegati alla delibera in parola sono privi di necessaria e fondamentale relazione tecnica dalla quale risulti il calcolo delle superfici coperte e scoperte al fine di verificarne il rapporto stabilito nel Regolamento di Polizia mortuaria che a giudizio dello scrivente risulta violato.
3)  Le aree che sono state investite dall’edificazione proposta dalla variante approvata risultano essere proprio quelle destinate libere nel progetto originario perché direttamente a contatto con i padiglioni costruiti ad alta intensità e ne costituivano naturale respiro. Viene così alterato, deturpato, offeso ed insultato l’impianto architettonico dell’intero complesso che era stato concepito al momento della progettazione generale. Alla luce di quanto sopra esposto il sottoscritto
chiede
il ravvedimento da parte della Giunta, revocando  l’atto  deliberativo  sopra citato  per ragioni di autotutela onde rimediare  a palese violazione di legge. Nel caso in cui tale richiesta non dovesse essere accolta, con sommo dispiacere, sarà costretto a proseguire  l’azione  presso Istituzioni  Superiori a tutela  della  legalità  e soprattutto a difesa della conformazione  del cimitero  di Giulianova, che pure costituisce, a detta  di molti, un apprezzabile, ordinato e gradevole luogo di sepoltura .
Con osservanza
                                                Pierino Cianci

Una città senza barriere

fipp 60 01“Disabilità non significa inabilità. Significa semplicemente adattabilità”, scrive Chris Bradford nel suo romanzo Giovane Samurai. La via della spada, e chi vive una qualsiasi condizione di disabilità sa che, spesso, i problemi derivano solo in parte dalla propria condizione fisica, ma soprattutto dalla scarsa adattabilità dei luoghi del vivere alle condizioni di chi, per muoversi, lavorare, giocare, ha bisogno di un po’ di attenzione in più e di una maggior cura nella definizione e progettazione degli spazi.
Le norme in Italia esistono ma, come spesso accade, sono poco applicate. Si parte dall’art. 3 della Costituzione che recita: “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando, di fatto, le libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il primo sviluppo della persona umana”,  passando per la Legge 118/1971, la Legge 41/1986 che fa “divieto alle pubbliche amministrazioni di approvare progetti pubblici senza l’eliminazione delle barriere architettoniche”, e la fondamentale Legge 13/1989, con il Decreto Ministeriale n. 236 dello stesso anno, che stabilisce le caratteristiche di accessibilità, visitabilità e adattabilità degli edifici privati per renderli conformi alle esigenze dei diversamente abili.
Stessa storia per gli edifici pubblici dove il Decreto del Ministero per i Beni e le attività culturali 114 del 2008, stabilisce “Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale”, la Legge 41/1986 (Legge Finanziaria) che imponeva agli Enti Locali territoriali, allo Stato, agli Uffici periferici dello Stato, agli Enti Pubblici, di dotarsi di un piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche e di destinare a tal fine una quota annuale del bilancio d’esercizio; il D.P.R. 503/1996 che disciplina l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici, e la Legge 104/1992 (legge quadro sull’handicap) dove si prevede che il rilascio delle concessioni edilizie sia vincolato al rispetto della normativa in materia di barriere;siano dichiarate inagibili e inabitabili (e sanzionati i responsabili) le opere realizzate in edifici pubblici o aperti al pubblico in modo tale da compromettere l’accessibilità ai disabili;
 sia riservata una quota di fondi per opere nell’edilizia residenziale pubblica;
 siano adeguati i regolamenti edilizi comunali alle norme vigenti.
Fin qui la norma, ma l’applicazione, almeno nella nostra città, a che punto è? Tutti gli edifici pubblici sono privi di barriere architettoniche, scuole comprese? Gli spazi aperti sono accessibili ai diversamente abili e alle persone con ridotte capacità motorie o sensoriali? I parchi giochi hanno strutture utilizzabili anche da bambini con problemi di disabilità? I locali aperti al pubblico hanno accessi e servizi adatti ai portatori di handicap? Gli impianti sportivi, pubblici e privati, sono facilmente accessibili anche per chi ha problemi di deambulazione?
A queste ed altre domande proveremo a rispondere nei prossimi numeri di “GiuliaViva”. Nel frattempo, cercando di immaginarvi su di una sedia a rotelle, fatevi un giro per Giulianova, andate in un qualsiasi ufficio pubblico, fatevi una passeggiata sul lungomare o in parco cittadino. Sarà sicuramente istruttivo.

L’ora di cambiare

Non sarà un anno come gli altri. L’appuntamento primaverile con le urne rende il 2014 di Giulianova inevitabilmente “diverso”, sospeso sul confine sottile fra i timori di un’ulteriore stagione giocata al ribasso e la speranza di un nuovo inizio, dopo vent’anni di sostanziale e colpevole immobilismo amministrativo. Quattro governi cittadini, due di centrodestra, uno di centrosinistra, l’ultimo paradossalmente di “centrodestrasinistra”, sono riusciti nella non facile impresa di fermare il tempo, riconsegnandoci oggi una città sostanzialmente cristallizzata alla metà degli anni ’90.
Checché ne dicano i cantori del Palazzo e le disperate autocelebrazioni di fine mandato della giunta Mastromauro, la sua, ed anche le precedenti amministrazioni, non hanno lasciato in eredità una sola opera pubblica degna di nota, un solo servizio qualitativamente migliorato, un solo progetto da ricordare. Anzi, laddove più ambiziose sono state le iniziative e più corposo il dispendio di denaro pubblico (piazza Buozzi, lungomare centrale, ex Golf bar, lungomare nord, anfiteatro, gestione dei rifiuti,...) i risultati sono stati, incredibilmente, ancora più negativi, non solo per l’immagine, ma anche e soprattutto per l’efficienza della città.
Crediamo che vent’anni siano stati più che sufficienti a certificare il fallimento di intere generazioni politiche, senza distinzione di colore, che hanno dimostrato sul campo una inadeguatezza imbarazzante. La tanto decantata “politica del fare”, ripetuta come un mantra dai vari Cameli, Ruffini e Mastromauro si è rovinosamente infranta sugli scogli di una evidente approssimazione e di una diffusa incapacità ad amministrare.
Quel che è certo è che non è più tempo di farsi abbindolare dai teatranti della vecchia politica, furbescamente travestiti da “nuovo che avanza”, né di dare credito alle promesse trite e ritrite riproposte per l’ennesima volta all’avvicinarsi di ogni appuntamento elettorale. È, al contrario, il tempo delle idee chiare e dei programmi coerenti e sostenibili, dell’attenzione per il territorio e per il bene comune, dell’oculatezza nella spesa e negli equilibri del bilancio. È soprattutto il tempo della competenza, quella competenza che tanti, troppi amministratori improvvisati hanno dimostrato di non possedere e senza la quale non esiste, non potrà mai esistere, buon governo.
L’appuntamento della prossima primavera è troppo delicato ed importante per essere sottovalutato. Crediamo sia arrivata l’ora di cambiare, di ritirare il credito accordato a classi politiche delle quali la prova del “campo” ha impietosamente evidenziato le carenze, di incanalare il palpabile e diffuso malcontento che si respira in città verso un ricambio fatto essenzialmente di sapere e capacità amministrativa. È un nostro diritto, ma in fondo anche un nostro dovere. Buon anno.

Ingorghi di fine mandato

ig 60 02Due consigli comunali in pochi giorni, proprio a ridosso delle festività natalizie (uno appena prima, l’altro con ogni probabilità subito dopo), per un totale di sedici punti da dibattere nel pieno delle festività natalizie. Non ci sono vie di mezzo: dopo mesi di stanca (se si esclude il passaggio obbligatorio in aula del bilancio di previsione 2014 per ritrovare una seduta dell’assise civica occorre risalire  addirittura al 30 settembre) l’attività consiliare  assume i toni di un vero e proprio tour de force. Ingorghi di fine anno, o di fine anticipata del mandato.

Stupore

ig 60 01Ormai è un dato di fatto: il sindaco Mastromauro considera “Julia Servizi più” come una succursale del proprio ufficio stampa, un ulteriore… strumento per veicolare la propaganda di palazzo. E così, ancora una volta il recapito della bolletta del gas diventa l’occasione per l’ennesima autocelebrazione, l’estremo tentativo per raddrizzare con le parole una barca ormai alla deriva. Non ci stupiamo di lui, ma di chi continua ad assecondarlo senza fiatare.

La voce dei ragazzi

tdc 59Numerose le scuole del teramano che il 29 novembre 2013 si sono riversate per le strade di Teramo per far sentire la propria voce contro la Legge di stabilità che vorrebbe prediligere l’istruzione privata a discapito di quella pubblica.
La protesta ha preso la forma di un corteo in cui hanno partecipato molti studenti di diversi istituti superiori, infatti oltre a tante scuole della città stessa, sono stati presenti in gran numero gli alunni del liceo “Saffo”, dell’istituto commerciale “Moretti” di Roseto e dell’istituto alberghiero “Crocetti” di Giulianova.
Il gruppo studentesco si è mosso pacificamente per le strade principali della città. Il corteo, che inizialmente doveva prendere vita il 27 novembre, posticipato però causa neve, è stato l’espressione ultima di una manifestazione durata una settimana, durante la quale nelle scuole si sono svolte autogestioni e dibattiti che hanno visti favorevoli e partecipi gli stessi insegnanti.
Conclusa la giornata di protesta le lezioni sono riprese regolarmente, con la speranza che la voce dei ragazzi sia arrivata a chi di dovere.

25 novembre, per le donne

gdr 59La “Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne” cade il 25 novembre, data indetta nel 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Dal 2009, anno dell’installazione realizzata dall’artista messicana Elina Chauvet a Ciudad Juárez, nello Stato di Chihuahua, per raccontare il devastante massacro femminile che si consuma al confine tra il Messico e gli Stati Uniti, simbolo di queste battaglie sono diventate le “zapatos rojos” (“scarpe rosse”). Le iniziative che animano ogni anno questa ricorrenza sono concepite come un momento di riflessione e di confronto sul rispetto di se stessi e dell’altro e sull’importanza della prevenzione per una cultura meno maschilista e più egualitaria.
Anche a Giulianova lo scorso 25 novembre sono stati organizzati appuntamenti rivolti sia alla popolazione studentesca sia all’intera cittadinanza. Nel corso della mattinata, infatti, protagoniste sono state le classi terze della Scuola media “R. Pagliaccetti”, che hanno partecipato all’incontro sulla violenza tenuto dalla psicologa Cristina Barnabei e fortemente voluto dalla Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo 1, la dottoressa Carmen Di Odoardo, di concerto con la Commissione Pari Opportunità (CPO) di Giulianova e con l’Assessore comunale Nausicaa Cameli.
Nelle sale della Biblioteca Civica “V. Bindi”, invece, allestite con scarpe rosse ai piedi delle sedie e lungo gli scaffali, a simboleggiare le lettrici sottratte ai loro libri e all’emancipazione culturale, il Direttore e le operatrici della coop. “Il Volo” hanno accolto la III C della suddetta scuola, accompagnata, oltre che dalla Dirigente scolastica, dalle insegnanti Antonella Collevecchio e Marina Pietrofaccia.
Dopo l’ascolto di alcune canzoni, tra cui la Cura di Franco Battiato e One billion rising, colonna sonora del flashmob, i ragazzi hanno letto due racconti del libro Ferite a morte di Serena Dandini, alcuni articoli della nostra Costituzione e una poesia estratta da Cuore di preda, un’antologia poetica sulla violenza femminile curata da Loredana Magazzeni.
Nel tardo pomeriggio, poi, nonostante il freddo e la pioggia, un gruppo di cittadini ha sfilato nel corteo organizzato dalla CPO “in memoria di tutte le donne uccise”, che partito da via Trieste si è concluso a palazzo Kursaal.
Qui, tra scarpe e sciarpe rosse, il duo musicale “I Maelisando” ha intermezzato il dibattito declamando alcune poesie di Alda Merini e cantando alcune delle canzoni più celebri di Mia Martini e Fiorella Mannoia.
E a conclusione delle iniziative promosse dalla CPO, il 6 dicembre scorso presso l’Aula Magna dell’I.T.T. “V. Cerulli” hanno avuto luogo due incontri didattici tenuti da Massimo Lattanzi e Tiziana Calzone, piscologi e psicoterapeuti del Centro Presunti Autori di Violenza e Stalking, dipartimento dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia di Roma, e rivolti agli studenti dell’Istituto ospite, dell’IPSEdOC “V. Crocetti”, dell’IPSIA “R. Pagliaccetti” e del Liceo “M. Curie”.

Palazzo Gavioli: fra processi e figuracce

fipp 59 2La storia si ripete. Come per la vicenda dell’area ex Migliori-Longari, anche sull’annosa questione del cosiddetto “palazzo Gavioli” sarà infine la magistratura a porre il proprio sigillo definitivo.
Dall’udienza preliminare dello scorso 3 dicembre è infatti scaturito il rinvio a giudizio di tutti e otto gli indagati (proprietari, costruttori, tecnici e dirigenti degli uffici comunali competenti), coinvolti a vario titolo nell’inchiesta.
Lungi dal preconizzare qualunque giudizio, questo primo momento processuale ha già messo un punto fermo nella vicenda sancendo, di fatto, la fondatezza di un problema denunciato a più riprese sia dal condominio Tritone (confinante a nord con l’edificio sequestrato) sia dal gruppo consiliare del “Cittadino Governante”. Punto fermo che, al di là dell’aspetto giudiziario, è certamente rilevante sul piano politico, con la sconfitta, netta e senza appello, di un sindaco e di un assessore (l’allora delegata all’urbanistica Nadia Ranalli, ndr) che escono con le ossa rotte dalla vicenda.
Il primo cittadino si è venuto a trovare ancora una volta (la seconda nel giro di poche settimane dopo l’analogo “caso” ex Migliori-Longari) nella situazione paradossale di essere chiamato a rappresentare il Comune, parte lesa nel procedimento, senza aver mosso un dito per difendere quegli stessi interessi pubblici che il rinvio a giudizio, di fatto, ritiene messi a rischio. A ben guardare, anzi, nella vicenda in questione (le cui tappe salienti sono riassunte nello specchietto a lato) la condotta del sindaco è stata semmai quella di difendere sempre e comunque la regolarità del progetto, anche di fronte alle motivate contestazioni avanzate, evidentemente con più di un fondamento, vuoi dal “Cittadino Governante” che dal condominio Tritone, nei confronti del quale l’amministrazione è addirittura arrivata ad emettere un’ordinanza di demolizione, poi annullata dal TAR.
Condotta inspiegabile ed ancor più inaudita se si considera che “palazzo Gavioli” confina con l’edificio più significativo del lido, il Kursaal, il cui valore storico ed architettonico rischia di essere compromesso dalla nuova, ingombrante presenza. Si aggiunga che ed in difesa del Kursaal, incredibilmente, non si è schierata neppure la Giulianova Patrimonio, che ne ha in carico la gestione.
A chiudere questa fiera dell’inverosimile le parole pronunciate dall’assessore all’urbanistica dell’epoca, all’indomani del sequestro del cantiere: “(...) Sono state rispettate le norme tecniche di attuazione e si è agito in conformità alle disposizioni. Se poi vi sono state difformità, queste non si possono certo imputare all’amministrazione”. Alla quale, però, rimane lecito addossare quantomeno lo scarso controllo sul rispetto delle regole e la gestione fin troppo superficiale del bene comune.

Tutte le tappe della vicenda
2008: rilascio della prima concessione edilizia, secondo quanto previsto dal Prg
maggio 2010: la proprietà presenta una variante al progetto
2010: il confinante condominio Tritone presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Teramo
ottobre 2010: il giudice impone la sospensione temporanea dei lavori nell’area Gavioli
ottobre 2010: il gruppo consiliare de “Il Cittadino Governante”, ipotizzando gravi irregolarità riguardo a distanze ed allineamenti presenta un ordine del giorno per “ricondurre la questione nell’ambito della responsabilità e della legalità”. L’istanza viene respinta dalla maggioranza
novembre 2010: con il parere positivo degli uffici comunali la variante ottiene un nuovo permesso di costruire. Il “Cittadino Governante” presenta un esposto alla Procura
gennaio 2011: la Procura dispone il sequestro del cantiere “Gavioli”
marzo 2011: il gruppo consiliare de “Il Cittadino Governante” presenta una mozione per il ripristino, in autotutela, delle distanze e degli allineamenti previsti dalle norme tecniche di attuazione del Prg. La mozione viene respinta dalla maggioranza
ottobre 2011: il Comune emana un’ordinanza di demolizione nei confronti del condominio Tritone, per il mancato rispetto delle altezze massime previste
gennaio 2012: la Procura invia otto avvisi di garanzia a proprietari, costruttori, tecnici e dirigenti comunali
maggio 2012: il Tar Abruzzo annulla l’ordinanza di demolizione del condominio “Tritone”
dicembre 2013: nell’udienza preliminare il Gup del Tribunale di Teramo dispone il rinvio a giudizio degli otto indagati.

Cirsu, ultimo atto

fipp 59 1Come andrà a finire non è ancora dato sapere, ma quel che è certo è la “guerra” anche mediatica in atto fra l’AIA (associazione di imprese facente capo al gruppo Di Zio) ed il Cirsu, decisiva per le sorti di quest’ultimo, è giunta ormai alle ultime battute. In tempi relativamente rapidi dovrebbe infatti chiudersi la procedura fallimentare avviata nei confronti del consorzio su istanza della medesima AIA. Quest’ultima vanta infatti un credito residuo di 2,250milioni di euro, (rispetto agli originari 2,5milioni) dovuti da Cirsu per il riacquisto di quelle quote di capitale che la società del gruppo Di Zio deteneva, in quanto partner privato di Sogesa. Quella transazione fu approvata, all’epoca, da tutti e sei i Comuni soci, contro il parere del collegio sindacale di Cirsu: poco tempo dopo Sogesa venne messa in liquidazione ed ancora oggi è difficile capire perché quei due milioni e mezzo di denaro pubblico furono destinati a riacquistare parte di un’azienda ormai priva di qualsiasi valore.
Tornando alla cronaca recente, è di questi ultimi giorni la presentazione di una proposta per evitare il fallimento di Cirsu da parte della stessa AIA che, smessi metaforicamente i panni del carnefice ed indossati quelli del salvatore, si è offerta di “barattare” il credito vantato con l’affitto quindicennale del consorzio e la conseguente riattivazione dell’impianto, corroborato fra l’altro dalla realizzazione della nuova discarica, la cosiddetta “Grasciano 2”.
Analogamente, anche la dirigenza di “Cirsu SpA” ha presentato un autonomo piano di salvataggio, articolato sulla revisione della compagine societaria (gestione del polo tecnologico e delle discariche verrebbero demandate ad una nuova società appositamente costituita) e, naturalmente, su di un piano di rientro dell’intero monte debiti, il cui ammontare complessivo sfiora gli 11,5milioni di euro. A garantire il pagamento di quanto dovuto ad AIA, nonché tutte le spese in scadenza nei prossimi mesi, sarebbero una serie di entrate legate alla riscossione di crediti (450mila euro dal Comune di Giulianova), al maxi canone iniziale della costruenda “Grasciano 2” (1,650milioni), nonché all’affidamento del polo tecnologico (140mila euro), della volumetria residua della vecchia discarica di “Grasciano 1” (660mila euro per 22mila tonnellate) e del capannone che ospiterà l’impianto mobile per il trattamento dei rifiuti indifferenziati (840mila euro). Da sottolineare come, per quanto riguarda discarica e polo tecnologico, la gara pubblica per la loro gestione sia già stata espletata. Ad aggiudicarsela il “Consorzio Stabile Ambiente” dell’Aquila in possesso, tra l’altro, dell’autorizzazione per l’utilizzo di un impianto mobile di triturazione dei rifiuti, trasferibile presso il polo di Grasciano. In pratica, l’impresa aquilana potrebbe garantire la piena ripresa dell’impianto fin dalla primavera 2014 assicurando da subito, grazie al trattamento e smaltimento in loco dei rifiuti, consistenti risparmi legati soprattutto alla riduzione dei costi di trasporto.
In attesa della decisione del giudice, insieme ai timori per il futuro degli ex dipendenti Sogesa (per i quali entrambe le proposte prevedono un parziale riassorbimento) rimane sul tavolo una ulteriore, fondamentale domanda: è opportuno ed auspicabile che un settore delicato e strategico come quello dello smaltimento dei rifiuti venga totalmente sottratto a qualunque forma di controllo pubblico, come sarebbe nel caso di un suo affidamento esclusivo ad AIA?

L’università non c’è più: e i debiti?

ig 59 3La storia è nota. Presentata come opportunità anche economica per la città, ma mai realmente decollata l’esperienza dei corsi universitari ospitati, a spese del Comune, nei locali dell’istituto Gualandi è andata, al contrario, sempre più ridimensionandosi, fino alla recente, tristissima e definitiva soppressione.
Al danno della perdita delle lezioni, si aggiunge oggi la beffa del decreto ingiuntivo depositato dal medesimo istituto, per ottenere dal Comune il pagamento di oltre 200mila euro di fitti arretrati: un’altra spada di Damocle sui precari equilibri del bilancio?

Lungo il fiume...

ig 59 1A ciò che l’uomo non fa, finisce molto spesso col pensare la natura. Succede anche per la pulizia dei fiumi, dove all’inadempienza della Provincia suppliscono i corsi d’acqua, che, complici le piene provocate dalla pioggia, trascinano in mare tonnellate e tonnellate di detriti accumulati lungo le sponde. Poi il ciclo si completa con la prima mareggiata, che restituisce alla terra, cioè alle nostre spiagge, ciò che dalla terra arriva. E che dovrà essere smaltito a nostre spese.
Ma anche questo alla Provincia non interessa.

...e nell’acqua

ig 59 2La strada dell’inferno, come suol dirsi, è lastricata di buone intenzioni. Così come di inutili parole sono troppo spesso lastricate le vie della politica. A ricordarcelo la notizia che, solo una manciata di chilometri più a sud, sulla base di un progetto presentato dalla locale amministrazione e finanziato (3,740milioni di euro) con fondi FAS, si avvierà in primavera la “ricarica” delle scogliere a difesa del litorale rosetano.
A difendere la costa giuliese, tristemente, soltanto gli inutili anatemi lanciati dal sindaco dopo ogni mareggiata.

Rifiuti zero?

ig 59 4Era l’ottobre dello scorso anno quando anche Giulianova aderì entusiasticamente all’associazione nazionale delle comunità “rifiuti zero”, impegnata a ridurre drasticamente i quantitativi di immondizia da smaltire. Quattordici mesi dopo, fra un aumento della Tarsu e un tripudio di mini discariche abusive disseminate sul territorio, alla politica ambientale giuliese sembra più adatto il motto “rifiuti? risultati zero”.

European Forum of Heritage Associations

archeo 58I Gruppi Archeologici d’Italia, sono stati fondati nel dicembre del 1965 da Ludovico Magrini, giornalista, capo redattore della KDIA, con lo scopo di contribuire alla tutela, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale italiano al fianco delle istituzioni, e di battersi contro lo stato di abbandono e di degrado che da sempre attanaglia il nostro patrimonio.
I Gruppi, oggi più di cento in Italia ed in Europa, hanno coerentemente portato avanti l’impegno del fondatore soprattutto con il coinvolgimento diretto dei soci che, attraverso le loro attività, hanno scoperto e testimoniano l’importanza civica della partecipazione attiva.
Nel corso del tempo sono cresciuti, all’interno dei singoli gruppi, anche molti “addetti ai lavori” che condividono gli ideali, mettono a disposizione l’elevato livello di competenza che contraddistingue i Gruppi Archeologici d’Italia soprattutto nell’attività di ricerca svolta sia attraverso gli studi sia sul campo con la ricognizione sul territorio e lo scavo archeologico.
Significativi esempi di collaborazione del volontariato dei G.A. d’Italia con le istituzioni, sia nazionali che locali, sono stati l’apertura al pubblico e la valorizzazione di importanti aree archeologiche, musei, chiese, o l’affiancamento agli enti preposti durante urgenti recuperi da scavi clandestini.
 I Gruppi archeologici che aderiscono al Forum Eutopeo, ogni anno, attivano campi scuola, organizzano numerosi campi estivi di ricerca archeologica in collaborazione tra loro; spesso, nonostante la crisi che attanaglia tutti sono migliaia i soci provenienti da tutta Europa che partecipano alle diverse attività.
L’EUROPEAN FORUM OF HERITAGE ASSOCIATIONS raccoglie non solo Gruppi Archeologici ma anche centri di studio e Musei; i Paesi aderenti sono Belgio, Bulgaria, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo, Olanda, Slovenia e TurchiaTra l’altro i Gruppi Archeologici hanno svolto in passato operazioni in occasione di eventi naturali come alluvioni e terremoti.
Il nostro Gruppo è l’ultimo nato e raccoglie volontari da Martinsicuro a Pineto, da qui il nome “Gruppo Archeologico del Medio Adriatico” (GAMA); i soci condividono gli scopi e il pensiero di Magrini “... il cemento ideale di una comunità è formato dalla coscienza della propria cultura e dalla capacità che abbiamo di conservarla ed accrescerla”.
Recentemente, il gruppo Archeologico del Medio Adriatico è stato benevolmente accolto dal European Forum of Heritage Associations che quest’anno svolgerà la XXIII Assemblea Generale a Giulianova e Tortoreto, il 6 e 7 dicembre 2013, secondo un programma che prevede un incontro pubblico il giorno 7 dicembre, alle ore 10.00 presso l’ARIT (ex Istituto agrario) di Tortoreto.
La scelta del luogo per la XXIII Assemblea Generale è legata alla ricorrenza del decennale dei campi estivi internazionali realizzati, nei territori di Martinsicuro, Sant’Omero e Giulianova, dai Gruppi Archeologici italiani e stranieri aderenti al Forum.
L’incontro dei rappresentanti del Forum coinciderà, tra l’altro, con la presentazione della convenzione tra il Comune di Tortoreto, la Sovrintendenza e il Gruppo Archeologico del Medio Adriatico (GAMA) associato al Forum Europeo. I volontari di questo gruppo consentiranno l’apertura al pubblico del sito archeologico della villa rustica di età imperiale detta de “Le Muracche” e con la stessa convenzione, potranno avviare una collaborazione già programmata con il Museo Archeologico di Teramo.
Inoltre l’assemblea sarà l’occasione per confrontarsi con le istituzioni locali circa la possibilità di instaurare rapporti con partner stranieri per iniziative culturali, progetti comuni e scambi, si potrà avere un confronto con le istituzioni, al fine di mettere in contatto le realtà locali con quelle straniere.

Laboratorio dei cittadini per la salute

seb 58I cittadini possono far sentire la loro voce per esprimere idee e pareri, ma possono anche contribuire in prima persona al buon funzionamento delle istituzioni e dei servizi che poi dovranno utilizzare. Un esempio di questa partecipazione nell’ambito della sanità pubblica è il Laboratorio dei cittadini per la salute (http://www.ausl.bologna.it/partecipazione/laboratorio-dei-cittadini-per-la-salute) dell’Azienda Usl di Bologna, grande azienda sanitaria comprendente nove ospedali e 58 poliambulatori, nella quale io, giuliese per sempre, lavoro da molti anni, prima come medico psichiatra, poi nella direzione sanitaria dell’Azienda.
Il Laboratorio dei cittadini per la salute è costituito da cittadini e operatori sanitari che lavorano insieme per favorire la partecipazione della comunità alle scelte per la salute, per offrire ai cittadini le conoscenze necessarie a utilizzare con maggior consapevolezza i servizi sanitari (il cosiddetto “empowerment”), ma anche per coinvolgerli direttamente nell’organizzazione dei percorsi diagnostico terapeutico assistenziali che poi gli stessi cittadini si troveranno a dover percorrere quando ne avranno bisogno come pazienti.
Al Laboratorio partecipano associazioni per la tutela degli utenti e di volontariato, organizzazioni sindacali e dei pensionati, Comitato Consultivo Misto, singoli cittadini interessati. Sul versante istituzionale ne fanno parte medici specialisti, operatori sanitari, medici di medicina generale e pediatri.
Il primo progetto del Laboratorio, nato già dieci anni fa, intitolato “La disdetta aiuta chi aspetta”, è finalizzato a ridurre il numero di visite ed esami perduti a causa di mancate disdette di prenotazioni, così da ottimizzare l’utilizzo delle risorse e contribuire a ridurre le liste di attesa. Si è iniziato con una campagna di comunicazione, che ha coinvolto anche le farmacie, destinata a pubblicizzare e facilitare la disdetta  della prenotazione  utilizzando nuove e più semplici modalità: un’apposita buchetta nei centri di prenotazione, un sito internet. E’ stato attuato anche un sistema di promemoria via SMS per ricordare alle persone data e luogo dell’appuntamento, consentendo anche, in risposta, di effettuare la disdetta. Infatti, molte persone, semplicemente, si dimenticano della prenotazione effettuata. Il progetto ha portato a un forte aumento delle disdette e al riutilizzo dei posti.
A questo primo progetto ne è seguito un altro intitolato “Non ti scordar di te” una campagna di comunicazione ed empowerment di sostegno ai programmi regionali di screening di prevenzione. Ha utilizzato diverse iniziative di comunicazione, tra cui uno spettacolo teatrale scritto e portato in scena dai componenti del Laboratorio.
Tra gli altri progetti, il Laboratorio ha contribuito a migliorare il percorso tra le varie strutture sanitarie delle persone con tumore al colon, e ha anche riscritto le lettere di invito allo screening e le istruzioni per la preparazione alla colonscopia, che sono state rese più comprensibili e utilizzabili.
Il Laboratorio dei cittadini per la salute, che ha iniziato anche una collaborazione con l’iniziativa Partecipasalute (www.partecipasalute.it) dell’istituto Mario Negri di Milano, rappresenta dunque una modalità nuova e attiva di coinvolgimento per il buon funzionamento del bene pubblico e collettivo. Quel bene che è di tutti ma al quale tutti hanno il diritto/dovere di dare il loro contributo.

Giulianova città del pedone e della bici. O no?

aaq 58Lasciamo stare il fatto che, in campagna elettorale, questa amministrazione aveva promesso nuovi itinerari pedonali e ciclabili, addirittura richiamando la norma nazionale che impone alle amministrazioni di realizzare piste ciclabili in caso di manutenzione straordinaria o nuova costruzione di strade (non mi sembra che sulla SS16 questo sia stato fatto), ma di nuovi percorsi neppure l’ombra; dimentichiamoci pure della promessa di ricongiungere la pista ciclabile costiera nord con quella sud, passando attraverso il porto (cosa che, secondo molti addetti ai lavori, è praticamente impossibile), ignorando totalmente la proposta di allargare il marciapiede est eliminando una fila di parcheggi a pagamento; facciamo anche finta di non aver visto l’apparire e lo sparire, nell’arco di qualche ora, del percorso ciclopedonale di via Nievo, e di non esserci accorti dell’altalenante pedonalizzazione di via Sauro; diciamo pure che l’annunciato bike sharing con bici elettriche che avrebbe dovuto collegare il Paese con il Lido è stata una simpatica battuta, e che le biciclette elettriche “donate” all’amministrazione dalla Julia Servizi (una delle quali è diventata un originale elemento di arredo nella stanza del Sindaco) non giacciono buttate sotto qualche scantinato ma vengono usate abitualmente dagli amministratori senza che noi ce ne accorgiamo; dimentichiamo le esternazioni del primo cittadino che, al MUB di Pescara, descriveva un città piena di percorsi ciclabili, con autobus a metano dotati di portabici, stazioni di bike sharing e parcheggi per biciclette nei punti nevralgici (parcheggi, stazione ferroviaria, ingressi della città, scuole, edifici pubblici, ecc.); ecco, facciamo finta che tutto vada bene: dopo due anni dall’annunciata attivazione è finalmente partito il trekking urbano (che volete, le cose prima di essere fatte vanno meditate); forse verrà adottato un fantomatico piano della mobilità ciclistica, che pare sia all’esame delle Autorità con Competenza Ambientale (ma non sarebbe il caso, prima, di discuterlo, quanto meno, con i Quartieri); il tratto distrutto dall’alluvione del 1 marzo 2011 è stato ripristinato, ed è stato installato anche un abbozzo di cicloparcheggio in prossimità del parco dell’Annunziata (anche se le condizioni del ponte in legno sul Tordino sono pessime e anche lo stato della pista ciclabile, a nord come a sud, non è dei migliori).
Ecco, è vero, ci sono città che stanno peggio; in fondo se i giuliesi vogliono farsi un giretto in bicicletta qualche spazio ce l’hanno; difficilmente incontreranno il Sindaco sulle due ruote (per uno dinamico come lui ci vuole il SUV, non ha certo tempo da perdere), ma l’assessore Forcellese è un accanito ciclista (peccato che non abbia partecipato a nessuna delle Biciclettate Adriatiche che, il 2 giugno, animano la nostra costa) ed ha sicuramente a cuore la mobilità sostenibile. Che volete, cinque anni sono pochi per fare le cose: prima si pensano, si meditano, si annunciano, poi si ascoltano gli umori, le sensazioni, e dopo, con calma, dopo aver rintuzzato gli attacchi di chi, inopportunamente e solo per cattiveria, ti fa notare che qualcosa di quello che avevi promesso potresti anche farlo, si riprende il libro degli annunci e lo si trasfonde nel nuovo programma elettorale.
Giulianova 2020?
No, di quel programma, a parole, è stato fatto tutto.
Puntiamo al 2050!!!

D’Alema, Mastromauro e le correnti

ig 58 03È stato il pubblico delle piccole occasioni a fare da cornice all’intervento di Massimo D’Alema al palazzo Kursaal lo scorso 22 novembre.
Ad accogliere l’ex segretario Pds, oltre a un numero imbarazzante di poltroncine vuote, anche Francesco  Mastromauro. Il sindaco, bersaniano pentito e renziano dell’ultima ora, sembra però aver poco gradito che il primo esponente di spicco del Pd invitato dopo lungo tempo a Giulianova sia stato invece scelto fra i sostenitori di Gianni Cuperlo. L’aver  abbandonato la sala proprio durante l’intervento di D’Alema non ne sarebbe altro che l’impietosa conferma.

Siamo alle solite

ig 58 02Le mareggiate degli ultimi giorni oltre alle tonnellate di detriti sulla spiaggia hanno lasciato anche uno strascico di polemiche fra l’assessore Filipponi, che giudica inopportuno procedere subito alla rimozione dello “spiaggiato” vista l’alta probabilità di futuri fenomeni, e i sostenitori dell’intervento immediato, utile anche, si sostiene, per evitare “l’insabbiamento” di quanto trasportato dalle onde.
La storia, insomma, si ripete. Quasi che tempeste e mare grosso fossero eventi imprevedibili. O quasi che stabilire chiare procedure d’intervento fosse un compito decisamente insormontabile.

Libri di testo gratuiti

ig 58 01Scadono il prossimo 31 dicembre i termini per la presentazione delle domande per la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo scolastici. Interessati gli studenti iscritti alle scuole secondarie di primo e secondo grado (medie inferiori e superiori) con reddito ISEE del nucleo famigliare non superiore a 10.632,94 euro.

La sovrattassa

Lo scorso anno fu per colpa delle procedure burocratiche troppo lunghe. Quest’anno a bloccare l’approvvigionamento delle buste per la raccolta differenziata sarebbe invece la non ancora avvenuta approvazione del bilancio che impedisce di effettuare il nuovo ordine (in parole povere: mancano i soldi). Insomma, cambiano le giustificazioni, ma la morale rimane sempre la stessa: per sapere quanto ci costa davvero lo smaltimento dei rifiuti alla Tarsu ed ai suoi aumenti (+ 17% per il prossimo anno) occorre sommare anche la “sovrattassa” dei contenitori della spazzatura.

Errata corrige

Nell’articolo intitolato “Fra metodo Boffo e pubblicità” pubblicato sullo scorso numero di GiuliaViva è erroneamente indicato come anno di approvazione del Prg il 1984, in luogo del corretto 1994. Ce ne scusiamo con i lettori.

Un suggerimento da valutare

IG 57 03La proposta, avanzata anche ad alcuni esponenti dell’amministrazione, è di un cittadino giuliese, e riguarda il palazzo in via di ristrutturazione all’angolo fra piazza della Libertà e via Gramsci. L’idea è quella di approfittare della risistemazione  per eliminare le lastre di marmo posizionate, a livello stradale, sui muri esterni del fabbricato, lastre che,  per stile e  materiali, poco concordano con gli altri edifici della zona. Non possiamo che condividere.

Roma - 6 novembre 2013

PER 57Il 6 novembre del 2013 è un giorno molto importante nella storia dei pellegrinaggi, non solo per il record di presenze, ben 9000 dalla diocesi di Teramo ed Atri arrivata a Roma con 153 pullman per la chiusura dell’anno della fede 2012-2013, ma soprattutto per la grandiosa partecipazione alla messa tenutasi alle ore 15 nella basilica di San Pietro con i parroci delle parrocchie della provincia teramana a concelebrare il rito con il nostro Vescovo, Michele Seccia.
La basilica è stata riaperta in via eccezionale unicamente per i fedeli della diocesi di Teramo ed Atri che ha risposto con animo carico di spiritualità e devozione. L’omelia del Vescovo, d’altra parte, andandosi ad unire alle parole di Papa Francesco, che durante l’udienza generale della mattinata ha amorevolmente accolto i pellegrini, ha ribadito l’importanza dell’evento da vivere come sacrificio, dono di sé e manifestazione dell’amore di Dio, nonché condivisione di questo sentimento unico con il nostro prossimo. La convivenza dei pellegrini nel corso della giornata, iniziata alle 3 antimeridiane, ha fatto il resto, poiché il bisogno di fratellanza, solidarietà e tolleranza ha comprovato l’enorme necessità di sentirsi uniti in un unico abbraccio nella preghiera e nella fede.
Di ritorno a Giulianova ho avuto l’occasione di chiedere a Don Domenico un breve commento sull’esperienza romana: “Il pellegrinaggio è partito con 153 pullman, tanti quanti sono i pesci catturati da San Pietro nella pesca miracolosa, una coincidenza quasi misteriosa. La prima considerazione da fare è che l’attuale Papa attira tanta gente e l’affluenza è stata tanto numerosa, fa piacere vedere in un giorno feriale, come il mercoledì, piazza San Pietro piena con 85 – 100 mila persone provenienti da tante parti del mondo. San Pietro diventa una grande famiglia che si stringe attorno al Papa, si sente pulsare il centro della cristianità e allora ti riempie di gioia un fatto così straordinario, si avverte tanta grazia ed emozione. Questo è l’aspetto più bello che fa dimenticare i disagi che comporta il gestire una folla di tale portata. Il Papa nel suo discorso ha detto che la Chiesa è composta da vari membri e ognuno è al servizio dell’altro, con la carità. Se si vive nell’egoismo e nel malumore allora non si vive nella carità, noi costruiamo la carità quando la viviamo come gli apostoli.”
Il collaboratore di Don Domenico, Carlo Pandoli, ha riportato l’episodio  di una ragazza di Guardiagrele i cui genitori hanno ricevuto il divieto, da parte dello Stato, di utilizzare le cellule staminali. “Il padre della ragazza ha scritto al Papa e lui ha telefonato tramite il Vescovo di Teramo per mettersi d’accordo su quando potevano essere ricevuti e la sera del pellegrinaggio tutta la famiglia ha dormito a Santa Marta, nella residenza del Papa.”
Papa che è sempre tanto vicino ai bisognosi e alle famiglie in difficoltà, è esempio lui stesso di carità e misericordia verso il prossimo.

GiuliaViva raddoppia

INCA 57Un quindicinale che ha una tiratura di oltre 2500 copie, diffuso gratuitamente nelle edicole e in diversi luoghi pubblici ed esercizi commerciali, con più di settanta collaboratori e che gode ottima salute vivendo esclusivamente di pubblicità, senza sovvenzioni o appoggi economici di nessun genere, raccontando nella maniera più trasparente possibile i “dietro le quinte” che troppo spesso vengono taciuti dagli altri media: questo è GiuliaViva.
Ma “non è la specie più forte che sopravvive, né la più intelligente ma quella più reattiva ai cambiamenti” dice Darwin, così anche la nostra redazione si rende disponibile e pronta ai cambiamenti. L’impatto delle nuove tecnologie per l’informazione e la comunicazione è travolgente, l’avvento del web è preponderante e s’impone come un’esperienza comunitaria.
E quella di GiuliaViva è una “piccola comunità” formata da persone disposte a crescere, una comunità in cui ciascuno, di volta in volta, può assumere il ruolo di trend-spotter capace di individuare le innovazioni promettenti o di evangelizzatore che sostiene appassionatamente l’idea innovativa, di scettico che crea la possibilità di discutere o di diffusore che trasmette le innovazioni ad una comunità più ampia.
Da queste premesse si sono create le condizioni per trasformare un progetto in realtà; così diamo vita alla nostra webTV accessibile da pc, tablet e smartphone.
Inizieremo con un rotocalco sportivo per Giulianova A tutto sport, che andrà in onda ogni giovedì in diretta web alle ore 21,15 a partire da giovedì 28 novembre, e sarà poi visibile in streaming su www.webtv.giuliaviva.it. Questo vorrebbe essere solo l’inizio; il progetto è di occuparci in seguito anche di cultura, attualità e di quant’altro possa essere condiviso, naturalmente sempre mantenendo le nostre prerogative di attenta documentazione e trasparenza su quanto si andrà raccontando. Con l’avvio di questa innovazione ci piace offrire, ai giovani in particolare, la possibilità di collaborare, a livello tecnico e di contenuti, di fare esperienza.
È probabile che la nostra webTV sia guardata solo da noi ma può anche darsi che attiri l’attenzione di un “trendspotter” che spedisca subito il link www.webtv.giuliaviva.it al suo amico “evangelizzatore” che scriva a sua volta un commento entusiastico, letto da un “diffusore” e twittato ai suoi diecimila contatti ... e in questo caso saremmo lanciati!

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