Sabato, Dicembre 16, 2017

 

area riservata

Neanche cinque metri di verde ai bambini dell’asilo nido “Le Coccinelle”

AAQ 2 1Non sono bastate né l’offesa al panorama né le anomalie dell’intera vicenda amministrativa.  I palazzi dell’ area ex Migliori Longari svettano tra la pista d’atletica Massi e piazza Dalla Chiesa, con viva soddisfazione di una classe politica che non ha saputo nemmeno garantire i cinque metri di giardino lasciati a disposizione dell’asilo nido “Le  coccinelle”. Cinque metri per poter giocare che restano invece fuori del recinto dell’asilo, in nome di un’ improbabile “sistemazione migliorativa degli spazi pubblici”  accampata dalla giunta Mastromauro.  
Un anno e mezzo fa, il 22 febbraio 2010 , fu portata in consiglio comunale una mozione che cercava di difendere l’allargamento, benché minimo,  del giardino della scuola. “Il cittadino governante per cambiare”   chiedeva  il rispetto della delibera dell’8 ottobre 2007 con cui si dava il via al planivolumetrico del complesso residenziale nell’area Migliori Longari. In quella circostanza, ricordava la mozione, fu approvato un emendamento che il sindaco Ruffini presentò come misura tesa a tutelare l’asilo nido confinante.  A disposizione del nido “Le coccinelle” sarebbe stata messa “una zona di verde, zona F2,  di 5 metri di larghezza”. Si è riusciti a negare anche quella magra consolazione. L’11 gennaio 2010, infatti, la giunta calpestò la volontà del consiglio, autorizzando la realizzazione di un percorso pedonale, tra piazza Dalla Chiesa e il campo d’atletica.  “Sistemazione migliorativa degli spazi pubblici attraverso la creazione di un percorso pedonale” recitava testualmente la delibera: il sindaco e l’assessore Ranalli, durante la discussione della mozione, sostennero al contrario, d’aver previsto la cessione all’asilo.  Secondo “Il cittadino governante”, poi,  si era in realtà predisposto uno spazio al servizio dei condomini, i quali, ovviamente, avrebbero trovato  “molto comodo utilizzare il parcheggio pubblico di piazza Dalla Chiesa,  così svuotato della sua funzione primaria”. La mozione fu respinta. Lo stato di fatto dice che l’asilo nido “Le Coccinelle”, privato per sempre del panorama collinare ad ovest,  non dispone oggi nemmeno dei cinque metri di verde previsti nella delibera del 2007. “Ribadisco che l’amministrazione comunale programmerà lo spostamento della recinzione per ricomprendere l’area attrezzata a verde tra quelle a disposizione dell’asilo, come ha spiegato prima di me l’assessore Mastrilli.”: così il sindaco nel verbale del consiglio comunale del 22 marzo. Un veloce sopralluogo in zona basterebbe a ricordargli d’aver parlato a vanvera.

Farmacia comunale, addio

FPP 2 1Se non ripianerà i suoi conti, rimodulando il bilancio, il Comune di Giulianova dovrà subire devastanti sanzioni amministrative per aver sforato il patto di stabilità 2011. In una parola, sarà dissesto, termine assai in voga nella prima fase del mandato Ruffini, ma che non era mai stata pronunciata dall’attuale maggioranza che, a quanto pare, si è svegliata l’altro ieri  scoprendosi in mutande. E cosa si fa, quando ci si accorge di essere sull’orlo del precipizio? Ci si aggrappa allo spuntone di roccia più sporgente, si adotta la soluzione apparentemente meno dolorosa: si fa cassa vendendo le proprietà più appetibili sul mercato. In questo caso, la farmacia comunale ed un terreno di 2.800 metri quadri in via Cupa, destinato all’edilizia convenzionata (una proposta del “Cittadino Governante”, accolta all’unanimità, garantirà che i trenta appartamenti realizzati siano davvero venduti a prezzi modici a giovani coppie o soggetti deboli).
La maggioranza ha deliberato la vendita nel corso del consiglio comunale dello scorso 28 settembre.
Perché si vende: entro il 31 dicembre di quest’anno nelle casse devono rientrare 3 milioni 800 mila euro. Dal capitolo delle voci in uscita, Gianfranco Francioni annota i 2.600.000 euro di  debito con il Cirsu; i 150.000 nel capitolo dell’ arredo urbano;  700.000, 100.000 e 300.000 euro di mancati introiti  rispettivamente per Bucalossi, fotovoltaico e parcheggi a pagamento; il conto da 1.200.000 euro per la rimozione dei rifiuti spiaggiati.
La vendita della farmacia e del terreno di via Cupa permetterà di incamerare somme certe e consistenti. Secondo il Pdl, il buco di oggi andrà ad allargarsi nel 2012, quando l’importo dei mutui, non più rinegoziabile, salirà a due milioni e mezzo di euro.
La posizione dell’amministrazione: nel corso del consiglio del 28 settembre, il sindaco ha sottolineato le penose conseguenze dei tagli del  Governo  alle  comunità   locali
(700.000 euro, a Giulianova, per l’anno in corso). I mancati trasferimenti renderebbero i bilanci annuali estremamente labili. Quest’anno, inoltre, si sta ancora attendendo che la Regione rimborsi il Comune per i danni dell’alluvione di marzo. Perché vendere la farmacia comunale? Perché lo stanno facendo tutti: da San Remo a Taranto,  dalla Lombardia all’ Umbria, le dismissioni impazzano e le farmacie, da come sembra, non le conserva più nessuno.
La risposta dell’opposizione: la vendita del terreno di via Cupa e della farmacia comunale non è che la toppa cucita su un dramma finanziario le cui cause vanno ricercate in una gestione  superficiale e dilettantesca delle finanze pubbliche. Nel suo intervento, il consigliere Franco Arboretti ha sottolineato l’aumento vertiginoso della spesa corrente (24.657.000 nel 2010, con un + 2.480.000 rispetto all’anno precedente), il tardivo avvio di una politica di recupero dell’evasione fiscale (se si fosse combattuto per tempo contro le false prime case, si sarebbe potuto già incamerare circa un milione di euro). Negativa l’esperienza del Consorzio d’ambito sociale che prosciuga risorse (2.500.000 solo quest’anno) senza dare valide e tangibili risposte ai cittadini. La tassa di soggiorno applicata al posto dei parcheggi a pagamento avrebbe avuto ben altri riscontri economici, senza contare il peso del capitolo mutui a cui si è ricorso, e ancora si ricorre, in maniera dissennata. “Sulla farmacia comunale- ha scritto nei giorni scorsi “Il cittadino governante” - lo scempio si è compiuto nell’assordante silenzio del sindaco che, dopo aver propagandato nel suo programma elettorale la valorizzazione e persino il raddoppio della farmacia comunale, non è intervenuto sull’argomento, è rimasto lì nella trepida attesa di colmare con un colpo di mano un vuoto nel bilancio che lui stesso non è riuscito a controllare”. Sul silenzio del sindaco, e su dieci mancate risposte, ha insistito anche Laura Ciafardoni di “Progresso giuliese” (passato, platealmente, all’opposizione). “Che fine ha fatto- si chiede- la possibilità di creare il consorzio con Tortoreto così da raggiungere i 30.000 abitanti e mantenere la natura pubblica della farmacia?”
La critica di fondo è che, in mancanza di misure strutturali, cioè capaci di cambiare radicalmente la politica economica del Comune, la vendita della farmacia non sarà che il primo anello di una lunga catena di spoliazioni, l’avvio di un processo di privatizzazione selvaggia.
I ricavi: manca ancora una perizia di stima, ma la base d’asta di vendita della farmacia è stata ipoteticamente fissata in 2 milioni 500 mila euro. “Il cittadino governante” aveva proposto all’assise civica un emendamento che aumentava la base d’asta dimostrando che essa andava fissata ad almeno 4 milioni di euro. L’aggiudicazione, inoltre, sarebbe dovuta andare a buon fine solo in presenza di almeno due offerte. La maggioranza ha respinto l’emendamento.
I contraccolpi: vendendo la farmacia, il Comune rinuncia ad introiti netti annuali di 150.000 – 200.000 euro. Le sei persone che vi lavorano, perdendo l’impiego, dovranno probabilmente essere reintegrate in Comune, venendo a gravare sul bilancio per almeno 200.000 euro. La perdita annua dovrebbe quindi sfiorare i 400.000 euro.
Le reazioni in città: quasi ovunque negative. Eclatante l’ingresso in sala consiliare, lunedì scorso, dell’ex sindaco Romolo Trifoni, che voleva esprimere il suo sdegno e la sua rabbia per la vendita della farmacia ed è stato allontanato in malo modo.
Di sicuro la rinuncia alla farmacia farà discutere a lungo, specie all’interno di un centrosinistra che confidava forse nella generale rassegnazione e nella foglia di fico dei tagli di Berlusconi.

Riconoscimento

Il dottor Giancarlo Marinangeli, direttore della Unità operativa complessa di Nefrologia e Dialisi  del nostro ospedale, è stato eletto, secondo più votato con 491 preferenze, consigliere nazionale della SIN (Società Italiana Nefrologia). Il riconoscimento premia la serietà e la professionalità del dottor Marinangeli, esercitate in un presidio assediato da problemi.

Povero Bindi

IG 2 3Questa bella targa che intitola la via a Vincenzo Bindi è apposta ormai da decenni su palazzo Cerulli, sul lato Nord del Belvedere. È posizionata in un punto visibile agli occhi dei passanti; deve essere bene in vista perché ricorda il benefattore Bindi, colui il quale ha donato alla città di Giulianova la sua biblioteca e la sua pinacoteca che oggi sono intitolate a lui come pure la scuola media del Lido.
Bene! Ma sulla targa c’è un grossolano errore: la data di morte è sbagliata. Bindi non è morto nel 1927 ma nel 1928 come si può agevolmente verificare. Povero Bindi! La sua “dilettissima” Giulianova non si è accorta dell’errore?
Se sì, che aspetta a rimediare?

Posto pubblico nel verde

“Progresso giuliese” sta preparando una mozione a proposito di una discutibile delibera di giunta su cui il gruppo aveva già acceso i riflettori il primo agosto. Il consiglio comunale sarà chiamato a pronunciarsi  sull’assegnazione di mille metri quadri di terreno comunale ai proprietari di un camping, nella fascia  più a sud del quartiere Annunziata. Per risarcire 22.000 euro, ha denunciato “Progresso giuliese”,  l’amministrazione  ha permesso che una generosa porzione di verde (destinata nel 1994 a orto urbano) diventasse un parcheggio privato. Canone d’affitto: 62 euro al mese.

Benvenuta “GiuliaViva”

IG 2 2Si è tenuta sabato 24 settembre, in piazza Buozzi, la presentazione del nostro periodico. Hanno ascoltato la breve introduzione e partecipato all’aperitivo finale, amici, sostenitori, cittadini curiosi di vedere e leggere il primo numero. Estratti, alle 17.30, anche i biglietti vincenti della lotteria di finanziamento. Questi i numeri fortunati, dal primo all’ottavo: 9160, 9746, 3956, 7855, 1389, 478, 3719, 5210. I premi possono essere ritirati nella sede di piazza Buozzi.

Paralisi in città

IG 2 1Il 20 settembre, un violento acquazzone si è abbattuto sulla costa teramana. Non più di due ore di pioggia torrenziale hanno paralizzato Giulianova: nessun sottopasso, a metà pomeriggio, era transitabile. Allagati decine di scantinati e di negozi, così come la palestra della media Pagliaccetti.
Piazza Roma non era mai stata invasa da un simile mare d’acqua. Per alcuni, non tutti i canali a mare sono stati riaperti in tempo utile; secondo altri, durante i recenti lavori di rifacimento, qualche tombino sulla Statale 16 sarebbe stato coperto d’asfalto.

Pino Procopio

5D 1 1Con un po’ di comprensibile emozione, data la mia giovane età, ho avuto l’occasione di incontrare e intervistare Pino Procopio, artista calabrese e giuliese d’adozione, ormai noto ed affermato pittore a livello nazionale che ha accettato di creare la testata di GiuliaViva. Lo incontro nel suo studio e mi mette subito a mio agio demolendo l’idea un po’ stereotipata che il genio di un artista si accompagni per forza alla sregolatezza.
Come si è reso conto che la sua strada era quella dell’arte?
La mia strada è stata in fondo una strada predestinata, anche i miei nonni erano artisti e tutti mi hanno invogliato e incoraggiato in questo senso.
Pensa che l’arte abbia anche adesso una funzione sociale?
L’arte ha sempre una funzione sociale, sia essa pittura, poesia, musica ecc.: è una denuncia di ingiustizie o comunque esplicitazione di un pensiero. Penso a Neruda, per esempio. È stato per molto tempo, per il popolo cileno, l’unico modo di far giungere il suo dissenso all’estero. Chi non fa arte per dire qualcosa, per denunciare qualcosa fa solo del mestiere o peggio ancora del mercato.
La sua produzione cosa vuol dire o denunciare?
I canoni di bellezza, oggi vengono dettati dalle immagini televisive o dalle riviste specializzate. I miei personaggi sono l’anti-copertina patinata. La mia è una pittura quasi iperrealista, tra virgolette naturalmente. Questi personaggi abbondanti sono reali e non si sforzano di corrispondere ad immagini stereotipate. Sì alla fine la mia pittura si traduce in ironia. Diciamo che descrivo delle situazioni con una grafia specifica che passa attraverso l’espansione delle forme.
Cosa pensa dell’arte fatta senza pennello? Per esempio video art, installazioni?
Tutto il bene possibile se esprimono un concetto: l’importante è trasmettere qualcosa. Ci sono dei video straordinari, estremamente poetici.
La testata che ha disegnato per GiuliaViva è una sintesi estremamente armonica di Giulianova: ne vuole parlare?
Prima di tutto voglio dire che mi ha fatto molto piacere la richiesta di realizzare la restata da parte di alcuni amici: il giornale è un’opera che dà modo di esprimere un libero pensiero e quindi sono stato felice di contribuire. Per quanto riguarda il progetto, quello che apparirà sul quindicinale è il secondo bozzetto che ho fatto. Per disegnarlo sono partito dal cavaliere che appare sullo stemma della città. L’ho rappresentato con la visiera alzata e questo ha già dato modo di dire a chi l’ha visto che assomiglia ad almeno 7-8 persone. La sua lancia è una linea che finisce per unire il lido rappresentato dalla vela e la parte alta rappresentata dalla Rocca.
L’ho salutato e ringraziato, portando con me la voglia di acquistare subito quello che mi ha detto essere stato il suo ultimo libro letto:  la favola del topo Firmino, il topo di biblioteca che prima di divorare libri li leggeva. E non mi è difficile pensare che in questo libro una denuncia sicuramente ci sarà.
Concordo infatti con Procopio: l’arte, se non è denuncia o non comunica un pensiero, che arte è?

Tutti i numeri di “Progresso Giuliese”

INS 1 4Finalmente i cittadini, sempre più tartassati da richieste di pagamento, sapranno come vengono spesi i loro soldi!”. L’ invettiva arriva dal sedicente gruppo di maggioranza “Progresso giuliese”. In un comunicato, i quattro consiglieri dello schieramento annotano:
Spese telefoniche della piscina comunale: 6000 euro
Spese telefoniche del mercato ittico: 4000 euro
Attività sportive: 49.000 euro d’incasso, 441.000 euro di spese
Eliminazione dei rifiuti spiaggiati: spesa lievitata da 40.000 a 860.000 euro. La Corte dei Conti, ammonisce Progresso giuliese, ha invitato i consiglieri a vigilare sulle proprie tasche.

Cancellati i contributi sull’acquisto dei libri di testo

INS 1 3Non servirà, quest’anno, che i rivenditori di libri di testo rilascino fatture a quanti, per motivi di reddito, avrebbero diritto a contributi sull’acquisto dei volumi scolastici. L’assessore Fabio Ruffini ha infatti comunicato che l’amministrazione comunale, per tagli operati dal Governo centrale, non renderà un euro. La notizia è arrivata alle famiglie quando la spesa, probabilmente, era già stata effettuata ed il mercato della seconda mano esaurito da un pezzo.

Parcheggio Scuola “Don Milani”

INS 1 2120.000 euro: tanto pagherà il Comune per espropriare un lotto da destinare a parcheggio della scuola Don Milani. Il Cittadino Governante si chiede come mai questa area non sia stata acquisita gratuitamente in occasione della corposa lottizzazione che ha portato alla realizzazione dei palazzi sul fronte nord. L’amministrazione non doveva forse ottenere per legge il 65% di aree in cessione gratuita?

Rifiuti: un mare di soldi pagati dai cittadini per un problema che non si risolve

INS 1 1Più di 5 milioni di euro: a tanto ammonta lo stanziamento nel Bilancio 2011 destinato al capitolo Rifiuti e pulizia della città. Il consigliere Franco Arboretti ha chiesto, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, come mai si proceda oggi ad un prelievo dal fondo di riserva per pagare lo spazzamento stradale fino al 15 settembre, motivandolo con la mancanza di disponibilità finanziaria. Come si farà fronte ora alle spese negli ultimi quattro mesi dell’anno?, si domanda Arboretti. E’ in vista un’ ennesima emergenza rifiuti?

L'ospedale invisibile

FPP 1 2È bastato poco perché  il nuovo ospedale (grande, moderno, ricco di medici e macchine) tornasse a farsi avanti. E’ bastato che la Asl di Teramo, su richiesta della Direzione regionale Politiche della salute, chiedesse al sindaco di deliberare  la disponibilita’ a variare la destinazione d’uso di 60.000 metri quadri di terreni agricolo perché la città, o forse solo la sua classe politica, ricominciasse a sognare . Non solo. Applausi a scroscio sono piovuti sul manager della Asl Giustino Varrassi e sulla giunta regionale di centrodestra. “Disponibilità”: poco più di niente, rispetto ai tanti passi concreti che occorreranno per  veder sorgere una nuova struttura in via Cupa. La commissione Sanità del Comune è tornata a riunirsi in  municipio il 13 settembre. Ai partecipanti è stato consegnato il carteggio intercorso tra Regione,  Asl di Teramo e amministrazione .  In quei fogli, nessun riferimento ad impegni di spesa o ad attivazioni di reparti. L’unica considerazione di fondo è che non è conveniente ristrutturare il vecchio ospedale attraverso le somme messe a disposizione per la riduzione del rischio sismico. La spesa, insomma, non varrebbe l’impresa. Per questo si punta al nuovo, ma lasciando senza risposta una serie di interrogativi.
- Esiste un serio piano finanziario per realizzare il nuovo ospedale?
- In quali termini si ricorrerà, eventualmente, alla compartecipazione di  privati?
- E’ necessaria la vendita di immobili pubblici ?   e in che misura la dismissione di quei beni dovrà contribuire  alle spese di realizzazione?
- Cosa  sarà   dell’ospedale  di  via Gramsci ?
- Quali specialità saranno attivate nella nuova struttura?
- Esiste  una  tempistica  credibile dell’iter amministrativo e dei successivi lavori edilizi?
Anche il sindaco, in apertura dei lavori dell’ultimo consiglio comunale, ha ammesso di non aver ricevuto alcuna garanzia su un’opera che resta aggrappata alla fantasia collettiva e al trionfalismo di uomini e partiti.  Non a caso, la sola richiesta di  “disponibilità”  ha fatto scattare la fanfara dell’attribuzione dei meriti e scatenato la corsa di chi, sulla questione “salute”,  vuole ad ogni costo metterci la faccia.
Resta incomprensibile come, dinanzi ad un percorso tanto incerto, si debba sposare con zelo la prospettiva di una variante urbanistica. Se, come già accaduto, l’accordo di programma dovesse incepparsi, la nuova destinazione dei terreni di via Cupa rimarrebbe inalterata?
Illuminante la considerazione di Carlo Costantini, capogruppo regionale dell’Idv: “Di regola - ha detto -, quando si decide di costruire un nuovo ospedale, le comunità locali interessate prima devono acquisire la certezza delle coperture finanziarie e solo dopo possono avviare le procedure di individuazione dei siti e le conseguenti acquisizioni delle aree. In buona sostanza, nei rapporti con la Regione e con le Asl dovrebbe valere il detto del “dare soldi, vedere cammello”. I direttori generali delle Asl abruzzesi sembrano invece voler instaurare una prassi diversa: prima vogliono vedere “il cammello “ e solo dopo vogliono preoccuparsi dei soldi.”
A Giulianova, il grado di incertezza rende ancor più insopportabili i problemi dell’ospedale esistente, gravato da guasti strutturali, mancanza di personale, tagli di reparti, scarsità di attrezzature, difficoltà organizzative. E se la politica fissa lontano un “gigante” invisibile, il “nano” della sanità teramana conta le sue piaghe e accusa i colpi della peggiore propaganda.

Schiaffo al Kursaal

FPP 1 1La Cassazione, lo scorso luglio, ha negato la ripresa dei lavori nell’area appena a nord del Kursaal. Il cantiere è fermo dal gennaio scorso, da quando, cioè, la magistratura ne ha disposto il sequestro per abuso edilizio. Sotto gli occhi di giuliesi e turisti, resta la mole di cemento grezzo che incombe sul marciapiede. Anche dal mare l’impatto  è notevole: adagiato una volta fra due ali di verde (pineta a sud, palme a nord), il profilo liberty del Kursaal subisce  la concorrenza visiva di un moderno fabbricato vista mare. All’ordinanza di sequestro si è giunti in seguito all’azione legale intrapresa dai residenti del confinante condominio Tritone, che contestano il mancato rispetto delle distanze e dell’allineamento con gli edifici esistenti. Il titolare della ditta esecutrice dei lavori, la “Gavioli restauri”,  ha reagito denunciando presunti abusi commessi più di quarant’anni fa dai proprietari del Tritone. Con sorprendente solerzia, l’amministrazione comunale ha affiancato il costruttore nella crociata  contro il vecchio palazzo di via Ravenna. Massimo garantismo, invece, nei confronti di Gavioli: “tutto in regola” hanno continuato a sostenere il sindaco e l’assessore Nadia Ranalli ,  anche dopo l’apposizione dei sigilli.  Un atteggiamento, quello del Comune, assecondato dalla maggioranza consiliare e confortato dal silenzio dal presidente di Giulianova Patrimonio, proprietaria del Kursaal che ha scelto di guardare il nascente palazzo senza colpo ferire.  La questione è stata portata per  due volte in consiglio comunale sia prima che dopo il sequestro dal gruppo “ Il cittadino governante per cambiare”. “Da mesi - sottolineava una mozione dello scorso marzo - i giuliesi vivono come una grande offesa al decoro ed alla bellezza della propria città, nel cuore del lungomare, l’autorizzazione alla costruzione di un edificio così impattante a ridosso del palazzo storico più rappresentativo del lido”.  Nella stessa mozione, puntualmente respinta, si chiedeva quali fossero i motivi che avevano permesso la costruzione “di una porzione cospicua dell’edificio fuori dall’allineamento previsto con il Kursaal e la violazione  delle norme del prg in ordine alle distanze tra gli edifici”. Perché Giulianova Patrimonio non ha tutelato il Kursaal, come invece è stato fatto dai proprietari del Tritone per il loro edificio?  Da comprendere anche le ragioni che hanno spinto l’amministrazione ad assentire ad una variante in corso d’opera che, nella porzione ovest del palazzo, tollera la realizzazione di appartamenti senza finestre a nord e a sud.  Emblematico il consiglio comunale dell’8 novembre quando, dopo aver onorato a chiacchiere la memoria di Angelo Vassallo (il sindaco di Pollica che ha pagato con la vita la tutela del paesaggio e della vivibilità nel suo paese), la cui maggioranza ha respinto sia l’ordine del giorno per la difesa del Kursaal, sia quello  che mirava a salvaguardare il panorama visibile dal lungomare. Sulla sorte del cantiere sarà la Magistratura a scrivere l’ultima parola: il giudizio sull’amministrazione, invece, è scritto negli occhi e nei commenti di buona parte dei giuliesi.

Suggestioni serbe

Per l’amministrazione comunale, ancora un colpaccio diplomatico. Lunedì scorso il sindaco ha ricevuto in municipio l’ambasciatore della Serbia in Italia, con tanto di primo console e proconsole. Grande fermento per l’eventualità di un gemellaggio con Stara Pazova, cittadina della provincia autonoma della Vojvodina. Sicuramente originale la possibilità di un corridoio turistico.

Le sofferenze del giovane Mastrilli

IG 1 05Il 9 settembre l’assessore Roberto Mastrilli formalizza le sue dimissioni. Si teme il peggio. In municipio, convocate d’urgenza, accorrono le più alte cariche del centrosinistra. Perché Mastrilli, ci si chiede, è arrivato a tanto? Chi e perché lo sta facendo soffrire? Il giorno successivo, ritirate le dimissioni, l’assessore tranquillizza tutti. La sua era solo una trovata per  protestare contro i tagli del governo Berlusconi. Un cucù sbarazzino inventato per spaventare gli amici ed illudere gli avversari.

Chi difende il sindaco ?

IG 1 04La Federazione della Sinistra annuncia il 4 agosto la distribuzione di un volantino polemico che, in un fotomontaggio, immortala il sindaco nei panni di Cetto La Qualunque,  spregiudicato e pacchiano protagonista del film “Qualunquemente” di Antonio Albanese.  L’iniziativa coglie nel segno: diverte la città e innervosisce il sindaco che, con una raffica di sms, rimprovera i suoi di non averlo difeso pubblicamente.

Farmacia comunale

IG 1 03La maggioranza Mastromauro, per ridurre le spese e ottenere liquidi, prepara la vendita della farmacia comunale. Scartata l’ipotesi di cedere a privati il 49% dell’attività, si pensa alla dismissione completa. Il colpo non era riuscito neanche al risolutissimo Claudio Ruffini, che dovette cedere di fronte alle resistenze di Rifondazione Comunista. I locali della vecchia farmacia sono stati ristrutturati con soldi pubblici pochi anni or sono e la farmacia continua, comunque, a dare utili. Le uscite comunali, in vertiginosa crescita, imporrebbero però il grande passo. Le spese correnti nel 2010 hanno toccato quota 24.657.000 euro, mentre, solo nel 2006, ammontavano a 19.060.000 euro.

Notte di spessore

IG 1 02Tra il 20 ed il 21 agosto, l’amministrazione comunale, ricorrendo  ad un prelievo dal fondo di riserva, organizza la Notte Bianca giuliese. L’iniziativa, festa del commercio più che della cultura, soddisfa i negozianti di viale Orsini. Polemici, invece, gli esercenti di via Trieste. Ad allietare la nottata sono chiamati, tra gli altri, “Gli amici di Mario”, Giorgia Palmas e Rocco Il Gigolò, portatori, secondo l’assessore Fabio Ruffini“di contenuti

Asfaltate anche le piante

IG 1 01A giugno iniziano i lavori di messa in sicurezza della Statale 16. L’apertura del cantiere, complice la stagione turistica, provoca lunghe code di automobili. Qualcuno osserva gli alberi sul ciglio della strada e si domanda: “possono essere asfaltate anche le piante?”  Evidentemente sì.

Sul filo del rasoio

Più complicata del previsto la formazione della terza giunta Mastromauro in tre anni

FIPP 18 01Annunciata come una semplice formalità, la sostituzione dell’ex assessore Roberto Mastrilli ha invece rischiato di far saltare i già precari equilibri su cui poggia il governo cittadino, in un susseguirsi di ipotesi che, nel giro di una ventina di giorni, hanno abbracciato l’intero repertorio dei bizantinismi politici. Scartate una dopo l’altra le soluzioni più disparate e bruciati sull’altare dei veti incrociati i nomi di innumerevoli potenziali assessori, la crisi della maggioranza (perché, fuori da ogni eufemismo di maniera, di vera e propria crisi si è trattato) ha imboccato infine l’unica strada possibile: l’assunzione della delega direttamente da parte del Sindaco, con la riduzione del numero degli assessori. Il tutto mascherando con l’intenzione di risparmiare uno “stipendio” il vero motivo della scelta: l’impossibilità di trovare una soluzione che andasse a genio all’attuale e fin troppo variegata maggioranza che sostiene Mastromauro.
Perché, se ancora ce n’era bisogno, la vicenda ha sottolineato una volta di più come poco o nulla sia rimasto non tanto della originaria squadra di governo (della quale sopravvivono comunque i soli Filipponi e Forcellese, ovvero 2 soli assessori su 7) quanto della coalizione uscita vincitrice dalle urne.
Sull’orlo di una crisi di nervi il PD (comunque già ridotto nella sua rappresentanza consiliare), spaccata a metà l’IDV (all’opposizione fuori dal palazzo, ma non dentro), irrigidita SEL (con i primi distinguo in materia urbanistica ed ambientale), non pervenuta la lista “per Mastromauro sindaco”.
Con la sconcertante conseguenza che la tenuta del governo cittadino è sempre più ostaggio degli appoggi estemporanei di chi non più di tre anni fa si era presentato alle urne da avversario e non da alleato.
Stupefacente, infine, il “pasticciaccio” che ha avuto per protagonista Fabio Ruffini, il cui sacrificio doveva essere “risarcito” con la nomina ad amministratore unico della “Julia Rete”. Dopo un concorso dai risvolti farseschi (solo cinque giorni per la presentazione delle domande, poche ore per la nomina del vincitore), lo scontato insediamento di Ruffini è scivolato sulla classica buccia di banana: la norma che impedisce di assumere ruoli in società partecipate a chi abbia ricoperto, nei tre anni precedenti, incarichi amministrativi nell’ente locale che le controlla. Come dire che al malcostume degli incarichi ad ogni costo, ha finito col sommarsi anche la superficiale conoscenza delle disposizioni di legge: si può avere fiducia in questo genere di politica?

Correva l’anno 2003 ...

Era il novembre 2003 e l’era Cameli si era appena conclusa, dopo innumerevoli cambi di formazione e scontri politici. All’indomani della mozione di sfiducia (votata anche da parte della maggioranza di centrodestra) così scrivevano i consiglieri comunali DS:
“Le giunte di centro destra, Cameli 1 e 2, in realtà Cameli 8-9-10, si sono caratterizzate in questi anni per la loro ‘esasperante litigiosità’ e non poteva essere altrimenti, perché sono state rappresentate da persone di diversa estrazione
politica e culturale (spesso antitetiche), trovatisi insieme per vari motivi ed
interessi (nobili e meno nobili), uniti solo da un Sindaco che, alla prova dei
fatti, si è dimostrato ‘del tutto inconsistente’ sul piano della guida politica
della coalizione e che non ha saputo trasformare il ‘progetto elettorale’ per la conquista del Palazzo, in ‘progetto politico’ per la città”.
Di innegabile e sconcertante attualità.

Amicacci, protagonisti sempre

FIPP 18 02Trent’anni vissuti d’un fiato, a partire da quell’idea germogliata fra persone toccate dalla medesima sorte. Trent’anni trascorsi a far crescere e rinsaldare quell’idea, convinti che la via dello sport, del bellissimo e faticosissimo basket in carrozzina, potesse rappresentare la chiave per uscire dall’emarginazione, per vincere, prima ancora delle battaglie sul campo, quegli atteggiamenti di indifferenza mista a pietismo ancora lungi dall’essere sconfitti. Trent’anni per compiere un percorso che dal primo torneo disputato nell’ormai lontano 1984, ha condotto il sodalizio giuliese a superare i confini nazionali, esportando la propria missione al di fuori del semplice momento sportivo.
Perché dire Amicacci significa oggi molto più della esaltante realtà di una squadra capace di ritagliarsi un posto di primo piano, convivendo con realtà di dimensioni e valenza economica ben superiori.
Significa “Amicuccioli”, tenerissimo nomignolo di un settore giovanile messo in piedi fra mille sacrifici, e divenuto punto di riferimento per tanti piccoli disabili. Significa “Èsportabile”, progetto nato dalla volontà di spiegare in prima persona alla platea degli studenti che cosa significhi diventare, essere e vivere da paraplegico. Significa soprattutto un centro sociale capace non solo di sostenere i neotraumatizzati, ma anche di porsi come luogo di aggregazione a 360 gradi per tutti coloro che vivono la medesima condizione di diversamente abili.
Tutto questo con un coinvolgimento umano difficilmente immaginabile, ed un impegno economico particolarmente oneroso. L’attività della polisportiva assorbe infatti ogni anno decine e decine di migliaia di euro, vuoi per i costi delle attrezzature (una carrozzina da competizione può arrivare a costare fino a 6mila euro), vuoi per quanto assorbito da una macchina organizzativa comunque complessa. Costi che il respiro internazionale dell’Amicacci, ormai stabilmente inserita nell’elite europea inevitabilmente porta a lievitare. Costi che impongono spesso alle stesse famiglie di mettere mano al portafoglio, al di là del preziosissimo ed importante sostegno degli sponsor. Scarsa, al contrario, la sensibilità delle istituzioni, con la perdurante latitanza “economica” di Regione, assente da anni, e Provincia, che solo quest’anno è tornata a promettere un contributo di 5mila euro, al momento però ancora sulla carta.
Impermeabile alle difficoltà, la polisportiva ha comunque tutta l’intenzione di farci ascoltare ancora a lungo lo stridio delle ruote sul parquet e lo schiocco metallico delle carrozzine, sorretta dalle parole, recitate come uno slogan, da uno dei suoi dirigenti storici, Peppino Marchionni: pur fra mille difficoltà, l’Amicacci non muore mai!

FIPP 18 03Appena tornati dalla trionfale cavalcata spagnola che ha bissato quella dell’anno passato, il favoloso gruppo degli Amicacci è stato invitato a festeggiare il successo ed il trentennale dalla Pizzeria Rosticceria Mastr’André di Colleranesco che compie anch’essa i suoi trenta anni di attività. Contornati dal tipico menù di bruschette, arrosticini e focacce, gli atleti ed i loro sostenitori hanno brindato alla lucente presenza del trofeo europeo, l’André Vergauwen Cup 2012. La grinta, la compattezza e l’entusiasmo sono pronti per puntare, l’anno venturo, alla Champions.

Seconda udienza

ig 60 03Si è tenuta la seconda udienza dibattimentale del processo penale che si occupa dell’edificazione sull’area ex Migliori Longari . ‘E stato sentito, come teste del Pubblico Ministero, un esponente dell’associazione Il Cittadino Governante ed è stato acquisito agli atti l’esposto inoltrato alla Procura  dall’associazione e da cui è nata l’indagine. Assente, per riferiti impegni istituzionali, il Sindaco di Giulianova che pure doveva essere sentito in quella sede.
Quindi il Giudice ha fissato, ancora per l’audizione dei testi, l’udienza del 13 febbraio 2014.

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