Martedì, Giugno 27, 2017

 

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C’è marchese e marchese...

FIPP 74 02La vicenda è un po’ datata, ma anche a distanza di tempo, qualche ulteriore considerazione la merita comunque. L’occupazione della terrazza del Kursaal (ufficialmente inagibile, peraltro!) da parte di un manipolo di privilegiati per assistere allo spettacolo pirotecnico di chiusura dei festeggiamenti in onore della Madonna del Portosalvo ha ravvivato l’estate con un vespaio di polemiche, che hanno trovato asilo sulla stampa, sui social network, addirittura in consiglio comunale.
Con ogni probabilità, tutto sarebbe rimasto entro i confini della semplice figuraccia, non fosse stato per qualche improvvido tentativo di giustificazione, che come spesso succede, ha finito col rendere la pezza peggiore del buco. A partire dall’affrettata dichiarazione del primo cittadino secondo cui, su quella terrazza, non era presente alcun componente della giunta, ma solo membri del comitato della festa. Ora, a parte che non crediamo che far parte di questo o di altri comitati dia diritto ad accedere ad una struttura inagibile (di cui, va ricordato, il Comune è proprietario e dunque responsabile per interposta Giulianova Patrimonio), è parso ai più che la terrazza Kursaal ospitasse bene in vista niente meno che l’assessore ai lavori pubblici. Impressione avvalorata in seguito da un incontestabile resoconto fotografico, che sulla medesima, accanto all’assessore in questione, ha messo in bella evidenza un folto gruppo di “piccole vedette giuliesi”, compreso un solitario e fortunato esponente dell’informazione.
E se è vero che, come affermato in qualche commento sui social network “non sono questi i problemi di Giulianova” (a molti dei quali, va ricordato, proprio a certi privilegiati toccherebbe però fare fronte), ciò non toglie che in un sistema a cui piace autodefinirsi “trasparente” simili comportamenti siano censurabili e del tutto fuori luogo. Questione di opportunità, ma anche di puro e semplice buon gusto.
La vicenda, più squallida che altro, ha inevitabilmente ricordato un film di Mario Monicelli, il celeberrimo “Il marchese del Grillo”, e l’altrettanto famosa frase pronunciata da Alberto Sordi: “Perché io so’ io e voi nun siete un c...”, sintesi mirabile delle ingiustizie di casta nella Roma papalina.
Riferimento che calza, ma con una differenza sostanziale. Mentre là il privilegio veniva almeno ostentato con assoluta e coerente spudoratezza, ai piccoli marchesi del Grillo locali è mancato pure questo coraggio. “Ci trovavamo lì per monitorare la situazione” ha provato a giustificarsi qualcuno, sfidando il senso del ridicolo ed offendendo l’intelligenza di chi la frase l’ha espressa, cosa che in fondo poco ci riguarda, ma soprattutto di tutti noi, cui è toccato ascoltarla. E su questo siamo molto meno transigenti

La situazione è grave (ma non seria?)

FIPP 74 01C’è poco da scherzare. Da questa anomala e balzana estate 2014, fra crisi e bizzarrie meteorologiche, l’immagine della Giulianova turistica è uscita ridimensionata, offuscata, maltrattata. Nel breve volgere di una stagione, Giulianova ha perso la bandiera blu della FEE e lasciato per strada una delle vele assegnate da Legambiente (scese da tre a due, senza che della cosa si trovasse traccia sui mezzi di comunicazione). Il nostro mare si è posizionato al secondo posto per numero di rifiuti per chilometro quadrato nell’apposita classifica nazionale stilata da Goletta Verde. Infine il litorale prossimo alla foce del canale a nord del porto è stato giudicato, dalla medesima Goletta Verde, come “fortemente inquinato”.
Si tratta di segnali inequivocabili, situazioni sconcertanti, condizioni allarmanti: ma anziché affrontarle con la dovuta serietà sono state di volta in volta sminuite, snobbate o, peggio, bellamente ignorate. Per coprire quello che assomiglia sempre più ad un disastro annunciato, si è arrivati, paradossalmente, a puntare il dito contro chi certe situazioni ha portato alla luce sui mezzi di informazione. Si è affermato che fosse irresponsabile divulgare notizie (vere, peraltro!) che andassero a detrimento della stagione turistica. Quasi che il problema non stesse nello stato drammatico in cui versano le nostre acque, ma nel fatto che di questo stato si parlasse. O quasi che, nel 2014, informazioni di questo genere non possano comunque essere reperite con facilità semplicemente accedendo al web.
Da irresponsabili, semmai, è continuare a far finta di niente, nascondere la polvere sotto il tappeto, insistere con il ritornello del “tutto va bene” per salvaguardare non il tanto bistrattato bene comune, ma l’immagine personale di qualche amministratore. La questione non è politica, magari lo fosse: nel caso, tutto rimarrebbe racchiuso entro i confini delle contrapposizioni di parte e dello scontro fra schieramenti. Purtroppo riguarda la realtà, e la riguarda in maniera drammatica, sollecitando, senza ulteriori rinvii, interventi mirati e decisi, non propaganda e promesse vuote.
Sulle cause dello stato del nostro mare è stato detto tutto ed il contrario di tutto: dagli sversamenti indiscriminati nei fiumi, che inevitabilmente confluiscono in mare, all’inadeguatezza dei depuratori, ai dubbi su cosa i famigerati canali delle acque bianche effettivamente convoglino. L’analisi, però, non risolve il problema. Così come non lo risolvono i comunicati sdegnati, diffusi ad orologeria al manifestarsi di situazioni comunque note e stranote.
Il territorio, qualunque territorio è, prima di tutto, patrimonio di chi lo abita. Come tale va difeso, a maggior ragione se proprio dal territorio dipendono in massima parte le fortune o le disgrazie economiche di una comunità. Come è nel caso di Giulianova. Per salvaguardarlo realmente, prima che sia troppo tardi, serve intervenire, subito e con vigore. Direttamente per quanto di competenza dell’amministrazione, con tutti i possibili mezzi di pressione laddove le responsabilità siano di altri, Provincia e Regione in primis. Quella benedetta fascia tricolore, buona per inaugurazioni, commemorazioni e presenzialismi vari la si può indossare anche per qualche altro motivo. Specie se in ballo c’è il futuro turistico di una città.

Informazione soggettiva

IG 74 01Le opinioni, si sa, sono personali, soggettive e, in quanto tali, non tutte uguali. Per fortuna. Poi ci sono i numeri coi quali, al contrario, è difficile giocare perché danno delle cose un’immagine precisa, non soggetta ad interpretazioni. Sembra un discorso banale, eppure non sempre è così.
È accaduto di recente con la TASI, per la quale l’amministrazione ha scelto, come prevedibile, l’aliquota più alta, il 2,5 per mille. Come naturale, l’argomento è finito a caratteri cubitali sulle pagine dei giornali locali, accompagnato dai titoli che riportiamo sopra.
Le differenze saltano immediatamente agli occhi: i numeri sono quelli, i soldi che usciranno dalle nostre tasche pure, ma la forma con cui vengono proposti è, con tutta evidenza, ingannevolmente diversa.
Qualcuno può anche chiamarlo ingiustificato ottimismo o interpretazione personale. Secondo noi si chiama propaganda, tipica del giornalismo schierato con il potere.

Un anno dopo

IG 74 03I nostri lettori ricorderanno senz’altro che alle difficoltà incontrate a muoversi in città da parte di chi non può camminare, dedicammo oltre un anno fa un servizio intitolato “Percorso ad ostacoli” (Giuliaviva n. 16/2013). Inutile dire che, da allora, nulla è cambiato e neppure una delle centinaia di barriere è stata rimossa.  Di recente, il problema è tornato alla ribalta nel corso di un’assemblea del quartiere Annunziata, strappando l’impegno da parte di un assessore (il nome non è stato pubblicato, ndr) a sperimentare di persona l’esperienza di un tour cittadino sulla sedia a rotelle.  Quasi che per rendersi conto della situazione non bastasse semplicemente aprire gli occhi, e per risolverla mettere mano al portafoglio.

Ottimizzazione

IG 74 02In primavera, quando in molti si erano lamentati perché la pulizia del litorale tardava, l’allora assessore al demanio aveva parlato di ottimizzazione dei costi: in pratica, pulire la spiaggia con ancora il rischio concreto di mareggiate sarebbe stato un inutile spreco di denaro.
Poi, a inizio stagione, quando il resto del litorale era quasi del tutto pulito, la spiaggia libera a sud del porto versava ancora in condizioni indecenti, con enormi cumuli di detriti a renderla pressoché impraticabile: la situazione non è cambiata nei mesi successivi, ed ancora oggi che l’estate è agli sgoccioli tutto è rimasto come prima.
Una cosa, però, almeno la sappiamo: non si è trattato di incuria o dimenticanza, ma solo di ottimizzazione.

Gabriella Cassiani e Angela Palestini (“Non è”)

QDA 73Siamo con Gabriella Cassiani e Angela Palestini per parlare di una nuova iniziativa: NON’E’. Cos’è lo chiediamo a Gabriella.
(GC) “Non’è” è una nuova iniziativa promossa dalla cooperativa sociale Il Volo. Si chiama “Non è” perché non vogliamo dare una definizione precisa, esatta. E’ un contenitore, e può contenere qualsiasi cosa. Non è un ristorante, non è un caffè letterario, non è una tisaneria, non è uno spazio culturale ma è tutto questo messo insieme. E’ anche un laboratorio dove speriamo che, soprattutto i giovani, vengano a portare avanti i loro sogni e le loro idee. C’è anche una piccola biblioteca e la possibilità di leggere libri in un angolo lettura
L’idea di investire in Centro Storico è casuale o frutto di una scelta precisa?
(GC) E’ frutto di una scelta precisa, innanzitutto perché noi amiamo Giulianova, e amiamo Giulianova Paese, e quindi vogliamo contribuire a rivitalizzare la nostra città, tutta, perché la cooperativa si occupa anche di turismo, e ritiene che il semplice turismo marittimo non sia più sufficiente. Quindi, vuol essere un incentivo per migliorare l’offerta turistica di Giulianova.
Ad Angela, responsabile della parte gastronomica, chiediamo cosa potranno scoprire e gustare le persone che frequenteranno il vostro locale.
(AP) Si potrà gustare un’alimentazione un po’ diversa. Proponiamo piatti con l’utilizzo del miglio, dei cereali, del riso nero. Ci avvaliamo anche della collaborazione di persone del territorio. Torzolini, ad esempio, ci procura la pasta, le spezie, che utilizziamo tantissimo. Il loro profumo ci avvicina ad altre parti del mondo, cui la nostra cucina si apre molto. E’ una cucina che rispetta la stagionalità e il chilometro zero, usiamo solo prodotti del nostro territorio. E’ un po’ una scoperta dei vari sapori del mondo. Mi piace mescolare essenze e profumi.
Fate anche dimostrazioni, proporrete anche cultura culinaria?
(AP) Sì, molte manifestazioni saranno accompagnate ad eventi. Ad esempio, quando ci saranno letture particolari di persone che hanno scritto di cucina, proporremo aperitivi in tema. E poi, tisaneria e cioccolateria saranno accompagnati da dolci particolari, fatti in casa.
Quali sono le prossime iniziative, e gli orari di apertura?
(GC) Le prossime iniziative, a breve, saranno musicali. Partiremo prima di Ferragosto. E poi abbineremo attività culturali e dimostrative con la cucina tipica di riferimento. Ad esempio, ci piacerebbe fare una serata con artisti sudafricani da abbinare con la cucina di quel Paese. Per gli orari, siamo aperti dalle 18 in poi tranne il lunedì sera, ma in autunno faremo orario continuato per l’intera giornata, proponendo anche le colazioni naturali. Il nostro potrà essere anche un luogo dove lavorare, disponendo del wi-fi free.
L’avete chiamato Non’è, ma da quello che ci avete detto il vostro locale è tante cose messe insieme. L’augurio è che i nostri lettori abbiano le idee più chiare dopo questa bella chiacchierata.

“Sistema” turismo?

FIPP 73“Giulianova è un comune italiano di 23.949 abitanti della provincia di Teramo in Abruzzo. Città storica, possiede una forte vocazione commerciale e turistica”. La definizione è quella di Wikipedia, arcinota enciclopedia online ai vertici delle classifiche dei siti più consultati al mondo. Tralasciando quel sacrosanto appellativo di storica troppo spesso ignorato e vilipeso quando si è trattato di ridare lustro al patrimonio cittadino inevitabilmente toccato dall’azione del tempo (un solo esempio: piazza Buozzi) e soprassedendo a quell’attitudine commerciale che i tempi recenti hanno sensibilmente corroso, crediamo che la stagione imponga qualche riflessione sul terzo aspetto, quello del turismo.
Naturalmente non serviva wikipedia per rispolverare l’abusato principio della vocazione turistica, citata e sbandierata ad ogni piè sospinto. Il punto è che, da sola, questa tanto osannata vocazione inevitabilmente non basta, ed il “sistema” turistico locale mostra la corda in molti, troppi aspetti basilari. Ne elenchiamo alcuni, sicuri di non esaurirne l’elenco ed altrettanto certi di non fare altro che mettere nero su bianco ciò che turisti e residenti hanno notato, e sopportato, già da parecchio tempo.

Spiagge. Nelle intenzioni, e soprattutto nelle promesse pre-elettorali, dovevano essere tirate a lucido già per le festività pasquali. Nella realtà non erano pronte neppure a luglio inoltrato e cumuli di detriti hanno continuato a farla da padroni specie nella spiaggia libera a sud del porto. Un po’ ovunque, intanto, l’arenile viene solcato con periodica puntualità dai flussi dei canali a mare, sulle cui modalità di apertura e chiusura sembra aleggiare da sempre il più fitto mistero. C’era una volta la spiaggia d’oro.
Piste ciclabili. Se ne parla da sempre, ma se si esclude il tratto a ridosso dei campeggi e quello che si dipana parallelo al lungomare sud, di strade riservate alle due ruote non abbiamo, in fondo, ancora visto l’ombra. A meno che non si voglia elevare al rango di “pista” quella striscia d’asfalto che, nei tratti di lungomare a nord del porto, solo una pennellata di vernice gialla riserva all’uso delle biciclette. E dire che proprio la presenza di percorsi ciclabili degni di tale nome ha contribuito, e non poco, alle fortune turistiche di numerose località nazionali, marine e montane. A titolo di cronaca, il prologo del Giro d’Italia 2015 si svolgerà a Sanremo: una cronometro a squadre interamente disegnata lungo una pista ciclabile. Altrove la vernice gialla l’hanno dimenticata da tempo.
Manifestazioni. Il ritornello è sempre lo stesso, e si ripete senza distinzione di fede e di colore politico almeno da quattro consiliature: “organizzeremo un evento di risonanza nazionale, capace di reclamizzare il nome di Giulianova in tutto il Paese”. Poi si ritorna con i piedi per terra, e l’estate trascorre fra un ballo, una sagra, un mercato e poco altro: eventi anche apprezzabili, ma la cui portata rimane, inevitabilmente, assai limitata. Intanto le realtà vicine annoverano rassegne cinematografiche quasi ventennali (“Roseto opera prima”), tornei internazionali di beach soccer (Alba Adriatica), gare nazionali di triathlon (Pescara) o appuntamenti ciclistici internazionali (l’arrivo della Tirreno-Adriatico da decenni fissato San Benedetto del Tronto). Al contrario l’orizzonte giuliese è ancora limitato.
Mercatini. Ne abbiamo ampiamente parlato sul numero scorso e non intendiamo ripeterci. Vero è che al di là dell’impressione trasmessa di un calendario di eventi monocorde e di scarsa fantasia l’invasione delle bancarelle ha creato più di un problema alla circolazione stradale e più di una difficoltà agli automobilisti in vacanza, costretti a combattere, quotidianamente, con transenne, chiusure e divieti inaspettati. Giulianova, la prima città a circolazione variabile.
Stazione ferroviaria. Le promesse erano importanti: Giulianova avrebbe avuto uno scalo ferroviario all’avanguardia e nuovo di zecca e lo avrebbe avuto in tempi relativamente rapidi. Il progetto della nuova stazione era infatti dato per cantierabile (termine discutibile che indica l’esistenza delle condizioni per aprire subito un cantiere) già nel 2013. In attesa dell’aggiornamento di una data evidentemente superata dai fatti, le condizioni dello scalo giuliese inevitabilmente peggiorano. Alle indecenti condizioni di un sottopasso di fatto consegnato ai vandali, alle tettoie che non trattengono la pioggia, alla immancabile confusione che, complice l’assenza di un parcheggio adeguato, regna ad ogni ora nel piazzale antistante la stazione, si è aggiunta di recente la chiusura pomeridiana della biglietteria, che si protrarrà almeno fino al 15 agosto. In attesa di uno sfavillante futuro, il presente è quello di sempre: una struttura inadeguata, ma soprattutto mantenuta ben al di sotto delle condizioni minime richieste dall’accoglienza.
Chico Mendes (e luna park). Liberato dalle giostre e dalla presenza ingombrante, oltre che indecente, dei vagoni dismessi doveva conoscere una nuova stagione, almeno stando alle buone intenzioni espresse a più riprese di destinarla alla musica, alle rappresentazioni varie ed anche allo sport con il ripristino della piattaforma per il basket. Doveva diventare una sorta di cittadella dello spettacolo: è rimasto una landa assolata, deserta e neppure ben tenuta.
Non sappiamo quali siano i numeri di questo primo scorcio d’estate, ma la sensazione visiva è che quella che si avvia alla conclusione non sia una stagione da ricordare: l’affollamento delle spiagge è stato evento raro ed il clima generale, percepito a pelle, è stato finora tutt’altro che esaltante: difficile ipotizzare che i dati sulle presenze possano dipingere un quadro diverso. Certo, c’è la crisi e ad aggiungere un ulteriore ed indesiderato carico hanno provveduto le condizioni meteorologiche. Ma logica vorrebbe che, proprio quando le situazioni non sono economicamente ottimali, si cercasse di sopperire con la cura del territorio, la qualità dei servizi, l’attenzione per quello che, innegabilmente, è il primo patrimonio cittadino.
Nascondersi dietro i falsi trionfalismi delle dichiarazioni ufficiali serve a poco, anzi è solo controproducente.

Ci risiamo

IG 73 01Quel “fortemente inquinato” che le analisi eseguite dalla Goletta Verde di Legambiente assegna alle acque antistanti il lungomare Zara, all’altezza del canale a mare a nord del porto ha gettato una nuova, prevedibile ma pur sempre inquietante ombra sulla qualità delle acque giuliesi. Al di là delle dichiarazioni ufficiali e dei cartelli che la definiscono “eccellente”, la qualità del nostro mare inciampa sempre più spesso in analisi che ne tracciano un quadro assai meno rassicurante. Basterà questo nuovo campanello d’allarme a smuovere l’intorpidita coscienza ambientale dell’amministrazione?

L’arcano svelato

IG 73 02Dopo anni il mistero è stato svelato e, finalmente, si è scoperto a quale uso siano destinati i paletti metallici installati sul versante ovest del lungomare centrale.
Caduta l’ipotesi che si trattasse di innovativi elementi per l’illuminazione stradale (la possibilità è stata definitivamente esclusa per l’assenza di qualsiasi tipo di lampadina) solo dopo lunghi ed incessanti studi si è infine arrivati a capire quale fosse la loro destinazione. I paletti non sono altro che un recentissimo ed efficace sistema che il Comune ha messo a disposizione dei cittadini per pubblicizzare le proprie richieste di lavoro.
Scritte su apposite strisce cartacee, le domande possono essere incollate sul supporto di metallo, in maniera assolutamente semplice e con la garanzia di essere notate dai numerosi passanti.
Un plauso all’amministrazione per l’attenzione ancora una volta dimostrata nei confronti di quanti hanno difficoltà lavorative.

La prevalenza del mercato

Gli automobilisti stiano sereni: non succede solo a loro di incappare nei percorsi a ostacoli in cui mercatini e manifestazioni trasformano la viabilità cittadina. A cadere nella trappola delle transenne e dei divieti di transito è stata questa volta niente meno che la tradizionale processione della Madonna del Porto Salvo, costretta a modificare il consueto tragitto dalla presenza delle bancarelle domenicali in via Sauro e via Gorizia.
Nessuno si salva a Market town!

Un giapponese a Giulianova

IG 73 03Si chiama Hide ed è un giovane chef giapponese. È approdato a Giulianova, più precisamente alla pizzeria “I Caraibi” di piazza Fosse Ardeatine, per imparare i piatti della cucina abruzzese e riproporli successivamente ai propri connazionali.
Nonostante la poca conoscenza della nostra lingua Hide sta apprendendo rapidamente i segreti delle ricette locali, che trascrive minuziosamente in quello che, a conclusione della sua esperienza italiana, diventerà un preziosissimo ricettario della cucina locale. Insomma, pochi mesi ancora e le specialità abruzzesi troveranno in estremo oriente un interprete tanto inaspettato quanto appassionato e capace.

La stazione di Giulianova oggi

stazione 72Se tentiamo una ricerca sul sito di Trenitalia per trovare il modo di raggiungere Milano da Giulianova, notiamo da subito come non esista più un collegamento diretto, ma si è costretti a far sosta a Bologna o bisogna dapprima raggiungere Pescara, o San Benedetto o Ancona, per poi procedere verso Nord.
La recente razionalizzazione degli organici operata da Trenitalia ha fortemente penalizzato i servizi della nostra stazione e con essa sia i tanti giuliesi e l’intera utenza teramana, ma anche, inevitabilmente, il flusso turistico e l’indotto commerciale. Sono stati perentoriamente soppressi treni Espressi ed Intercity in partenza per Milano, Torino, Venezia, località che possono ora essere raggiunte solo cambiando treno in altri scali; inoltre l’unica fermata del diretto Frecciabianca in territorio abruzzese è a Pescara, escludendo Giulianova che storicamente è stata un vitale e trafficato terminale di un asse viario primario sulla direttrice Roma-L’Aquila-Teramo-costa adriatica teramana. Altro handicap subito all’ombra della nostra pensilina, è di certo la cancellazione dei treni notturni verso il Nord essendo l’ultimo disponibile alle ore 17:26 diretto a Pescara da cui, partendo alle 18:15 si giunge a Milano alle 23:25. Osservando il trattamento riservato alle vicine Marche, notiamo da subito come essa abbia conservato 3 stazioni di sosta ( e ben 9 l’Emilia Romagna) sul servizio di percorrenza veloce.
Il dubbio che non può che sorgere va allora alle responsabilità politiche. Giuliesi e pendolari di tutto il teramano sono costretti a subire disagi e difficoltà che sarebbero tollerabili se causati da carenza di infrastrutture, ma inaccettabili se frutto dell’incapacità degli amministratori locali di imporre a Trenitalia ciò che altre Provincie o Regioni hanno ottenuto per i loro cittadini.
Il destino della stazione ferroviaria può essere affiancato a quello dell’ospedale di Giulianova, entrambi per tanti anni elementi caratterizzanti del tessuto giuliese, entrambi prestigiosi e rilevanti punti di riferimento a livello provinciale; oggi entrambi smantellati da forze impersonali contro le quali i nostri politici hanno talvolta abbaiato senza ottenere neppure un osso in un percorso di inconcludenza e di impotenza sconcertanti.

Estate 2014: fra mercati e sobrietà

FIPP 72Il lunedì tocca a via Trieste, con il preannunciato sconfinamento in via Sauro e via Gorizia. Mercoledì è la volta del centro storico, con le bancarelle di contorno agli appuntamenti di “Attenti al luppolo”, mentre ormai da dieci anni il giovedì è riservato a “Calici e musica al chiar di luna” ed ai mercatini abbinati in piazza del Mare e viale Orsini nord. Venerdì, infine, si chiude con “Benvenuti al sud”, che interessa a rotazione le strade del quartiere Annunziata. Ai quattro canonici appuntamenti settimanali, si aggiungono poi tutti gli altri eventi “una tantum” come la “Mostra mercato delle tipicità regionali” del primo fine settimana di luglio o l’abituale “Tesori della fattoria” (se verrà riproposto), oltre ai consueti mercatini e fiere varie in calendario in occasione delle festività religiose dell’estate. Le giornate libere dall’ormai quotidiana presenza delle bancarelle si contano dunque sulle dita di una mano, e chissà che, strada facendo anche le poche date disponibili non trovino il loro abbinamento “merceologico”.
Insomma, a Giulianova (secondo una tendenza che non trova neppure lontana parentela nelle località vicine) da giugno a settembre ad imperare sono le bancarelle, siano esse occasione di proposta enogastronomica, di esposizione di manufatti artigianali o, più banalmente, della vendita di prodotti ben più dozzinali, che senza bisogno di eventi particolari, si potrebbero senza difficoltà trovare un po’ ovunque. Lontani i tempi in cui un unico mercatino settimanale, quello dell’antiquariato organizzato dal compianto Vincenzo Santuomo, all’epoca assessore al commercio, bastava per attirare le critiche feroci dell’opposizione dell’epoca. Da anni, almeno dieci, succede esattamente il contrario, con un crescendo di occasioni in cui, per le strade cittadine, fioriscono banchi, furgoni, tendoni e qualunque altro mezzo idoneo alla vendita per strada.
Intendiamoci, la vendita ambulante, nei mercati settimanali come nelle ricorrenze occasionali, annuale o stagionale che sia, incontra tutto il nostro favore, nonché la comprensione e la solidarietà dovuti a tutti coloro che, in qualunque settore, subiscono e soffrono quotidianamente i morsi della crisi. Resta da capire, però. quanto giovi agli stessi operatori questa esagerata sovraesposizione, questa inflazione di commercio stradale che, rischia, inevitabilmente, di sovrapporsi, scontrarsi, litigare, come qualche diatriba del recente passato è lì a testimoniare.
Non crediamo che questa “overdose” possa trasformarsi in toccasana del settore, specie quando iniziative similari finiscono addirittura con lo svolgersi contemporaneamente a poche centinaia di metri l’una dall’altra (è accaduto il primo lunedì di luglio con l’ultima giornata della mostra delle tipicità regionali ed il primo appuntamento con il mercatino di via Trieste). Senza contare poi che fra tanto “bancarellare” appuntamenti di qualità finiscono con l’essere inevitabilmente affiancati (e spesso “offuscati”) da iniziative di livello decisamente inferiore, in un conflitto schizofrenico, non sappiamo positivo per chi.
Il punto crediamo sia un altro. Da tempo ad ogni affacciarsi dell’estate torna in auge a Giulianova la medesima, trita e ritrita promessa: quella di approntare un calendario di eventi all’insegna della qualità e, soprattutto, di organizzare (finalmente!) almeno un evento capace di avere risonanza ben al di là dei confini locali. Un refrain riproposto negli anni praticamente di tutti i titolari della delega al turismo, senza distinzione di colore, che si sono ritrovati accomunati dal medesimo copione: non aver mai fatto seguire alle promesse i fatti. La realtà dice che a proliferare sono rimaste soltanto le bancarelle alle quali, caratteristiche o meno che siano, originali o meno, di qualità o meno, non può essere delegato tutto l’onere di trainare gli eventi della stagione estiva.
Spazio dunque, alle fiere ed ai mercati, ma senza esagerare, senza ingolfare il calendario di iniziative fotocopia. E restituendole, soprattutto, al loro ruolo: quello di contorno di un programma di manifestazioni che vada, una volta per tutte, in tutt’altra e più articolata direzione.
Riferendosi al programma dell’estate in corso il neo assessore al turismo, Pierangelo Guidobaldi, ha parlato di calendario all’insegna della sobrietà: per la negativa congiuntura economica e per i ritardi legati alle elezioni. Accordandogli il beneficio del poco tempo a disposizione (meno quello delle scarse disponibilità di cassa, visto che non sempre maggior spesa è sinonimo di qualità), ci aspettiamo fin da ora che, per la stagione estiva targata 2015, Giulianova sia in grado finalmente di mettere in campo qualcosa di più, e possibilmente di diverso

Tagli strategici

IG 72 04jpgErano tutti intorno al tavolo, per parlare della drammatica vicenda Agritech: i vertici dell’azienda, la cui strattura di Colleranesco corre rapidamente verso la chiusura con il trasferimento delle maestranze nel ravennate, il consigliere Gabriele Filipponi ed il sindaco Francesco Mastromauro.
Quest’ultimo, immancabilmente immortalato nell’istantanea allegata all’altrettanto immancabile comunicato istituzionale, è stato misteriosamente tagliato dalla foto pubblicata su di un quotidiano locale. Casualità? O qualcuno ha pensato bene che un tavolo di crisi non giova all’immagine rutilante del primo cittadino?

Senza di te...

IG 72 01Commenti “entusiastici”, l’aggettivo è opera di più di un esponente politico della maggioranza, hanno accolto la proposta avanzata all’ex vicesindaco Di Carlo di presiedere la costituenda consulta per il turismo. Manifestamente favorevoli, fra gli altri, l’assessore Pierangelo Guidobaldi ed il consigliere Marcello Mellozzi. Del resto, che centrodestra è se Mimì non c’è?

Stazione... turistica

IG 72 03D’accordo, siamo in attesa che la stazione di Giulianova venga finalmente trasformata
in uno scalo modernissimo ed efficientissimo (a proposito, ma i lavori non dovevano già essere iniziati da tempo?). D’accordo, il sottopasso pedonale della stessa stazione versa in condizioni indecenti, ma non può essere riverniciato perché, in mancanza di telecamere di sorveglianza, verrebbe immediatamente imbrattato di nuovo (teoria più che discutibile). Ma è accettabile che, appena piove, il marciapiede del primo binario non sia praticabile perché dalla pensilina scende acqua come una cascata?

Tempismo

IG 72 02Nessuno ne sapeva nulla, fino al momento in cui, nel breve volgere di qualche ora, è sorta come un fungo alla periferia nord di Giulianova. Ma la rapidità nel venire alla luce non è l’unica caratteristica dell’antenna telefonica appena impiantata in via Pescara che, dimostrando grande sensibilità politica, ha atteso l’indomani delle elezioni per venire alla luce. Le emissioni, si sa, non si addicono al voto.

Gli Organizzatori del Festival delle Bande Musicali

QDA 71GiuliaViva apre una finestra sul Festival internazionale di Bande musicali. Si è appena chiusa la 15a edizione con un numero record di presenze, sia per il numero di bande che per il pubblico, che ha seguito in maniera massiccia tutte le attività proposte nelle 5 giornate. Ne parliamo con gli ideatori e promotori, dell’ass.ne culturale Padre Candido Donatelli: il presidente Mario Orsini, il vice Gianni Tancredi e Michele Maruccia.
Che bilancio possiamo fare per questa 15a edizione?
(MO) Un bilancio certamente positivo. Il festival è cresciuto, nei numeri e nella qualità. Bande sempre più prestigiose provenienti da tutto il mondo. Ne siamo davvero soddisfatti. Una giuria molto qualificata ci ha fatto i complimenti per le belle bande, tra cui voglio citare il Giappone (di gran qualità), la Lituania, la Polonia.
Ma anche le italiane si sono fatte valere. Parliamo di numeri: quante bande sono arrivate a Giulianova per il Festival?
(GT) 20 bande in concorso, e 22 durante la parata del Lido. Un en-plein di coreografie. Voglio parlare dell’Ucraina, che vive un momento difficile. Qui hanno trovato un po’ di serenità e un po’ di pace, trovando bei momenti di integrazione con le altre bande; una cosa, secondo me, molto positiva.
Molto positiva anche l’apertura al Festival del territorio. Quest’anno la novità è stata la grande parata ospitata da Alba Adriatica.
(MM) E’ vero, con grande successo. Voglio anche ringraziare il comandante del Porto che ha permesso la partenza delle Bande dall’interno dell’area portuale. Speriamo, il prossimo anno, di poter ripetere e migliorare quest’esperienza.
Giulianova, attraverso il Festival, con l’immagine delle bande all’interno dell’area portuale, diventa un po’ la cartolina del nostro splendido territorio. Una promozione turistica molto positiva. Possiamo immaginare per un prossimo futuro una diversa collaborazione e apertura da parte delle Istituzioni per l’organizzazione del Festival? Un veicolo anche per Provincia e Regione?
(MO) Direi proprio di sì. Il Festival è un fiore all’occhiello per l’Abruzzo, con tutte queste persone che arrivano da ogni parte del mondo. Da questa iniziativa potrebbero nascere importanti collaborazioni.
Quante persone sono arrivate a Giulianova, tra Bande e turisti?
(GT) Con le bande abbiamo ospitato 1500 persone. Come flusso turistico, abbiamo stimato circa 20 mila persone, soprattutto il giorno della parata.
Un grande evento, quindi, che richiama appassionati e curiosi, baciato quest’anno da un clima favorevole. La grande partecipazione di pubblico, da una parte vi rallegra, dall’altro crea qualche disagio?
(MM) Ci sono momenti da gestire, soprattutto perché gli spazi dove ospitare il Festival sono sempre più piccoli. Cerchiamo di adottare sistemazioni (tribune) per ospitare più persone, ma diventa fondamentale l’aiuto delle Istituzioni. C’è sicuramente da migliorare qualcosa, ma con la collaborazione di tutti potremo riuscirci.
Questo mi fa pensare che state già lavorando alla prossima edizione.
(MO) Non ci fermiamo mai. Abbiamo già stabilito le date 2015, dal 29 maggio al 2 giugno. Siamo in contatto con diverse bande; speriamo di portare a Giulianova nazioni prestigiose, come l’Australia, con possibilità di avere anche un gruppo delle Hawaii, e uno del Bangladesh. Stiamo lavorando.
La particolarità di quest’edizione, l’abbiamo già detto, la presenza dell’Ucraina, che ha superato momenti complicati in patria. Come l’avete vissuta voi, in generale, da dietro le quinte?
(GT) Sempre con un po’ di tensione, perché la manifestazione è cresciuta notevolmente. Siamo pochi, un gruppo di amici, e il lavoro è tanto. Però la soddisfazione per la riuscita del Festival ci ripaga. Riceviamo elogi, e le Bande che hanno partecipato cominciano già a scrivere per ringraziarci dell’organizzazione offerta. Direi che qualcosa di buono l’abbiamo fatto.
Lo testimoniano le dichiarazioni che troviamo sul sito internet e sulla pagina facebook del Festival, dove stanno confluendo immagini e video.
Il Festival si è chiuso lunedì 2 giugno ma in realtà continua a far vivere i suoi momenti di musica, di leggerezza, di armonia, grazie agli strumenti informatici. In qualche modo continua ad elargire la sua gioia, la sua felicità. Un auspicio per la prossima edizione?
(MO) Cercheremo di migliorarci sempre più. Pur se pochi, ci impegneremo molto.

Anonimo, ma non troppo...

AAQ 71riceviamo e pubblichiamo:

La firma originaria era un’altra e raccoglieva, in ordine sparso, quasi tutte le sigle che hanno appoggiato Francesco Mastromauro. Ma la cosa deve essere sembrata eccessiva persino agli autori se, cancellati con rapidi tratti di penna i riferimenti a partiti e liste, ad assumersi la paternità dello scritto è stato infine il generico, fantomatico e sconosciuto gruppo degli “antifascisti di Giulianova”.
Parliamo del “documento”, se così possono essere definiti quattro fogli raffazzonati e manoscritti, che a firma, appunto, di sedicenti antifascisti giuliesi e per il tramite, sembra, di un’esponente della carta stampata, è finito sui tavoli delle redazioni locali, a pochi giorni dal ballottaggio. Il contenuto? Una sequela di offese ed insulti, di accuse tanto infondate quanto diffamatorie, snocciolate con una violenza senza freni, e indirizzate contro un unico bersaglio: Franco Arboretti.
Su cui sarebbe ricaduta la colpa innominabile di aver “messo in piedi un’alleanza vergognosa con il fascista Retko”, avversario al ballottaggio di Francesco Mastromauro. Alleanza, peraltro, mai nata visto che, come è sapere comune, Il Cittadino Governante non solo non si è “apparentato”, ma ha diffuso il 31 maggio un chiaro comunicato ufficiale in cui anticipava la propria futura collocazione in consiglio comunale all’opposizione (il testo è nel riquadro a fianco)
Sia chiaro fin da subito: dietro quelle righe e quella firma non c’è nessun gruppo di antifascisti, ma si nascondono molto più semplicemente quelli che il linguaggio abituale della carta stampata definirebbe personaggi di primo piano, da tempo immemore sul palcoscenico o, per lo meno, dietro le quinte del teatrino politico, locale e non. Lo sanno tutti, ma fingere di non sapere chi si cela dietro a quelle quattro pagine piene di livore ed a quella ridicola firma apposta in calce, fornisce l’alibi per perseverare in quella volgare campagna denigratoria nei confronti di Franco Arboretti che certa informazione porta avanti, strumentalmente, ormai da anni.
Chissà che ne penserà la “Giulianova democratica e antifascista”, quella vera però non quella immaginaria citata nei comunicati anonimi, di personaggi che vomitano odio evidente e manifeste falsità sul conto di una persona, Franco Arboretti, sulla cui integrità etica e politica sfidiamo chiunque a trovare qualcosa da ridire. E chissà che ne penserà di uno pseudo documento che trasuda bassezza morale e malafede, e soprattutto dei suoi autori, pavidi e vigliacchi al punto di lanciare il sasso e nascondere la mano dietro ad una sigla inesistente.
Capiamo che sia difficile rivendicare la paternità di uno scritto tanto rancoroso quanto politicamente insulso, di un “documento” che offende prima di tutto l’intelligenza di chi lo ha scritto, ma pensiamo sia davvero il minimo pretendere dagli autori almeno il coraggio di farsi avanti. Va preso atto, comunque, del fatto che quello scritto anonimo ha orientato il comizio finale di Mastromauro e le sue dichiarazioni immediatamente successive al risultato elettorale. Ai sedicenti antifascisti di Giulianova vorremmo comunque far notare ciò di cui, pur con tanta sicumera e presunzione, evidentemente non si sono ancora accorti, o, più probabilmente, avallano e sostengono per convenienza e tornaconto personale. Dal 1995, dall’epoca del primo mandato Cameli, Giulianova è in mano ad un “circolo magico”, ad una ristretta cerchia di persone che sono andate via via avvicinandosi e fondendosi, travalicando gli schieramenti, fino a costituire un unico gruppo di potere. Questa grosse koalition alla giuliese si è pienamente realizzata sotto l’amministrazione Mastromauro ed è stata certificata con le alleanze messe in campo all’ultima tornata elettorale. In un unico calderone sono finiti sindaci, vicesindaci ed assessori, presidenti e factotum di società partecipate che, da destra e da sinistra, hanno governato Giulianova negli ultimi quattro lustri. Una ormai ben nota casta locale accasatasi nel medesimo carrozzone il cui unico scopo è la pura e semplice spartizione del potere e che organizza il consenso con una pervasiva azione clientelare. Ma su di una simile “alleanza”, questa sì indecente, i fasulli antifascisti di Giulianova non sembra aver nulla da dire, anzi crediamo proprio la condividano e ne siano stati persino promotori.
Ma non solo. Un’altra cosa è sfuggita agli zelanti antifascisti di Giulianova, ovvero che il connubio con i nostalgici del ventennio di cui, strappandosi le vesti, accusano senza fondamento alcuno Franco Arboretti, è stato da tempo sancito, sottoscritto ed approvato proprio da chi sta loro tanto a cuore. Ruffini prima e Mastromauro poi hanno accolto a braccia aperte in lista e in giunta, un reduce non secondario di Alleanza Nazionale, quel Marcello Mellozzi al quale pose e saluti di stampo mussoliniano sembrano essere per lo meno non sgraditi, come la foto a lato sta a dimostrare.
Ma forse non siamo tanto lontani dalla verità se affermiamo che a costoro, in verità, di fascismo ed antifascismo non importa granchè, ma la gazzarra messa scorrettamente e sguaiatamente in piedi è derivata dalle preoccupazioni che si saldasse il fronte degli 8.190 giuliesi che non hanno votato Mastromauro al primo turno, quando dopo 9 anni di governo e in pieno boom nazionale del PD ha conseguito solo 5.973 voti. Non si può, infine, non rimarcare il poco professionale comportamento de Il Messaggero, de La Città e della radio locale che hanno riportato notizie false fornite da fonti anonime, mentre hanno tenuto sostanzialmente sotto silenzio il comunicato chiarificatore del Cittadino Governante.
Il Cittadino Governante

Comunicato stampa

Il Cittadino Governante ringrazia i quasi 2000 elettori che hanno scelto di votare le liste a sostegno della candidatura di Franco Arboretti, e che rappresentano in città una importane forza politica, radicata e resa ora ancora più rappresentativa dal consenso popolare. Un ringraziamento va anche a Franco Arboretti che ha conseguito un risultato personale significativamente superiore alle liste di sostegno a testimonianza della sua credibilità e della stima di cui gode, e che gli elettori hanno voluto riconoscergli con il voto.
C’è il rammarico che per soli 178 voti la cittadinanza non potrà avere la possibilità di votare al ballottaggio dell’8 giugno per la prospettiva di cambiamento proposta nel programma del Cittadino Governante.
Un cambiamento che dopo il devastante malgoverno della giunta Mastromauro sarebbe assolutamente necessario.
Resta il nostro impegno civile e politico che si profonderà di nuovo in un lavoro di seria opposizione in consiglio comunale e di contributo alla crescita della cultura politica e della partecipazione consapevole in città.
Il Cittadino Governante
Giulianova 31 maggio 2014


La questione morale a Giulianova: l’ora delle querele

Le vicende di palazzo Gavioli (accanto al Kursaal) e dell’area ex Migliori Longari (zona delle Fonatanelle) hanno attraversato l’intera consiliatura, fra sequestri giudiziari, avvisi di garanzia, rinvii a giudizio e battaglia politica e, inevitabilmente, hanno finito col lasciare il segno anche sulla recentissima campagna elettorale. Un segno pesante, giacché l’ennesima immotivata esternazione diffamatoria contro Franco Arboretti da parte di Francesco Mastromauro sulle suddette vicende fatte in un confronto televisivo per il ballottaggio, pone una base concreta a futuri, ed annunciati, strascichi giudiziari.
La cronaca e il commento a questo ennesimo episodio di una controversia infinita li lasciamo al comunicato diffuso da “Il Cittadino Governante”, che riportiamo di seguito. Crediamo però doveroso puntualizzare, ancora una volta, quali siano i termini reali di questioni la cui “colpa” è stata più di una volta attribuita, incredibilmente, da parte del primo cittadino, ad Arboretti. Quanto a palazzo Gavioli, il PRG del ’94 prevede precise norme (confermate anche dalla Variante al PRG) che prescrivono in maniera chiara:
1) Le distanze dell’edificio in costruzione (poi sequestrato) devono essere, sia a nord che a sud, di circa 17 metri e non 10.
2) Il fronte dell’edificio in costruzione deve essere più arretrato rispetto al Kursaal e non addirittura superarlo di molto.
Quanto all’area ex Migliori Longari il PRG consente l’edificazione di solo due dei quattro edifici realizzati.
Se quelle norme sono state violate, come il sequestro giudiziario del cantiere accanto al Kursaal e i rinvii a giudizio per i due scandali edilizi stanno a indicare, la responsabilità non può dunque essere attribuita al PRG né tanto meno ad Arboretti, ma, con ogni evidenza, a chi sul rispetto delle regole non ha vigilato.
Una responsabilità che non può limitarsi ai soli uffici tecnici comunali, come più volte Mastromauro ha tentato di far apparire, ma che, quantomeno sul piano politico, investe anche gli amministratori, cui spetta il potere di indirizzo e l’onere del controllo. Una responsabilità tanto più grave considerato che in più di un’occasione, dentro e fuori le sedi istituzionali, c’è stato chi sul mancato rispetto delle regole aveva puntato preventivamente, con cognizione di causa, ben più di un riflettore: il gruppo consiliare de “Il Cittadino Governante”. Aver lasciato inascoltate quelle legittime obiezioni con tutte le conseguenze, anche giudiziarie, del caso è stato colpevolmente sconsiderato, ma addirittura attribuire ad altri le proprie evidenti responsabilità è un inaccettabile ribaltamento della verità dei fatti.

Non è da primo cittadino diffamare
Il sindaco uscente ha questa volta superato abbondantemente i limiti dei comportamenti civili ed è tempo che qualcuno sanzioni la sua arroganza e il suo sistematico uso della menzogna nel dibattito pubblico. Ieri sera in vista del ballottaggio di domenica prossima, nel confronto con il suo antagonista avv. Fabrizio Retko, svoltosi su TelePonte alle 21, ad un certo punto messo alle strette sui temi della legalità, nel goffo tentativo di svicolare, ha avuto l’improntitudine di additare il Dr. Franco Arboretti come responsabile dei reati penali commessi nell’area ex Migliori Longari e nel cantiere posto sotto sequestro dalla magistratura accanto al Kursaal.
La verità è che gli esposti alla magistratura per tutelare la collina del centro storico, la sicurezza idrogeologica, l’asilo nido ed il campo di atletica leggera nella vicenda dell’area ex Migliori Longari ed il palazzo storico Kursaal nella vicenda di palazzo Gavioli li ha presentati Il Cittadino Governante dopo che la Giunta Mastromauro aveva avallato in consiglio comunale i due gravi abusi edilizi autorizzati dagli uffici comunali.Due falsificazioni così clamorose effettuate ieri sera di fronte al pubblico televisivo che stava seguendo il dibattito - aggravate dal fatto che il destinatario della gravissima diffamazione in quel momento era assente – e riproposte stamattina da Radio G, non possono, ovviamente, passare sotto silenzio, pena l’imbarbarimento del confronto politico.
Sarà, per questo, avviata ogni opportuna azione a tutela del buon nome di una persona seria, onesta, e corretta, da tutti stimata proprio per unanime riconoscimento di queste qualità.In questa sede vogliamo solo ricordare che su ambedue i casi - che, negli ultimi anni, hanno corposamente introdotto per la prima volta il tema della questione morale nella nostra città – il rinvio a giudizio riguarda, tra gli altri, funzionari e dirigenti del Comune di Giulianova per violazione delle norme urbanistiche del PRG.
Essi, inoltre, come tutti sanno erano indirizzati e controllati come prevede la legge proprio dalle Amministrazioni comunali di cui l’avv. Mastromauro era vicesindaco o sindaco.
Giulianova 4 giugno 2014

Il Cittadino Governante
associazione di cultura politica

Le urne hanno detto anche che...

FIPP 71Francesco Mastromauro sarà sindaco di Giulianova per altri cinque anni. Questo il responso delle urne che consegna nuovamente le chiavi della città nelle mani del primo cittadino uscente, un responso che, comunque, non si risolve del tutto in questo peraltro inconfutabile dato di fatto. Dalle urne è uscito anche dell’altro, malesseri ed indicazioni altrettanto inconfutabili che una classe politica che voglia smettere di essere autoreferenziale ed intenda tornare ad ascoltare la città non può pensare di continuare ad ignorare.
Intanto, anche Giulianova si è allineata alla tendenza nazionale che vede in testa fra gli schieramenti politici il partito degli astensionisti: per la prima volta nella storia delle elezioni comunali la percentuale di chi non si è recato a votare, oltre il 28%, ha ampiamente superato quella della lista più votata, il Partito Democratico, fermatosi appena sopra il 22%. Elemento tanto più preoccupante perché verificatosi in un appuntamento locale, nel quale il coinvolgimento personale è senz’altro più elevato.
È certo poi che quello nei confronti di Mastromauro tutto è stato tranne che un plebiscito. La percentuale del 62,77 % trae in inganno, in realtà lo hanno votato 6.114 cittadini su 21.122 aventi diritto al voto o, se vogliamo stare agli elettori che tradizionalmente votano per le comunali a Giulianova, 6114 su 15.000 circa. Ha perso 1273 voti rispetto al 2009, il che non depone per un gran giudizio sul suo operato amministrativo, specie se si tiene conto del fatto che il PD a livello nazionale ha un trend molto positivo. Stando ai numeri, il riconfermato primo cittadino è stato l’unico dei sette candidati a ricevere meno voti della propria coalizione. Analogo discorso vale anche per le liste collegate, il cui risultato complessivo segna oltre 300 voti in meno rispetto a cinque anni or sono (6081 contro 6405). E questo malgrado la “base” della coalizione di Mastromauro si fosse sensibilmente ampliata, inglobando direttamente o indirettamente, numerosi e importanti esponenti di quello che fu il centrodestra del 2009, oltre ad incassare l’appoggio di un’intera lista, quel “Al centro della città” che nella tornata precedente bazzicava il campo avverso. In calo, generalmente, anche i risultati delle singole liste della coalizione che governerà la città nel prossimo quinquennio. Con l’eccezione della “Lista civica per Mastromauro sindaco”, cresciuta di oltre 500 consensi, calano il Partito Democratico i cui 3918 consensi si riducono a 3021, “Al centro della città” scesa da 1044 a 637 (il cambio di casacca non sembra essere stato poi così apprezzato) e soprattutto la “Sinistra Unita”: SeL, PSI e PdCI che, sotto due simboli, nel 2009 avevano raccolto 787 preferenze complessive sono crollati a 289, pesantemente puniti dal proprio elettorato e senza alcuna rappresentanza nel prossimo consiglio comunale.
Certo, il risultato finale non cambia: Mastromauro è nuovamente sindaco ed assieme alla sua coalizione governerà Giulianova per il prossimo quinquennio. Difficilmente, però, potrà non tenere conto di quello che le urne, neppure troppo nascostamente, hanno messo in evidenza. La maggioranza degli elettori ha mostrato con chiarezza, astenendosi o votando contro, di non condividere l’azione della passata amministrazione, disperdendo il proprio dissenso in un panorama politico mai come questa volta frantumato, ma esprimendo chiaramente il proprio “non apprezzamento” per gli ultimi cinque anni di governo. E la medesima maggioranza ha dimostrato anche di non apprezzare, evidentemente, l’informe coalizione messa in piedi per mantenere, non sappiamo quanto saldamente, il potere nelle mani dei soliti noti.
Ignorare queste indicazioni per bearsi di un trionfo tutto teorico e confutato direttamente dai numeri sarebbe non solo irrealistico, ma soprattutto deleterio per il futuro della città.

Asfalti post-elettorali

IG 71 03L’avvio dei lavori, confortato dalla data impressa sulla tabella, era in programma per la metà di maggio, ma quasi un mese dopo il fondo di molte delle strade interessate dalla riasfaltatura è ancora desolatamente in attesa delle prime gettate di bitume.
Per dare il via alle promesse “leccate” d’asfalto si è forse preferito aspettare il riscontro dei risultati elettorali.

Auguri

IG 71 04Chiuse le urne, acquisiti i risultati e spenta l’eco di una campagna elettorale da ricordare, purtroppo, più per le esasperazioni e gli atteggiamenti ben sopra le righe che per l’attenzione alle proposte ed ai contenuti proposte, rivolgiamo comunque, gli auguri di buon lavoro a Francesco Mastromauro, sindaco riconfermato di Giulianova.
Con l’auspicio che il quinquennio che ci aspetta veda meno trionfalismi e più fatti, meno “muro contro muro” e più dialettica costruttiva, meno propaganda e più trasparenza.
La città ha troppe questioni in sospeso, troppe criticità, troppo bisogno di ripartire per poter pensare di farvi fronte chiusi nella torre d’avorio del municipio. Giulianova ha un patrimonio di “voci”, tutte diverse, capaci di criticare, ma anche, e soprattutto, di proporre: darvi ascolto senza i preconcetti del passato è un servizio da rendere alla città.
Anche la vittoria, soprattutto in politica, va saputa gestire.

Promozione turistica

IG 71 02La promessa era per le vacanze pasquali, ma, anche se nutrivamo dubbi sul rispetto di quella scadenza, mai avremmo pensato che il litorale giuliese non sarebbe stato adeguatamente pulito neppure a giugno inoltrato. Invece è così.
A sud in maniera molto più evidente che a nord, cumuli di detriti punteggiano ancora l’arenile, con il caso eclatante della spiaggia libera limitrofa al porto, ancora oggi deposito di tonnellate di spiaggiato. Chissà se è questa la tanto decantata promozione turistica...

“Pescatori” di indumenti

IG 71 01Le segnalazioni cominciano ad essere frequenti, testimoniando situazioni che si vanno rapidamente diffondendo. Con sempre maggiore frequenza capita di imbattersi in   gruppetti di individui intenti ad armeggiare attorno alle “campane” per la raccolta degli indumenti usati, “pescarne” il contenuto con mezzi di fortuna, per impossessarsi infine di quanto gradito ed abbandonare il resto in mezzo alla strada. Disagio economico, vandalismo o qualunque altra sia la causa del fenomeno, dedicarvi attenzione sta diventando sempre più necessario.

Il rosso e il blu

TDC 70Ci sono due sberleffi a sporcare le ultime pagine del compito svolto dal sindaco Mastromauro, due segni colorati, uno rosso e uno blu, come quelli che, all’epoca della carta e non dell’ipad, le matite impietose degli insegnanti tracciavano sulle pagine dei quaderni. Il primo tratto è rosso, come il piccolo Rhynchophorus ferrugineus altrimenti detto “punteruolo” che, fra piazza della Libertà e piazza Fosse Ardeatine, si è portato via altri quattro esemplari di palma. Il secondo è blu, come la bandiera che quest’estate non sventolerà sui pennoni degli stabilimenti giuliesi, per colpa degli ancor più piccoli batteri, trovati fuori dai limiti nelle acque di balneazione, con conseguente esclusione del litorale giuliese dal riconoscimento assegnato ogni anno dalla FEE.
Le notizie, specie la seconda, sono di quelle che lasciano il segno e giustificano fuori di dubbio le preoccupazioni di tutti, operatori turistici in testa, timorosi delle possibili ripercussioni sulla stagione turistica. Rimanendo alla perdita della bandiera blu è finita sotto accusala qualità delle acque dei fiumi, nello specifico il Salinello, colpevoli di scaricare in mare eserciti di coliformi ed altri micro organismi non graditi. Questione nota (come del resto l’invasione dei punteruolo rosso) alla quale si è appellato per tentare di turare la falla l’assessore Forcellese, immolatosi a difesa di un sindaco in delicata campagna elettorale.
Intendiamoci, il problema è concreto, così come plausibile è la responsabilità, almeno parziale, della qualità delle acque fluviali. Ciò non toglie che ai nostri amministratori qualche domanda la vorremmo fare. Perché, al di là di qualche presa di posizione ad uso e consumo dei media, non ci si è curati di muovere qualche azione concreta nei confronti di Provincia e Regione, cui fa capo la gestione delle acque, come fra l’altro prevedeva un’osservazione al Piano Demaniale Marittimo (“il Comune eserciterà costantemente un’azione tesa a profondere il massimo impegno in ambito provinciale e regionale, in sinergia con gli altri Comuni locali interessati, per raggiungere e mantenere l’obiettivo della pulizia e del disinquinamento dei fiumi Salinello e Tordino”), avanzata da “Il Cittadino Governante per cambiare” e bocciata dalla maggioranza con la consueta miopia? Perché quando l’estate scorsa, a 48 ore dalla consegna della bandiera blu, il sindaco fu costretto a vietare la balneazione nella zona del Salinello a causa dei valori fuori norma delle analisi, l’episodio non fece scattare un doveroso allarme ed anzi finì presto nel dimenticatoio?
E soprattutto perché per certi amministratori i meriti sono sempre i loro (“i riconoscimenti assegnatici sono il frutto di un lavoro costante e tenace che questa Amministrazione ha condotto negli anni” Francesco Mastromauro commentando la bandiera blu 2013) e le colpe, immancabilmente, di qualcun altro?

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