Martedì, Giugno 27, 2017

 

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logo-web CGNel consiglio comunale di giovedì 7 aprile, a cui siamo stati costretti a non partecipare, è approdato, un punto all’ordine del giorno riguardante gli indirizzi strategici per la pianificazione territoriale in materia di sostenibilità formulati dalla Provincia: "VARIANTE N.T.A. DEL PIANO TERRITORIALE PROVINCIALE" E "PIANO STRATEGICO PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE E IL CONTENIMENTO DEL CONSUMO DEL SUOLO". Uno strumento urbanistico sovracomunale che, già nei titoli, recepisce le posizioni più moderne e avanzate nelle scelte urbanistiche di governo del territorio.
Dopo l’esorbitante, e non necessario, consumo di suolo (persino in zona agricola e in aree molto delicate sotto il profilo  paesaggistico e idrogeologico) approvato con la variante al PRG di Giulianova nel 2013, ci saremmo dovuti aspettare una piena condivisione della nuova linea propugnata dalla Provincia. Invece il sindaco Mastromauro - incredibile, ma vero – ha avuto il coraggio di proporre all’approvazione del consiglio comunale un’osservazione tesa a ottenere modifiche del PTP che possano mettere in condizione di ampliare ulteriormente, con varianti successive del PRG, l’edificabilità nel territorio giuliese.
Tutti ricorderanno le battaglie di civiltà urbanistica  condotte dal nostro gruppo consiliare durante l’iter della variante al  PRG che fece incassare un clamoroso stop della SUP che, giustamente, corresse d’autorità la Variante stessa eliminando ampiamente l’eccessivo consumo di territorio, lo scempio della campagna e della collina nord ed altro ancora. A causa della non conformità della Variante al Piano Territoriale Provinciale, l’amministrazione dovette  stralciare ben 601.995 mq. di territorio degli 857.000 mq. su cui era stata prevista nuova edificabilità residenziale e produttiva (aggiuntiva rispetto alla enorme quantità ancora prevista dal PRG allora vigente). Dovette ridurre, quindi, del 70,2%  il consumo di territorio a fini edificabili.
Tutti i comuni ormai cominciano a capire l’importanza di smetterla col consumo di territorio e di indirizzarsi invece verso il recupero e la riqualificazione delle aree già urbanizzate ma attualmente sottoutilizzate, degradate o dismesse. A Giulianova no, purtroppo impera ancora, in chi governa, una cultura urbanistica tipica della mentalità dedita al “sacco del territorio” che tanti danni ha altrove provocato; e non la scoraggia nemmeno la persistenza della crisi dell’edilizia per evidente sovrabbondanza di alloggi (che spesso restano invenduti) rispetto alla domanda.
Qualche tempo fa, dopo l’approvazione della Variante al PRG,  il sindaco, apparentemente fulminato sulla via di Damasco ebbe a dichiarare che da quel momento, “altro che stop al consumo del territorio”, lui avrebbe portato avanti la causa del “mattone zero” (che è una notevole corbelleria, perché stop al consumo di territorio non significa far finire l’attività edilizia, ma indirizzarla alla riqualificazione dell’esistente, ma tant’è!).
Ma ora è già tutto dimenticato, il sindaco è stato ripreso dai furori edificatori (magari sostenuti dalle pressioni clientelari) dei tempi in cui rilasciava dichiarazioni che preannunciano una nuova variante specifica per recuperare tutti i mq. di territorio e di edificabilità che la SUP e la Provincia  avevano saggiamente tagliato  poco prima dell’approvazione della Variante generale al PRG nel 2013.
In occasione della presentazione, nel 2014, del nuovo Piano Territoriale Provinciale dall’assessore provinciale all’urbanistica Falasca fu detto:
 “Le previsioni di sviluppo degli attuali Piani consentono l’iperbolica capacità edificatoria per un milione di abitanti, se a questo dato aggiungiamo il fatto che il 60% delle aree produttive della vallata del Tordino sono dismesse, salta all’occhio che l’unica economia possibile è la rigenerazione e la riconversione, non certo la nuova edificazione. L’obiettivo è quello di garantire una nuova fase di sviluppo a costo ambientale zero incentivando la ripresa degli investimenti in edilizia indirizzati verso il recupero dei centri storici, il recupero delle aree dismesse, la cura e la manutenzione del paesaggio, la rivalutazione delle superfici agricole” .
Parole sagge che tracciano una linea di indirizzo che ci sentiamo di condividere.
Il sindaco e l’amministrazione di Giulianova, invece, paiono non solo non cogliere le novità dell’urbanistica  più evoluta, ma rischiano di esporsi al ridicolo di essere bocciati dalla SUP e dalla Provincia una seconda volta, mostrando così un grave deficit culturale nelle scelte urbanistiche con rischio di pesanti ricadute negative sulla vivibilità e sull’economia della città.
E il gruppo consiliare del PD che fa? Ed il PD di Giulianova che fa? Subiscono ancora una volta, in silenzio, che il centro-sinistra a Giulianova continui la sua deriva verso l’irrilevanza culturale ed il malgoverno?
                                                                  
IL CITTADINO GOVERNANTE
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