Sabato, Dicembre 16, 2017

 

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Controbilancio

Gli slogan si sprecano, le grancasse battono, i diluvi di parole imperversano in ogni dove. Magari senza il disturbo del contraddittorio, secondo il copione preferito dalla propaganda di Palazzo. I consuntivi trionfalistici e troppe volte immotivati sono un fiume in piena, ampio almeno quanto quello dei fallimenti da nascondere, di quella sequela di sprechi, approssimazioni, stangate e compromessi indecenti dei quali nessuno parla. Perché tutto questo non cada nel dimenticatoio vi proponiamo il nostro controbilancio, ovvero il resoconto, purtroppo parziale, di tutto quello che è accaduto in questi cinque anni (ed anche prima) ma che nessuno vi verrà oggi a ricordare. Dalle pagine di GiuliaViva (e non solo) una rapida carrellata su di un’esperienza amministrativa  quella sì da dimenticare, per rinfrescare le memorie alla vigilia del voto.

L’assalto alla farmacia

 

RG 70 01“ - Il Consiglio comunale fornisca alla Giunta e ai competenti dirigenti ogni utile indirizzo per individuare misure alternative all’alienazione della titolarità della farmacia comunale -. Più che una risoluzione, un bizantinismo. Più che una retromarcia, una ritirata strategica da parte della maggioranza, dettata vuoi dalla valanga di firme contrarie apposte in meno di un mese da oltre 2600 giuliesi, vuoi dalla totale assenza di acquirenti all’asta dello scorso 11 novembre. Il passaggio consiliare è servito anche a far emergere le reali posizioni dei diversi gruppi. Possibilista, nei fatti, la maggioranza, che ha lasciato aperto, più che uno spiraglio, una vera e propria breccia sulla via della privatizzazione. Decisamente contrarie le opposizioni, che si sono viste respingere, oltre ad una mozione unitaria che rifiutava tout court qualunque ipotesi di vendita, anche l’emendamento, proposto dal consigliere Arboretti, di sottoporre a referendum qualunque decisione in merito”.
da GiuliaViva n. 6/2011

La Procura al lavoro

 

RG 70 02“Prende la strada delle aule giudiziarie la vicenda Migliori-Longari, con le indagini susseguenti all’esposto presentato quattro anni or sono dall’associazione “Il Cittadino Governante” sfociate in un’ipotesi di reato per abuso edilizio per 14 fra amministratori, consiglieri comunali, dirigente dell’ufficio urbanistico, tecnici e responsabili dell’impresa proprietaria (...).” da GiuliaViva n. 2/2012
“Non c’ è pace per l’urbanistica giuliese. Ancora non si è spenta l’eco dei 14 avvisi di garanzia legati alla vicenda dell’area Migliori Longari, che un’altra pioggia di comunicazioni giudiziarie ricade su di un altro tribolatissimo episodio delle recenti vicende edilizie cittadine. Nel mirino, questa volta, il cosiddetto palazzo Gavioli, struttura in via di costruzione attualmente sotto sequestro, posizionata a ridosso del confine nord del palazzo Kursaal (...)”. da GiuliaViva n. 3/2012

E io pago...

 

RG 70 03“Restituiti alla fruibilità cittadina nel 2010, dopo circa due anni di inagibilità e 1,2 milioni di euro di spesa, piazza Buozzi e corso Garibaldi vivono oggi una nuova stagione di chiusure. A partire dallo scorso 19 marzo e almeno fino alla prima decade di maggio, scavi e transenne imprigioneranno “a macchia di leopardo” l’intero cuore del centro storico. Motivo dei nuovi disagi l’esecuzione dei lavori necessari a restituire alla zona, “l’originaria fisionomia, eliminando i tratti rovinati” secondo la terminologia utilizzata dall’assessore ai lavori pubblici. Poche parole, per una spiacevole verità: neppure due anni dopo la conclusione di un restauro accompagnato da una valanga di critiche si impongono nuovi interventi per riparare i danni in gran parte dovuti al traffico veicolare per un impegno di spesa non propriamente irrisorio: 48mila euro, centesimo più centesimo meno (...)”.
da GiuliaViva n. 7/2012

Quando nacque il “centro-destra-sinistra”

RG 70 04“Mentre le recenti elezioni suggellavano la sconfitta della politica e della democrazia rappresentativa con un tasso di assenteismo, ai ballottaggi, di un cittadino su due, il Consiglio Comunale di Giulianova celebrava la già operante fusione tra centrodestra e centrosinistra con l’entrata ufficiale di Cameli padre, dopo Cameli figlia, nella variopinta e mutevole maggioranza Mastromauro. (…) Siamo alla quarta Giunta “dei 100 candidati talenti” in meno di tre anni, segno di chiare difficoltà ed inefficienze (…) Sconcertata  l’opinione pubblica al pari dell’elettorato tradito, che scopre essere stata una farsa l’accesa campagna elettorale del 2009, una presa in giro le diversità dei programmi elettorali, una finzione la distinzione tra i due grandi raggruppamenti capeggiati da Pd e PdL (...)”. da GiuliaViva n. 11/2012

Forum addio!

RG 70 05“Seguendo la sorte del suo omologo “giovanile” e accompagnato dal più assordante silenzio di amministrazione, coalizioni di centro-destra-sinistra, organi di informazione e abituali paladini del nulla il “Forum delle associazioni” ha improvvisamente e, temiamo, definitivamente chiuso i battenti. Al culmine di una vicenda a dir poco grottesca l’assemblea si è ritrovata infatti non solo sfrattata dalla “storica” sede di Corso Garibaldi e priva di una qualunque sistemazione alternativa, ma anche oggetto di una istanza legale che paventa perfino possibili strascichi giudiziari (…) Del resto, come per il “Forum giovanile” prima, così per quello delle associazioni ora, il sostegno del Palazzo sembra avere da tempo imboccato la china del disinteresse e dell’abbandono. Forse in attesa di essere rispolverato in prossimità della prossima campagna elettorale.” da GiuliaViva n. 15/2012

Soldi, soldi, soldi

RG 70 06“ (…) Andando a braccio, ricordiamo i 15mila euro per l’inutile perizia commissionata per la vendita della farmacia comunale, mai andata (fortunatamente) in porto; o i quasi 50mila per il rifacimento del manto stradale di corso Garibaldi e piazza Buozzi, “vecchi” solamente di due anni; o ancora i circa 10mila  di spese legali per la vicenda dell’ex casello ferroviario, e i 5mila per il semaforo chissà quanto intelligente  di piazza della Libertà. Senza contare le spade di Damocle legate ai contenziosi con la ditta Sonorica (quasi 50mila euro chiesti quale risarcimento  per la pubblicità sonora sui lungomare prima appaltata e poi disdetta) e, più recentemente, con l’istituto Castorani, (18mila euro per i locali di via Acquaviva un tempo occupati dalla polizia municipali e non restituiti nei modi e nei tempi previsti). Per finire con il botto finale della “madre di tutti gli sprechi”, quella vicenda dello spiaggiato costato alle casse comunali, ed alle nostre tasche, un  salasso da 1milione abbondante (...)”. da GiuliaViva n. 21/2012

Il “cannocchiale” cancellato

RG 70 07“Giunge difficile non cedere allo sconforto davanti alle vicende legate al parco del “cannocchiale verde”, che recentemente ha visto più di 3000 firme raccolte. Sono passati poco più di tre anni da quel febbraio 2010, quando all’Hotel Corallo molti giuliesi – albergatori, concessionari di stabilimenti balneari, ristoratori e altri cittadini – il proprio pensiero sui contributi che il parco avrebbe potuto offrire. Allora si erano persi più di 12 anni da quel 1998 in cui veniva proposta la riqualificazione di tutta l’area industriale SADAM-FOMA-ADS, prima che l’amministrazione Mastromauro giungesse alle ben note conclusioni: niente parco, niente teatro comunale, ma in cambio un moderno skyline giuliese caratterizzato da edifici di 25 metri di altezza e un grattacielo alto 50 metri” da GiuliaViva n. 7/2013

Stangata di fine mandato

RG 70 08“Nel bilancio di previsione 2013 l’amministrazione comunale ha presentato ancora una volta in consiglio cospicui incrementi della tassazione locale.
Per la TARSU 17% in più per le civili abitazioni e 10% in più per gli immobili delle attività produttive (che sommato al 30% dello scorso anno aumenta del 40%, nel giro di un anno, la tassa sui rifiuti per le attività economiche).
L’IMU viene confermata altissima. I cittadini giuliesi dovranno pagare poi 1milione e 730mila euro di addizionale comunale IRPEF. Per la COSAP viene confermato il raddoppio che vige ormai da due anni e quindi il canone per l’occupazione del suolo pubblico costerà in totale 450mila euro. Per parcheggiare occorrerà un esborso di circa 200mila euro (...)”.
da GiuliaViva n. 24/2013

Si scrive “pubblicità istituzionale” si legge “propaganda”

RG 70 09“Quante cose si possono fare con 116.284,82 euro? E quante ancora con altri 219.971,82? Certamente i complessivi 336.256,64 euro non avrebbero potuto risolvere le criticità croniche del bilancio, ma rimpinguarne qualche voce, offrendo un minimo sollievo a casse comunali perennemente in affanno sicuramente sì. Le cifre, decimali compresi, non le abbiamo inventate e neppure ricavate con qualche bizzarro meccanismo di calcolo. Rappresentano le somme (cospicue) destinate in un arco temporale di sette anni scarsi (dal novembre 2005 ai primi mesi del 2012) alla cosiddetta pubblicità istituzionale su quotidiani, periodici, televisioni ed altri organi di informazione: la prima da parte del Comune di Giulianova, la seconda dalle società ad esclusiva partecipazione comunale: Julia Servizi Più, Julia Rete, Giulianova Patrimonio. Una media aritmetica di 48mila euro all’anno, bruciati sull’altare di quella che gli esperti di marketing definiscono “comunicazione volta a creare notorietà ed un clima favorevole nei confronti di chi la effettua”, e che, con terminologia molto più banale, possiamo semplicemente chiamare propaganda (…).”
da GiuliaViva n. 10/2013

Quando volevano vendersi la piazza

RG 70 10“Noi cittadini di Giulianova, esprimiamo la nostra preoccupazione per quanto si prevede debba accadere nell’area di Piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa ed in quelle circostanti. Si è saputo della costruzione di nuovi edifici attorno alla piazza. Da tempo si parla della vendita di una grande porzione della suddetta piazza perché altri edifici nascano addirittura all’interno di essa. Si ipotizza la creazione di un nuovo asse viario che passerebbe tra la collina e la piazza per collegare direttamente via Tahon De Revel con via Matteotti. Riteniamo che quanto è previsto comporterebbe la fine dell’unico grande spazio pubblico all’aperto rimasto nel cuore del Lido. Esso, attualmente, garantisce molta vivibilità al popoloso quartiere. Riempire tale spazio di palazzi e nuove strade, ridimensionandolo, comporterebbe numerosi effetti negativi (...)” dal testo della petizione popolare contro la vendita di Piazza Dalla Chiesa – agosto 2006

 

 

Giochi di ruolo

FIPP 70 02Era la primavera del 1995 quando, grazie alla legge sull’elezione delle amministrazioni comunali entrata in vigore due anni prima, anche a Giulianova la nomina del sindaco avveniva per la prima volta in maniera diretta.
Da quella data e nel giro di una ventina d’anni, il governo della città si è distribuito equamente fra le coalizioni di centrodestra prima (i due mandati Cameli) e di centrosinistra poi (Ruffini e a seguire Mastromauro). Alternanza perfetta, dunque, ma solo nella forma, visto che, a scavare appena un po’ più a fondo, scelte, decisioni e prese di posizione non mostrano in realtà grandi differenze, se non quelle dettate dal ricoprire, volta per volta, ruoli di governo piuttosto che di opposizione.
Qualche esempio?
Partiamo dalle famigerate strisce blu, di cui da destra si chiede oggi l’abolizione anche se ad introdurle per prima fu proprio l’amministrazione Cameli 2 nell’ormai lontano 2001. Contro di esse si schierò all’epoca l’opposizione di centrosinistra, contestando, tra l’altro, una serie di aspetti riproposti pari pari, dodici anni dopo, dalla giunta Mastromauro: il pagamento in vigore tutto l’anno festivi compresi, e non solo nella stagione estiva, il “doppio regime” sui due lati della stessa strada (in uno si paga, nell’altro no), e via elencando.
Discorso identico per le ipotesi di vendita di strutture produttive pubbliche, tentate o anche solo paventate nel corso degli anni. All’epoca del Cameli 2 fu immediata la levata di scudi dell’opposizione di centrosinistra al solo parlare di cessione del mercato ittico. Altrettanto tempestiva, non più tardi di un paio d’anni fa, la rivolta contro la dismissione della farmacia comunale (andata fortunatamente a vuoto), cui non mancò di partecipare, insieme al resto delle opposizioni, anche l’intero centrodestra. Curioso al riguardo che nella vicina Roseto la medesima pantomima sia andata in scena a ruoli invertiti, con la minoranza di centrosinistra ad opporsi alla vendita sempre della farmacia comunale, da parte, in quel caso, di un’amministrazione di colore opposto.
Recentissima infine la vicenda dei cosiddetti “asfalti elettorali”, quegli interventi di risistemazione dei fondi stradali cittadini che sia il sindaco di Teramo che quello di Giulianova hanno pensato bene di avviare proprio a ridosso delle elezioni: anche in questo caso, dove la destra governa è la sinistra a insorgere, e viceversa.
A ben guardare, dunque, più che un’alternativa quello fra centrodestra e centrosinistra (sempre che dopo il connubio Mastromauro-Cameli la distinzione abbia ancora un senso!) sembra piuttosto un periodico passaggio di testimone, con ruoli sempre identici, semplicemente ridistribuiti dal risultato delle urne. Poche le idee, scarsi i risultati, pressoché nulle le vere differenze, in un gioco sempre uguale in cui la forma cambia, ma la sostanza rimane poi sempre la stessa. A contare, insomma, più che l’interesse di tutti è l’esercizio del potere da parte di pochi, in una moderna rivisitazione del gattopardiano “tutto cambi affinché nulla cambi”.
Già, il cambiamento, quella pacifica e positiva rivoluzione che tutti attendiamo per mettere fine ad una interminabile stagione di approssimazione, sprechi, clientele e privilegi; il cambiamento, quell’entità misteriosa che ad ogni elezione centrodestra e centrosinistra puntualmente promettono ed altrettanto puntualmente non mantengono; il cambiamento, quella svolta nel modo di governare la città che dopo vent’anni gli elettori faranno bene ad andare a cercare altrove.

L’acqua alta e la memoria corta

FIPP 70 01“Considerato che: (…) a seguito del temporale abbattutosi su Giulianova, numerose strade cittadine sono state interessate da allagamenti con il livello dell’acqua che, in taluni casi, superava l’altezza dei marciapiede (…); nella medesima occasione privati cittadini hanno dovuto provvedere a scoperchiare i tombini per tentare di far defluire più rapidamente l’acqua piovana, tentativo risultato vano stante l’intasamento dei canali di scolo (…); le situazioni si ripetono con assoluta regolarità, ogni qualvolta la nostra città viene investita da fenomeni piovosi anche non particolarmente violenti (…) si chiede (…) in base a quale periodicità si provvede ad effettuare il servizio di pulizia della rete delle acque bianche (…) e quali interventi si intendano effettuare nelle strade maggiormente colpite da questi fenomeni”.
“Vogliamo ricordare a tutti i cittadini di Giulianova che per far fronte per tempo a questo stato di cose (i continui allagamenti che si verificano in città, ndr), all’epoca della giunta Arboretti era stato approntato un progetto per la realizzazione di un canale, parallelo al lungomare, che fungesse da collettore delle acque bianche, riversandole a mare in un unico punto. (…) il piano è rimasto lettera morta e la realizzazione di un adeguato sistema fognante non solo non è mai stata inserita nel piano delle opere pubbliche, ma non è neppure stata affrontata in maniera seria dall’Amministrazione: nel frattempo la situazione è irrimediabilmente peggiorata, ma ancora non si apportano interventi risolutivi”.
Le due citazioni sono tratte rispettivamente da una interrogazione al sindaco datata 28 novembre 2001 e da un comunicato stampa del 21 febbraio dello stesso anno. La firma in calce ad entrambi i documenti è la stessa: quella di Francesco Mastromauro, all’epoca capogruppo in consiglio comunale dei Democratici di Sinistra. Da quell’epoca sono passati più di tredici anni, l’allora capogruppo ha nel frattempo rivestito la carica di assessore ai lavori pubblici nella giunta Ruffini oltre a ricoprire lo stesso incarico nel corso del suo mandato, in sostituzione del dimissionario Roberto Mastrilli. I risultati sono quelli rappresentati, senza possibilità di fraintendimento, nelle fotografie di questa pagina: chiacchiere e proclami molti, fatti, evidentemente, assai meno.

La scelta

Il 25 maggio voteremo per Franco Arboretti sindaco di Giulianova. Lo diciamo in modo diretto, senza giri di parole, alla vigilia di un appuntamento elettorale, mai come oggi decisivo per la città.
C’è nell’aria un’irritazione palpabile, la voglia tangibile di una svolta che cancelli anni e anni di amministrazioni raccogliticce, inadeguate, autoreferenziali. E non si tratta semplicemente dell’onda lunga di una protesta che sta attraversando l’intero Paese. È un’esigenza concreta. Lo dicono le condizioni della città, il degrado dell’ambiente, gli sprechi, le cattive manutenzioni: vent’anni di governo equamente divisi fra destra e sinistra hanno fatto inesorabilmente e tangibilmente scivolare in basso Giulianova. Ed è arrivata l’ora di cambiare.
Il punto però è che non basta “votare contro”, non è sufficiente mandare a casa chi, dall’uno o dall’altro schieramento, ha mal governato questa città nelle ultime quattro legislature. Vincere le elezioni è solo un passo, il primo, se vogliamo il più facile. Quel che sarà difficile, molto più difficile, sarà rimuovere quella patina di vecchiume che vent’anni di cattiva gestione hanno depositato sulla macchina amministrativa. Perché “conquistare il palazzo” e non essere poi in grado di dare concretezza al cambiamento sarebbe ancora peggio, non farebbe che rafforzare l’arroganza e la presunzione di chi ha dimostrato di considerare la cosa pubblica come territorio in cui esercitare il proprio potere personale. Non basta la voglia di cambiare,occorrono le competenze per cavalcare il cambiamento, per trasportare sul piano concreto una protesta motivata, comprensibile, reale.
Non sarà una cosa semplice. Ci vorrà tempo, ci vorrà tenacia, ci vorrà impegno, ci vorrà passione, ma soprattutto ci vorrà capacità. Chi entrerà da sindaco a palazzo di città il prossimo 26 maggio (o assai più probabilmente il 9 giugno) troverà molti nodi da sciogliere, matasse da sbrogliare, emergenze da affrontare. E per farlo dovrà avere ben chiara davanti agli occhi la visione della città di domani, gli strumenti da utilizzare, il sapere politico ed amministrativo per trasformare i progetti in realtà.
Gli ultimi cinque anni della vita politica cittadina ci hanno restituito l’immagine di un’amministrazione approssimativa, pasticciona, retta sull’ambiguità politica della convivenza fra i due ex rivali del ballottaggio 2009, soprattutto carente nelle idee e negli strumenti per realizzarle. Ma ci hanno anche lasciato l’eredità positiva di un’alternativa concreta, quella incarnata da quella parte di opposizione che ha saputo coniugare critica e proposta, opposizione dura e progettualità. Nelle sedi istituzionali, e non solo, il panorama dell’ultima consiliatura ha messo in luce una sola voce realmente fuori dal coro: quella dell’associazione “Il Cittadino Governante” e del suo capogruppo consiliare, Franco Arboretti. Una voce capace di combattere dentro e fuori il palazzo, di contrastare le scelte che penalizzavano la città, ma anche di avanzare, motivare e sostenere proposte alternative.
Per questo, lo ripetiamo, il 25 maggio voteremo per Franco Arboretti sindaco di Giulianova, e lo diciamo con serenità, senza timore di essere tacciati di faziosità o partigianeria. Da quando è nata GiuliaViva non ha mai avuto esitazioni nel prendere posizione, anche sugli argomenti più scomodi, sulle vicende più delicate, sulle situazioni più scottanti: nessuno può accusarci di non aver esposto in ogni occasione le nostre opinioni con chiarezza. Con il medesimo spirito abbiamo deciso oggi di schierarci, apertamente e senza possibilità di fraintendimento. A differenza dei troppi che alla chiarezza delle opinioni, preferiscono l’ambiguità del sottinteso, abbiamo scelto di esporci, per coerenza, onestà intellettuale e per il rispetto che abbiamo verso chi ci legge. Giochiamo a carte scoperte, con la decisione e la coscienza a posto che ci derivano dal non avere mai ricercato favori personali, tornaconti individuali, vantaggi di qualunque tipo.
Domenica prossima, dunque, non rimanete a casa, non cedete alla tentazione di risolvere nell’astensione la crisi di rigetto verso certa politica: non fareste che favorirla. Per cambiare, davvero e senza compromessi, è necessario il contributo di tutti: dunque, fate una scelta e fatela non solo dietro l’impulso della rabbia e la spinta dell’esasperazione. Scegliete pensando ad un futuro diverso per Giulianova, fatto di amministratori onesti, appassionati, disinteressati ma soprattutto capaci.
La redazione di GiuliaViva

Che ne pensa Dudù?

IG 70 03Dalla Brambilla (già sottosegretario di centrodestra) a Mastromauro (candidato sindaco di centrosinistra). I paladini di “Unica Beach” cambiano schieramento e soprattutto ruolo: chissà che ne pensa Dudù...

La conferma

IG 70 02Nel turbinare di liste, candidati e programmi  è passata pressoché sotto silenzio la notizia, tutt’altro che di poco conto, che il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso avanzato contro la decisione del TAR che, nello scorso gennaio, aveva di fatto bloccato la cosiddetta lottizzazione “Lido delle Palme”, nella zona E2 turistica. Il Tribunale abruzzese aveva  annullato la delibera del consiglio comunale che dava il via libera al  piano, perché in contrasto con il Prg vigente. Nonostante i continui  annunci  di apertura del cantiere, a causa dell’ennesimo errore in campo urbanistico della Giunta Mastromauro, cinque anni sono passati invano.

Attenti a dare i numeri

“Boom di residenti” titolava qualche settimana fa “Il Messaggero” annunciando, per bocca del sindaco, un aumento da 23.505 a 24.539 residenti nell’arco del suo mandato. “Un aumento del 4,2%, il doppio rispetto al dato nazionale” continuava Mastromauro  non rinunciando ad attribuire l’exploit alla rinnovata capacità attrattiva di Giulianova. Peccato che il dato fornito dall’ufficio anagrafe del Comune parli al contrario di una popolazione, al 31 marzo, di “sole” 23.979, con un “normalissimo” aumento percentuale appena sopra al 2%. Abbaglio, esagerazione od una improvvisa fuga dalla città?

Orizzonti nascosti

IG 70 01Approvato dal consiglio comunale la bellezza di tre anni e mezzo fa, ripreso da una delibera di giunta dello scorso febbraio, il taglio della siepe che occlude la visuale panoramica dallo scoperto di via Montello è rimasto confinato allo stadio delle intenzioni. A tutt’oggi sul concretizzarsi di una potatura attesa, annunciata, ma mai effettuata non ha avuto effetti benefici neppure il clima elettorale.

Le crisi che hanno caratteriz​zato la finanza moderna

ins 69La recente edizione del 12 aprile 2014 de “The Economist”offre una lettura molto interessante del ruolo della finanza internazionale, e – soprattutto – delle cinque crisi finanziarie che si sono succedute negli ultimi due secoli. Come sempre, è “la dose che fa il veleno”: criminalizzare la finanza a priori è sbagliato. Dipende dall’ uso che ne viene fatto.
Dalla “bolla speculativa” della Compagnia dei Mari del Sud (1720), istituita per lo sviluppo e la tutela del commercio con il Sud America (finita, disastrosamente,con pratiche speculative sul debito pubblico), alla prima crisi dei neonati “paesi emergenti” latino-americani del 1825, all’ entusiasmo per le imprese ferroviarie (le “Nasdaq” dell’ epoca) il cui rendimento, però, risultò un tantino inferiore alle previsioni, facendole letteralmente deragliare, fino alla oramai abusata crisi del 1929, quando il boom speculativo degli anni ruggenti si concluse bruscamente con la decisione della Federal Reserve di aumentare i tassi per “raffreddare” i mercati.
L’ autore sostiene (non dimentichiamo che “The Economist” è una rivista caratterizzata dal sostenuto liberalismo del suo fondatore, Walter Bagehot), che la finanza assolve a due semplici missioni: quella, per il risparmiatore, di “macchina del tempo economica”, per la conservazione nel tempo del potere di acquisto dei suoi investimenti, e – per l’ investitore - beneficiario del credito, la prospettiva di un utile futuro. Un sistema finanziario ben regolato “smussa” gli alti e bassi del ciclo economico, nel tentativo di rendere più “prevedibile” l’ incertezza dell’ ambiente in cui viviamo. Inoltre, gli investitori puntano sulle aziende con i migliori progetti, idee e persone.
Alexander Hamilton, a torto o a ragione, croce e delizia della finanza moderna, primo segretario al Tesoro degli Stati Uniti, perseguì il sogno di creare un modello finanziario ispirato a Gran Bretagna e Olanda, vale a dire un sistema che finanziasse il proprio debito attraverso l’ emissione di titoli (letteralmente “I Owe You”, “Io Ti Devo”). Attraverso tale meccanismo lo stato avrebbe potuto disporre di denaro a basso costo, e l’ America avrebbe fondato la sua banca centrale (“BUS”, “Bank of the United States”).
Tra i vari aneddoti posti a interludio della narrazione, ne abbiamo scelto uno, William Duer un controverso cittadino britannico (aveva studiato a Eton), il primo inglese responsabile di aver generato la prima crisi finanziaria americana (ahimè, non l’ ultima!). Duer e i suoi complici sapevano che gli investitori erano assetati di obbligazioni federali per pagare per le azioni BUS, e cercarono di accaparrarsi il mercato. Per finanziarsi Duer fece ricorso al prestito di amici e conoscenti facoltosi, emettendo titoli garantiti personalmente, e sottraendo illecitamente denaro alle stesse aziende che guidava.
L’altro problema era la stessa banca centrale, che aprì incondizionatamente le vendite ad altri finanziatori americani. 2,7 milioni di dollari in nuovi prestiti vennero elargiti nei primi due mesi. Imbottiti di credito, gli abitanti di Philadelphia e New York furono presi dalla febbre speculativa. Venti convogli a settimana correvano tra le due città per sfruttare al meglio le transazioni.
Per chi volesse approfondire la lettura, consigliamo di visitare l’ articolo, all’ indirizzo posto in alto, oppure di digitare su “Google” il testo “The slumps that shaped modern finance”.

Il voto consapevole

aic 69A Giulianova il 25 maggio si vota per le elezioni europee, regionali e comunali. Sono tutte importanti, ovviamente, ma non sfuggirà a nessuno che le elezioni comunali hanno la loro peculiarità e meritano una particolare attenzione. Nelle comunali infatti ci sono liste non presenti nelle altre elezioni; si sa tutto o quasi delle forze politiche, delle liste e dei candidati e quindi li si può valutare con maggiore cognizione di causa; si può giudicare direttamente l’operato di chi ha governato. Tutti aspetti che possono motivare l’espressione di un voto differenziato: a livello locale si può scegliere di votare in maniera diversa rispetto al voto per le regionali e per le europee. In città ormai il clima tipico delle campagne elettorali è presente da settimane e dopo la convulsa (e, per certi versi, sconcertante) fase preparatoria i candidati sindaci schierati sono 7 e numerosissime le liste a sostegno dell’uno o dell’altro candidato. Si può quindi scegliere - e mai come questa volta occorre saper scegliere - facendo attenzione a non prendere abbagli e a non sbagliare. La città ha bisogno di un profondo cambiamento e non tutti, stando ai fatti, sono titolati a garantirlo.
Partiamo, innanzitutto, dalle condizioni non esaltanti in cui da tempo versa la nostra città, ormai caratterizzata da:
- maltrattamento del territorio determinato dall’affermazione di un modello urbanistico invivibile e lesivo delle nostre bellezze paesaggistiche e della nostra sicurezza idrogeologica;
- assenza di una seria riflessione sulle attività economiche da promuovere e sostenere nel rispetto delle vocazioni cittadine, con ripercussione negativa sull’occupazione;
- riduzione e penalizzazione dei servizi sociali e sanitari;
- crollo delle attività culturali di livello e scarso rispetto nei confronti dei beni culturali giuliesi;
- mancanza di adeguata attenzione al delicato mondo dei giovani;
- uso poco razionale delle finanze comunali con eccessivo indebitamento e frequenti cattivi risultati nelle opere pubbliche;
- disinteresse nei confronti del patrimonio pubblico di maggiore pregio;
- appannamento della trasparenza e della correttezza amministrativa.
Tale decadenza, maturata in quasi un ventennio, non può non avere una paternità e va rintracciata nelle giunte che si sono avvicendate in questo lungo periodo: due di centro-destra, due di centro-sinistra. Le classi dirigenti cittadine espresse in questo lungo periodo, tranne qualche singola rara eccezione, si sono mostrate – questo naturalmente è un giudizio politico - generalmente accomunate, nonostante l’avvicendamento di schieramenti diversi, da una sostanziale omogeneità programmatica poco sensibile ai beni comuni e molto interessata alla carriera politica e al “comandare” occupando poltrone. Tale somiglianza nelle scelte amministrative e il grande interesse per i posti di potere hanno prodotto un deprecabile fenomeno, che negli ultimi tempi ha raggiunto livelli intollerabili, che è quello del trasformismo, cioè del passaggio da uno schieramento all’altro in barba agli impegni presi con gli elettori (il più clamoroso: la convergenza del sindaco e del vicesindaco dei nove anni di gestione del centro-destra sulle posizioni del centro-sinistra, nel corso del mandato che sta per chiudersi) o del posizionarsi contro la propria maggioranza a causa di cariche non ottenute, fino a candidarsi a sindaco dello schieramento avverso.
Come fa tutto ciò a non provocare fastidio, disinteresse nei cittadini che poi si rifugiano o nell’astensionismo o nell’antipolitica?
Altro fenomeno involutivo è quello del continuo nascere, in prossimità delle elezioni, di liste civiche senza storia precedente in termini di impegno civile e politico che poi finiscono nel nulla o col confluire in uno dei tradizionali schieramenti di centro-destra o di centro-sinistra (talvolta addirittura prima nell’uno, poi nell’altro!). Quale rinnovamento nella vita pubblica rappresentano liste siffatte?
Ben quattro dei candidati sindaci (quello del centro-sinistra e i tre del centro-destra), salvo ulteriori sorprese, hanno a che fare con le riflessioni sopra svolte.
In questa tornata elettorale ci sono poi due liste che nei programmi riecheggiano per grandi linee quello reso già noto - in maniera molto più completa e dettagliata - nel 2009 dal Cittadino Governante.
Si tratta della lista Gente in Comune (che oltre le indicazioni di massima non va) e di quella del Movimento 5 Stelle (che il giorno dopo la scadenza dei termini per la consegna delle liste e dei programmi, sul proprio sito alla voce programma afferma: “stiamo lavorando al programma, seguiteci sui canali facebook per rimanere sempre aggiornati”).
Ora in democrazia, ci mancherebbe, tutto ciò è consentito, guai se così non fosse, ma una domanda sorge spontanea: cui prodest?
Insomma a chi giova tutto ciò?
In città esiste da dieci anni un’associazione (Il Cittadino Governante) che è impegnata seriamente, e con coerenza, a difendere i beni comuni (anche con battaglie vinte come quella per la difesa di piazza Dalla Chiesa), gli interessi generali, la moralità nella vita pubblica (come nel caso ex Migliori Longari e in quello del cantiere accanto al Kursaal), la sostenibilità (stop al consumo di territorio, mobilità sostenibile, strategia rifiuti zero, riduzione consumi energetici e promozione delle fonti rinnovabili, economia locale sostenibile), la trasparenza (tanto da fornire gratuitamente da 5 anni sul web non solo la diretta dei consigli comunali ma anche l’archivio di tutti gli interventi dei consigli già tenutisi, cosa che non offre nemmeno il portale del Comune), a svolgere un lavoro istituzionale di controllo rigoroso e di proposta costruttiva.
Allora, se tutto questo accade da anni, perché non impegnarsi per dare più forza a quanto già costruito, integrandolo e migliorandolo semmai, piuttosto che creare le condizioni per disperdere il voto dell’elettorato interessato al cambiamento? Certo, a questo punto la domanda è di rito, ma va posta anche ai cittadini che hanno compreso la necessità della svolta e che magari rispetto alle copie dell’ultim’ora possono decidere di scegliere l’originale.

La propaganda alla verifica della realtà dei fatti

fipp 69 02Francesco Mastromauro il 25 gennaio, al grido “servo in Regione”, annunciava la sua candidatura al consiglio regionale; dopo 20 giorni - vista la concorrenza di altri candidati che mettevano a rischio la sua elezione - tornava sui suoi passi confidando in un posto sicuro al Comune come sindaco. Generalmente un amministratore che nel corso del mandato ha praticato il buongoverno fa parlare il proprio operato. Non ha bisogno di aggiungere altro. Invece il sindaco uscente sta rimettendo in moto la sue specialità: lodarsi fino all’inverosimile, magnificare la sua attività amministrativa, dipingere i fatti come in realtà non sono, tentare di screditare l’avversario raccontando fatti non rispondenti al vero. Un sindaco che anziché riferire gli avvenimenti con obiettività è costretto a ricorrere alla propaganda e, talvolta, alla mistificazione ammette di essere in difficoltà. Evidentemente comincia ad avere la percezione che nell’opinione pubblica giuliese il giudizio non è poi così positivo come lui sperava. E allora via al disperato tentativo di cambiare le carte in tavola.
Qualche mattina fa in uno spazio di propaganda elettorale a pagamento (queste cose, ovviamente, ama farle “in solitaria”, quando nessuno può contraddirlo) abbiamo sentito dire che, nei 5 anni di mandato, lui ha:
1. Realizzato il nuovo depuratore.
2. Riqualificato la zona della 167 all’Annunziata.
3. Realizzato più verde di tutte le altre amministrazioni.
4. Adeguato il PRG con una Variante che ha consentito a tanti di attivarsi per costruire.
5. Riqualificato l’area ex SADAM con teatro pubblico, cannocchiale verde e riqualificazione di Via Trieste.
Le cose stanno, invece, in maniera molto diversa:
1. Il nuovo depuratore fu un’idea dell’ex assessore Albani (nella giunta di centro-destra del ’98) che dopo lunga gestazione e con un intervento milionario del Ruzzo (che ora stanno pagando i cittadini con bollette salate) il sindaco ha inaugurato (già perché questo -l’inaugurazione - è ciò che è accaduto durante il suo mandato).
2. L’area 167 è stata paradossalmente riqualificata con: nuove colate di cemento (che fanno bella mostra di sé sul lungomare e all’interno delle aree verdi); con la fuoruscita dalla Riserva naturale del Borsacchio; con la previsione di un impianto di Teleriscaldamento che sarà impattante e rumoroso. Lì la piantumazione del verde iniziò negli anni 80 e fu notevolmente ampliata nel ’94 con il parco più grande della città (70.000 mq.), poi abbandonato fino ai nostri giorni.
3. Qualche mese fa i tecnici redattori del Piano del Verde hanno espresso un giudizio molto severo in merito alle scelte praticate nella gestione del verde da parte della Giunta Mastromauro
4. La Variante è stata “tagliata” per il 70% dalla Provincia a causa dell’eccessivo consumo di suolo; inoltre nulla si sa (per dichiarazione del Dirigente urbanistico comunale) in merito alle millantate tante richieste di nuove permessi di costruire. Ciò che è certo è che sono molto arrabbiati i proprietari che stanno pagando l’IMU da anni su terreni promessi come edificabili e che invece ora non lo sono più perché non potevano esserlo in base alle norme urbanistiche che l’amministrazione ha ignorato.
5. L’area ex SADAM poteva già essere riqualificata da almeno 10 anni se non si procedeva alle varianti al PRG del ’94 per responsabilità prima del centro-destra e poi del centro-sinistra di Mastromauro. Attualmente, tra l’altro, non si vede alcuna riqualificazione, né sono in vista (perché non previsti) Teatro pubblico, “cannocchiale verde” e riqualificazione di via Trieste.

Questione morale: attualità di un pensiero

fipp 69 01“I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune”. È uno dei passaggi della storica intervista ad Enrico Berlinguer realizzata da Eugenio Scalfari il 28 luglio 1981, attraverso la quale il termine “questione morale” irrompeva sulla scena politica. A tre decenni dalla morte dell’allora segretario del PCI, quel documento conferma in pieno tutta la sua valenza morale con un legame paradossalmente ancora più stretto con le vicende attuali: altri i protagonisti, altre le condizioni, altro il momento storico, ma la diffusione della metastasi brutalmente portata alla luce da Berlinguer non accenna a fermarsi, anzi prolifera.
“Tutte le ‘operazioni’ che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti”. Difficile credere che queste parole siano state pronunciate più di trent’anni fa: lo spaccato che offrono della nostra società è ancora pienamente efficace, semmai inadeguato per difetto a rendere la realtà in tutto il suo drammatico degrado. Le tinte del quadro si sono fatte ancora più fosche, aggiungendo alla perdurante “occupazione delle istituzioni da parte dei partiti”, denunciata all’epoca, le aggravanti della maggiore diseguaglianza, della prevalenza dell’interesse personale e di una sempre più diffusa incompetenza. “Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata”, diceva allora Berlinguer e tutto sembra essersi fermato a quello stato di cose.
La politica ha di fatto abdicato al suo ruolo di governo della società civile, spingendo sempre più in basso il livello del confronto, finendo col rinchiudersi entro le mura dell’esercizio del potere. Un’involuzione che non ha risparmiato alcunché, dai vertici nazionali fino ai livelli più periferici. Se guardiamo a Giulianova l’ultimo ventennio della politica locale non ci ha risparmiato nulla, in un tripudio di incompetenza ed approssimazione cui hanno contribuito, pressoché in egual misura, giunte di centrodestra e di centrosinistra. L’interesse della magistratura per le vicende cittadine (es: ex Migliori-Longari e Gavioli), lo spreco di denaro (spiaggiato, ristrutturazione piazza Buozzi, corso Garibaldi, ex Golf bar, lungomare), l’impoverimento del patrimonio pubblico (vendita del pioppeto, tentativo per fortuna fallito di privatizzare la farmacia): a completare il repertorio offerto dalla mala politica mancherebbero soltanto i guai giudiziari di qualche amministratore, iattura cui ci auguriamo di non dover mai assistere. Rispetto a un tempo ha finito col perdersi anche il senso di appartenenza, quel sentirsi partecipi di un progetto definito che rendeva certi, o meno ballerini, almeno gli schieramenti. Non c’è più neppure questo. I confini sono sempre più labili e si attraversano con noncuranza al primo balenare di un tornaconto personale. Da destra a sinistra, e viceversa, la cronaca della passata legislatura e certe recenti candidature lo confermano: a contare, in barba a tutto, è solo il mantenimento o la ricerca del potere ad ogni costo.
Non meraviglia che oggi questi signori, disinvoltamente “buoni per tutte le stagioni” possano di nuovo proporsi come paladini del buongoverno, del cambiamento, del “bene” della città: non è di faccia tosta che difettano. Meraviglierebbe semmai, se dovessero riscuotere, ancora una volta, il credito degli elettori. Di “questioni morali” sospese sono ricche le cronache quotidiane: iniziare ad affrontarle spostando l’ago della bilancia politica con il peso dei voti è un diritto da esercitare, un dovere da tenere a mente, ma soprattutto una possibilità da giocare.

Quell’11 giugno

Enrico Berlinguer moriva trent’anni fa, l’11 giugno 1984, a Padova, stroncato da una emorragia cerebrale che lo aveva colpito quattro giorni prima, nel pieno di un comizio elettorale in vista delle europee di quell’anno. Deputato, parlamentare europeo, segretario del PCI dal 1972 fino alla morte, Berlinguer ha pienamente incarnato la figura del personaggio pubblico intellettualmente onesto, prerogativa riconosciutagli, ben al di là degli schieramenti, prima di tutto dagli avversari politici.
Sintomatico il giudizio di un giornalista che della ideologia di Berlinguer non è stato certamente un seguace, Indro Montanelli: “Un uomo introverso e malinconico, di immacolata onestà e sempre alle prese con una coscienza esigente, solitario, di abitudini spontanee, più turbato che allettato dalla prospettiva del potere, e in perfetta buona fede di cui ci resta un programma sociale, politico, economico, etico e morale non scritto basilare per il futuro democratico e di progresso del nostro Paese”. Praticarne l’esempio, al di là del proprio credo, non potrebbe che giovare alla nostra disastrata classe politica.

“Piazza, bella piazza” il 17 maggio

ig 69 03L’appuntamento è per sabato 17 maggio, in piazza Dalla Chiesa nella consueta e suggestiva cornice della collina giuliese. A partire dalle ore 18 e fino alla mezzanotte andrà in scena la VIa edizione di “Piazza, bella piazza!”, appuntamento con i gruppi musicali locali, organizzato come di consueto dall’associazione di cultura politica “Il Cittadino Governante”. Fra musica e stand una rara occasione per tornare a “vivere” la piazza, lasciando spazio alle idee per riqualificarla, valorizzarla e tornare a goderne quotidianamente.

2014, fuga dal PD

ig 69 0Laura Ciafardoni, passata in cinque anni dalla lista del Pd alla candidatura a sindaco per Forza Italia, è il caso più eclatante, ma anche quelli di Roberto Sacconi, co-fondatore di “Fratelli d’Italia – AN” e Massimo Maddaloni, trasferito al centrodestra con tutto “Progresso Giuliese” hanno il loro peso.
Poi c’è Roberto Mastrilli, assessore pentito della giunta Mastromauro e fra gli ispiratori di “Gente in Comune”, insieme al candidato sindaco Nino Bertoni, neanche a dirlo di analoghe origini diessine. Infine Albert Pepe, già segretario democratico, confluito in una delle liste che sostengono Franco Arboretti. Oscillare fra Cameli e Di Carlo a quanto pare non giova al Pd.

E il 25 aprile?

ig 69 02Chissà cosa avrà pensato il senatore Franchi, presidente provinciale dell’ANPI, l’associazione dei partigiani italiani, nell’accorgersi che, a Giulianova, il 25 aprile è passato sotto silenzio: non un’iniziativa, non una commemorazione, non una corona deposta in memoria dei caduti. Per la festa della Liberazione, indelebile origine della nostra storia repubblicana, nessuna striscia o nastro tricolore.
L’ amministrazione quelli li riserva solo alle inaugurazioni.

Ma l’Annunziata no

ig 69 01Siamo alle solite. Arriva l’epoca delle festività pasquali (quest’anno per di più strategicamente posizionate in prossimità del binomio 25 aprile – 1° maggio), i primi turisti prendono contatto con il mare e le spiagge, immancabilmente, non sono pronte.
O meglio, lo sono solo in parte, con l’arenile ripulito quasi ovunque, ma non nella zona sud. Per l’amministrazione, evidentemente, la vocazione turistica di Giulianova non si addice all’Annunziata ed alle sue spiagge.

XV Festival internazionale di bande musicaliI

TDC 68Ventiquattro Bande provenienti da tredici nazioni daranno vita alla 15a edizione del Festival Internazionale di Bande Musicali in programma a Giulianova dal 29 maggio al 2 giugno 2014.
All’evento si sono iscritti gruppi provenienti da Giappone, Ucraina, Bangladesh, Guatemala, Francia, Romania, Repubblica Ceca, Polonia, Bulgaria, Ungheria, Croazia, Lituania, e naturalmente dall’ Italia.
La manifestazione è promossa dall’associazione culturale “Padre Candido Donatelli” e offre al grande pubblico la possibilità di incontrare e conoscere le tante realtà culturali che in ogni angolo del mondo si dedicano a mantenere viva la tradizione della musica per banda.
“Abbiamo raggiunto un numero record di gruppi nonostante il momento di crisi – commenta soddisfatto Mario Orsini – Presidente del comitato organizzatore insieme a Gianni Tancredi, Francesco Rastelli, Willy Barlafante, Michele Maruccia e Laura Orsini – Il nostro Festival Internazionale è oramai accreditato in tutto il Mondo grazie alla qualificata giuria e all’organizzazione che offre ai gruppi un ottimo supporto.  La manifestazione è oramai  un appuntamento di richiamo, di quelli da mettere sul curriculum e per noi questo è motivo di orgoglio. Ed è un evento di valenza culturale che contribuisce a divulgare ad un vasto pubblico generi di musica per banda molto diversi tra di loro”.
In questa edizione, l’organizzazione donerà ai gruppi un’opera pittorica firmata dall’artista  Miriam Salvalai. Nel dipinto è  raffigurata la cupola della chiesa di S. Flaviano.
Miriam Salvalai è nata a Fiorenzuola d’Arda (Pc), vive e lavora a Giulianova. Ha conseguito il diploma di “maestro d’arte” presso l’Istituto “Paolo Toschi” di Parma nel 1973.
Ha partecipato a diverse mostre collettive nazionali tra cui la Biennale di Firenze e la Biennale di Roma.  “Personali” in diverse città tra cui Aosta (Sala d’Arte Comunale), Caserta (Sala Bianca della Reggia). Numerosi i  premi di pittura che hanno visto la sua presenza tra cui la finale nazionale a Venezia dei “Pittori di Marina” . Interventi eseguiti per conto di Enti Pubblici. Dipinti presenti in numerose collezioni private e pubbliche.

Facili profezie... e labili memorie

FIPP 68 02La profezia era facile e puntualmente si è avverata. La pioggia degli annunci, dei colpi ad effetto, delle promesse e delle spese dell’ultim’ora, di cui avevamo detto nello scorso numero di GiuliaViva, si è immancabilmente abbattuta sulla città, in un fermento di lavori ed un insperato tripudio di occasioni lavorative: fra ruspe, scavatrici, vernici e ramazze Giulianova si va trasformando ogni giorno di più in un unico, enorme cantiere a cielo aperto.
Chiariamo subito: ben vengano la pulizia e le manutenzioni, la sistemazione delle strade e l’ossigeno di qualche impiego temporaneo. Il punto non è questo. Di sporcizia, incuria e scarsa attenzione sono piene le cronache di questi ultimi cinque anni, nei quali poco è stato fatto e quel poco, molto spesso, è stato fatto male. Ma ora, finalmente dovremmo dire, è arrivata la stagione elettorale. All’improvviso anche agli occhi di chi ci amministra strade, parchi, piazze e lungomari si scoprono bisognosi di pulizia, gli asfalti di manutenzione, la segnaletica di vernice fresca e via discorrendo. Sfidando il ridicolo, ci si accorge anche che ogni anno ad aprile Giulianova festeggia la Madonna dello Splendore, e che vicino a quella data cade di norma anche la Pasqua: dunque occorre, per dirla con il sindaco, “garantire un efficace servizio di vigilanza” ed assumere in anticipo i vigili stagionali (gli altri anni no, chissà poi perché). Così si provvede in fretta e furia. Con l’occhio rivolto alle urne e senza la dovuta programmazione. Fra scavi, cantieri e qualche benedetta assunzione temporanea, mettendo mano a interventi che si sarebbero dovuti e potuti programmare prima e meglio. Tutto dispensato col piglio del sovrano che elargisce favori ai sudditi, quando invece non si tratta che di compiere, per di più in ritardo, solo una parte del proprio dovere.
Scusate, ma non vi sentite un poco presi in giro?

... e labili memorie

Pensavamo che l’inaugurazione della sede elettorale del sindaco uscente si sarebbe trasformata nella consueta passerella, nell’inevitabile autocelebrazione, nell’abituale tripudio di propaganda e fuochi d’artificio.
Non è stato così.
L’esordio della campagna elettorale di Francesco Mastromauro si è consumato in un monologo contro Franco Arboretti, accusato di ogni vera, presunta, passata o presente bruttura amministrativa: dalla chiusura “del passaggio a livello senza che venisse pretesa la realizzazione di un sottopasso” fino alle più controverse vicende dell’urbanistica cittadina.
Mastromauro ha accusato, affondato, calcato la mano, ma, purtroppo per lui, senza azzeccarne una. Ha dimenticato, o finto di dimenticare, che sindaco all’epoca dell’eliminazione della barriera di via Sauro era Franco Gerardini, che il sottopasso di via Salerno fu proprio la contropartita per quella chiusura, che nelle vicende di palazzo Gavioli, piazza Dalla Chiesa e del teatro Ariston le responsabilità della sua e della precedente amministrazione (di cui era vicesindaco, ndr) sono state più che evidenti (lo spazio è tiranno, ma gli argomenti già ampiamente affrontati in passato, possono essere approfonditi sul sito web del nostro giornale www.giuliviva.it).
“Le amministrazioni di sinistra hanno avuto il grande merito di aver tutelato una vivibilità urbana, conservato un disegno paesaggistico della città e soprattutto garantito un equilibrato mercato edilizio”.
Lo scriveva proprio Francesco Mastromauro, da capogruppo Ds, il 13 novembre 2002, difendendo le scelte urbanistiche del Prg del 1994: evidentemente ha dimenticato anche questo.

Cambiamo il finale?

FIPP 68 01Politica, un tempo non lontano, si coniugava con appartenenza, con chiarezza delle posizioni, coerenza del pensiero. I contorni erano evidenti, gli schieramenti palesi, le idee, condivise o meno che fossero, nitide e distinte. Non è più così. Da tempo. A tutti i livelli, da quello nazionale via via scendendo fino alle platee locali è cresciuta a dismisura la zona grigia delle commistioni, della confusione, degli incroci indecenti ispirati solo dalle ambizioni e dalle convenienze personali. La situazione di Giulianova in questo è esemplare: gli ultimi cinque anni hanno visto un susseguirsi ininterrotto di rimescolamenti, intrecci, scambi di posizione ed improbabili alleanze che la cronaca recente non solo conferma, ma, se possibile, rafforza.
Torniamo indietro di qualche anno, alle grandi manovre che precedettero l’elezione a sindaco di Francesco Mastromauro. È la primavera del 2009. Inaugurando una propensione all’autolesionismo che le vicende attuali non fanno che confermare, la coalizione di centrodestra si dibatte per settimane alla ricerca del candidato ideale: difficile tenere il conto dei nomi bruciati per arrivare ad estrarre dal cilindro quello risolutivo. Fra i tanti affiorano anche quelli di Francesca Morgante e Nello Di Giacinto. Prima blanditi poi “congelati” infine scaricati, entrambi consumano la vendetta e, nel breve volgere di qualche giorno, si accampano nel campo opposto, trovando spazio nella lista “Per Francesco Mastromauro sindaco”.
Il caso è eclatante, ma niente al confronto di quanto accade soltanto pochi mesi dopo. In soccorso di un sindaco in difetto di numeri (dalla maggioranza erano fuoriusciti Laura Ciafardoni, Massimo Maddaloni e Roberto Sacconi, ndr) arriva a far da stampella niente di meno che il “nemico” di sempre, l’avversario del ballottaggio, il portabandiera dell’opposizione di centrodestra. Fuori da ogni immaginazione, Giancarlo Cameli salta il fosso e si trasferisce armi e bagagli in territorio avverso, con il non trascurabile corollario dell’ingresso in giunta della figlia Nausicaa. Il connubio è audace e, se vogliamo, politicamente “indecente”, ma con evidente disprezzo degli elettori, taglia senza scossoni il traguardo della consiliatura.
Passano gli anni e cambiano gli scenari, ma la storia, recentissima, è sempre la stessa. Laura Ciafardoni, assessore nella giunta di Claudio Ruffini non più tardi di sei anni fa nonché eletta nel 2009 consigliere comunale dei Democratici, accetta, alcuni giorni or sono, la candidatura a sindaco sotto le insegne opposte, quelle di uno dei tre rivoli nei quali si è da poco suddiviso il centrodestra giuliese.
La stagione dei cambi di casacca, dunque, va avanti imperterrita, traendo anzi rinnovato vigore dall’avvicinarsi della scadenza elettorale. Certo, ripensarci non è un delitto: le idee possono mutare, i contrasti smussarsi, gli obiettivi e quindi i compagni di avventura divenire altri. Ma qui non è questione di idee che mutano, di contrasti che si smussano, di obiettivi che cambiano. Si tratta di saltare disinvoltamente da uno schieramento a quello opposto, di tradire la fiducia di chi ha votato, di rinnegare quanto sostenuto fino ad un attimo prima, di agire oggi all’esatto contrario di ieri. Magari con la faccia tosta di apporre l’abusato marchio del “bene di Giulianova” su scelte dettate, con tutta evidenza, solo dalla soddisfazione delle ambizioni personali.
Il film è già visto: cambiarne il finale spetta solo a noi.

69 anni di libertà

“Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione! Dietro ad ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, giovani che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. (...) Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, questo è un testamento, un testamento di centomila morti.
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione.”
(Piero Calamandrei - Discorso sulla Costituzione agli studenti - Milano, 26 Gennaio 1955)
45mila caduti nella guerra di liberazione, 40mila fra mutilati ed invalidi, 35mila donne combattenti di cui 1000 cadute in azione, 70mila impegnate nei gruppi di difesa, 2800 condannate alla pena capitale. È il sacrificio di vite umane preteso dalla guerra di liberazione, il contributo di sangue pagato per la conquista della libertà e della costituzione repubblicana. Teniamolo a mente, almeno una volta all’anno.

Il ballo del mattone

IG 68 02È la colonna sonora di questi primi giorni di campagna elettorale e risuona, nitida, per l’intero centro storico. È il suono ritmato della miriade di lastre, piastrelle e mattoni  che cigolano, si muovono, sobbalzano al passare dei mezzi. È la musica che ricorda il milione abbondante di euro uscito dalle casse del Comune per finire in una ristrutturazione, quella di piazza Buozzi e corso Garibaldi, tanto fuori luogo quanto malfatta. La potete ascoltare sul nostro sito www.giuliaviva.it

Miopia continua

IG 68 01Il momento, in piena fase pre-elettorale non era certo il più adatto ad affrontare il tema, e la fretta non è stata buona consigliera. Ignorata la pericolosità idrogeologica della zona, la variante presentata in consiglio per l’area adiacente l’ex confettificio Orsini, conteneva anche un macroscopico errore: un indice edificatorio superiore a quello richiesto dalla proprietà, che “regalava” di fatto la possibilità di realizzare tre appartamenti in più del previsto (oltre 200mq complessivi). Bocciata, neanche a dirlo, la proposta de “Il Cittadino Governante” di salvaguardare un’area geologicamente delicata recuperandola paesaggisticamente con la permuta con una di pari valore posseduta dal Comune nella zona turistica.
L’iniziativa ha,  almeno, fatto ridurre i volumi realizzabili. La miopia urbanistica dell’amministrazione Mastromauro è comunque continuata, imperterrita, fino alla fine.

Inquinamento visivo

Le elezioni si avvicinano assieme a suggestivi discorsi preliminari sui tagli ai costi della politica, sul momento di crisi economica, sull’austerità ma poi, nei fatti, molti mostrano come sperperare risorse non badando a spese quando si tratta di campagna elettorale. Giulianova inizia ad essere imbrattata ed imbruttita da gigantografie con promesse di trasformazione e di miglioramento, “faccioni” e scenari fintamente costruiti per adescare e trasmettere ottimismo e novità; ma da subito il vecchio modo di fare politica prende il sopravvento in una competizione al maxicartellone pubblicitario più accattivante, in una sfilata di foto e frasi ad effetto pensate e strapensate, cartelloni che catturano la nostra attenzione, o il nostro disappunto, ma che intanto inquinano l’ambiente, oltre alla vista ed alla mente. 
Sono spese condivisibili e ragionevoli? 
Sono soldi ben spesi? Ora si tratta di fondi privati o di partito, ma quando saranno pubblici?

Ciao, piccinino!

TDC 67Martedì 25 marzo, in un affollatissimo Santuario della Madonna dello Splendore, un fiume di persone è accorso per dare l’ultimo saluto ad un uomo che Giulianova ricorderà senza dubbio come una delle figure più amate degli ultimi tempi: Padre Fernando Tribuiani.
Padre Fernando è venuto a mancare nella notte tra domenica 23 e lunedì 24 marzo per un arresto cardiaco nell’Istituto “San Francesco d’Assisi” di Vasto, dove si trovava ormai da qualche mese per sottoporsi ad un processo riabilitativo in seguito ad un intervento chirurgico agli arti inferiori che la malattia da cui era afflitto da tempo, il diabete, stava mano a mano consumando. Non riusciva, però, a consumare la sua grandissima forza di volontà, la sua voglia di tornare tra la gente, dove era sempre stato: ragazzi, poveri, malati, anziani, Padre Fernando era amico di tutti e a tutti sapeva strappare un sorriso, sapeva trasmettere allegria semplicemente col suo viso, sempre sorridente nonostante le mille difficoltà che la malattia gli recava.
Appassionato come pochi per il pallone, Padre Fernando era il padre spirituale del suo amato Giulianova Calcio, che non ha mai smesso di seguire neanche dal letto di ospedale. “In questo momento gioco in difesa, ma tornerò eh!”, diceva.
Un ritorno che non è stato quello che tutti speravamo, ma ora vogliamo ricordarlo così, nella sua semplicità, nella sua bontà, nel suo altruismo, che vogliamo esprimere con una sua solita frase, perché, in fondo, Padre Fernando è come se non se ne fosse mai andato: ciao, piccinino!

Lo scambio

FIPP 67Il sistema più originale fu senz’altro quello escogitato da Achille Lauro (regalare agli elettori una scarpa sinistra prima delle votazioni, riservandosi di completare il paio a urne chiuse ed elezione avvenuta), ma anche i camion carichi di pasta distribuiti nelle piazze in prossimità delle elezioni si sono ritagliati il loro spazio importante nella storia del voto di scambio. I tempi poi sono cambiati, e anche se la crisi ha fatto ritornare di moda la donazione dei beni alimentari, la fantasia degli acquirenti di voti si è andata mano a mano sbizzarrendo ed affinando.

Leggi tutto: Lo scambio

Etiopia, una scuola nel nome di Lorenzo Intervista all’Ass. “Oltre l’attimo”

OLA 67Siamo al bar La Cupola, con l’intero direttivo dell’associazione culturale Oltre l’attimo. Gabriella, Flavia, Maria, Angelo, Greta, Rita, Alessia. A Gabriella, la presidente, chiediamo: quando è nata e perché?
(Ga) L’ass.ne è nata ufficialmente il 4 marzo 2014, in realtà aveva già presentato, non da sola, alcune iniziative. Nasce per coordinare le molte cose proposte da tanti, nella nostra città, intorno al ricordo di nostro figlio Lorenzo. E’ arrivato il momento di fare qualcosa che fosse tutto in suo nome. In poco più di 20 giorni siamo oltre 120 soci. Il nome, Oltre l’attimo, si deve proprio a GiuliaViva, perché il primo articolo uscito su Lorenzo dopo l’incidente titolava proprio così. E ci è sembrato che fosse davvero la strada da percorrere, il segnale per andare avanti, oltre il momento in cui la sua vita non c’era più. Portando avanti i suoi sogni, la poesia, la musica, l’arte, attraverso noi, più che possiamo.
Greta, quali sono gli scopi che vorrà realizzare l’ass.ne in futuro?
(Gr) Vogliamo portare avanti le passioni che erano di Lorenzo, e quindi la musica, la poesia (abbiamo tanti bellissimi scritti di Lorenzo), la letteratura, tutto ciò che incrementi la formazione della persona, rivolgendoci anche ad un mondo più svantaggiato rispetto al nostro.
La personalità di Lorenzo era poliedrica, quali iniziative proporrete?
(An) Il 9 maggio, il giorno del suo compleanno, ci sarà una rappresentazione di teatro dialettale che produrremo con la nostra compagnia. L’ingresso sarà a pagamento, un minimo, perché vogliamo devolvere l’incasso della serata per cercare di realizzare aule scolastiche in una zona dell’Africa in cui ce n’è bisogno.
(Fl) Vogliamo dare continuità a ciò che faremo, dando un segno tangibile su come investire certe risorse. Abbiamo avuto un contatto con la Fondazione Onlus, I Fiori del Bene, che opera in Etiopia. Lì andremo a fondare una scuola in un villaggio (2 aule) che porterà il nome di Lorenzo. E’ un gesto che deve farci capire quanto bisogna andare aldilà delle cose, quanto è importante lasciare una traccia verso l’eterno.
(Ga) Lorenzo era una persona aperta alla vita, ma anche a tutti, senza limiti e pregiudizi. Aveva solo 21 anni, ma gli studi e le esperienze vissute gli avevano aperto la mente. La scelta di questa scuola in Africa ha anche un altro valore, quello di capitalizzare un po’ un’esperienza dolorosissima ma che può aprire di nuovo alla vita e la necessità di riempire di senso quello che l’assicurazione chiama risarcimento danni, ma che senza un valore non risarcisce nulla. La vita di un figlio non è risarcibile. Perché l’Africa? Perché a fronte delle manifestazioni d’affetto della nostra città, l’unica nota stonata su ciò che è successo intorno alla cosa più brutta, la morte, sono stati quei titoli di giornali, quel vociferare, perché l’altra persona coinvolta era uno straniero. (“Senegalese ammazza il figlio del titolare del bar La Cupola”, ndr). Noi pensiamo che con la nostra associazione dobbiamo avere anche un indirizzo educativo, e l’Africa ha anche questo scopo. “I miei genitori sono persone libere, e da persone libere sanno amare, sanno gioire, sanno soffrire come poche”. Sono parole di Lorenzo.
Colpisce il numero di persone presenti intorno a questo progetto. Rita, si parte da un dolore ma ciò che si vede è un trionfo della vita in tutte le sue forme.
(Ri) Non si può descrivere semplicemente Lorenzo, che era quasi come una spugna che assorbiva di tutto e di più. Questa cosa forte dell’investimento in Africa, unita al poter dare vita alle sue passioni, rappresenta per tutti noi una cosa grandiosa.
(Ga) Voglio dire un’ultima cosa a proposito dell’Africa. Non è qualcosa di campato per aria, è stato tutto molto ponderato, ci siamo affidati ad un’associazione che da 10 anni è in Etiopia ed ha costruito molte cose, lì. C’è già un terreno pronto per la scuola intestata a Lorenzo ma prima che tutto parta andremo in Africa a prendere tutti i contatti importanti. A scuola pronta ci sarà la possibilità di andare in tanti.
(Fl) La borsa di studio che l’associazione distribuisce ogni anno, e che l’anno scorso è andata ad un giovane violinista, quest’anno sarà dedicata alla letteratura.
Vogliamo chiudere dicendo che quello che sta nascendo è il trionfo di pensier

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Musica e arte in Sala Trevisan Piccola Opera Charitas

Sabato 16 dicembre 2017, alle ore 18.00, alla Sala Trevisan della Piccola Opera Charitas di Giuliano...

Presentazione del libro "…

Cultura

Presentazione del libro "TENERI LUPI"

L'associazione Veliero-Riccardo Cerulli invita tutti alla presentazione del libro "TENERI LUPI" di P...

Sport ed educazione

Sport

  Conferenza-dibattito sul ruolo e il coinvolgimento degli istruttori e della famiglia nella ...

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Politica

 Il Cittadino Governante aderisce e partecipa alla manifestazione promossa dall’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso

Il Cittadino Governante – associazione di cultura politica di Giulianova – aderisce e  partecip...

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Cultura

Filosofia e Ideologia dell’ambientalismo

Giovedì 26 ottobre 2017 alle ore 19,00 presso il Circolo Nautico “V. Migliori” - Giulianova lido (TE...

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Cultura

A Giulianova giornata FAI d'autunno

Domenica 15 ottobre a Giulianova Con il patrocinio del Comune e del Polo Museale Civico di Giul...

Prima fanno fallire Cirsu e po…

Politica

Prima fanno fallire Cirsu e poi non difendono nemmeno i lavoratori

Ha dell’incredibile. La maggioranza del Comune di Giulianova, ad eccezione del Consigliere Mustone, ...

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Politica

Salvaguardare i posti di lavoro di tutte le maestranze di CIRSU.

Protocollato oggi dall'associazione di cultura politica Il Cittadino Governante  un ordine...

La vera storia del Lido delle …

Politica

La vera storia del Lido delle Palme. Perché da vent’anni è tutto fermo ed ora se ne occupa la magistratura

Periodicamente  sui mezzi di informazione tornano notizie sulla lottizzazione Lido delle Palme:...

Il filo di Arianna

Cultura

Il filo di Arianna

Giovedì 24 agosto alle 21, nella Torre di Carlo V di Martinsicuro sarà inaugurata la mostra Il filo ...

Eventi estivi: rivedere tutto

Politica

Eventi estivi: rivedere tutto

Il cartellone eventi estivi 2017 verrà ricordato per la sua pressoché totale inconsistenza.Le manife...